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SETTEMBRE
1999
12 EDITORIALE
di Marco Marinacci
18 POSTA
a cura di Rino Nicotra
24 NEWS
a cura di Franco Paiamaro e Fabio Della Vecchia
64 ATTUALITÀ' _____
Il futuro dei sistemi GIS di Aldo Ascenti
70 ARTE INFORMATICA
La quadriennale di Roma e la Computer Art di Ida Gerosa
74 DIECI ANNI FA
1 . 2. 3 e quattro di Raffaello De Masi
Microsoft
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PLAYWORLD
di Francesco Carla J
80
FINANZA WORLD
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Internet e finanza di Francesco Caria
84
INTELLIGIOCHI
1
Alla ricerca di intelligenze extraterrestri di Corrodo Giustoai
SPECIALE
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Silicon Graphics
320
112
Infoware Run
Pentium 550
PROVE
96 Microsoft Office 2000 di Aldo Ascenti
102 II design dei computer di Franco Paiamaro
104 Silicon Graphics 320 di Franco Paiamaro
112 Infoware Run Pentium III 550 di Pierfrancesco Fravolint
116 Enface Ethane 9820 di Andrea Moritesi
120 Intel Create & Share Camera Pack
di Pierfrancesco Fravolini
124 Roper Ro.WebFax di Raffaello De Masi
128 Ulead VideoStudio 3.0 di Bruno Rosati
4
MCmicrocomputer n. 1 98
Informatica e Design
Dopo anni e anni di "banale grigiore"
nel look dei personal computer e della
maggior parte delle periferiche, l'indu¬
stria informatica sta finalmente ini¬
ziando a curare con maggiore atten¬
zione il design dei loro prodotti.
Dispositivi, ormai, non più destinati
esclusivamente alle disordinate scri¬
vanie di un ufficio, ma spesso (e ben
volentieri) da "mostrare" in casa.
Perfettamente integrati nell'arreda- Ir
mento domestico al pari degli altri fa
apparecchi tecnologicamente avanzati
che siamo, da tempo, abituati ad ave¬
re tra le nostre mura...
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136
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142 RECENSIONI CD-ROM
a cura di Dino Jons
146 ABC
Soprawiveranno i grandi rettili? di Raffaello De Mas,
116
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150 DIGITAL IMAGING
Kai's Photo Soap 2 di Raffaello De Masi
COMPUTER & VIDEO
154 Windows Media Technologies di Bruno Rosati
INTERNET
158 Internet pratica - Novità di fine estate di Bruno Rosati
162 Avvisi ai naviganti - Bionda o bruna, purché. . di Raffaello De Masi
167 Combiattiamo il grande fratello di Raffaello De Masi
170 MATHEMATICA
La grafica di Mathematica di Francesco Romani
174 DESKTOP PUBLISHING
Corel Draw 9 di Mauro Gandini
178 LINUX
Linux senza fili di Giuseppe Zanetti
182 PD-SOFTWARE OS/2
OS/2 nel mondo a cura del Team OS/2 Italia
184 MACINTOSH
Nuova vita ai fax di Raffaello De Masi
188 AMIGA
"Silenzio, siamo in onda... con Amiga!"
a cura dì Amiga Group Italia
Settembre 1999
Direttore
Marco Mannacci
Vicedirettore
Rino Nicotra
Assistente di direzione
Roberta Rotili
Direzione Tecnica
Andrea de Prisco - Corrado Giustozzi
Hanno eollaborato,
Aldo Ascenti, Francesco Fulvio Castellano.
Paolo Cognetti. Francesco Carla.
Raffaello De Masi. Valter Di Dio,
Piertiancesco Fravolini, Mauro Gandini,
Ida Gerosa. Dino Jons, Andiea Montasi
Franco Palatnaro,
Francesco Romani. Bruno Rosati.
Leo Sorgo, Giuseppe Zanetti
Copertina e direzione artistica
Paola Filoni
Grafica e impaginazione
Adriano Saltarelli, Fabio Dello Vecchia
Fotografia
Dario Tossa
Coordinamento produzione
Giovanna Mutinoli
Pubblicità
Achille Barbera.
Elsa Restarli
Segreteria o materiali
Paola Nesbrtt
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Direttore Responsabile
Marco Marmami
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ISSN 1 12877 M Copyright Si Wuricoen sii tulli i dmtll
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se scorso
MCmtcro-
computer e
Byte Italia
non sono più sole, ma sono state affiancate da altri
due mensili dedicati a due settori ben definiti: WoW
e Check Point, e altre due novità sono imminenti.
primo numero
sarà quello di
ottobre, in
uscita per la
fine di questo
mese. Ci sa¬
ranno le prove
dei prodotti,
le guide per il
loro corretto
impiego e, in
ogni numero,
un CD-ROM contenente, fra l'altro, tutti gli esempi
di trattamento digitale utilizzati nelle rubriche tecni¬
che per consentire al lettore di provare ì procedi¬
menti descritti.
Il 5tl di
MCmicrocempuler Group
Come già annunciato nel numero scorso. WoW
sta per World of Web ed è una rivista dedicata al
mondo di Internet, vissuto soprattutto dal punto di
vista dell'utente curioso più che del tecnico, un
mezzo indirizzato a chi vuole soprattutto capire co¬
me sfruttare le potenzialità della rete. Check Point
ricorda invece il punto che bisogna raggiungere per
andare avanti nel gioco, ed è una rivista dedicata al
mondo delle console per videogiochi: Playstation,
Sega, Nintendo e portatili. Un mondo ampio, popo¬
lato in Italia da qualche milione di persone, basato
su oggetti sofisticati ma specializzati, non versatili
come il PC ma, in buona parte proprio per questo,
maggiormente stabili, affidabili e facili da usare.
"Saltabeccare" da un gioco all'altro è normale in
una console, mentre può far correre qualche rischio
in un PC, che con frequenti installazioni e disinstalla¬
zioni di programmi in grado di metterlo sotto stress
può, come si dice in gergo con un termine pessimo
ma che rende perfettamente l'idea, "incasinarsi" e
creare problemi di funzionamento che spesso
l'utente è costretto a risolvere con interventi drastici
e impegnativi.
Ci sono altre novità in arrivo: qualcuno avrà già ca¬
pito, dall'accenno fatto nel numero scorso in cui di¬
cevo che sarebbe nata una rivista verticale "in un
settore al quale MC già da tempo dedica spazio ",
che abbiamo deciso di dedicare un mezzo specializ¬
zato al campo della fotografia digitale e
più estesamente al trattamento digitale
delle immagini, quello che viene ormai
universalmente denominato "imaging" (e
questo termine sarà infatti nel nome). Si
tratta di un settore nel quale l'uso del
mezzo informatico è particolarmente produttivo e al
tempo stesso gratificante: questo significa uno spa¬
zio che può essere occupato con soddisfazione tan¬
to dal professionista quanto dall'hobbista evoluto,
che usa il proprio computer per la produzione, il trat¬
tamento e l'archiviazione delle proprie immagini. Il
L'altra novità riguarda... solo una piccola parte dei
nostri lettori, un mondo di nicchia al quale ostinata¬
mente non abbiamo smesso di dedicare almeno un
piccolo spazio. Ormai quasi una quindicina di anni
fa nacque un computer che, pur non riuscendo a
cambiare il mondo, era destinato a lasciare un se¬
gno: l'Amiga, figlio di quella Commodore che aveva
aperto la strada del personal con il Pet, il Vic-20, il
C-64. L'Amiga ha avuto varie vicissitudini, con tanto
di morti e resurrezioni, ed è oggi ancora vivo nelle
mani dei suoi irriducibili estimatori. E al momento
lascia intravedere la possibilità, ma non è il luogo
per parlarne, di un interessante rinvigorimento. Ab¬
biamo deciso di dedicare una rivista a questa picco¬
la ma interessante e motivata nicchia: l'appunta¬
mento è ad Empoli, il 18 e 19 settembre, per la ma¬
nifestazione Pianeta Amiga che ormai è una tradi¬
zione che raduna gli amighisti d'Italia. Al momento
non è possibile dare informazioni complete, perché
esiste una trattativa che, ad oggi (3 agosto), è con¬
clusa ma non ancora ufficializzata: anticipo che la
nostra rivista per Amiga dovrebbe partire non dal
numero 1 ma da oltre il numero 100, e con questo
sono certo che tutti gli appassionati di Amiga capi¬
scono cosa bolle in pentola. Il nome sarà in breve
Amiga Life, ma ci sarà una terza parola a ricordarne
l'origine.
L'aumentare del numero di pubblicazioni
della nostra casa editrice, per ora nel set¬
tore dell'informatica e in quello adiacen¬
te dei videogiochi, è il motivo della crea¬
zione del marchio "MCmicrocomputer
Group ", che da questo mese comparirà nello spigo¬
lo in alto a destra sulle copertine delle riviste edite
dalla Pluricom e che sta ad indicarne la matrice co¬
mune. Il nostro 5+ 1 è fatto da Byte Italia,
WoW, Check Point, e ora la rivista di ima¬
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DEGLI HD
Caro De Masi,
dopo essere stato colpito rovinosa¬
mente dal virus CIH, vivo nel terrore
delle infezioni. Ogni strana manifesta¬
zione, ogni blocco di sistema, ogni
programma che mi pianta mi fa fare un
salto dalla paura. Ho notato, tra l'altro,
che l'hard disk, pur in momenti di inat¬
tività, parte senza preavviso e gira,
spesso per diversi secondi.
Ho apprezzato molto la sua trattazio¬
ne sui virus e vorrei chiederle se que¬
sta strana attività, che mi pare ingiusti¬
ficabile, è davvero segno di qualcosa
che non va, o posso restare tranquillo.
Grazie in anticipo e complimenti per
il lavoro che state svolgendo.
Mario Vicedomini
Vivere nel terrore dei virus, informa¬
tici o non, non è né salutare né ri¬
lassante, Mi auguro che lei abbia adot¬
tato un buon pacchetto antivirus e lo
tenga sempre aggiornato. Se lo ha fat¬
to può senz'altro rilassarsi e dormire
sonni tranquilli.
Ritornando al problema dell’attività
ingiustificata dell'HD possiamo assicu¬
rarle che tale attività, quasi sempre
non è ingiustificata. Possono esserci
molti motivi per ciò, tutti assolutamen¬
te leciti, riconducibili essenzialmente a
tre tipologie differenti.
Il primo è da riferire all'attività di pa¬
ginatura della memoria virtuale. Quan¬
do il PC va "out of memory", esso usa
il disco rigido come una RAM virtuale,
attraverso un file nascosto chiamato
Swap File. Meno memoria si ha a di¬
sposizione, più frequenti saranno gli
accessi a questo file, in entrata e usci¬
ta. La cosa avviene più frequentemen¬
te, ovviamente, quando sono caricati
in memoria diversi programmi, o quan¬
do se ne usa uno particolarmente avi¬
do di RAM (giochi in 3D o comunque
adottanti grafica tridimensionale, pac¬
chetti CAD con potenti opzioni di ren¬
dering, pacchetti DTP che gestiscono
documenti molto "affollati" e di grandi
dimensioni). E' suggeribile, se si di¬
spone di due HD, rilocare lo Swap File
sul secondo disco, in modo che non
interferisca con le operazioni di siste¬
ma operativo. Lo si può fare andando
nella finestra di Memoria virtuale e in¬
dicando la seconda opzione, che per¬
mette, appunto, di scegliere l'HD di
"deposito".
Altro motivo può essere legato all'at¬
tività del "Trova File" di MSWord (ov¬
viamente solo quando si usa questo
wp). Una volta all'ora quest'utility par¬
te per conto suo e indicizza il contenu¬
to dell’HD, impegnando, ovviamente,
attività del disco e risorse di sistema,
Ma esiste una terza possibilità, mol¬
to meno nota. I drive di più vecchia da¬
ta e alcuni anche recenti di meno raffi¬
nata costruzione hanno una funzione
(inaccessibile all'utente) inserita nel
drive, chiamata ricalibrazione termale.
Essa verifica le variazioni di dimensioni
delle parti meccaniche del drive, per
effetto del calore che si accumula nel
cabinet, ed esegue un accurato collau¬
do delle tolleranze e degli allineamenti
del drive. Si tratta di una verifica non
periodica, che parte solo dopo un cer¬
to intervallo d'inattività e può essere ri¬
conosciuta in quanto s'interrompe im¬
mediatamente appena l'utente guada¬
gna l’uso della macchina, anche attra¬
verso il semplice movimento del mou¬
se.
Raffaello De Masi
Problemi
DI DEFRAMMENTAZIONE
Sig. De Masi
la prego di aiutarmi a risolvere un
problema che sto incontrando dopo
aver installato un grosso HD da circa
nove GB sul mio PC. Sono diversi me¬
si che lo uso con soddisfazione ma ie¬
ri, al momento della prima defram-
mentazione, ho avuto un problema.
Dopo aver deframmentato circa un
GB, l'applicazione è andata in errore
ed ha consigliato di lanciare Scandi sk
per le riparazioni. L 'ho fatto ma, al ri¬
lancio del Deframmentatore, il proble¬
ma si è ripresentato. Ho ritentato di¬
verse volte, senza alcun risultato Co¬
me posso fare per risolvere il proble¬
ma?
Grazie e cordiali saluti
Paola Conte
Se, dopo l'uso di ScanDisk non ha
ottenuto risultati apprezzabili, è
questo uno dei casi in cui il messaggio
d'errore consiglia una strada mutile di
soluzione. ScanDisk non c'entra nulla
con il problema da lei riscontrato, ma è
solo una finestra, in questo caso inuti¬
le, lanciata dal trap d'errore del siste¬
ma operativo (un trap è una routine di
cattura dell'errore del tipo: "Se si veri¬
fica l’errore XYZ, vai a .. /visualizza la
finestra .../ mostra il messaggio..., e
così via").
Lanciare Scandisk, nel suo caso, non
serve a nulla. Il motivo dell'errore sta
nel fatto che, durante l'operazione di
deframmentazione, il sistema operati¬
vo costruisce in memoria una mappa
dei settori dell'HD. Il problema è co¬
munque molto malizioso e cercherò dì
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Segue da pag 18
spiegarle perché.
Non conosco le dimensioni della sua
RAM, ma esse non hanno alcuna in¬
fluenza sul problema. 64 o 128 MB
non fanno alcuna differenza, visto che
il problema è legato alle dimensioni
della pagina convenzionale di memo¬
ria, che su alcuni vecchi PC è fissa e
pari a 64K. Se la sua macchina, come
prevedo, non è recentissima, il proble¬
ma sta tutto 11.
Risolverlo non è né semplice né im¬
mediato. Provi a deframmentare l'HD
al lancio, prima di utilizzare altri pro¬
grammi che, anche se chiusi, lasciano
sempre ingombri della memoria. Provi
a eliminare tutti i programmi che gira¬
no in background (usi Ctrl-Alt-Del e
uno per uno "spenga tutti quelli inutili;
ricordi che solo Explorer e Systray so¬
no necessari). Come ultima risorsa lan¬
ci la macchina in modalità protetta e
azioni il deframmentatore da qui (in
questo tipo di modalità si occupa dav¬
vero un minimo di memoria). Se non
ce la fa le consiglierei una chance, che
dovrebbe funzionare e che ha indubbi
vantaggi; partizioni il disco in "pezzi"
più piccoli. Ne otterrà un vantaggio an¬
che in termini di velocità.
Cordialmente
Raffaello De Masi
Virus: una vita
SENZA PACE
Preg.mo De Masi,
ma è mai possibile che, con i virus,
non si possa mai stare tranquilli ? Ho
letto, sui notiziari giornalieri di Yahoo!,
di nuovi virus in arrivo, che agiscono
utilizzando la stessa tecnica di Melissa.
Cosa c'è di vero in tutto questo? Possi¬
bile che non si possa vivere in pace. e.
ogni volta che si accede a Internet, si
debba camminare come in un campo
minato? Insomma, come fare per stare
un po' più tranquilli.
So che per visitare Atripalda, ormai,
bisogna ricorrere alle liste di prenotazio¬
ne. Sa se per il 2000 c'è ancora posto?
Sergio Calcani Bembo
Il mondo segreto dei creatori di virus
è, negli ultimi tempi, divenuto forte¬
mente effervescente; si vede che l'ars
programmatone, ancorché talvolta
orientata a fini non proprio educativi,
ruggisce ancora in maniera tonante.
Da quanto mi dice devo pensare che
lei alluda a Pretty Park, alias Pretty
Worm, che. però, non è un virus, no¬
me d'elite questo riservato a program¬
mi che replicano se stessi; e non è
questo il caso. Pretty. che nome deli¬
zioso, distribuisce se stesso rapida¬
mente attraverso un meccanismo si¬
mile a quello di melissa, con la sola
differenza, rispetto a questo, che esso
usa la completa mailing list del malca¬
pitato (invece dei primi cinquanta no¬
mi). L'icona del file attached è un'im¬
magine di South Park, troppo accatti¬
vante per non invitare l'utente ingenuo
a essere aperta. Fortunatamente chi
ha costruito Pretty Park non aveva lo
stesso livello di bravura di melissa, e,
nella maggior parte dei casi, l'operazio¬
ne di ridistribuzione fallisce a causa dei
numerosi bug presenti nel codice.
Come fare a difendersi? Come ho
detto altre volte, non bisogna vivere in
atmosfera di "Dagli all'untore!". Bec¬
carsi un'infezione non è difficile, ma
neppure facile. Oltre a mantenere ag¬
giornato il proprio pacchetto antivirus
(alcuni, provati anche su queste pagi¬
ne. sono davvero eccellenti), è utile
evitare alcune ingenuità o superficia¬
lità, come aprire file attached senza
pensarci su almeno un istante. Guar¬
diamo bene chi c'invia materiale "at¬
taccato", e verifichiamo se davvero
aveva da inviarci qualcosa. Il nostro
ignaro amico potrebbe, senza saperlo,
trasmetterci qualche bell'infezione;
perciò occhio a quel che arriva, magari
studiando anche il titolo del file aggan¬
ciato (sarà ben difficile che nostra so¬
rella c'invii un file dal titolo "hardPa-
mela.doc").
Un po' più vecchio di questi appena
indicati, ma sicuramente più pericolo¬
so è Worm.explore.zip, che è un vero
virus, utilizzante, anch’esso la comoda
via della posta elettronica. Esso usa
un'ingannevole tecnica di presentazio¬
ne per aprire la via dell’infezione.
Il virus si propaga attraverso un file
attached dal nome
ZIPPED_FILES.EXE, inserito in una e-
mail contenente il messaggio: "Hi (no¬
me del destinatario, prelevato dalla
mailing list di partenza). I received
your e-mail, and I shall send a reply
ASAP. Till then, take a look at thè atta¬
ched zip docs. Bye! ".L’attached ha
una icona del tipo WinZip, del tipo self-
extractmg.
La linea del subject è casuale, ma
generalmente è la stessa di un mes¬
saggio inviato al nostro corrispondente
in precedenza, cosa che determina,
ovviamente, un clima di minor atten¬
zione. visto che pare la risposta a un
messaggio da noi inviato. Il pericolo è
alto nei paesi di lingua inglese, ovvia¬
mente. mentre da noi desta subito so¬
spetto che Gennarino Esposito ci abbia
risposto in inglese.
Il virus agisce in maniera molto sub¬
dola; Worm copia se stesso nella di¬
rectory di sistema di Windows con il
nome Explore.exe o nella directory
Windows con il nome setup.exe, e
modifica il suo codice in modo da es¬
sere eseguito ogni volta che si lancia il
sistema. La sua azione si esplica attra¬
verso Microsoft Outlook, Outlook Ex¬
press e 98, e Microsoft Exchange, ri¬
trasmettendo se stesso via e-mail co¬
me risposta a lettere non lette nella
cartella Inbox. Inoltre distrugge siste¬
maticamente ogni file presente nel di¬
sco rigido con estensione. H, .C, .CPP,
ASM, .DOC. -PPT, o XLS.
Individuato inizialmente in Israele,
WormExploreZip è stato poi ritrovato
in numerosissime parti dei mondo, an¬
che lontanissime tra loro. Durante la
prima fase di virulenza, un PC infetto
fu segnalato in Tasmania, a circa 6000
km dalla più vicina fonte di infezione.
La cura è semplice, oltre che con¬
trollare tutto quel che passa attraverso
la nostra macchina, mantenendo sem¬
pre aggiornatissimo il database delle
stringhe del nostro antivirus, evitare di
aprire file attached se non si è sicuri
del suo contenuto. Il discorso della
provenienza è invece ingannevole, vi¬
sto che il messaggio arriva sempre da
qualcuno con cui siamo stati in contat¬
to, e che ci ha inserito in una lista di in¬
vio. E, per l'amor di Dio, niente paura;
un virus inserito in un file attached è
inoffensivo fino a che non si apre il file
stesso, così come lo è, allo stesso mo¬
do, un macrovirus.
Spiacente, le visite ad Atripalda sono
sospese almeno fino al 2002. Abbiamo
superato, quanto a prenotazioni, quelle
della Cappella Sistina, e il WWF teme
per la conservazione della specie au¬
toctona. Non si trova nulla neppure più
dai bagarini!
MS
20
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
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Easy School.
La Riuoluzione
Didattica.
Attualmente tutti i personal computer
installati nelle aule di Istituti scolastici sono
in grado (se provvisti di collegamento in rete)
di interscambiarsi programmi o file,
ma sicuramente non offrono la possibilità di
"comunicare" intelligentemente ed in modo naturale.
La Rete Didattica Multimediale interattiva
"Easy-School" ® è destinata a rivoluzionare il
tradizionale modo di insegnare tramite PC.
Con Easy-School si entra in un mondo nuovo
per la didattica , la rete consente il controllo
totale dell'aula , rendendo tutti i PC presenti
un potente mezzo didattico che facilita,
migliora l'insegnamento e aumenta
la produttività e l'apprendimento degli allievi.
Un collegamento esterno alle macchine
permette a "Easy-School" la totale
indipendenza dei singoli PC ed una
compatibilità completa con tutti i tipi di
processori senza impegnarne le potenzialità.
La sua installazione non comporta alcuna
variazione alle macchine già esistenti.
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RETE DIDATTICA MULTIMEDIALE
La rete didattica multimediale "Easy-
School" è basata sull'ultima
tecnologia a microprocessore essa è
composta da N.1 Master ed un
numero di Clients, connessi ai PC
tramite cavo . La rete funziona in
assenza di software poiché è
totalmente gestita via hardware da
una CPU interna al Master ed ai vari
Clients. La rete adotta un sistema di
commutazione hardware esterno ai
PC, interscambiando monitor,
tastiera, mouse ed audio di un
qualsiasi PC presente nell'aula di
informatica. La sua semplicità d'uso,
a mezzo di una interfaccia
interattiva la rende uno strumento
eccezionale per la didattica e
permette di:
Interscambiare Monitor, Tastiera,
Mouse e Audio tra Docente e Alunno, Docente e Gruppi di Alunni (max 8
Gruppi), Docente e aula
Interscambiare Monitor, Tastiera, Mouse e Audio da Client a Master
Visione, e scambio audio e video dalla postazione Alunno
a gruppi o tutti gli Alunni
Trasmettere Audio / Video (max 2 Videoregistratori) a Singoli /
Gruppi / Tutti gli Alunni.
Consente la correzione degli allievi dalla cattedra del docente.
Videoconferenza tra Docente e Alunno ,
Docente e Gruppi di alunni. Docente e TUTTI gli alunni.
Trasmettere un segnale Audio/Video (da un Registratore, Videoregistratore
un VideoProiettore, una TV o un qualsiasi apparecchio con sistema PAL)
a singoli/Gruppi/Tutti gli alunni.
Inviare a Gruppi diversi i due segnali Audio/Video in contemporanea.
Inibire tutti i PC degli allievi a discrezione del docente.
Controllare a ciclo temporizzato ed in modo trasparente
gli allievi senza abbandonare la cattedra.
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Fulvio Castellano
Toshiba presenta la "reincarnazione" dei suoi
portatili e annuncia la tecnologia al polisilicio
I nuovi notebook: la famiglia dei
Satellite (2060CDS, 2550CDT,
4070CDS/CDT), Tecra 8000, Portégé
3110CT. Presentato il primo note¬
book al mondo con schermo LCD
TFT polisilicio a bassa
temperatura da 10,4 pollici.
Toshiba conferma la sua leadership nel
settore degli schermi LCD annunciando il
lancio sul mercato del primo portatile con
display a cristalli liquidi TFT a base di tec¬
nologia polisilicio a bassa temperatura. I
nuovi display sono disponibili sia nella
versione da 8,4" che in quella da 10,4" e
offrono incredibili vantaggi e altissime
performance rispetto ai loro predecesso¬
ri, Infatti, lo schermo da 8,4 pollici ha uno
spessore di soli 4,9 millimetri, il 20% in
meno rispetto a qualsiasi display TFT
amorfo attualmente disponibile sul mer¬
cato ed è quindi particolarmente adatto
per i notebook che vogliono offrire il mas¬
simo delle prestazioni nel minimo dei for¬
mati, lo schermo da 10,4 pollici offre,
invece, un'elevata risoluzione. Il substra¬
to è costituito da silicio policristallino, il
quale offre una mobilità degli elettroni più
elevata rispetto al silicio amorfo che si
trova nelle matrici attive e in altri display
LCD. Il polisilicio policristallino permette
inoltre un più facile controllo di ogni sin¬
gola cella pixel da parte di circuiti periferi¬
ci più piccoli, tra cui i circuiti integrati pilo¬
ta. Di conseguenza i circuiti pilota periferi¬
ci che controllano il display possono
essere portati direttamente sul substrato
e non vi è alcuna necessità di montaggio
esterno intorno al pannello del display.
Questo consente di ridurre significativa¬
mente il numero totale di componenti e il
numero di pin di connessione necessari.
Intanto, Dataquest riconferma la leader¬
ship di Toshiba Europe nel mercato euro¬
peo dei PC portatili. Secondo le ultime
rilevazioni (Maggio '99), i modelli Toshiba
costituiscono il 25,7% di tutti i notebook
venduti in Europa nel corso del 1998.
Seguono Compaq e IBM rispettivamente
con il 18,4 e il 10,7%. La multinazionale
giapponese si è imposta sui più impor¬
tanti mercati del Vecchio Continente:
Germania, Gran Bretagna, Francia,
Spagna e Benelux. Per quanto riguarda la
situazione italiana, Toshiba continua a
migliorare la propria posizione di mercato.
Mantiene inalterato il terzo posto, ma
registra una crescita del 53,6% in termini
di unità vendute rispetto all’anno prece¬
dente. La riapertura di Toshiba in Italia 4
anni fa è stata una grande scommessa
per la casa giapponese.
Questa scommessa è stata ampiamen¬
te ripagata dagli eccellenti risultati di mer¬
cato e dalla costante crescita della sede
italiana, che quest’anno ha incrementato
il proprio fatturato del 70% rispetto al
1997, portandolo a oltre 100 miliardi di
lire.
Questi risultati eccellenti hanno portato
alla messa in atto di una sostanziale rior¬
ganizzazione che ha visto la nomina di
Andrea Persegati a Country Manager
Toshiba Europe GmbH per l’Italia.
Satellite 2060CDS
E ora veniamo agli ultimi annunci.
Toshiba lancia un nuovo notebook, svilup¬
pato appositamente per il mercato consu¬
mer e l’utenza SoHo. Per non scendere a
compromessi di qualità, il Satellite
2060CDS è dotato di un veloce processo¬
re portatile AMD K6-2 da 366 MHz e di
32 MB di SDRAM espandibile a 160 MB.
Ha un design moderno e sottile (solo 43
mm di spessore) in appena 3,1 kg. Il
nuovo notebook dispone di uno schermo
DSTN a colori da 12,1 ’’ con una risoluzio¬
ne 800 x 600 fino a 16,7 milioni di colori.
Tra le caratteristiche standard sono inclusi
il modem fax integrato da 56 kbps V.90, il
CD-ROM da 24x, il drive per floppy disk e
il Toshiba Bass Enhanced sound System.
In più, il Satellite 2060CDS ha una tastiera
con 4 'Easy Keys', che permettono agli
utenti di lanciare un browser Internet o
attivare un CD con la semplice pressione
di un tasto. La batteria agli ioni di litio ha
un'autonomia fino a 3 ore, mentre i due
slot per PC Card Type II o uno per Type
III, il supporto CardBus e gli slot di memo¬
ria addizionali permettono una facile
espansione del sistema. Questo note¬
book ha in dotazione: Microsoft Windows
98, Works 4.5, software per la gestione
delle PC Card, driver e varie utility, tra cui
Toshiba Hibernation utility e il manuale
utente on-line,
24
Satellite 2550CDT
La serie Toshiba nata per il mercato
retail acquisisce un nuovo modello: il
Satellite 2550CDT, una macchina alla por¬
tata di tutti e in grado di offrire nello stes¬
so tempo la vera multimedialità portatile.
Il Satellite 2550CDT è stato studiato
appositamente per l'utenza SoHo, ed è
dotato di un processore Intel Celeron da
366 MHz, di 64 MB di SDRAM standard
(espandibile a 192 MB), di uno schermo
TFT a colori da 12,1 " con 800 x 600 pixel
e fino a 16,7 milioni di colori e due slot
CardBus tipo II o uno tipo III. Inoltre, nel
suo formato sottile dal design moderno,
trovano spazio il modem fax incorporato
da 56 kbps V.90. il CD-ROM da 24x e il
floppy. Oltre alle spiccate caratteristiche
di multimedialità, il Satellite 2550CDT è
fornito di quattro 'Easy Keys', che con¬
sentono all’utente di lanciare un browser
Internet o di far partire un CD con la sem¬
plice pressione di un tasto. La batteria
agli ioni di litio fornisce un'autonomia fino
a 3 ore.
Satellite 4070CDS/CDT
Toshiba ha ampliato la famiglia con i
nuovi Satellite 4070CDS/CDT, dotati degli
ultimi processori per PC portatili e di tutte
le caratteristiche di cui un'utenza azienda¬
le medio-piccola può avere bisogno. I due
nuovi modelli Satellite 4070CDS/CDT
sono dotati di un processore per PC por¬
tatile Intel Celeron da 366 MHz, di 64 MB
di DRAM standard (espandibile a 192
MB), del drive per floppy disk e del CD¬
ROM 24x integrati. Il Satellite 4070CDS
offre uno schermo DSTN a colori da
13,0" e 4,0 GB di hard disk, mentre il
Satellite 4070CDT è dotato di uno scher¬
mo TFT a colori da 13,3". Inoltre, monta¬
no un modem 56K V.90 per permettere
un facile accesso a Internet. In entrambi i
modelli della serie si può scegliere tra l'in¬
stallazione di Windows 95 o 98 (a scelta
Win NT). Inoltre, queste macchine preve¬
dono le soluzioni docking della gamma
Satellite. Il nuovo Port Replicator offre la
possibilità di espansioni e connessioni a
periferiche esterne quali il monitor, tastie¬
ra e mouse. In più. i Satellite
4070CDS/CDT sono compatibili con la
Card Station III attraverso un'opzione chia¬
mata Spacer, disegnata per compensare il
design più sottile dei nuovi Satellite.
Tecra 8000
Toshiba rinnova la propria sene Tecra
8000 con gli ultimi e più potenti proces¬
sori Intel disponibili sul mercato e aumen¬
ta ulteriormente i livelli di performance,
flessibilità e adattabilità offerti dalla serie.
L'ottima stabilità raggiunta dalla serie
rende il Tecra 8000 il notebook ideale per
proiettare l'azienda nel prossimo millen¬
nio. Il design a piattaforma unica del
Tecra 8000 permette all'utente di valuta¬
re il sistema a lui più appropriato, poten¬
do scegliere tra una vasta gamma di pro¬
cessori Pentium II e diverse soluzioni di
memoria, hard disk e schermi.
Portégé 3110CT
Toshiba presenta il Portégé 311 0CT, l'ul¬
tima e più avanzata soluzione in termini di
dimensioni, leggerezza e design. Il
Portégé 3110CT è stato progettato per
rispondere alle esigenze di performance e
potenza dell’utenza professionale: un pro¬
cessore Pentium II Intel da 300 MHz, un
modem V.90 e interfaccia Ethernet inte¬
grate, una batteria ad alta capacità in dota¬
zione standard con autonomia fino a 3,5
ore. Il Portégé 3110CT pesa solo 1,42 kg
(inclusa la batteria). Il suo formato ultra¬
compatto (257 x 216 x 19,8 mm) non
impedisce di ospitare una comoda tastie¬
ra standard con tasti distanti 18 mm l'uno
dall'altro. Unendo queste caratteristiche
allo schermo al polisilicio a matrice attiva
TFT a colori da 10,4" da 800 x 600, que¬
sto 'piccolo' notebook garantisce agli
utenti condizioni di lavoro ergonomiche e
confortevoli. Lo schermo al polisilicio è
più leggero, più resistente e brillante degli
schermi che si basano sulla classica tec¬
nologia al silicio amorfo. Tra le altre carat¬
teristiche, il Portégé 3110CT può contare
su 64 MB di DRAM espandibile a 128, un
drive per floppy disk esterno da 3,5" e un
CD-ROM portatile esterno (via PC Card),
un sistema audio compatibile Sound
Blaster Pro a 16-bit, un acceleratore grafi¬
co a 128 bit e uno slot per PC Card Type
II. La dotazione software comprende il
sistema operativo, Microsoft Windows
95 o 98, i driver e le utility Toshiba.
Conclusioni
E per concludere alcuni appunti di 'colo¬
re'. Sono arrivati a 4 milioni i notebook
venduti da Toshiba in Europa da quando
la compagnia, 1 4 anni fa, ha iniziato a ope¬
rare con l'impianto di Regensburg,
Germania. Di questi 4 milioni, piu della
metà sono stati venduti dal settembre '96
grazie al crescente mercato 'mobile' euro¬
peo. Questo traguardo segna una pietra
miliare per Toshiba anche perché, secon¬
do Dataquest, più del 25% dei notebook
venduti in Europa sono Toshiba.
Per informazioni:
Toshiba.
Tel. 039 6099369
25
• NOTEBOOK
dì Franco Paiamaro
Nuovi notebook CD Book Wide con Pentium II Celeron da Newchip
La fortunata serie CD Book Wide di
Newchip si arricchisce di un nuovo
modello, dotato del processore Pentium
Il Celeron 300 MHz su Socket 370 e di
tutte quelle caratteristiche qualitative
richieste da un notebook che desideri
affermarsi come un "desktop replacer” a
tutti gli effetti II suo punto di forza, come
richiamato dal nome stesso, è l’ampiezza
dello schermo, che monta un pannello da
15.1 " a matrice attiva (misura equivalente
a quella dell'immagine di un tubo CRT tra¬
dizionale da 17"), con una risoluzione di
1024x768 e 16 milioni di colori e bus
AGP.
Molto sottile nel profilo ed ergonomica¬
mente eccellente, CD Book Wide dispo¬
ne di una tastiera munita di tastierino
numerico e tasti aggiuntivi e utilizza hard
disk con interfaccia Ultra DMA
E' inoltre alimentato da batterie a dop¬
pia capacità (circa 80w/h) agli ioni di Litio;
la memoria DRAM è espandibile sino a
384 MB.
I CD Book Wide sono All in One, ovvero
contengono integrati nello chàssis sia il
lettore CD-ROM, intercambiabile con il
lettore DVD. e il floppy disk. Il sistema
audio è formato da una scheda 3D full
duplex, da due speaker e da un microfono
integrato. Gli slot PCMCIA sono due, dei
quali uno supporta la porta Z V, Se non si
desidera utilizzare un modem PCMCIA,
c'è la possibilità di poterne installare uno
interno, a 56K PNP Non mancano infine
la porta a infrarossi, la seriale e parallela,
le porte per mouse e tastiera esterni e
due porte USB. Oggi CD Book Wide è
disponibile con processore AMD K6 su
Socket 7, con Processore Pentium II e
Pentium Celeron. Inoltre. Newchip dispo¬
ne di un'ampia gamma di accessori per
notebook, tra cui ricordiamo la nuova
mimtelecamera USB Dragon Eye.
Per informazioni:
Radarchim Srl,
Numero verde 800-445941
Tel. 02 5845931
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• INTERNET
Compy: Internet gratis per tutti, full time e
su tutto il territorio nazionale
Il futuro e già oggi per Compy, la catena di
corner informatici che ha per missione la
diffusione delle tecnologie informatiche nel¬
l'ambito delle famiglie, sempre in sintonia
con l'evoluzione del mercato e che ancora
una volta è in prima linea, stavolta per caval¬
care l'onda di Internet e per contribuire, con
i suoi novanta punti vendita, alla capillare
diffusione del nuovo media.
A partire dal prossimo lunedi, infatti, i
punti Compy inizieranno a raccogliere le
prenotazioni di famiglie, studenti, professio¬
nisti. aziende e di chiunque altro desideri
accedere a Internet gratuitamente e senza
limitazioni di tempo.Nel giro di pochi giorni
coloro che avranno effettuato la prenotazio¬
ne saranno abilitati e -grazie a Compy -
potranno godere di un abbonamento a
Internet completo e completamente gratui¬
to. L'abbonamento offerto, a cui è stato
con accessi
dato il significativo nome di INTERFREE,
dispone di una capillare rete di punti di
accesso che copre l'intero territorio nazio¬
nale e quindi consentirà di accedere al Web
con una semplice telefonata urbana.
Per informazioni:
Compy,
Tel. 05872882
tvww compy. 1 1
• SCHEDE VIDEO
Tre nuove schede video Sparkle da Elettrodata
Le nuove schede Sparkle utilizzano il
nuovo chip S3 Savage4 per una visualizza¬
zione ricca di luce e di effetti visivi. Sono
implementate tutte le funzioni grafiche 2D e
3D e sono in grado di svolgere al meglio
applicazioni complesse come per esempio i
giochi di ultima generazione. Il modello di
punta, SP397, possiede on board 32 MB di
SDRAM e visualizza la massima risoluzione
di 1920x1440 pixel a 65.536 colori, con un
refresh verticale di 60 Hz. In modalità
1024x768 pixel, con 16 milioni di colori (32
bit per punto), il refresh verticale raggiunge i
130 Hz.
SP397 supporta lo standard AGP 4x (quan¬
do disponibile) per lo sfruttamento ottimale
delle funzionalità AGP e grazie alla compres¬
sione delle texture Microsoft DX6 è indicata
per i giochi che richiedono il massimo delle
prestazioni I modelli SP394 e SP395 sono
invece dotati, rispettivamente, di 4 e 8 MB
di SDRAM/SGRAM e supportano lo stan¬
dard AGP 2x.Tutte le schede Sparkle hanno
il motore grafico 2D ottimizzato a 128 bit
con un DAC di 270 MHz e, grazie al suppor¬
to hardware dell'anti-ahasing, dell'alpha blen-
ding, del filtro anisotropo, e al buffering a 16
o 24 bit, consentono visualizzazioni 3D ric¬
che di luci ed effetti visivi. .
Per informazioni:
Elettrodata Spa,
Tel. 02 580311
26
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1999
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Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di
MODEM
di Franco Palrmaro
Digicom annuncia i nuovi prodotti GSM 01, Palladio Twin ISDN
e Tintoretto USB
Digicom. sempre al passo con la conti¬
nua evoluzione tecnologica, presenta i
nuovi prodotti realizzati secondo le tecno¬
logie GSM Dual Band. USB ed ISDN
GSM 01: Dual Band GSM Modem
Una soluzione innovativa per la trasmis¬
sione dati, fax e SMS (Short Message
Service) attraverso la rete GSM sia a 900
MHz chea 1800 MHz.
GSM 01 è il modem ideale per applica¬
zioni nei settori dell'industria, dei servizi
pubblici, delle
telecomunicazioni
pubbliche e priva¬
te. nella connessione mobile ad
Internet tramite terminali portatili, nei
sistemi di pagamento, nelle soluzion
destinate alla sicurezza.
Palladio Twin ISDN: GSM e ISDN in
un unico modem
Il nuovo modem Digicom che integra in
una PC Card tutte le funzionalità di una
scheda ISDN a 64 Kbps e che. collegato al
vostro telefono GSM, consente la tra¬
smissione di dati fino a 9600 bps
Disponibile da Settembre '99, Palladio
Twin ISDN può essere utilizzato con i
kit per i telefoni cellulari più diffusi.
Tintoretto USB e Tintoretto
USB+
Si espande la linea di prodotti di comuni¬
cazione. Realizzati con le piu recenti tec¬
nologie. questi dispositivi sono dei termi¬
nal adapter attivi dotati di porta USB che
consentono
la trasmissione dei
dati fino a 64/1 28 Kbps sulle
linee ISDN.
Tintoretto USB completa la gamma dei
prodotti Digicom (Leonardo 56 USB.
Galileo USB. Hub USB) che utilizzano la
tecnologia USB. Tintoretto USB+ e dotato
di una porta analogica A/B
Sono disponibili sia in versione per
Windows che per Macintosh.
Per informazioni:
Tel. 0331 702611.
I.y.nv digicom 1
EVENTI
di Franco Paiamaro
Infoware premiata da
risultato nazionale in
In occasione della convention annuale
Toshiba Team Day, l'ambita targa, cate¬
goria pc-center, è stata assegnata ad
Infoware Italia S.p.A di Roma
La convention, tenuta il 24 e il 25 giu¬
gno nella splendida cornice del Grand
Hotel di Rimmi. ha visto partecipare tutti i
Toshiba per il miglior
termini di unità vendute
partner nazionali Toshiba. Il risultato otte¬
nuto è di tutto rispetto: il premio non fa
che sottolineare il grande impegno profu¬
so nella promozione dei computer portati¬
li Toshiba, nonché attestare la professio¬
nalità e la competenza del distributore di
congratulazio-/
ni per il risul-1 — ---
tato!
Per informazioni:
Infoware Italia Spa,
Roma. Che dire? Auguri alla Infoware e iwww.mroware.n
• MODEM m
Fulvio Castellano
Eicon Technology presenta una nuova linea di prodotti
DIVA USB per ISDN
Eicon Technology, nota azienda nello
sviluppo di soluzioni di accesso remoto,
rivoluziona il mondo dei modem, propo¬
nendo il nuovo modello DIVA USB, dal
design curato e originale, in una varietà di
splendidi e accattivanti colori.
DIVA USB è una delle soluzioni più ver¬
satili per l'accesso a reti aziendali o a
Internet su linee ISDN. E' un modem
ISDN esterno che consente di sfruttare
tanto la velocità delle connessioni ISDN
quanto la flessibilità senza precedenti
della porta Umversal Serial Bus (USB) del
PC. Facile da usare, con l’installazione
plug-and-play e i wizard di configurazione
si è pronti per l'uso in pochissimi minuti;
basta inserire il cavo del dispositivo nella
porta USB del PC e collegare l'altro capo
alla linea ISDN. DIVA USB recupera l'ener¬
gia dalla porta USB stessa e quindi non
necessita di alcuna presa di corrente spe¬
cifica: è la soluzione ideale per l'utente in
viaggio nonché per l'uso a casa o in uffi¬
cio. DIVA USB è conforme allo standard
CAPI e può essere usato per una vasta
Continua a pag. 30
28
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Oltre 200 negozi:
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ASTI Corv>AUuandr«>35.U 0141/351000
UH Va Immilla ITO. M 010)5481280 * ••
\5oGCaprvn>252A-K,W 060/5421516 6
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BIUUNO C C Soia, locdiió Salci, W 0437/298858 6
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MIMO Vi. «dna 18. « 02/39281824 a OG
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Va FFto/Va Capotto « 02/(87l538J««IJ22 00
Va Inoncaiala 15. «02/28142758 6
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Vn Mrn 9. Porla ladmico. M 07/58302291 6
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VaPAgriraRout 22,W. 02/88224192 6
Caio 8. Air« 55 rng V «ragno, M. 02/29412705 0
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-Caano Malaria Va Mala* 5 « 0382/553399 0
-GnimJlo Boliana
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PESARO Va da Pompon. 17 U 0771/170111 O
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PESCARA VlaMorionrl44/l48,« 085/693195 0 6
PIACENZA PloPcmc/VoScdobnnr.W 0523/338105 6
PORDENONE
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POTENZA Va S Unno 42/43, U 0971/444756 6
Mura VieMorriagfoppo 304 f, «. 0574/5B08S3 a 06
RAGUSA Vie Europa 96, W. 0932/843149
RAVENNA Vili Aken. 73/75, W 0544/407644
- foaua C io Ganbdd 33. « 0548/883032
REGGIO CALARRIA
VaPourdjnio59,PlouoCoiiib, «0985/890258 6
REGGIO EMILIA VnOn&*ora2/B,« 0522/321132
RIMINE iotobano. Il «.0541/763061 4 6
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Va Doldr dagl, lAdd, 82 « 08/6801 7926
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Va Anodo» I O ra Tranlda 438/440, W 08/39749489
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LA PRIMA CATENA EUROPEA DELLINFORMATICA COMPUTER
News
Segue da pag 28
gamma di applicazioni ISDN: il software di
cui è dotata consente di inviare fax e per¬
sino di accettare chiamate telefoniche in
entrata.
Le caratteristiche del prodotto sono:
connessione ISDN ad alta velocità, ideale
sia per PC desktop che notebook (non
necessita di alimentazione esterna), sem¬
plice setup di tipo PNP e wizard di instal¬
lazione per Windows 98, strumenti grafici
di diagnostica e trace, supporta sia appli¬
cazioni basate su modem sia CAPI 2.0,
capacità di invio fax e messaggi vocali tra¬
mite il software RVS-COM, certificazione
a livello mondiale e garanzia di 5 anni.
In questa strategia, Eicon lancia DIVA
Server 4BRI (la vedremo in anteprima a
Smau '99), una scheda attiva a quattro
porte ad alte prestazioni di tipo PCI BRI
ISDN, ideale per aziende di medie e pic¬
cole dimensioni che necessitano di solu¬
zioni di accesso remoto alla LAN azienda¬
le. Altamente versatile, la scheda funzio¬
na perfettamente sia con applicazioni digi¬
tali che analogiche e, tramite le quattro
porte BRI di cui è dotata, consente a ben
otto utenti remoti di accedere simultanea¬
mente da remoto alle risorse della LAN. I
Digital Signal Processors (DSPs) inseriti
nella scheda permettono ad un solo ser¬
ver di supportare otto comunicazioni
simultanee di tipo diverso come dispositi¬
vi ISDN, modem analogici V.90, fax e cel¬
lulari GSM Basata su un’architettura
aperta, la scheda consente di incrementa¬
re con facilità la flessibilità operativa del
server di accesso remoto e permette di
usare software di altri fornitori per svaria¬
te applicazioni quali fax, sicurezza di rete,
gestione ed altre ancora. Qualora le esi¬
genze dovessero aumentare, per espan¬
dere la capacità della rete è possibile
aggiungere in qualsiasi momento altre
schede DIVA Server 4BRI.
L'accordo di Eicon con Motorola rivela la
propria strategia DSL a livello mondiale.
Infatti, utilizzerà il chipset CopperGold di
Motorola, e in virtù di questo accordo.
Eicon sarà tra i primi fornitori a sviluppare
modem misti V,90/G.Lite destinati al mer¬
cato consumer. Con questa mossa, Eicon
compie il suo ingresso nel crescente mer¬
cato DSL. Attualmente Eicon sta svilup¬
pando una nuova famiglia di prodotti che
consentiranno agli utenti di usufruire delle
tecnologie modem oggi disponibili e di
disporre di un facile upgrade al nuovo
standard G.Lite, al momento opportuno.
Per informazioni:
Eicon.
Www.eicon.coni
• PERIFERICHE
dì Franco Paiamaro
A SMAU Waitec presenta...
Al Padiglione 25/1 Stand A14-B15 si
potrà avere già un'anticipazione di come
si muoverà il mercato nella prossima
stagione, in tema di Optical Mass
Storage.
Waitec annuncia, infatti, novità assolute
che sottolineano il suo forte impegno
nella continua ricerca tecnologica:
FRISBY: primo CD-RW portatile ad alta
velocità (4 x 4 x 32) con interfaccia USB,
Firewire e PCMCIA, con 2 MB di buffer,
venduto al pubblico a lire 490.000 IVA
esclusa a breve sul mercato.
WTRW2082: masterizzatore riscrivibile
SCSI (8 x 2 x 20) con 4 MB di buffer,
nelle versioni interna ed esterna.
WTRW3284EI: masterizzatore riscrivibi-
le (8 x 4 x 32) Eide/Atapi
WT508: DVD-ROM Eide/Atapi, 8x
DVD-ROM. 50x, CD-ROM
WT3244EI. (4 x 4 x 32) con 2 MB di
Buffer, nuovo prodotto entry-level del
prossimo autunno.
Waitec, che presenterà anche i
nuovi CDR74WT12, per masterizzare
fino a 12 velocità in scrittura (da 1 a 12),
annuncia, inoltre, in anteprima mondiale, i
CD-R e CD-RW da 99', indispensabili per
fare consistenti back-up, con il vantaggio
di poter essere riutilizzati innumerevoli
volte,
I CD-R e CD-RW di Waitec rispondono
al nuovo standard HSQ (High Quality
Speed).
Per informazioni:
Waitec,
iwww.wanecsònì
HARDWARE
di Franco Paiamaro
Karma Italia è il primo distributore ufficiale italiano dei prodotti
AVerMedia Technologies
Karma Italia, leader nella distribuzione
componentistica per PC, rafforza la part¬
nership con AVerMedia, uno dei leader
mondiali della produzione di periferiche
video per PC e Mac. Prima azienda a svi¬
luppare prodotti multimediali a Taiwan sin
dalla sua nascita nel 1990, AVerMedia nel
corso degli anni è cresciuta sino a diventa¬
re un nome di riferimento nell'editing
videoamatoriale e professionale su PC,
ottenendo la certificazione ISO 9001 e ISO
9002 e riconoscimenti internazionali
AVerMedia TV Phone98 e AVerMedia
TVCapture98 sono le due nuove schede
disponibili. Entrambe permettono di invia¬
re video e-mail, realizzare videoconferenze
con chiunque in qualsiasi parte del mondo
attraverso una connessione telefonica
diretta oppure via Internet. Inoltre le sche¬
de AVerMedia permettono una comoda
visione full screen della TV o di una video-
cassetta sul monitor del PC, oltre alla
immediata digitalizzazione di immagini e
videoclip tratti da un qualsiasi programma
televisivo o dal videoregistratore.
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• INTERNET
dì Franco Paiamaro
Internet ad alta velocità con Unidata
Nell’ottica di tornire sempre i servizi
migliori ed innovativi per le aziende,
Unidata, società attiva da oltre 15 anni sul
mercato delle reti, propone in anteprima
assoluta la nuova tecnologia ADSL rivolta
alle aziende che hanno necessità di connes¬
sione ad alta velocità.
Il servizio viene proposto in questa prima
fase di attuazione in alcune zone della città
di Roma, dove sono presenti le infrastruttu¬
re di accesso di tipo DSL.
Il sevizio utilizza sia la nuova tecnologia
ADSL (Asymmetric Subscriver Line), che
consente di collegare la sede del cliente ad
una velocità fino a 2 Mbit in download (da
Internet verso il cliente) e in 512 Kbit in
upload (dal cliente verso Internet), sia la tec¬
nologia SOL (Symmetric Subscriver Line),
che consente di collegare cliente ed
Internet a pan velocità in trasmissione e
ricezione (fino a 1 Mbit).
I sevizi offerti saranno di due tipi:
Internet, a connessioni internazio¬
nali multiple e al NAP di Roma
(velocità del servizio da 64 a 512
Kbit).
Oltre al modem viene fornito un
router che si connette in modalità
Ethernet alla LAN del cliente o ad
un firewall.
DSL Flex
Che consente la connessione a
clienti che hanno un numero limita¬
to di utenti, ma che desiderano
avere Internet ad alta velocità.
Insieme alla connessione e al
modem viene consegnata una
unità denominata UNIBOX che rac¬
chiude in sé le funzioni di router,
firewall, proxy cache e mail server.
L'unità consente una completa
teleassistenza riducendo al minimo
gli interventi presso il cliente.
DSL Classic
Con cui viene fornita una connessione
Internet trasportata attraverso un link ADSL
o SDSL, il quale si connette a due sorgenti
Per informazioni:
Unidata Spa
Tel. 06611141
l www uni npì
Unidata a SMAU:
le nuove evoluzioni di EXPO'
Unidata sarà presente a SMAU al Pad
10 A03, per presentare le ultimissime
evoluzioni del suo prodotto di punta
chioschi informativi EXPO1
Si tratta di un prodotto che sta riscuo¬
tendo un enorme successo e che ha
convinto la società ad ampliare l’of¬
ferta di servizi e soluzioni.
I nuovi chioschi informativi
"EXPO"’, realizzati utilizzando display
piatti a cristalli liquidi, rappresentano uno
strumento flessibile e versatile per appli¬
cazioni che vanno dal mondo Web a
quello della multimedialità ed uniscono
alle elevate prestazioni un design innova¬
tivo ed attraente, ergonomicamente
accessibile anche ai portatori di handicap.
Si tratta di una soluzione che si integra
in modo ottimale nei sistemi informativi!
esistenti e che consente di utilizzare facil¬
mente Internet o i servizi Intranet per fornire infor¬
mazioni al pubblico, effettuare transazioni economi¬
che, offrire servizi di posta elettronica ed altro anco¬
ra; gli EXPO’ sono stati collocati presso aziende pub¬
bliche e private di rilievo.
EXPO' viene distribuito direttamente da Unidata in
Italia, anche attraverso il sito di commercio elettroni¬
co. mentre per l’Europa la distribuzione sul territorio
è affidata a dei Country Distributors.
• CD-ROM
Traxdata riduce i prezzi dei supporti CD-R e CD-RW
Traxdata annuncia alcune interessanti
novità. La prima riguarda la riduzione dei
prezzi: infatti dallo scorso 1 giugno il CD-R
da 80 minuti è passato dal prezzo di listino
IVA esclusa di lire 5.900 a lire 3.990. mentre
il CD riscrivibile da 74 minuti scende da lire
9.900 a lire 6.900. Per quanto riguarda il
packaging dei propri prodotti, Traxdata intro¬
duce la confezione Soft Pack anche per i
CD-R Silver da 80 minuti. Ogni CD-R è inse¬
rito in una bustina sigillata di cartone, ove è
possibile scrivere le proprie annotazioni o
includere un'eventuale etichetta. I CD sono
proposti in confezioni incellophanate conte¬
nenti 1 0 pezzi ciascuna dalle dimensioni pari
a quelle di tre contenitori jewel case. Le
novità riguardano anche la serie Gold da 74
minuti, che ora supporta la velocità di scrit¬
tura 8x e si candida a divenire il supporto
ideale per i masterizzatori di ultima genera¬
zione. Nel settore dei CD risolvibili, Traxdata
annuncia un nuovo supporto compatibile
con la velocità di scrittura 4x.
Per la registrazione audio Traxdata introdu¬
ce il nuovo TXAudio da 80 minuti, che può
essere utilizzato sia in un masterizzatore col¬
legato al PC, che nei CD Recorder HI-FI,
come il TraxAudio900. Infatti la serie
TXAudio supporta la scrittura del codice
SCMS, il Serial Copy Management System,
che non permette di registrare una nuova
copia dalla prima copia. Per chi non si accon¬
tenta Traxdata ha pronto anche TXAudio
riscrivibile da 74 minuti, che funziona esatta¬
mente come la classica audiocassetta, con¬
sentendo di registrare molteplici volte sullo
stesso supporto, ma con una qualità decisa¬
mente superiore e senza la tipica degrada¬
zione del segnale del nastro usato.
I CD-R e CD-RW di Traxdata sono realizzati
con tecnologie allo stato dell'arte, come
DataProtected DoubleGuard, che garantisce
resistenza agli uni e ai graffi tipici dell’utilizzo
di un CD.
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Traxdata Italia Srl
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• HARDWARE
di Franco Paiamaro
Vento di rinnovamento per tutti i prodotti Acer
Presentati, nella splendida cornice
dell’Hotel Ramada di Taormina, i
nuovi prodotti di tutte le linee Acer.
Dal 2 al 4 luglio a Taormina Acer ha pre¬
sentato tutte le novità che vedremo al
ritorno dalle ferie estive. Alla conferenza
stampa erano presenti Gianfranco Lanci,
Vice Presidente di Acer Europe, Federico
Carozzi, Produci Marketing Engineer,
Giorgio Bignoli, Sales & Marketing
Manager e Gianpiero Morbello PC &
Server S&M Manager.
Le novità sono molte e molto interes¬
santi: cominciamo subito parlando di por¬
tatili, mercato nel quale Acer è leader in
Italia.
I TravelMate della serie 333T sono dei
PC portatili ultrasottili fio spessore è di
soli 2,35 cm) e leggeri (1,8 Kg), equipag¬
giati con la nuova CPU Intel Pentium II
400 PE (prima CPU Intel prodotta con il
nuovo processo da 0,18 micron), 64
Mbyte di RAM, display STFT da 12,1 e
disco da 6,8 Gbyte. La famiglia di ultra
portatili 330 si arricchisce cosi di una
macchina dalle prestazioni assolutamen¬
te inedite, mantenendo inalterate le
caratteristiche di robustezza, affidabilità e
design proprie della produzione Acer.
Alla serie 510 si è aggiunto il 518TX, un
All-in-one multimediale dotato di Pentium
Il 400 PE e display da 14,1, oltre ai nuovi
51 3T e TE con CPU Celeron e 516TE
con CPU Pentium II 333 PE.
Avremo occasione di ammirare tutti i
nuovi modelli, incluso il 518TX e il 517TE
(CPU 366 PE e display da 13,3) allo
Smau 1999.
II segmento di fascia alta dei PC portati-
II TravelMate 723.
li vedrà l'introduzione dell'All-in-one pro¬
fessionale 723TXV, dotato di Pentium II
400 PE e Windows NT 4.0 come S.O.
Questo TravelMate accresce la fortuna¬
ta serie 720, divenendo così anche il por¬
tatile di maggior pregio offerto da Acer.
La conferenza stampa è stata anche
un'ottima occasione per annunciare l'e¬
stensione della garanzia a tre anni (sui PC
portatili) a ulteriore miglioramento del
servizio. "AcerAdvantage" garantisce, a
chi aderisce, anche il ritiro e riconsegna a
domicilio del PC portatile, oltre al suppor¬
to telefonico per 36 mesi.
In anteprima mondiale è stato presen¬
tato TAcerPower LCD-PC, un All-m-one
da tavolo.
Si tratta di un PanelPC (un personal
computer integrato al pannello del
display TFT) dall'ingombro minimo
(367x389x167 mm) che implementa tec¬
nologie all'avanguardia: CPU Intel
Pentium III a 450 o 500 MHz, display da
15", fino a 128 Mbyte di RAM e HD fino
a 10 Gbyte. La tastiera con il mouse inte¬
grato sono collegate all'unità centrale tra¬
mite un link ad infrarossi.
La nuova serie Consumer di PC desk¬
top si chiama Acer Aspiro 6300: sull'on¬
da del successo riscosso presso il pubbli¬
co dalle precedenti serie 6100 e 6200, i
nuovi PC si distinguono per uno dei
migliori rapporti prezzo/prestazioni sul
mercato.
La dotazione include CPU Celeron fino
a 500 MHz (quando disponibile), fino a
256 Mbyte di SDRAM, HD Udma fino a
1 2 Gbyte, CD-ROM 40x Max, modem e
scheda video integrati. Da notare la pre¬
senza di 5 porte USB, per la massima
espansione del sistema con le periferi¬
che dell'ultima generazione.
Sul fronte professionale, Acer propone
una serie di prodotti Server basati su
CPU Intel Xeon: AcerAltos 21000, con
certificazione SAP R/3, pronti per
TEnterprise Computing.
L'AcerAltos 21000 può installare fino a
quattro CPU Pentium III Xeon a 500
MHz, con supporto integrato fino a 8
unità disco interne (SCSI Ultra2) rimovibili
e fino a 4 GByte di RAM centrale. Di par¬
ticolare interesso per le aziende, anche
l’introduzione di un terminale Windows
(il modello WBT300), che consente l’ac¬
cesso alle applicazioni a 32 Bit residenti
su di un Server NT. Il terminale è usato
solamente per l'immissione dati e l'inter¬
facciamento con l’utente, mentre tutte le
elaborazioni sono svolte sul server.
Degno di attenzione il nuovo monitor
LCD TFT da 18,1 pollici, denominato
FP850 (la diagonale è paragonabile a
quella di un monitor CRT da 19 pollici),
dalle emissioni nulle e una luminosità
straordinaria (180 cd/m2), oltre ad un
eccezionale rapporto di contrasto (230:1).
Novità anche nel campo dell’immagine
digitale, con lo scanner ScanPremio ST e
la stampante fotografica a sublimazione
FotoPrinter 300P, oltre all'interessante
videoproiettore AcerScope 7755c: tutti
questi prodotti saranno visibili allo Smau
1 999, e il nostro consiglio è di non man¬
care all'appuntamento...
Per informazioni:
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• SISTEMI OPERATIVI
di F. Fulvio Castellano
Monterey, Tarantella e soluzioni di clustering
i temi chiave di SCO allo SMAU '99
SCO partecipa a SMAU all'in¬
terno dell'area SmauCOMM-
Networking. Lo stand della
società (Pad. 16/2-Stand B16)
sarà organizzato in tre aree
tematiche, corrispondenti a
tre linee di offerta: UnixWare
7, Tarantella e le soluzioni clu¬
stering per l'alta affidabilità
(NonStop Clusters e Reliant
HA).
Presso lo stand SCO allo SMAU
sarà possibile conoscere tutti gli
ultimi sviluppi relativi al Progetto
Monterey (che verranno annunciati in
anteprima mondiale in California, duran¬
te lo SCO Forum di agosto) e al sistema
operativo UnixWare 7 Release 7.1,
attualmente disponibile in 5 diverse
Edition tutte basate sul kernel SVR5 e in
grado di soddisfare le esigenze delle
diverse tipologie di aziende, sfruttando
l'interfaccia Webtop basata sulla tecno¬
logia SCO Tarantella per l'amministrazio¬
ne e l'accesso alle applicazioni.
Tarantella 1.4
Un'area dello stand SCO sarà intera¬
mente dedicata a Tarantella, la
tecnologia per l'abilitazione al
Web delle applicazioni aziendali
di cui è stata recentemente pre¬
sentata la release 1 .4. che con¬
sente ai fornitori di soluzioni
aziendali di semplificare la crea¬
zione e personalizzazione di por¬
tai intranet ed extranet che inte¬
grano le applicazioni e forniscono
accesso alle informazioni azien¬
dali.
La tecnologia Tarantella è
apprezzata da migliaia di utenti in
tutto il mondo per la sua capacità
di rendere le applicazioni imme¬
diatamente disponibili per il Web,
senza necessità né di riscrittura
né di ricompilazione del codice.
Tra le novità di maggior rilievo
rese disponibili con la versione 1 .4, vi è
Tarantella Solution Zone (http:/Aarantel-
la.sco.comAsz), una nuova area all'inter¬
no del sito Web di SCO che consente di
accedere a una libreria di componenti in
grado di facilitare la creazione rapida e
semplice di portai aziendali e interfacce
Webtop personalizzate.
Domande su 'Tarantella'
Risponde Aldo Rimondo, Regional Director SCO Southern Europe
Tarantella è un middleware?
La definizione di middleware appare riduttiva per descrivere le fun¬
zionalità di Tarantella. Tarantella consente di pubblicare istantanea¬
mente le applicazioni su Web. eliminando la necessità di riscriverle,
e offre accesso a qualsiasi tipo di applicazione da qualsiasi dispositi¬
vo Java-enabled, senza software aggiuntivo Questo approccio ridu¬
ce il tempo necessario per la distribuzione di applicazioni, rendendo¬
le disponibili a un numero maggiore di utenti, e consente di gestire
utenti e applicazioni da server centralizzati
Con Tarantella, le applicazioni continuano a girare sugli stessi ser¬
ver sui quali risiedono attualmente I Client preesistenti - PC. work¬
station UNIX, Network Computer e PDA - sono in grado di accedere
a qualsiasi tipo di applicazione mainframe. Windows o UNIX.
L’Adaptive Internet Protocol IAIPI, inoltre, garantisce elevate presta¬
zioni a prescindere dal tipo di connessione degli utenti, modem o
LAN.
Il mercato percepisce SCO come fornitore di sistemi operativi
server UNIX. Ora che l'offerta abbraccia anche la connettività
Windows e mainframe e l'elaborazione thin Client, il suo posi¬
zionamento sul mercato cambierà?
La missione di SCO è di fornire software per il Network Computing
INCI I SO UNIX server rappresentano a tutti gli effetti la soluzione
ideale per il NC che, basandosi su un modello server-centrico ed ete¬
rogeneo. richiede server affidabili e scalabili e connettività tra Client e
applicazioni diverse Posizionandosi come società attiva nell'ambito
del NC. SCO resta a tutti gli effetti la massima autorità per UNIX, ma
in un nuovo contesto.
Che livello di prestazioni offre Tarantella?
Tarantella fa un uso ottimale della rete assicurando le migliori pre¬
stazioni. In una rete con carico limitato, ad esempio, Tarantella ade¬
gua il livello di utilizzo dell'ampiezza di banda alle dimensioni del cari¬
co. assicurando le massime prestazioni a ogni Client. Nel caso in cui
la rete debba sostenere un carico di lavoro rilevante. Tarantella fa si
che venga effettuata una maggiore elaborazione sul server, riducen¬
do la quantità di dati inviati ai Client. Se un Client è connesso tramite
un collegamento lento, come ad esempio una WAN, Tarantella è in
36
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
grado di migliorare le prestazioni con soluzioni alternative.
Le prestazioni di Tarantella diminuiscono all'aumentare del
numero degli utenti?
L 'aggiunta di nuovi utenti in rete non ha impatto sulle prestazioni.
In un benchmark con 50 Client collegati, l'esecuzione di un'applica¬
zione X ha richiesto solamente 5 secondi in più rispetto alla stessa
operazione eseguita con un solo Client.
Tarantella riduce in qualche modo le prestazioni della rete e
dei Client?
Tarantella separa il processo di emulazione da duello di visualizza¬
zione. affinché sia solo il secondo a viaggiare sulla rete. L'AIP effet¬
tua un costante controllo del carico della rete e del tipo di Client e si
adatta a qualsiasi cambiamento, assicurando in tal modo prestazioni
ottimali per ogni utente, a prescindere dal tipo di connessione
Nel caso in cui Tarantella risieda su un server separato, ci sarà
naturalmente del traffico generato tra l'application server e
Tarantella. Per questo motivo. SCO consiglia di posizionare il server
Tarantella vicino all'application server II traffico fra Tarantella e ogni
singolo Client sarà ottimizzato da AIP.
Tarantella utilizza una cache per consentire agli utenti di accedere
alle ultime informazioni richiamate, evitando cosi di sovraccaricare
l'application server con le stesse richieste.
Ciò consente di ridurre il traffico di rete e la quantità di elaborazio¬
ne richiesta all'application server. Il ‘middle tier' garantisce inoltre
ulteriori vantaggi, come zero disruption, ripristino delle sessioni e
maggiore sicurezza.
Tarantella supporta molteplici server?
Si. E' possibile manutenere e amministrare molteplici server
Tarantella sulla stessa rete. Il modello zero disruption consente inol¬
tre di aumentare il numero di Client supportati da ogni singolo ser¬
ver.
Tarantella è inoltre in grado di gestire più server da un'unica posta¬
zione. Le operazioni di amministrazione effettuate su un server ven¬
gono automaticamente replicate a tutti gli altri server di un array
Tarantella . Ciò consente agli amministratori di distribuire gli utenti su
diversi server e di rendere disponibili le applicazioni a tutti gli utenti
da una postazione centrale, eliminando il rischio di un single point of
failure nell'accesso alle applicazioni
Tarantella offre inoltre funzionalità di bilanciamento del carico, eli¬
minando il sovraccarico di singoli server Le sessioni utente vengono
bilanciate suU'array di server Tarantella e l'esecuzione delle applica¬
zioni viene suddivisa tra i vari application server, affinché gli utenti
possano disporre in ogni momento di prestazioni ottimali. Ciò evita
agli amministratori la necessità di partizionare gli utenti su diversi
server e richiedendo agli utenti soltanto la digitazione di un unico
URL - ad esempio, http://applicationsAarantella - che potrebbe rap¬
presentare l'accesso a tutte le applicazioni e documenti che risiedo¬
no su tutti i server Tarantella.
Di conseguenza, il processo di bilanciamento del carico è comple¬
tamente trasparente per gli utenti, cosi come ogni caso in cui un ser¬
ver Tarantella risulti non disponibile.
Aprire l'accesso alla intranet aziendale non comporta proble¬
mi di sicurezza?
Uno degli obiettivi delle moderne organizzazioni è il miglioramento
dei rapporti con partner e clienti, che comporta necessariamente
l'accesso alle informazioni aziendali. Grazie a Internet per il trasporto
e a Tarantella per la distribuzione delle applicazioni, ciò è possibile
senza necessità di modifiche e senza compromettere la sicurezza.
Tarantella indirizza / problemi di sicurezza in termini di privacy e di
autenticazione utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Le orga¬
nizzazioni devono avere l'assoluta sicurezza che nessuno possa
'inserirsi' nelle comunicazioni, specialmente quando queste vengono
effettuate via Internet, e che solamente gli utenti autenticati abbiano
accesso ai dati. Tarantella offre un'opzione di sicurezza che fornisce
capacità SSL ISecure Socket Layer) e supporto dei certificati di
autenticazione, denominata Tarantella Security Pack <TSP).
Come funziona il Tarantella Security Pack?
Disponibile come add-on di Tarantella. TSP comprende due com¬
ponenti, nspettivamente Client IJava o Windows nativo) e server,
che colla borano per offrire una connessione sicura.
TSP garantisce la sicurezza delle comunicazioni tra il Client e il ser¬
ver grazie al protocollo SSL v3 e ai servizi di crittografia a supporto
del protocollo SSL. Tali servizi sono stati implementati utilizzando le
librerie di RSA Data Security. Il codice di crittografia è incorporato
nell 'applicazione server e ad esso non è possibile accedere.
TSP utilizza i Certificati Server I ad esempio x.509), che assicurano
che il Client sia realmente connesso a un server Tarantella. Una volta
garantita la sicurezza della connessione, l'utente può inviare tranquil¬
lamente nome e password.
Tarantella Security Pack ha un impatto sulle prestazioni?
Un minimo impatto sulle prestazioni è dovuto al dialogo tra i com¬
ponenti Client e server nel momento in cui si stabilisce la connessio¬
ne e si attiva la funzione di crittografia. Tuttavia, una serie di test ha
dimostrato che l'impatto sulle prestazioni è di portata limitata. Ad
ogni modo, l'amministratore di Tarantella può far si che questo dialo¬
go venga effettuato in modo intelligente e automatico. Se opportu¬
namente configurato, ad esempio. Tarantella può applicare la moda¬
lità di connessione sicura solo in determinate circostanze. Può, ad
esempio, attivarla se l'utente effettua il log-on da casa e disattivarla
se si connette dalla LAN dell'ufficio: in quest'ultimo caso, il protocol¬
lo SSL v3 può non essere applicato.
Quali server supporta Tarantella e che protocollo di rete è
richiesto per il trasporto dei dati?
I server supportati da Tarantella sono : SCO UnixWare 2 12+.
UnixWare 7, SPARC Solaris 2.5.I+, IBM AIX 4.2+. HP-UX 10.01 +,
Siemens Reliant UNIX 5.43+. Il protocollo di rete è TCP/IP
Quali browser sono supportati da Tarantella?
Tarantella richiede browser che supportino dava, HTML 3.2 e i
trame. E' consigliabile utilizzare la versione più recente di un brow¬
ser con compilatore JIT configurabile
Intervista di Francesco Fulvio Castellano
Soluzioni clustering
per l'alta affidabilità
SCO offre due soluzioni di clustering
ai clienti aziendali che richiedono il
massimo della potenza, dell'affidabilità
e della scalabilità: Reliant HA e
NonStop Clusters.
Presso lo stand di SCO l'attenzione
sarà quest’anno focalizzata in particola¬
re sulla seconda soluzione, frutto di un
accordo strategico con Compaq e per
la quale si attendono importanti novità,
che verranno annunciate allo SCO
Forum di agosto e quindi presentate in
anteprima italiana a Smau.
NonStop Clusters sfrutta le capacità
enterprise di UnixWare e le capacità
Single System Image della tecnologia
NonStop Clusters di Compaq a benefi¬
cio degli utenti di sistemi server Intel.
Per informazioni:
SCO,
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Tel. 02 95301383
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stra banda internazionale e ti l'accesso a tariffa urbana in rantirti la sicurezza di trova-
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navigazione più veloce. Ab- (oltre 4.000 comuni) e da 1.200 andati oltre. Abbiamo creato
biamo esteso la nostra pre- città nel mondo (RTC). Abbia- MC-link Trio+, il primo abbo-
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MC-link srl Via Carlo Perrier 9/a 00157 Roma tei
3 accessi ISDN/RTC con un unico canone.
Sei un padre di famiglia e vuoi garantire ai tuoi
figli un uso intelligente della rete? Hai un piccolo ufficio e
vuoi offrire alla tua segretaria una casella di posta elettronica e ad
un tuo collaboratore l'accesso ad internet solo nella pausa pran¬
zo? Con MC-link Trio, oggi finalmente puoi. Basta attivare e con¬
figurare gli abbonamenti aggiuntivi direttamente on-line e sce¬
gliere tra le opzioni solo posta, so¬
lo web, posta + web. E non solo.
Puoi addirittura stabilire orari e
giorni in cui è consentita la na¬
vigazione e il numero di telefono
da cui è possibile collegarsi.
3 caselle e-mail (una per ciascun ab¬
bonamento) configurabili fino a 10 Mb ciascuna; 10 in¬
dirizzi da assegnare a scelta alle 3 caselle di posta;
possibilità di configurare fino a 10 filtri anti-spam-
ming; forward verso un altro indirizzo di po¬
sta elettronica; funzione easy-mail per la gestione
della tua posta anche via web; funzione di gestione an¬
che attraverso l'interfaccia a caratteri.
3 spazi web (non commerciali) da 2 Mb
con tool di sviluppo di MC-link Web:
gestione di data base on-line, as¬
segnazione di password persona-
lizzate. creazione di forum dedica¬
ti, statistiche di accesso dettaglia¬
te. FTP grafico e tradizionale, edi¬
ting on-line.
Un'ampia gamma di servizi inclusi: con¬
sultazione gratuita delia Gazzetta Ufficia¬
le attraverso www.minerva.org; 200 forum di discussione riser¬
vati agli abbonati; funzione di FTP in differita (off-line); Va¬
schetta (spazio FTP temporaneo) e altre esclusive fun¬
zioni di MC-link; 20.000 News Group aggiornati quo¬
tidianamente; installazione guidata di Explorer e
/o Netscape; Help-Desk dalle 10.00 alle
20.00 dal lunedi al sabato.
namento Internet che si fa in dipendenti tra loro e completi
3 per te: un unico canone, 3 di molti servizi esclusivi MC-
accessi ISDN/RTC full-time, full link. MC-link trio-*-, finalmen-
Internet (www, e-mail, spazio te anche Internet ha il suo for-
web, ecc.) completamente in- mato super.
*net che si fa in tre per te
+ spazio
ai valori
“aggiunti”
+ spazio
alla tue idee
+ spazio
alla tua
corrispondenza
+ spazio
alle tue scelte
R.C.P. ASSOCIATI
• INTERNET
di Franco Paiamaro
MC-link Trio e Mc-link Bip: due nuove formule
d'abbonamento in risposta a Free Internet
MC-link propone al mercato
due diverse formule
d'abbonamento di tipo
"Premium", MC-link TRIO e
MC-link BIP, particolarmente
aggressivi sul piano del
rapporto costo/benefici.
Entrambe le formule usu¬
fruiscono di un notevole
potenziamento qualitativo e
quantitativo di MC-link, sulla
quale sono stati effettuati i
seguenti importanti interven-
► -, JJJ
■ |C "— ■ «
"3 r*w*
■WWW O
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Conftrtna N«aon»l* p*r lo Sviluppo dola Sodalo
dairinromaaona Un piogatlo pai riala
dell'Informazione
«c-wmwO
acjwwo-Q
U—nrmnm
-wiHi
unH
• pram
Per txu mniedw -°5-J
propria casella di posta elettro¬
nica che presenta caratteristi¬
che interessanti:
dimensioni configurabili da
parte dell'utente fino a 10 Mb;
10 diversi indirizzi totali da
assegnare liberamente e auto¬
nomamente alle tre caselle;
possibilità di configurare fino a
10 filtri anti spamming (sia per
indirizzo completo che per
domìnio di provenienza);
forward verso un altro indirizzo
di posta; consultazione via
Web mediante qualsiasi com¬
puter collegato ad Internet tra¬
mite l'interfaccia Web Easy-
mail; consultazione tramite
l'interfaccia a caratteri (per gli
irriducibili del prompt) e saran¬
no presto disponibili diversi
servizi via SMS.
ti:
- raddoppio della banda
internazionale e nazionale in
grado di garantire la massima
velocità di navigazione sia
verso siti italiani che esteri;
- accesso a tariffa urbana in
V90 e ISDN da oltre 350 aree locali ita¬
liane (per un totale di 5.000 comuni) e
da 1 .200 città nel mondo (solo RTC);
- programmazione dell'ampliamento
della rete per mantenere un rapporto
modem/abbonati da 1/15 a 1/19 (a
seconda delle dimensioni dei nodi),
parametro che garantisce all'utente di
trovare una linea libera nel 99% dei
casi.
MC-link TRIO
E' la formula indirizzata all'utenza di
abbonamenti personali: un unico cano¬
ne di 260.000 lire l'anno consente l'uti¬
lizzo di tre accessi ISDN (RTC compati¬
bili), full-time e indipendenti tra loro.
In particolare, con il KIT di collega¬
mento viene assegnato un codice ed
una password per l'abbonamento prin¬
cipale che permette all'utente, attraver¬
so una pratica interfaccia Web, di atti¬
vare ed assegnare - ad esempio ad altri
componenti della famiglia - due accessi
aggiuntivi ISDN (RTC compatibili) full
time. I due abbonamenti aggiuntivi
Mtok
Tlll wurld
• n line
sono dotati di codice e password diffe¬
renti dall'abbonamento principale e
consentono l'accesso a Internet in
completa autonomia senza doversi
'passare' i dati necessari per il login.
Il contratto è unico e il sottoscrittore
dell'abbonamento principale, oltre ad
essere responsabile degli abbonamenti
aggiuntivi, può configurarli per regolar¬
ne l'utilizzo secondo vari parametri, tra
cui: solo posta, solo Web, posta e
Web, orari e giorni in cui è consentito
l'accesso a Internet.
Queste interessanti e innovative fun¬
zioni di configurazione possono essere
utilizzate, ad esempio, da un padre di
famiglia, per impedire le navigazioni
notturne ai propri figli, o da un profes¬
sionista. per fornire un accesso full
time di sola posta alla propria segreta¬
ria, consentendole di navigare sul Web
solo nella pausa pranzo. Unica limitazio¬
ne per la navigazione dei due accessi
aggiuntivi è la configurazione del pro¬
prio browser attraverso il proxy di MC-
link.
Tutti e tre gli accessi sono dotati della
Ogni accesso ha a disposizio¬
ne il proprio spazio Web da 2
Mb (non commerciale) in cui
sono compresi gli esclusivi
tool di sviluppo e gestione di
MC-link WEB.
L'abbonamento è completa¬
to da altri optional (compresi nel prez¬
zo) che rendono la formula MC-link
TRIO più che competitiva con le offerte
free Internet: consultazione gratuita
della Gazzetta Ufficiale attraverso
(www. minerva orql 200 forum di
discussione riservati agli abbonati, fun¬
zione di FTP in differita (off-line), spazio
FTP temporaneo (Vaschetta), 20.000
news group aggiornati quotidianamen¬
te e un Help Desk attivo dallelO.OO alle
20.00 dal lunedì al sabato.
MC-link BIP
(Business Internet Pack)
E' la formula d'abbonamento pensata
da MC-link per le LAN aziendali, una
soluzione chiavi in mano ideale per il
mercato dello small business.
Con un canone di 850.000 lire l'anno,
il BIP, oltre a consentire la navigazione
contemporanea e senza alcun limite di
tempo di tutti i computer della rete tra-
Continua a pag. 42
40
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Piastra Tx/lx/ Bx/Zx
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4 099
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2 099
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K.6 II 450 3D
767
K6 III 450 3D
717
K6 III 500 3D
917
Celeron 366
657
Celeron 400
677
Celeron 466
797
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Pentium III 450
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Segue da pag. 40
PERIFERICHE
di Aldo Ascenti
Tally presenta la stampante reversibile
MERCATO
di Aldo Ascenti
mite un router che interfaccia la LAN
con un'unica linea ISDN, comprende
l’assegnazione di un dominio per per¬
sonalizzare le caselle di posta di tutta
l'azienda iim.rossii&azienaaTì o
|pippo®azienaa.com| e creare il proprio
spazio Web Hwww. azienda o
iwww. azienda. confi completo dei tool
di sviluppo per un sito orientato all'E-
commerce. L'assegnazione di un vero
e proprio mail server virtuale dedicato
al proprio dominio aziendale permette
la gestione on-line, da parte dell'utente,
di 5 caselle di posta elettronica perso¬
nalizzate con il proprio dominio. Il
numero delle caselle è espandibile fino
a 300 ed ognuna ha una capacità da 10
Mb. Con un supplemento, per le azien¬
de dotate di mail server, è possibile
avere la gestione della coda di mail
indirizzate al proprio dominio e scaricar¬
le sul mail server aziendale secondo le
modalità di configurazione prestabilite
dall'utente.
Lo spazio Web di 2 Mb (espandibile
fino a 100 Mb o con l'attivazione di un
server Web on-demand via ISDN pres¬
so la sede aziendale), oltre ai tradiziona¬
li tool di sviluppo di MC-link comprende
tutte le funzioni per creare un sito di
vendita completo dei tool per la transa¬
zione on-line dei pagamenti con carta di
credito mediante il servizio di un impor¬
tante istituto di credito.
Anche il BIP comprende la consulta-
zione gratuita della Gazzetta Ufficiale
con Iwww. minerva. ord e tutti i servizi
aggiuntivi già esposti per il TRIO.
Per informazioni:
MC-link,
Tel. 06 87183465 _
0339 5280725 )press<e>mclink.ij
Vobis si rinnova
La popolare catena europea di negozi di
informatica ha deciso di rinnovare, a partire
dal Maxistore di Cinisello Balsamo che
festeggia i 5 anni di attività, il look dei suoi
punti vendita, migliorando la gestione logi¬
stica dell’esposizione e rendendo più facile
e piacevole ai clienti ricercare i prodotti di
interesse, ora diversificati per categorie.
In questo modo Vobis si prepara alla diffici¬
le sfida del nuovo millennio, proponendosi
con una veste nuova e dinamica.
Per informazioni:
Vobis Italia.
Tel. 02 660721,
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La nuova T7080 prodotta da Tally è una
piccola inkjet a colori con caratteristiche
davvero interessanti. E’ capace di stampa¬
re ad una risoluzione massima di
1200x1200 dpi sia in bianco e
nero che a colori, grazie alle
due testine monoblocco,
facilissime da sostituire, di
cui una per il nero e la grafi¬
ca monocromatica e l'al¬
tra a tre colori (ciano,
magenta, giallo) per
stampe grafiche e foto¬
grafiche. La velocità non
fa difetto a questa nuo¬
va stampante, che rie¬
sce a raggiungere le 1(
ppm, rendendola adatta a sostenere
un medio carico di lavoro anche inserita
in una piccola rete. Il design "tondeggian¬
te" fa intuire che è possibile ruotare la
stampante per passare da una configura¬
zione a caricamento frontale ad una con
inserimento carta dall'alto, cosi da occu¬
pare sempre il minimo spazio Notevole la
versatilità nella scelta dei supporti carta¬
cei, tra i quali è prevista una modalità ban¬
ner per la stampa di striscioni lunghi fino a
1,5 metri. La T7080 è venduta a
499.000 lire, IVA esclusa, men¬
tre è possibile acquistare
separatamente il TallyPack
che costa 272 000 lire e
garantisce 36 mesi di assi¬
stenza a domicilio.
Per informazioni:
Tally Srl.
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'.VM'Al-lll'AI
• NOTEBOOK
Soyo PW-9800: un sub-notebook elegante ed economico
Asian Byte, dinamica società bolognese
specializzata nella distribuzione di perso¬
nal computer e accessori, nota al pubblico
per la sua linea di computer Enoch, ha
annunciato la disponibilità del nuovo nato
di casa Soyo, Si tratta di un mini-notebook
dalle dimensioni particolarmente contenu¬
te (240x180x42 millimetri) che viene pro¬
posto in due diverse colorazioni: blu
metallizzato o grigio perla. Quanto alle
caratteristiche, il PW-9800 è basato sul
Cyrix Gxm 180 funzionante a una frequen¬
za di 233 MHz e la dotazione standard
prevede 32 Mbyte di RAM, espandibile,
tramite due Socket DIMM a 144-pin, fino
a un massimo di 128 Mbyte. Il display è
un 8,2 pollici a matrice passiva e sotto la
tastiera standard a 85 tasti è stato ricava¬
to un piccolo touch-pad. Per quel che
riguarda l'hard disk è possibile scegliere
tra diverse unità, tutte da 2.5 pollici, con
capienza variabile da 2 a 6 Gbyte, inoltre,
il piccolo computer integra una completa
sezione audio comprendente una scheda
SBPremier Pro, diffusori stereo e microfo¬
no. Tra le porte, oltre alle consuete due
PCMCIA tipo II, sono disponibili due USB,
una IrDA e l’uscita vga per il collegamento
ad un monitor esterno; mentre il lettore di
CD-ROM in dotazione si connette ad un
apposito connettore IDE ed il floppy alla
porta parallela. La batteria agli ioni di litio
dovrebbe garantire una generosa autono¬
mia e il prezzo è decisamente contenuto:
infatti, per acquistare il PW-9800 con
Windows 98, sono necessari 2.190.000
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• SOFTWARE
di F. Fulvio Castellano
Adobe Systems annuncia Photoshop 5.5
Il software leader mondiale
dell'ìmage editing è la prima
soluzione integrata per il Web
e la stampa e offre nuovi stru¬
menti creativi e potenti funzioni
per la Rete.
Presentati anche Photoshop 5.0
LE. ActiveShare e l'accordo con
Kodak per Picture C.
Nel corso di una affollata
conferenza stampa. Adobe ha
annunciato Photoshop 5.5. l’ul¬
tima versione del software al
vertice mondiale dell'image editing
professionale.
La nuova versione, ancora una volta,
fissa gli standard e fornisce la prima
soluzione integrata per i professionisti
che hanno la necessità di produrre
immagini di altissima qualità sia per il
Web sia per la stampa.
Photoshop 5.5 include Adobe
ImageReady 2.0, l'applicazione d'avan¬
guardia per la produzione per il Web
che si integra perfettamente con
Photoshop e fornisce un ambiente
creativo completo, evitando di conse¬
guenza all'utente di dover utilizzare
applicazioni diverse, a discapito della
creatività e della produttività.
Photoshop 5.5 rientra nella gamma di
programmi Adobe per il Digital
Imaging, tra cui Photoshop LE.
PhotoDeluxe, e Adobe ActiveShare.
Photoshop, il software più diffuso tra i
professionisti che creano grafica per
Internet, con la nuova versione amplia
notevolmente le funzioni per il Web
offrendo l'esatto equilibrio tra gli stru¬
menti per la creatività e la produttività,
sia che si abbia la necessità di ottimiz¬
zare le immagini per il Web in termini
di gestione del colore, sia che si desi¬
deri trarre vantaggio dalle funzioni di
slicing e di rollover in JavaScript.
Le nuove funzioni
Basato sull'interfaccia utente stan¬
dard di Adobe, Photoshop 5.5 consen¬
te di passare tra i diversi ambienti di
lavoro senza ostacoli e in modo rapido,
a vantaggio di un processo creativo più
fluido. Tra le nuove caratteristiche di
questa versione del software, vi sono
funzioni avanzate per l’ottimizzazione e
la compressione della grafica per il
Web.
Una semplice funzione consente di
esportare rapidamente l’immagine in
ImageReady, semplificando anche le
azioni più complesse, quali il rollover in
JavaScript, le animazioni e lo slicing.
Adobe Photoshop 5.5 offre strumenti
innovativi per la creazione e l'ottimizza¬
zione della più avanzata grafica per il
Web.
Grazie alle opzioni di "LiveView"
nella nuova finestra di salvataggio per
il Web di Photoshop 5.5, i designer tro¬
vano rapidamente le migliori opzioni di
compressione, che significano minori
tempi di scaricamento dell’immagine e
una migliore qualità grafica sul Web.
La nuova funzione "Lossy GIF" riduce
in modo significativo, dal 10 al 50%, la
dimensione del file, con una perdita
trascurabile nella qualità dell’immagi¬
ne.
Funzioni avanzate per il Web sono
inoltre disponibili in Adobe
ImageReady che consente di scom¬
porre progetti grafici in tavole HTML
con il nuovo strumento "Slice", e crea¬
re potenti rollover in JavaScript senza
scrivere una linea di codice.
Il tutto è ulteriormente semplificato
dall'utilizzo di animazioni basate su
livelli e mappe di immagine.
Le nuove funzioni di "Background
Eraser” e di "Extract Image” presenti
nella nuova versione di Photoshop
contribuiscono a risolvere il complesso
processo di mascheramento dell'im¬
magine: ora gli utenti possono infatti
creare istantaneamente effetti di tra¬
sparenza utilizzando funzioni di "puli¬
zia" del colore, in modo che le immagi¬
ni possano essere inserite in modo
nitido su un altro sfondo, a vantaggio
di tempi minori di lavorazione.
L'incremento della creatività con
Photoshop 5.5 è inoltre consentito dal
nuovo "Art History Brush”, che per¬
mette di creare un nuovo stile di
immagini attraverso nuovi pennelli.
Adobe Photoshop 5.5 fornisce insie¬
me ad Adobe GoLive una soluzione
professionale per il Web, e offre un
alto livello di integrazione con la
gamma di premiati software Adobe,
tra cui After Effects, lllustrator,
InDesign e Premiere, permettendo agli
utenti di creare progetti grafici d'effet¬
to, immagini digitali e animazioni per il
Web. i supporti multimediali e la stam¬
pa.
Adobe Photoshop 5.0 LE è la soluzio¬
ne base per gli utenti business che
desiderano risultati professionali nell'i-
mage editing.
ActiveShare è la nuova soluzione per
il mondo consumer che comprende un
software con le principali funzioni per il
digitai imaging e un ambiente Web per
creare comunità personalizzate.
Infine, Kodak Picture CD è la soluzio¬
ne che colma il gap tra fotografia tradi¬
zionale e mondo digitale, consentendo
di utilizzare le proprie foto su media
diversi.
I prezzi
Adobe Photoshop 5.5 sarà disponibi¬
le in italiano a fine agosto, Il prezzo
suggerito per la versione italiana sarà
di lire 2.296.000 (IVA esclusa). Gli
utenti di Photoshop 5.0 e di
ImageReady 1.0 potranno comprare
l'aggiornamento a lire 459.000.
Tutti gli altri utenti di precedenti ver¬
sioni di Photoshop potranno comprare
l’aggiornamento a lire 707.000 (IVA
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• SOFTWARE
Microsoft in anteprima nazionale annuncia
Encarta Interactive English Learning
E’ una ‘full immersion' il nuovo
corso di lingue multimediale per
migliorare la propria conoscenza
dell'Inglese, una perfetta combina¬
zione di autorevoli contenuti
didattici e metodi di studio
innovativi.
La grafica è migliorabile.
Tutte le figuracce da dimenticare!
Nelle presentazioni di lavoro, nei viag¬
gi all'estero, ascoltando la musica e
guardando i film, incontrando perso¬
ne straniere o accogliendo amici lon¬
tani: quante volte ci siamo rammari¬
cati di non comprendere perfetta¬
mente l'inglese, di non avere una cor¬
retta pronuncia o addirittura di non
riuscire a farci capire? Quasi sempre!
Non passa ormai giorno che non ci
accorgiamo, in ogni situazione e con
chiunque, di quanto sia importante
padroneggiare una lingua tanto diffusa
e indispensabile Da oggi non ci sono
più scuse, e arrivato da Microsoft un
corso innovativo e completo, attuale
nel vocabolario e nella terminologia,
interattivo e stimolante, creato da un
comitato internazionale di consulenti e
specialisti e, soprattutto, che possiamo
seguire comodamente dal nostro
Personal Computer.
Interactive English Learning
Encarta Interactive English Learning è
l'estensione della affermata linea
Microsoft Encarta, riconosciuta quale
collana di titoli multimediali di riferi¬
mento per lo studio e la consultazione.
English Learning offre l'opportunità di
migliorare davvero il proprio inglese,
con un programma di studio personaliz¬
zabile, istruzioni teoriche e pratiche per
imparare a utilizzare l'American English
nelle situazioni più comuni con le cor¬
rette espressioni e una ricca presenza
di elementi multimediali, audio e video.
Con un approccio "whole language",
adottato da prestigiose istituzioni quali
Harvard University e European
Linguistic Commission, English
Microsoft ENCARTA
INTERACTIVE
English Learning
Il *u i«r l M £»•»•
Learning presenta situazioni di dialogo
realistiche, che spaziano dall'ambito di
lavoro al viaggio, dallo shopping a occa¬
sioni mondane, sviluppando le capacità
di comprensione e di espressione degli
utilizzatori
3D Explore
La presenza della tecnologia d'avan¬
guardia 3D Explore. ricrea ambienti tri¬
dimensionali per situazioni di vita quoti¬
diana, in cui agire in maniera interattiva
e in tempo reale. A tale innovativa tec¬
nologia, nata per i videogiochi, è asso¬
ciata la Speech Recognition
Technology, di riconoscimento vocale,
che consente di dialogare con i perso¬
naggi dello schermo, offrendo imme¬
diato aiuto quando le risposte non ven¬
gono comprese. Ulteriori preziose risor¬
se sono:
Mondi Virtuali - Alla fine di ogni unità
si entra in un ambiente tridimensionale
dove è possibile conversare in tempo
reale con personaggi madrelingua Per
completare con successo tale "sfida
virtuale", occorre portare a termine le
prove linguistiche utilizzando le espres¬
sioni imparate durante le unità. English
Learning valuta e dà feedback sulla
comprensione e l’uso della lingua:
Filmati - 55 minuti di filmati di alta
qualità girati con ben 25 interpreti di
madrelingua inglese americano ren¬
dono English Learning assolutamente
stimolante e piacevole;
Barra dei comandi - Sempre acces¬
sibile in ogni attività corredata da un
filmato, consente di visualizzare il
testo del dialogo in inglese in sincro¬
nia con il filmato, leggere la traduzio¬
ne italiana, consultare nozioni di
grammatica e spiegazioni puntuali
specifiche per ogni singola battuta
del dialogo e accedere a un ricco
patrimonio di informazioni sul back¬
ground culturale e di costume dei fil¬
mati;
Slow Speech - Non una mera ver¬
sione del dialogo a velocità inferiore e
con minore qualità sonora, ma la pos¬
sibilità di riprodurre il filmato con un
diverso file audio, in cui i personaggi
parlano davvero più lentamente,
senza perdere in naturalezza e in qua¬
lità;
Glossario - Un Glossario di oltre 2500
parole della terminologia di English
Learning e accessibile in ogni momen¬
to e da qualsiasi schermata, è un valido
aiuto in caso di incertezza.
Requisiti del sistema
PC multimediale con processore
Pentium 100 o superiore, Microsoft
Windows 95 o 98, oppure Windows
NT Workstation versione 4.0 o succes¬
siva, con Service Pack 3, 32 MB RAM.
110 MB di spazio disponibile su disco,
unità CD-ROM 4x o superiore, microfo¬
no e altoparlanti (o cuffie stereofoni¬
che). mouse, scheda audio a 16-bit.
English Learning è immediatamente
disponibile. Il prezzo di vendita al pub¬
blico è di lire 199.000 IVA inclusa II
'pacchetto' è molto contenuto: un CD¬
ROM, un manualetto d'istruzioni e un
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di monitor o di performance, massima affidabilità con garanzia di 3 anni. La
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che desiderano coniugare ottima qualità video ad altrettanta audio.
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massima di 1600x1200 • Ottima qualità d'immagine grazie all'elovota
frequenza di aggiornamento (75Hz a 1600x1200) e agli 0.26mm di dot pitch
• Compatibile VESA ODC 1/2B por l'autoriconoscimento e TCO '95 • Controlli
sul monitor semplificati al massimo, con un solo pulsante è possibile gestire
tutte le impostazioni del monitor visualizzate tramite OSO (On Scrocn Display).
MONITOR
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HARDWARE
di Franco Paiamaro
Pentium II a 400 MHz anche per il notebook Asus L7000
ASUSTeK annuncia la disponibilità
della serie di portatili
Asus L7300 con il
nuovo processore PII
Dixon400.
La linea di portatili
all-in-one L7000 si
amplia con un
modello ancora
più performan-
te, che mantiene allo stesso tempo intat¬
te le caratteristiche di design, elevata affi¬
dabilità ed estrema compattezza che con¬
traddistinguono i notebook branded di
ASUSTeK. Il modello di punta, 117300, è
dotato del Pentium II Dixon a 400 MHz,
HD fino a 10 GB, 64 MByte di SDRAM,
lettore CD-ROM 24X e schermo 13,3'
TFT.
Grazie alla batteria agli ioni di Litio ha
una lunga autonomia di funzionamento.
La nuova configurazione prevede van¬
taggiose condizioni di garanzia ed assi¬
stenza, con il ritiro e la consegna della
macchina riparata entro cinque giorni "on
site".
I prezzi indicativi al pubblico partono da
lire 3.090.000 (IVA esclusa) per la configu¬
razione entry della serie L7200 a lire
5.190.000 (IVA esclusa) per la configura¬
zione base del modello L7300 con
Pentium II 400.
Per informazioni:
Athena Informatica
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• MASTER
Alla Scuola Politecnica di Design il primo Master Italiano
di "Web Design"
La Scuola Politecnica di Design propone
un Master, unico nel suo genere, volto a
creare il "Web designer", nuova figura
professionale che integrando competenze
tecnologiche, di grafica e di marketing
possa sovrintendere alle varie fasi di svi¬
luppo di un sito aziendale di successo.
Una nuova sfida per la prestigiosa istitu¬
zione milanese che in 45 anni di attività ha
formato migliaia di designer e professioni¬
sti della comunicazione visiva provenienti
da tutto il mondo.
Il piano didattico è molto completo ed
esaustivo, per la migliore preparazione
possibile dello studente.
I docenti sono esperti e professionisti
italiani e stranieri del settore dell’on-line.
Sono previsti stage presso importanti Ser¬
vice e content provider che stanno ade¬
rendo in qualità di partner all'iniziativa.
"Web Design" si rivolge a laureati, lau¬
reandi o a candidati in possesso di una
adeguata formazione o esperienza. E'
necessaria una conoscenza di base dei
principali software grafici.
Il costo, comprensivo di tassa di imma¬
tricolazione e diploma, è di lire 4.200.000
IVA esclusa.
Per informazioni:
Scuola Politecnica di Design
Tel 02 2576551.
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• COMMERCIO ELETTRONICO
L'e-business per piccole e medie aziende?
Ci pensa IBM con DeltaPhi, CNA-Firenze e Infogroup
La globalizzazione dei mercati e TUE
sono sfide impegnative per le piccole e
medie imprese italiane. Grazie a Internet,
alle potenzialità dell'e-business e alle solu¬
zioni proposte da IBM e dai suoi business
partner queste sfide diventano una formi¬
dabile opportunità di crescita. La soluzio¬
ne che la divisione IBM Small&Medium
Business propone si basa sulla piattafor¬
ma applicativa SIGLA++ sviluppata da
DeltaPhi, società del gruppo Sesa di
Empoli. La peculiarità di questa soluzione
gestionale è quella di essersi trasformata
da piattaforma applicativa a piattaforma
per l'automazione dell'ufficio, una evolu¬
zione che ha convinto IBM e DeltaPhi a
creare in pochi anni un canale di oltre 300
rivenditori certificati sul territorio naziona¬
le.
La validità della soluzione, la capillarità
del supporto e la garanzia del nome IBM
hanno portato la CNA (Confederazione
Nazionale dell'Artigianato) fiorentina a
siglare un accordo con DeltaPhi e a pro¬
porre SIGLA++ quale piattaforma per i
propri associati, per una serie di vantaggi
per loro, ma anche per il piano di forma¬
zione interattivo per il personale tecnico
CNA e la creazione di programmi ad hoc
su specifiche esigenze degli associati.
DeltaPhi ha recentemente arricchito la
piattaforma SIGLA++ con un nuovo
modulo integrativo che permette di svol¬
gere attività di commercio elettronico. Il
prodotto WEB++, anch'esso inserito fra i
prodotti IBM, ha reso possibile alle impre¬
se di pubblicare in un sito Internet il cata-
Continua a pag. 50
48
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Offerte valide fino esaurimento scorte I prezzi sono IVA esclusa e sono validi fino a un cambio massimo di 1890 Lire
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doppio canale IDE U-DMA/66,
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e sistema di raffreddamento
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16Mb Single Head AGP
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EIDE U-ATA/66 7200 rpm
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Slot 1 , chipset Ì440BX, ATX
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con sistema di raffreddamento
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8.4Gb EIDE U-ATA/66
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Riva TNT 16Mb AGP
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• LUCCA (Lunata)- Va Pesciatina 97/c ... tei. 0583 429392
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• MESTRE - Via Bissuola 79 . lei. 041 611399
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• MILANO 2 - Vale Coni Zugna 12 . lei. 02 48511017
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• PAVIA - Viale Battisti 37 . lei. 0382 538464
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News
Segue da pag. 48
logo dei propri prodotti, di acquisire ordini
da dienti della Rete e di vedere questi
ultimi inseriti nel proprio sistema informa¬
tivo, A questa serie di funzionalità, inte¬
ressanti per il settore delle PMI, mancava
tuttavia una funzione importantissima: la
certificazione del pagamento da parte dei
possibili acquirenti sulla Rete, DeltaPhi ha
provveduto con un accordo con
Infogroup, che già collaborava con CNA,
per proporre sul mercato un servizio per
la certificazione dei pagamenti elettronici
su Internet tramite i supporti dei circuiti
bancari: in seguito all'accordo la soluzione
WEB++ si dota ora di un servizio che solo
operatori del mondo bancario possono
offrire.
Per informazioni:
IBM,
l,vmy ioni coni
• PERIFERICHE
Da LG il nuovo masterizzatore CED-8042B
Il nuovo masterizzatore CED-8042B di
LG si caratterizza per le ottime prestazio¬
ni, sia in lettura sia in scrittura, una buona
dotazione software, un'ottima compatibi¬
lità con i formati disco e con i sistemi ope¬
rativi più diffusi.
L'interfaccia implementata è la E-
IDE/ATAPI.
Il transfer rate in lettura è di 3600
Kbyte/s (24x max), mentre in scrittura è di
600 Kb/s (4x) per i supporti CD-R e CD-
RW. Il tempo medio di accesso è di 120
ms, con un buffer di 2 Mbyte,
Il caricamento del supporto avviene tra¬
mite un tradizionale vassoio motorizzato.
Il software a corredo comprende Easy
CD Creator v 3.5b e DirecCD v 2 5c. due
pacchetti di ottimo livello con funzioni per
la duplicazio¬
ne e la creazione di CD contenenti dati e/o
file audio,
Per informazioni:
LG Electronics Italia S p A.
Itvw.v laelectronicsitaha con I
• PERIFERICHE
di Franco Paiamaro
Diamond riduce il prezzo del Rio PMP
Il Rio PMP 300, già provato sul numero
194 di MC, è ora il lettore di file musicali
MP3 più conveniente del mercato.
La Diamond infatti ha deciso di ridurne
consistentemente il prezzo, per favorirne
la diffusione.
Il lettore verrà venduto ora a 295.000
lire IVA esclusa.
Rio PMP 300 è un lettore di file MP3
portatile di dimensioni e peso molto con¬
tenuti (solo 70 grammi, essendo senza
parti in movimento).
Per il funzionamento richiede una sola
pila alcalina da 1,5 V di tipo stilo, che
consente di ascoltare fino a 12 ore con¬
secutive di musica.
Rio Include 32 MB di memoria non
volatile, che gli consente di contenere
fino a 60 minuti di musica in qualità CD o
16 ore in qualità voice.
La capacità di memorizzazione può
essere ulteriormente incrementata
mediante apposite schedine di upgrade
flash memory.
Per informazioni:
ivivi^jdiàmuodLimucaB
AZ Informatica,
Tel . 0583 370367
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BARI, COSENZA, PALERMO «CAGLIARI.
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a Tiscali Freenet on-line o seguendo queste istruzioni:
Principali parametri di anfltmzlOM
DNS Primario I9J 130.224. 18 SMTP Server «mpilicaKnei.il
• l'esempio riportalo si
riferisce all «istallazione e
DNS Seeond.
IM.I3022J.I29
POP Server
pop.Wcalinet.ft
.wiiiijviesivi». ubi «unii ui v
presenti nel sistema operativo
Dominio
tiiaKnttlt
Newi Server
newvWcalinet.it
Windows 95/98.
A - Installazione modani.
Se hai già provveduto ad installare il modem passa al punto B; altrimenti:
e dal menù "Avvio" selezionare Impostazloni/pannello di controllo:
• fare doppio click sull'icona modem e seguire la procedura guidata Windows.
D - Configurazione dal driver di Accesso Remoto.
Per configurare l'Accesso Remoto cliccare con il tasto destro
del mouse sopra l'icona Connessione, apparirà un menù a
tendina, quindi cliccare con il tasto sinistro del mouse su
Proprietà
Apparirà la finestra relativa ai dpi di server. Cliccare su
Impostazioni TCP/IP. In questa finestra impostare il DNS di
Tiscali Free Net come Indicato nella tabella Trmcipali parametn
di configurazione".
B - Inetallazlono del driver di Accesso
Remoto.
Se non hai provveduto ad installare il driver di Accesso
Remoto, segui le istruzioni:
I ) entrare nel Pannello di controllo e fare doppio
click sull'icona Installazione Applicazioni;
2) apparirà la finestra Installazione Applicazioni,
selezionare la cartella Installazione di Windows,
selezionare la voce Comunicazioni e premere sul
pulsante Dettagli,
3) selezionare la voce Accesso Remoto diccando
sul Check Box alla sinistra dell'Icona, quindi premere
su OK:
A) apparirà la finestra precedente "Installazione
Applicazioni", premere nuovamente su OK. Windows
prowederà all'Installazione del driver.
C - Crooxlono di una nuova connaulono.
Per creare una nuova connessione con Accesso
Remoto segui le istruzioni:
I ) fare doppio click sull'icona Risorse del Computer
(posizionata nel desktop di Windows 95/98);
2) si apnrà la finestra: Risorse del Computer;
3) fare doppio click sulficona di Accesso Remoto:
■t) si aprirà la finestra di Accesso Remoto, fare
doppio click sull'icona Crea Nuova Connessione;
5) si aprirà la finestra Crea Nuova Connessione,
inserire i dati nchiesti seguendo le istruzioni riportate
all'interno della finestra, al termine delle impostazioni
cliccare sul pulsante AVANTI;
6) in questa finestra inserire il numero di telefono
relativo al POP più vicino (vedi elenco in basso)
dopodiché premere il pulsante AVANTI;
7) l'inserimento dei settaggi è terminato. Cliccare
sul pulsante FINE della finestra.
E - Configurazione del browsor Netscape
Communicator 4.X
Dal menù principale: selezionare la voce Modifica.
Preferenze, e si aprirà la finestra che vedi a lato.
Attivare l'opzione Home page (seconda scelta) e
inserire nel campo Indirizzo:
|http:» www.tlscallnet.lt!
— i L
. - - ; — 1
F - Configurazione del browsar Internet Explorer
4.X/5
Dal menù principale: selezionare la voce Visualizza, Opzioni,
e si aprirà la finestra che vedi a lato.
Selezionare la voce Esplorazione e inserire nel campo
lndlrizzo:|http://www.tlstallnet.lt|
G - Primo coUogamonto.
Hai terminato l'installazione.
Ora per collegarti basterà cliccare sull'icona
Risorse del Computer/Accesso Remoto e
quindi sull'icona Connessione e spostarla sul
Desktop di copia di Windows 95/98.
Per effettuare il collegamento ad Internet fai
doppio click sull'icona Connessione.
Apparirà la finestra di connessione dove «isenre
UserID: «scali; Password: freenet Quindi cliccare
Connetti.
3*
Connessione
r
■\
v
L'abbonamento a Tiscali Free Net comprende:
• un accesso analogico a 56K o ISDN;
• una casella di posta elettronica;
• 20 MB di spazio per II tuosltoWeb privato o aziendale;
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NUMERO
|
PIEMONTE
, FRIULI
UMBRIA
PUGLIA
TORINO
011.5280000
TRIESTE
040.4700000
PERUGIA
075.6200000
BARI
060.2SOOOOO
VAILE D'AOSTA
1 EMILIA ROMAGNA
ABRUZZO
BASILICATA
AOSTA
OI6S.S8OCOO
1 MODENA
OS9.45SOOOO
PESCARA
085.2400000 1
POTENZA
0971.380000
LOMBARDIA
1 UGURIA
LAZIO
1
CALABRIA
MILANO
0! 30900000
1 GENOVA
010.4800000"
ROMA
06.43400000 |
REGGIO CALABRIA 096S.840000
TRENTINO AITO ADIGE
, TOSCANA
MOUSE
SICILIA
BOLZANO
0471380000"
FIRENZE
055.S390000"
CAMPOBASSO
0874.320000
PALERMO
09 1 .5600000
VENETO
1 MARCHE
CAMPANIA
SARDEGNA
VERONA
045.2790000
1 ANCONA
071.2600000
SALERNO
089.3 ISOOOO
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NAZIONALE
• SOFTWARE
Bull annuncia OpenMaster 5.1
BullSoft è la divisione software di Bull e
annuncia oggi OpenMaster 5.1 - la software
suite per la gestione sicura delle infrastrut¬
ture informatiche - e della nuova edizione di
AccessMaster, la suite di prodotti per la
sicurezza dei sistemi informativi aziendali.
Un insieme di prodotti che permetterà alle
aziende di ottenere - in un'unica soluzione -
sia la gestione delle infrastrutture che la loro
sicurezza. OpenMaster ed AccessMaster,
integrati, permetteranno, infatti, con le stes¬
se modalità con cui vengono gestite le risor¬
se IT infrastrutturali, la realizzazione di colle¬
gamenti "sicuri" al Web e l'abilitazione
altrettanto sicura al commercio online.
OpenMaster e AccessMaster condividono
un database comune, gli stessi servizi cen¬
trali e, soprattutto, un'unica interfaccia uten¬
te. Le 'highlights' sulle nuove funzionalità di
OpenMaster introdotte nella release 5.1 di
OpenMaster sono:
- Application Governor, per la gestione
sicura e personalizzata dei processi "busi¬
ness criticai": fornisce un set di funzionalità
di gestione, basate su una visione logica e
sicura dei processi di business, in grado di
analizzare tutti gli elementi del sistema e
della rete che possono influire sulla disponi¬
bilità e sulle prestazioni delle applicazioni
"mission criticai". Application Governor si
avvale di un'interfaccia Java (basata sul
Web) e di un'elevata scalabilità, fornendo
anche una consistente serie di "template",
utili per semplificare la personalizzazione
delle applicazioni predefinite, come ad
esempio ERP (SAP), database (Oracle,
Sybase) e sistemi operativi (UNIX e
Windows NT).
- Configuration Governor, che consente
invece di definire una struttura di gestione
integrata, sulla base di configurazioni di rife¬
rimento, per realizzare il "desired state
management" di stazioni di lavoro e server.
Configuration Governor si integra piena¬
mente con la gestione delle configurazioni
di riferimento, con le funzioni di inventory, la
distribuzione del software e l'asset manage¬
ment. Configuration Governor è una solu¬
zione completa e sicura che rende operati¬
ve le configurazioni del software sui PC e
sui server di tutta l'impresa. Le configurazio¬
ni di riferimento vengono definite per diver¬
si domini aH'interno di una stessa impresa e
gli aggiornamenti del software eseguiti
automaticamente, ogni qual volta il sistema
individua incongruenze tra lo stato "deside¬
rato" e lo stato "reale" delle risorse.
Questi miglioramenti vanno ad ampliare il
pacchetto OpenMaster, incentrato sui pro¬
cessi di business e sulla gestione dei livelli
di servizio. Sono incluse infatti le funzioni di
gestione per la messa in opera del softwa¬
re, per la gestione degli asset e per i "Servi¬
ce level", unitamente alle funzioni di sicu¬
rezza.
Per informazioni:
Bull,
tùWWJ2Ull.ll
• SOFTWARE
SAP annuncia Risk Analyzer soluzione per
la gestione del rischio in ambito bancario
Risk Analyzer è parte integrante della solu¬
zione SAP Strategie Enterprise
Management, che consente un controllo
rapido e affidabile di tutte le tipologie di
rischio a tutto vantaggio degli istituti bancari
e clienti. SAP Banking, soluzione dedicata al
mondo bancario e basata sulla tecnologia
R/3, consente la gestione ottimale dei pro¬
cessi di business di Banche e Istituti di
Credito. Attraverso la realizzazione di una
stretta integrazione di tutte le attività a livel¬
lo globale, SAP Banking consente un facile
accesso alle informazioni e la sincronizzazio¬
ne dei dati tra i processi di business e quelli
direzionali. "In tutto il mondo le banche
sono sottoposte a pressioni dovute alla cre¬
scente concorrenza" afferma Sandro
Gianoli, Sales Director di SAP in Italia.
"Mercati finanziari sempre più complessi e
dinamici sono sfide molto impegnative per
le banche che dovranno migliorare la gestio¬
ne dei propri processi nell'ottica dell'auto¬
mazione e della massima efficienza. Per
questo motivo, le banche devono dotarsi di
strumenti di controllo e analisi flessibili e
accurati che consentano loro di raccogliere
e monitorare le informazioni relative a rischi,
ricavi e costi, controllando al contempo la
propria esposizione al rischio".
Parte della soluzione SAP Banking,
Strategie Enterprise Management (SAP
SEM) aiuta le banche a indirizzare le proble¬
matiche relative all'analisi strategica e ope¬
rativa delle proprie attività, con particolare
attenzione all'analisi del profilo rischio/rendi¬
mento. Infatti, SAP SEM raccoglie i dati e le
informazioni fondamentali provenienti dai
principali sistemi applicativi (SAP e non
SAP), li rielabora e fornisce informazioni pre¬
cise e accurate sull'esposizione al rischio e
sulla redditività. SAP Strategie Enterprise
Management è composta da tre compo¬
nenti: Risk Analyzer, Prof it Analyzer e
Strategy Analyzer. Risk Analyzer è un sofi¬
sticato strumento per la gestione del rischio
bancario che facilita la comprensione del
rischio, fornendo informazioni e dati che
possono essere considerate sotto ogni
aspetto dal punto di vista della gestione
finanziaria e operativa. Oltre all'analisi del
rischio di mercato - con la valutazione dei
rischi legati alle singole operazioni e del por¬
tafoglio - SAP Risk Analyzer consente l’ana¬
lisi del rischio sui bilanci sia patrimoniali sia
di liquidità e il calcolo delle perdite potenziali
tramite approcci di Value at Risk (VaR), che
è poi il 'value risk’: Historical Simulation,
RiskMetrics, Monte Carlo Simulation per
una performance globale, e con II 'control¬
ler' del risk management, adottato poi
anche da Bankltalia. SAP ha utilizzato la sua
filosofia di progettazione di software in ter¬
mini di 'parametrizzabilità' per consentire a
Risk Analyzer di adeguarsi in modo flessibi¬
le a un mondo in evoluzione e offrire un'a¬
nalisi affidabile per ogni specifico livello di
utenza e per tutti i rischi che una banca
deve affrontare.
Per informazioni:
SAP Italia Spa,
lwww.saD.com/italvA
52
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
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Advertising on-line?
Kiwi I Ventura Servipos S.A., fondo di
venture capitai (capitale di rischio) specia¬
lizzato nel settore delle comunicazioni,
annuncia la decisione di investire in
Clickit, società attiva nel marketing e
advertising in Internet, Responsabile del¬
l'attuazione dell'investimento sarà Pino
Venture Partners, che funge da advisor di
Kiwi I Ventura Servipos nei progetti legati
all'lnformation Technology, Si tratta della
prima partecipazione da parte di un fondo
di venture capitai a un'azienda interamen¬
te focalizzata sulla pubblicità on-line in
Italia, nonché un importante segnale della
maturazione di un mercato che anche nel
nostro Paese prospetta ormai ritorni eco¬
nomici in tempi brevi.
Uno degli obiettivi di Clickit è infatti quel¬
lo di posizionarsi tra le prime cinque con¬
cessionarie di pubblicità su Internet,
anche facendo leva sulla propria rete di
alleanze internazionali e su un'offerta di
servizi completa per i 'Web marketeers'.
Osserva Giampiero Pelle, Presidente e
Amministratore Delegato di Clickit, "la
nostra specializzazione nel Web marke¬
ting e advertising ci offre un punto di vista
Si con ClickJT
privilegiato rispetto a un mercato che
gode di un tasso di crescita di assoluto
rilievo. Clickit è una realtà dinamica, flessi¬
bile e fortemente customer-oriented: non
solo banner, quindi, ma one-to-one marke¬
ting, permission mailing e tutte le forme
più sofisticate di database marketing sono
alcuni dei servizi con i quali vogliamo otti¬
mizzare i ritorni economici dei clienti". La
crescita registrata dal comparto Internet
in Italia permette a Clickit di fissare altri
ambiziosi obiettivi, come il passaggio del
fatturato dai 4 miliardi nell'esercizio 1999
ai 20 miliardi del 2001, e la quotazione in
Borsa entro cinque anni.
Elserino Piol, Presidente e Partner di
Pino Venture Partners, società advisor
deH'investment company Kiwi I Ventura
Servipos S.A., ha cosi commentato la par¬
tecipazione in Clickit: "Clickit ben rappre¬
senta il profilo di azienda in cui Kiwi I
Ventura Servipos realizza gli investimenti:
la società opera nel dinamico mondo di
Internet attraverso un'offerta che rispon¬
de ai bisogni attuali e futuri delle imprese,
quella di comunicare efficacemente e di
rendersi visibile all'Interno della Rete,
passo sempre più indispensabile per chi
intende operare efficacemente nell’eco¬
nomia digitale".
Kiwi I Ventura Servipos S.A. è gestita da
Kiwi Management Company Limited
(Jersey) e ha siglato accordi di advisor con
Pino Venture Partners S.r.l,, società fon¬
data da Elserino Piol e Oliver Novick con
Gallo & C. S.p.A.
Clickit, invece, che dal 1997 si occupa
dello sviluppo di attività di promozione e
comunicazione su Internet, arriva così ad
annoverare nel proprio circuito più di 40
siti italiani. Su questi siti, Clickit raccoglie
attualmente circa 6.000.000 di esposizioni
mensili (utilizzabili interamente per la
comunicazione pubblicitaria su Internet)
che sono determinate dall'elevato numero
di accessi alle pagine dei siti del circuito.
Inoltre Clickit, grazie ad accordi internazio¬
nali, è in grado di offrire ai suoi clienti oltre
500 milioni di esposizioni di banner mensi¬
li su siti in Europa e negli Stati Uniti.
Per informazioni:
Clickit,
Ivww. clickit. li
54
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1999
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gneri, geometri, CAD manager,
paesaggisti, periti industriali, ap¬
paltatori. Apprezzano il fatto che
è poco costoso, facile da imparare
e da usare. Che è l'applicativo sof¬
tware CAD 2D professionale più
venduto al mondo. Che è ideale
in ogni fase del disegno e della
progettazione a bassa complessità.
Che è totalmente compatibile con
le evoluzioni di AutoCAD.
E ora, con il nuovo AutoCAD LT 98,
il CAD di fascia economica è ulte¬
riormente intuitivo, più potente,
più facilmente personalizzabile.
Con le funzionalità drag-and-drop,
disegnare diventa semplice e di¬
vertente; la visibilità delle modifi¬
che apportate al progetto aiuta il
lavoro di team; la personalizzazio¬
ne della barra degli strumenti e
della tastiera consente a ciascuno
di lavorare a proprio agio.
Con AutoCAD LT 98, non occorre
essere degli esperti per utilizzare
il CAD al meglio.
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D Sono già utente Autodesk
□ Non sono utente Autodesk
• SISTEMI OPERATIVI
di F. Fulvio Castellano
Microsoft con Windows 2000 rilascia la Beta 3
un programma di beta testing che non
ha precedenti nella storia di Windows.
Questo consentirà agli utenti aziendali
di valutare i benefici e la riduzione dei
costi di gestione forniti da Windows
2000. Poiché qualità e mteroperabi-
lità sono obiettivi fondamentali
nella progettazione della versione
finale, una distribuzione cosi
ampia della versione beta contri¬
buirà ad assicurare che Windows
2000 sia testato nel modo più
completo insieme alle applicazio¬
ni, i sistemi e i servizi attualmen¬
te in uso presso gli utenti.
Sono sempre più numerose le
iniziative per la valutazione, la for¬
mazione tecnica del canale e il sup¬
porto dei System integrator e dei pro¬
duttori di software. I produttori di
hardware hanno già assicurato il massi¬
mo supporto, grazie anche a iniziative
come Windows 2000 Ready PC, che
prevede la pianificazione alla migrazio-
ln un incontro starno? a Milano la
società di Redmo.. , finisce le fun¬
zionalità del sistema operativo che
è pronto per la più ampia valutazio¬
ne della storia di Windows guada¬
gnandosi il pieno supporto delle
terze parti.
Sarà disponibile definitivamente
entro la fine del '99 dopo l'inizio
del progetto RDP.
Microsoft annuncia il rilascio della
versione Beta 3 dei S.O Windows
2000 Professional, Windows 2000
Server e Windows 2000 Advanced
Server. Sarà distribuita ad oltre 430.000
utenti, 140.000 sviluppatori e 100.000
partner di canale a livello mondiale, per
Ampliata l'offerta alle soluzioni aziendali basate su Windows 2000
MQSeries è il primo prodotto pronto per la tecnologia Win2000. La nuova versione del software di
messaggistica dispone di una interfaccia integrata che sfrutta i servizi del nuovo software di Microsoft.
E a spiegarlo viene a Milano Pat Gibney, capo di tutto il software IBM negli USA.
A 24 ore appena dall'annuncio di Microsoft sulle soluzioni offerte
dalla beta 3 di Windows 2000, IBM non solo ha rapidamente mantenu¬
to la propria promessa con la quale si impegnava a supportare il nuovo
sistema operativo su scala aziendale, ma ha inviato a Milano uno dei
suoi 'top' manager per spiegare come proseguirà la collaborazione tra
le due società nello sviluppo di questo nuovo prodotto. IBM ha annun¬
ciato la distribuzione di MQSeries Versione 5.1, il primo tra i numerosi
prodotti IBM a disporre di un'interfaccia incorporata, progettata per
supportare la tecnologia Windows 2000. MQSeries è un applicativo
per la gestione delle code di messaggi più utilizzato e consente lo
scambio di informazioni tra applicazioni basate su oltre 35 differenti
piattaforme MQSeries Versione 5.1 è il primo prodotto IBM in grado
di sfruttare i servizi di sistema di Windows 2000 inclusi Microsoft
Management Console e Active Directory Service Interface. La versio¬
ne 5.1 offre funzionalità avanzate per l'azienda e per l'e-business. Il
bilanciamento dinamico dei carichi di lavoro consente, ad esempio, di
distribuire i processi tra sistemi differenti ottimizzando le risorse IT
garantendo la ridondanza dei sistemi. La funzione ’publish/subscribe'
consente agli utenti di ricevere informazioni personalizzate, l'interfaccia
di programmazione Java potenziata semplifica lo sviluppo di applicazio¬
ni orientate al Web. Una nuova interfaccia utente grafica semplifica
l'amministrazione dei sistemi e la ricerca, la modifica e la creazione di
oggetti di gruppo all'interno della rete. E' dal novembre 1997 che in
IBM si respira l'evoluzione di Windows 2000. E a raccontarci lo svilup¬
po dell'ultimo prodotto di Microsoft dentro i laboratori IBM è venuto a
Milano nientemeno che Pat Gibney, Windows 2000 System Manager
di IBM Software Group: "I nostri clienti hanno la necessità di connette¬
re un numero sempre più elevato di dipendenti, clienti e partner
mediante intranet ed extranet aziendali; questo processo diventa tutta¬
via sempre più complicato a causa dell'elevato numero di sistemi coin¬
volti", ha affermato Pat Gibney. “La versione 5.1 di MQSeries sempli¬
fica queste connessioni e consente l’integrazione dei sistemi .
Windows 2000 o Windows NT con altre piattaforme all'interno dell’a¬
zienda". MQSeries è tra le centinaia di prodotti IBM che supporteran¬
no Windows 2000 appena sarà disponibile. Pat Gibney, che oltre tutto
è responsabile dello sviluppo del software IBM per le piattaforme
Windows NT e 2000, ha ricordato che i prodotti IBM per la piattaforma
Win NT hanno generato nel '98 un fatturato superiore a 1 miliardo di
dollari, In occasione di questa presentazione alla stampa. Pat ha illu¬
strato il processo di migrazione in ambiente Windows 2000 delle solu¬
zioni software multi piattaforma IBM, le problematiche che IBM sta
affrontando per il 'porting' e il test di oltre 300 prodotti (più di quanti ne
sviluppi Microsoftl), sottolineando i vantaggi di cui potranno usufruire i
clienti - lavorando in team con IBM - per integrare Windows 2000 con i
i loro ambienti eterogenei. L’incontro ha offerto la possibilità di discute¬
re i dettagli dell'attività IBM per Windows 2000 ready, compresi il rila¬
scio di tutti i suoi prodotti principali tra cui DB2 Universal Database,
MQSeries e WebSphere, Lotus Notes, Domino e le soluzioni Tivoli di
'enterprise management' e IT Director, nello stesso momento in cui 1
verrà rilasciato il sistema operativo.
56
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1999
ne da Windows NT Workstation
4.0 a Windows 2000
Professional. Infine, grazie alla
"Windows 2000 Beta 3 Channel
Readiness Imtiative", tutti i
Microsoft Certified Solution
Provider (MCSP) e gli utenti
hanno a disposizione un pro¬
gramma completo per la forma¬
zione.
Il supporto ai System integra-
tor è globale. I produttori di
hardware e Microsoft continua¬
no a collaborare per garantire
l'adeguatezza dell'infrastruttura
e la possibilità di assistere un
elevato numero di utenti duran¬
te tutte le attività di valutazione
e implementazione della release
beta 3 di Win 2000. Tra i produttori
impegnati in queste iniziative ci sono
Compaq Computer, Data General, Dell
Computer, EMC, Gateway 2000,
Hewlett-Packard, IBM, Intergraph,
Micron Electronics, Siemens AG,
Toshiba America e Unisys,
Parallelamente, numerose società lea¬
der nell'integrazione dei sistemi - tra cui
Amdahl e DMR Consulting Group,
Banyan Systems, Cambridge
Technology Partners, Ernst &
Young LLP, ICL, International
Network Services, NCR e Wang
Global - stanno realizzando servizi
di consulenza e valutazione per
Windows 2000 Beta 3. Molti
System integrator sono già in
grado di offrire servizi di pianifica¬
zione dell'architettura per trarre il
massimo vantaggio dalle nuove
caratteristiche di Win 2000 (come
i servizi di Active Directory e le
tecnologie IntelliMirror); servizi di
valutazione, aggiornamento e pia¬
nificazione per la migrazione e
l'implementazione di Win 2000;
servizi di integrazione quali
testing delle applicazioni e intero-
perabilità tra Unix e Win 2000.
Per informazioni:
IBM,
Iwmv.ifmmal
c/a /am /ini)
Le Smartcard: I
un fenomeno che sta
per esploderei
La nuova tecnologia
delle card con microchip \
incorporato trova enormi
opportunità applicative nel
piu svariati settori, soppian
in gran parte le tradizionali
magnetiche e scoprendo un
MxMin Smartcard EnvJronmcnf
Con A£/d su-i/uffan-e appdicaz/oni £ mar-tcard
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ALADDIN
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RCWS
AZIENDE
• STRATEGIE
Dopo venti anni torna in Italia il CEO di Intel
Craig Barret al Teatro Manzoni di
Milano: è necessario accelerare i
tempi di adozione del commercio
elettronico per sopravvivere nella
nuova economia digitale europea.
La forza del marchio “Made in Italy”
e le peculiarità delle piccole-medie
imprese rappresentano una grande
opportunità on-line.
Dopo tanti anni, il CEO di Intel torna
in Italia. Craig Barret, Presidente e
CEO di Intel Corporation, ha incontrato
il 23 Giugno la comunità economica
italiana e la stampa per approfondire
alcuni temi relativi all'economia basata
su Internet.
"Entro pochi anni ci troveremo in un
mondo con oltre un miliardo di compu¬
ter connessi tra loro e un giro di affari
in rete pari a circa mille miliardi di dol¬
lari; quando la concorrenza si trova
solo ad un click di mouse di distanza,
le aziende devono investire di piu nei
rapporti con la clientela e i partner” ha
affermato Barret.
"Spostando la centralità dell'attenzio¬
ne dal venditore al cliente, secondo i
modelli di commercio elettronico, le
società possono offrire alla propria
clientela prodotti, servizi e informazioni
esattamente quando, dove e come
vogliono".
"L'E-Commerce si sta diffondendo
molto più rapidamente di quanto si
pensasse. Il fulcro di tutto è Internet:
tutto ruota intorno alla rete e Intel ha la
capacità e l'esperienza per sostenere
l’economia di Internet. Maggiore velo¬
cità di connessione e costi inferiori a
livello locale e nazionale saranno i fat¬
tori che permetteranno di essere più
competitivi".
Barret ha voluto sollecitare l’adozione
di un modello economico basato
sull'E-Commerce, in quanto il modello
tradizionale economico italiano potreb¬
be essere facilmente adattato al Web:
il 78% dei lavoratori italiani è impiega¬
to in società da 1 a 250 dipendenti,
una percentuale molto più alta che in
qualsiasi altro paese del G7, Le piccole
e medie imprese hanno inoltre una
struttura che si ritrova solamente in
Italia.
Il numero delle imprese, la forza del
marchio italiano unita alla solida strut¬
tura di collaborazione esistente fanno
si che Internet e l'E-Commerce possa¬
no diventare lo strumento perfetto per
favorire lo sviluppo dell'economia ita¬
liana nel 2 Imo secolo.
In Italia il mercato dei pc continua a
crescere ad un ritmo superiore a quel¬
lo degli altri paesi dell’Europa occiden¬
tale, ma il divario che l’Italia aveva
accumulato nel settore aziendale e
consumer è sempre presente, in quan¬
to manca la spinta dell'edutainment e
di Internet, motori dell'espansione in
questa fascia del mercato. Intel è con¬
vinta che l'E-Commerce giocherà un
ruolo fondamentale nella crescita del
sistema industriale Italiano. Gli acquisti
on-line stanno esplodendo negli Stati
Uniti e crescono stabilmente in
Inghilterra e Germania. Un freno a que¬
sta tendenza in Italia è rappresentato
dai costi ancora troppo alti di accesso
al Web e alla mancanza di servizi ad
alta banda.
Intel sta investendo molto in servizi e
nuove tecnologie finalizzate all'aumen¬
to delle prestazioni della rete, e al con¬
tempo è impegnata a sostenere tutte
le iniziative locali cercando di superare
i possibili blocchi tecnici e burocratici
che potrebbero ostacolare lo sviluppo
di applicazioni e servizi basati sulla
rete. Alla conferenza erano presenti
anche IBM, rappresentata da Michael
Lawrie. General Manager IBM Europe,
Middle East and Africa, e Elio Catania.
Presidente e Amministratore Delegato
IBM Italia. L'intervento di IBM era
volto ad illustrare i prodotti, i servizi e
le tecnologie che IBM ha sviluppato
per l'E-Commerce, portando anche se
stessa come esempio (IBM è una
delle più grandi realtà di E-Commerce
del mondo: nel 1998 ha venduto via
Internet prodotti e servizi per oltre 3
miliardi di dollari).
Anche Andersen Consulting, con il
suo intervento alla fine della conferen¬
za, ha sottolineato l'importanza del
commercio elettronico per l'economia
italiana dell'immediato futuro; i risultati
ottenuti in Italia sono incoraggianti, ma
ancora insufficienti.
E' essenziale che anche l'infrastruttu-
ra di rete italiana venga aggiornata, e la
larghezza di banda complessiva sia tale
da non venire saturata quando il nuovo
modello di commercio sarà adottato
massivamente dalle nostre imprese.
Auspichiamo quindi che il messaggio
dato durante la conferenza dagli auto¬
revoli relatori sia recepito, sia dalla
nostra comunità economica, sia dai
responsabili e politici che possono e
devono gettare le basi perché quanto
esposto sia possibile.
Per informazioni:
Intel Corporation Italia Spa.
Tel. 02 5754441
I ,vww. mrel cnn\
58
MCmlcrocomputer n 1 98 - settembre 1 999
• STRATEGIE
di F. Fulvio Castellano
I
Alleanza strategica
tra Compaq e CMGI
per Internet
che acquisisce
AltaVista
Compaq diventa uno dei maggiori
azionisti di CMGI e l'obiettivo è
quello di fornire tecnologie end-to-
end e soluzioni enterprise, oltre
a definire il mercato futuro
dei PC per Internet.
Mentre CMGI si appresta ad assume¬
re la quota di maggioranza di AltaVista,
Compaq a sua volta diventa il principa¬
le azionista esterno di CMGI.
Attraverso questa alleanza strategica
vengono messe a disposizione le risor¬
se e la leadership di CMGI nel mondo
Internet per fare di AltaVista il più
importante portai del mondo. Come
Compaq sarà un importante partner IT
per CMGI, altrettanto CMGI sarà un
importante fornitore di tecnologie e
soluzioni Web per Compaq. CMGI col-
laborerà con i laboratori di ricerca e i
business group di Compaq per svilup¬
pare e commercializzare le tecnologie
Internet della prossima generazione.
Questi per sommi capi i termini del¬
l'accordo.
La partnership strategica si propone
di fornire alle aziende e ai privati i
migliori servizi e soluzioni Web. Le due
aziende intendono operare sul mercato
dei PC per Internet, affiancando alla
rete CMGI la leadership di Compaq nel
settore dei PC. CMGI, che è il più
importante operatore nel mondo
Internet, acquisirà da Compaq il con¬
trollo di AltaVista e delle attività colle¬
gate (Shoppmg.com e Zip2) e integrerà
il famoso motore di ricerca AltaVista
nella propria rete, costituita da ben 40
aziende che svolgono la loro attività su
Internet, mettendo un patrimonio di
esperienza e competenza al servizio
degli utenti Internet.
In base all'accordo definitivo.
Compaq trasferirà l'83% della pro¬
prietà di AltaVista a CMGI, mantenen¬
do una quota azionaria del 17%, e un
posto nel Consiglio di
Amministrazione. In cambio Compaq
riceverà 19 milioni di azioni CMGI e
azioni privilegiate CMGI equivalenti a
1,8 milioni di azioni comuni, che insie¬
me rappresentano una quota del
16,4% della CMGI. Inoltre CMGI corri¬
sponderà a Compaq 220 milioni di dol¬
lari nell’arco di tre anni, il che porta la
valutazione complessiva dell’83% di
AltaVista a circa 2,3 miliardi di dollari (e
la stima del valore totale di AltaVista a
2,7 miliardi di dollari, oltre 5. 400 miliar¬
di di lire). A Compaq andrà anche un
posto nel Consiglio di Amministrazione
CMGI.
Compaq ha intenzione di integrare le
varie e diversificate funzionalità
Internet delle 40 società che costitui¬
scono la rete CMGI nei suoi Internet
PC Presario, nei PC commerciali e
nelle soluzioni per il mondo enterprise.
Questa integrazione comprende Web
browser. accesso via tastiera alla rete
AltaVista e altri servizi Web di CMGI.
Potendo contare su Compaq come
partner IT strategico, la rete di società
CMGI avrà a disposizione le soluzioni
NonStop eBusiness di Compaq.
CMGI, Compaq e il management
team di AltaVista lavoreranno di comu¬
ne accordo per fare di AltaVista una
delle reti Internet più importanti del
mondo. AltaVista integrerà i servizi
offerti dalle varie società CMGI per
creare una rete Internet preziosa sia
per i consumatori on-line, sia per le
aziende che svolgono le loro attività
sul Web e, in prospettiva, sarà la
base di una rete per il commercio e
le comunicazioni: tra questi, un sito di
ricerca aggiornato, il primo servizio
microportal del mondo, 42 "portai part¬
ner" in comunità locali e una ridefim-
zione di Shopping.com per trasformar¬
lo nel negozio elettronico più completo
e all'avanguardia.
Per informazioni:
Compaq,
Tel. 02 575901
twww. Compaq, m
• CULTURA
Xerox, nuove tecnologie ma anche impegno culturale:
è sponsor del 'Progetto Campiello'
In occasione della presentazione ufficia¬
le del prestigioso Progetto Campiello, un
progetto di ’knowledge management’
della Unione Europea per i settori 'cultu¬
ra e turismo' in cui è attivamente coin¬
volta Xerox, in un incontro stampa nella
nuova Università degli Studi di Milano
'La Bicocca' (ex area Pirelli), è stata l'oc¬
casione per una serie di annunci delle
nuove soluzioni adottate e di nuovi pro¬
dotti, tra cui le nuove stampanti inkjet
per utilizzo personal e i multifunzione di
rete per l’office.
E cosi, dopo aver 'penetrato' case e
uffici, ora Xerox si propone nella cultura
e nel turismo insieme alla Domus
Academy e il Dipartimento di Scienze
dell'Informazione dell'Università di
Milano.
La Xerox partecipa attivamente al pro¬
getto con attrezzature e con tecnologie
innovative - tra cui interfacce multimedia¬
li 'paperware' basate sui 'glifi' - elabora¬
te dal Centro di Ricerca Xerox di
Grenoble.
Per informazioni:
Xerox Spa,
Tel. 02 921881
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
59
MACINTOSH
a cura di Paolo Cognetli
• NOTEBOOK
Ancora una "i".
Ancora un successo?
Tutto come un anno fa
L'inizio di luglio è stato per gli
utenti Macintosh un freneti¬
co attendere il grande even¬
to, un ripetersi del luglio
1998 quando si scoprì
l'iMac.
Da giorni si sapeva che
al MacWorld Apple
Computer avrebbe pre¬
sentato un nuovo pro¬
dotto, sicuramente PI,
nome in codice del por¬
tatile di fascia bassa, ma
una ermeticità da sevizi
segreti non aveva fatto
trapelare nulla di certo al
tal punto che voci di corri¬
doio, si dice divulgate dallo stesso Jobs,
avevano addirittura prospettato il rinvio
della presentazione se non addirittura la
cancellazione del progetto.
Invece eccolo qui il nuovo cucciolo di
mamma Apple. Bello (almeno per i più),
potente e innovativo, in linea quindi con
gli ultimi annunci.
Il suo nome è iBook. Il design è caratte¬
rizzato da forme morbide, il coperchio
bicolore è dominato da una grossa mela e
nel punto di attacco del display c'è una
comoda maniglia per il trasporto.
E' dotato di un processore G3 a 300
MHz con 512 KB di
backside cache di
secondo livello; il
bus, sia di sistema
sia della memoria, è a 66
MHz.
La RAM di 32 MB è
montata su un singolo
slot da 1,25" SO-DIMM
compatibile PC66 in
grado di supportare fino
a 128 MB.
Il video è un TFT da
12,1 " SVGA a matrice
attiva pilotato da una
scheda grafica2D/3D ATI
RAGE Mobility 2xAGP con
4MB di SDRAM.
Un HD da 3,2 GB e il CD-ROM 24x
sono la dotazione come memorie di
massa.
Per l'interfacciamento con l'esterno c'è
l'ormai standard USB e una porta
Ethernet 10/100 Base-T, opzionale si può
avere un'interfaccia di comunicazione
wireless standard IEEE 802.11 DSSS da
11 MBs
Completano la dotazione un modem da
56K flex e V90, un piccolo speaker mono
e un'uscita stereo a 16bit.
L'alimentazione è fornita da una batteria
agli ioni di Litio che assicura fino a 6 ore di
autonomia, fornito anche un alimentato¬
re/carica batteria dotato di un comodissi¬
mo awolgicavo.
Unica nota stonata in questo concerto
di caratteristiche, il peso e gli ingombri:
iBook pesa la bellezza di 3Kg con un
ingombro di 34,4x29,4x5,2, molto di
più del più grosso PowerBook G3.
iBook sarà disponibile da settem¬
bre in due colori, Blueberry (azzur¬
ro) e Tangerine (arancione).
Parallelamente a iBook Steve
Jobs ha presentato AirPort: un
sistema di rete che sfrutta un col-
legamento a radiofrequenza al
posto dei soliti cavi
AirPort è il frutto di una collabo-
razione con Lucent Technologies,
si basa sullo standard IEEE 802.11
DSSS con il quale è pienamente
compatibile ed è composto da due ele¬
menti l'AirPort Base Station e AirPort
Card
L'AirPort Base Station è il cuore del
sistema, si collega alla rete o direttamen¬
te ad un computer
attraverso la
porta Ethernet
10 BaseT e con¬
tiene un modem a
56K standard flex e
V90.
L’iBook o qualsiasi
altro computer dota¬
to di un'interfaccia
IEEE 802.1 1 DSSS
posizionato in un rag¬
gio di circa 50m, può
connettersi con la
stazione e utilizzare
tutti i servizi di rete
locale e il modem, tutto
alla più che sufficiente velocità
di 1 1 Mb/s, oltre la velocità della Ethernet
stessa quindi.
Facile immaginare l'utilizzo del nuovo
prodotto, pensate (fantascienza?) ad una
classe dove ogni studente ha il suo iBook
sul banco e. senza connettere nessun filo,
può accedere ad internet, alla stampante
e agli altri servizi di rete dell'istituto.
L'AirPort Card è una piccola scheda
simile ad una PCMCIA da inserire all'inter-
Da CEO a ICEO
Per più di un anno, da quando cioè
assunse la guida di Apple Computer,
Steve Jobs ha continuato a definirsi un
CEO ad interim.
Al MacWorld di NewYork, durante il
keynote, è apparsa per la prima volta una
grande scritta: "Steve Jobs - iCEO" Un
chiaro segnale con il quale Steve ha volu¬
to probabilmente comunicare la soprag¬
giunta convinzione sulla qualità del nuovo
corso di Apple Computer e la sicurezza
che le strade intraprese sono quelle più
giuste per il rilancio della casa di
Cupertino.
Ora il suo impegno di condottiero è più
ufficiale, ma ha voluto distaccarsi netta¬
mente dai suoi predecessori e da tutti gli
altri CEO del mondo informatico: lui è
, l'iCEO, il primo grande condottiero dell'e¬
ra Internet
60
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1999
no dell'iBook per aggiungere al nuovo
nato la funzionalità di wireless network.
Lo spazio è tiranno e quindi rimandiamo
al prossimo numero la descrizione di
QTV e degli altri annunci e novità del
MacWorld di NewYork.
Per informazioni:
Apple Computer.
Tel. 02 273261.
yvww. appiè, cor r|
Da Turnover gli HD per i nuovi Macintosh
La mancanza della dell'interfaccia SCSI
sugli ultimi modelli di Macintosh non
è più un problema, come altri
costruttori ed importatori, anche
Turnover ha presentato i nuovi
dischi rigidi (HD Ultra ATA IBM da
7200 giri in tagli da 4 a 22 GB) con
interfacce USB e Firewire.
Sia i dischi USB che quelli FW sono
forniti in case traslucidi, molto semplice il
primo, più gradevole il secondo, perfetta¬
mente in linea con il nuovo stile lanciato
da Apple.
Per informazioni:
Turnover.
Tel. 081 666883.
www. turnover, com
• SOFTWARE
QuickTime Streaming anche per Linux
Il passaggio a Open Source di
QuickTime Streameng Server porta i primi
risultati.
Proprio con la collaborazione della comu¬
nità Open Source, Darwin Streaming
Server è stato infatti aggiornato per sup¬
portare Linux anche su piattaforma Intel.
Utilizzando i sorgenti del nuovo codice
gli sviluppatori possono realizzare strea¬
• SOFTWARE
L'occhio che corregge
Realizzato da AutoF/X e distribuito in Italia
da Pico, sarà presto disponibile AutoEye, un
software applicativo per la correzione di
immagini digitali. AutoEye è in grado di rige¬
nerare colori e dettagli ridando a immagini
digitali opache e scure, le caratteristiche di
contrasto e brillantezza originarie.
Il risultato è ottenuto tramite l'utilizzo della
tecnologia I.V.I.T. (Intelligent Visual Imaging
Technologies) che, basandosi sull'intero
spettro cromatico, aumenta la brillantezza, il
contrasto e la nitidezza dei colori.
Le funzioni automatiche e manuali attra¬
verso le quali AutoEye lavora sono: corre¬
zione colore, nitidezza, disturbo, luminosità,
intervallo tonalità, rimozione effetto moiré e
smacchiatura. Il software può essere utiliz¬
zato sia come applicazione stad-alone sia
come plug-in di Photoshop; sarà disponibile
ming server per contenuti QuickTime uti¬
lizzando protocolli RTP e RTSP su qualsia¬
si piattaforma, in grado di supportare
2000 stream simultanei.
Tra le prime a mettersi al lavoro per inte¬
grare le nuove tecnologie Apple troviamo
la IBM con il suo VideoCharger e SGI con
il WebForce MediaBase.
La versione 1.01 di QuickTime
entro settembre ad un prezzo di circa
1 80.000 IVA esclusa. Sempre da Pico arri¬
vano altre due novità: Universal Rasterizer
una praticissima utility per "stampare" da
qualsiasi applicazione su un file bitmap
(Windows e Macintosh - lire 90.000 IVA
esclusa) e Over The Edge, una raccolta di
2.500 effetti e bordi per PhotoGraphic
Edges, il plug-in di Photoshop per la creazio¬
ne di cornice e bordi per foto digitali, il pac¬
chetto contiene bordi, sfumature, bolle,
graffi, dissolvenze, mosaici oltre a 250 tex-
ture e 1 50 effetti (Windows e Mac - lire
295.000 IVA esclusa).
Per informazioni:
Pico,
Tel 0522 512332,
tywvw.picòH
sSreaming Server e l'aggiornamento di
Darwin Streaming Server possono essere
scaricati gratuitamente dal sito
lwww.apple.com/pilblicsource.
Per informazioni:
Apple Computer,
Tel. 02 273261,
Iwwv appiè .coni
• SOFTWARE
Chi parla al Mac?
Dopo aver esaminato attentamente il
settore Macintosh e le molte richieste
di porting dei suoi prodotti, Dragon
Systems ha deciso di realizzare una
serie di prodotti compatibili Macintosh,
basati su Dragon NaturallySpeaking, cer¬
tamente uno dei software di riconosci¬
mento vocale più diffusi.
La software house sarà supportata
direttamente da Apple Computer e pre¬
senterà il primo prodotto, in inglese bri¬
tannico e americano, entro la fine di
quest'anno.
Per informazioni:
Dragon Systems Ine.,
Tel. +1/617/9655200
e-mail: Kiiano&graaonsvs.con 1
Iwvw. aragonsys tems. com/intì
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
61
Su Byte Italia di settembre
35 pagine dedicate al software Open Source
Tutto quello che avreste voluto sapere sul modello di distribuzione Open Source sotto ogni
aspetto: tecnico, legale, operativo
Una risposta alle domande più
incalzanti:
✓ Si può usare in azienda?
✓ È davvero consenicntc?
✓ È una valida alternativa?
✓ Open Source è »lo Linux?
1 temi principali dello speciale
Open Source:
✓ Implementare un progetto
pilota in azienda. L 'approccio
Open Source è davvero già matu¬
ro in qualsiasi area del software
aziendale?
✓ Coni iene far sviluppare su
commissione? Siamo abituati a
considerare il software Open
Source come una risorsa bella e
pronto ■ ma abbiamo mai pensalo di
temerlo o farcelo serhere apposita -
mente?
✓ Open Source o piuttosto Open
Data? Il libero accesso ai dati risohe
più del libero accesso al programma
un intervento controcorrente sulla filo¬
sofia dell ‘Open Source.
✓ Il diritto d'autore riguardo Open
Source. In che termini la licenza Open
Source impegna gli utilizzatori di questo
tipo di software?
✓ Post fi v l'alternativa sicura a
Scndmail. Un nuoto mailer, scritto da
Wietse Venema, offre maggiori performan¬
ce e migliore sicurezza rispetto all'antico e
insicuro Sendnuul
✓ XFS di Silicon Graphics è ora Open
Source. Il supporto a Linux si estende sem¬
pre di più.
✓ Il software Open Source del W3C. Tutto
il software ru luppolo e rilascuuo dal World
Wide Web Consortium * Open Source.
✓ La diffusione di Open Source nelle azien¬
de italiane. La prima indagine di dettaglio sul¬
l'ut il izzo di software Open Source nelle grandi
«^SSlSSIc
aziende italiane.
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Il futuro dei sistemi GIS:
il modo migliore di "vedere" i dati
di Aldo Ascenti
I satelliti fanno, ormai, parte della nostra vita quotidiana. Non ci stupiscono fotografie
dettagliatissime di città o intere regioni, così precise da poter distinguere automobili
e persone; ma che direste se cliccando su quella casa laggiù, evidenziando
la sala da pranzo e selezionando quel signore con la vestaglia scura apparissero
in una finestra i dati della sua carta d’identità? Tutto questo è già possibile e,
legge sulla privacy permettendo, sarà alla portata di tutti, basterà un browser e,
naturalmente, l’accesso ad Internet.
Dal sito di Telespazio è possibile far girare una dimostrazione di applicazione
GIS in cui sono stale registrate tutte le fontane della capitale
C'era una volta il database, ovvero lo
strumento elettronico per archiviare nu¬
meri e parole in quantità impensabile,
su supporti compatti come nastri e di¬
schi magnetici o ottici Basta pensare
alle immense tabelle che conservano i
dati anagrafici di un'intera nazione per
avere un'idea della vastità e dell'impor¬
tanza dei problemi risolti da questi mez¬
zi informatici. A dire la verità, l'esigenza
di gestire informazioni provenienti da
tutto il territorio di un grande Stato è
talmente intrecciata con l'evoluzione
dell'elaborazione automatica che il pri¬
mo impiego commerciale di una mac¬
china in grado di memorizzare dati (su
terribili schede perforate) si può far risa¬
lire al censimento americano del 1890,
per il quale Herman Hollerith produsse
un ingegnoso meccanismo che velo¬
cizzò, in modo incredibile per l'epoca, le
operazioni di spoglio.
Oggi l'amministrazione di un moderno
database passa attraverso software
sempre più sofisticati, nella maggior
parte dei casi in grado di organizzare le
informazioni in più aree di memorizza¬
zione, distinte ma collegate da partico¬
lari relazioni. Il tramite tra l'utente e la
banca dati è di solito una serie di ma¬
schere che possono assumere diversi
aspetti, più o meno gradevoli alla vista
e all'uso. Comunque, anche nelle im¬
plementazioni più user frendly, lo stru¬
mento principale per immettere infor¬
mazioni o interrogare l'archivio rimane
la tastiera e visualizzare i dati significa
consultare una tabella o, tutt'al più,
creare grafici riepilogativi. Parallelamen¬
te ai database, l'aumento delle potenze
Cosi appare la foto di
Roma prima di applica¬
re lo zoom
Contattata (I rr.ac<nast« *«
UHVUIIB mi itimi MIO
S»Lla
«Mate
OfUOMMlItlIMNIO
«i.^i
Uk.iiMliai.li
D*:i
ficai
UKMTA MI MIO
64
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Con un programma GIS 6 facile calcolare aree e distanze
Basta fare clic sulla rappresentazione di una fontana nella mappa per ottenere
una scheda informativa
di calcolo ha favorito lo sviluppo della
grafica computerizzata e. in particolare,
delle tecnologie CAD (Computer Aided
Design).
Un sistema GIS (Geografie Information
System) fonde l'elasticità di un databa¬
se relazionale con lo straordinario im¬
patto visivo della computer graphìc e
l'immediatezza di consultazione di una
mappa geografica.
L'idea nasce dalla semplice constatazio¬
ne che tra le informazioni presenti in un
qualunque archivio, la maggior parte
contiene riferimenti di tipo geografico;
ad esempio per ogni nominativo di una
banale rubrica telefonica sarà registrato
un nome di città, un CAP che definisce
una zona e un indirizzo che individua un
edificio. Un GIS farebbe apparire la no¬
stra rubrica come una mappa cittadina
in cui un colore particolare potrebbe evi¬
denziare gli edifici corrispondenti all'in¬
dirizzo delle persone memorizzate e si
potrebbero impostare query, ovvero in¬
terrogazioni, i cui risultati avrebbero una
immediato riscontro visivo come zone
geografiche; inoltre sarebbe facile otte¬
nere il percorso più breve per raggiun¬
gere una data persona oppure sapere, a
colpo d'occhio, quali, tra i nominativi
scelti, risiedono in una data area circo-
scritta della città.
Come si realizza
un GIS
Per trasformare una banca dati in un si¬
stema GIS sono necessarie informazio¬
ni geografiche molto precise. Spesso si
sfruttano normali archivi cartografici,
purché si tratti di materiale di buona
qualità e la scala sia adeguata al livello
di dettaglio che si vuole raggiungere,
ma se sorge la necessità di rappresen¬
tare informazioni territoriali aggiornatis¬
sime, non si può che ricorrere a foto ae¬
ree o. meglio, satellitari. Quest'ultima
possibilità è diventata una strada più
praticabile con la fine della guerra fred¬
da. quando molti satelliti, spesso di fab¬
bricazione Sovietica, hanno perso il ruo¬
lo di segretissimi strumenti di spionag¬
gio e sono a disposizione di chiunque
possa pagare le cifre necessarie.
Ottenuto il materiale cartografico que¬
sto andrà immagazzinato nel computer
tramite uno scanner dotato di una riso¬
luzione adeguata alla precisione deside¬
rata (normalmente sono sufficienti
600dpi) e quindi si potrà dare inizio al
processo di definizione, al di sopra
dell'immagine bitmap acquisita, dei
tracciati delle aree interessanti ai fini del
collegamento con le informazioni pre¬
senti nel database. Questo processo
avviene per mezzo di un software di di¬
segno vettoriale in grado di operare in
sovrapposizione all'immagine raster
(bitmap) e richiede perizia e completa
padronanza del programma; per intuire
le difficoltà legate a una simile operazio¬
ne basta tentare la selezione di un parti¬
colare dai contorni molto irregolari da
una qualunque immagine all'interno di
un programma di foto-ritocco. Un altro
metodo molto usato per definire contor¬
ni vettoriali alle zone di una carta geo¬
grafica, è quello che fa uso del digitizer.
Si tratta di un tavolo da disegno, sulla
superficie del quale sono immersi dei
sensori; è sufficiente fissare con preci¬
sione una cartina o
una fotografia al
piano del tavolo per
poter usare l'appo¬
sito mirino sulle li¬
nee da definire e
ottenere, cosi, una
valida rappresenta¬
zione vettoriale.
L'ultima fase di
questo processo
prevede il collega¬
mento delle aree
definite con il data¬
base. Il software
GIS dovrà prevede¬
re le più ampie fun¬
zionalità in questo
senso, consenten¬
do diverse modalità
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
65
IMcnne ti thè darti»- Sortii (Vaghi Creami)
)
al
CmKMMMSE «a OBBff E9"— - 3&Z,
I
La North-South Freight Freeway 6 una compagnia di trasporli che sfrutta il si¬
stema GIS per visualizzare le tratte percorse dai convogli
Ecco I percorsi dei treni della Freight Freeway in Europa Questa mappa 6
completamente vettoriale
Al massimo zoom sono
visibili anche gli aeroporti
Il dettaglio sul nord Italia
permette alla mappa di
aumentare il numero di
oggetti
(per il quale è previsto un raddoppio
nei prossimi cinque anni) è tale da giu¬
stificare la recente acquisizione, per 26
milioni di dollari, della canadese VI¬
SION* Solutions, leader nel campo
delle soluzioni "enterprise" di sistemi
informativi territoriali.
I prodotti
Autodesk
di selezione e ricerca, dalla mappa ai da¬
ti e viceversa, ed offrendo strumenti
per esportare informazioni e realizzare
interrogazioni complesse.
Organizzare un sistema GIS non è cosa
semplice e una buona implementazione
può richiedere strumenti e risorse di cui
spesso possono disporre solo grandi
aziende e pubblica amministrazione. In
particolare, il coinvolgimento degli Enti
Locali in progetti di questa natura po¬
trebbe portare uno straordinario impul¬
so allo snellimento delle procedure bu¬
rocratiche e innumerevoli vantaggi ai
cittadini e alle imprese, che farebbero
riferimento ad archivi molto più sfrutta¬
bili e di facile consultazione.
Inoltre, qualcosa si muove anche dal
punto di vista del rendere i sistemi GIS
più alla portata di tutti. Su questo fronte
è impegnata la Autodesk che propone
soluzioni GIS per sistemi PC e ambien¬
te Windows.
L'occasione di parlare di GIS nasce dal¬
la recente presentazione delle nuove
release dei già noti pacchetti Autodesk
per il mondo dei sistemi informativi
territoriali. L'offerta si articola su tre
prodotti, basati su AutoCAD 2000, che
vanno a toccare tutte le problematiche
di realizzazione e gestione del sistema:
AutoCAD Map crea le mappe interatti¬
ve e le aree da associare ai dati; Auto¬
desk World collega database esterni,
provenienti dalle fonti più diverse, alle
zone della mappa; Autodesk Map Gui¬
de si occupa della pubblicazione dei
dati su rete Internet/lntranet offrendo
la possibilità di effettuare interrogazio¬
ni da un comune browser. Va notato
che l'interesse di Autodesk per le forti
potenzialità di crescita del settore GIS
Nelle potenzialità di AutoCAD Map
2000 è evidente tutta l’esperienza ac¬
quisita dalla diffusione di AutoCAD nel
mondo del disegno assistito dal com¬
puter. Già impiegato, tra gli altri, dal Di¬
partimento Acqua e Energia di Los An¬
geles, questo prodotto viene distribui¬
to ad un prezzo base di 4450 Euro (IVA
esclusa) e lavora in un ambiente ibrido
raster/vettoriale, offrendo caratteristi¬
che di ottimizzazione del processo di
digitalizzazione, pulizia automatica dei
disegni e accesso simultaneo a più
mappe e a grandi insiemi di dati. Il sup¬
porto per strumenti di sviluppo in stan¬
dard ObjectARX (C++) e ActiveX (VBA)
sommato alla possibilità di convertire
da e verso altri formati CAD e GIS ne
fanno un prodotto molto flessibile e,
nel contempo, facile grazie all'imple-
mentazione realizzata per Windows e a
un interfaccia davvero amichevole.
Con una base installata di oltre 20000
66
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
Attualità
unità Autodesk World è il più potente
sistema di integrazione e analisi di dati
GIS basato su Windows e mette a di¬
sposizione dell'utente un unico am¬
biente, non proprietario, per la gestio¬
ne di dati, geografici e non, e delle fun¬
zioni CAD. Il database potrà essere in¬
terrogato e integrato e sono previste
funzioni per la presentazione e l'immis¬
sione delle informazioni, proprie di un
sistema dati relazionale.
Da questo sito si parte
per esplorare le caratte¬
ristiche dì MapGuide
4.0 su alcune mappe di¬
mostrative
Virtual World Mnps
WeiM
*’»»"- i<««» m —•>**
M)f viti OH w -et «miiu
ixwin Aii K*r. Jtdtn » Afvvts *iw»r* »
iv u**. vw« awfl *t-6! »i** wwc hm itttttat
Cv»«ic » Mini «n
n» * in-
fa.Wn-1
« M-ll> ,.1-ita.»
MapGuide 4.0 è lo strumento che più
da vicino tocca gli interessi degli uten¬
ti, risolvendo il problema della distribu¬
zione delle informazioni raccolte. Si
compone di due parti: il programma
vero e proprio che si occupa di organiz¬
zare e pubblicare sul Web la cartogra¬
fia, gli schemi, i filmati e i dati neces¬
sari, e un Viewer gratuito, scritto in Ja-
va e distribuito sotto forma di plug-in
per i browser più
diffusi, che estende
anche agli utenti
Macintosh e Sun
Solaris la possibilità
di accedere alle
mappe interattive e
ai dati associati tra¬
mite modalità di in¬
terrogazione sem¬
plici ed intuitive.
Gli strumenti e la
terminologia del GIS
La prima cosa che si può fare con una
mappa interattiva è applicare uno zoom.
Questa semplice operazione porta al
cambiamento della scala di visualizza¬
zione e, spesso, un sistema GIS è pro¬
gettato per variare il numero e il tipo de¬
gli oggetti con cui si può interagire, in
funzione del livello di zoom impostato.
Altra interazione tipica dei GIS è il pan,
ovvero lo spostamento del punto di vi¬
sta in una diversa porzione della mappa,
che di solito avviene per scorrimento
L'overlay è quella funzionalità che con¬
sente la sovrapposizione di formati ra-
ster e vettoriali, che vengono gestiti su
più layer (strati). Ai diversi livelli di visua¬
lizzazione degli oggetti vettoriali si pos¬
sono associare livelli logici: si potrebbe,
ad esempio, posizionare i corsi d'acqua
e i laghi su un livello e le strade su un
altro cosi da scegliere, di volta in volta,
quali categorie di oggetti rendere visibili
sulla mappa. I software GIS mettono
spesso a disposizione anche tecniche di
sovrapposizione raster su raster, che
rendono possibile il confronto diretto fra
due immagini acquisite con modalità o
MCmicrocomputer n. 198- settembre 1999
67
Ecco il piacevole sito
portoghese Geoweb
pieno di intornia! ioni
per i vacante
Me** Àftow»
La stessa mappa, in¬
grandita e con molti più
dettagli, da un idea della
completezza di questa
rappresentazione.
xM&'i ■
•••- H *v
in tempi diversi. Un buon programma
deve, inoltre, disporre di funzioni di ed-
ge matching ovvero di gestione della
corrispondenza dei margini tra una carta
e l'altra, e di strumenti per la verifica e
correzione di eventuali errori, sempre
possibili nella fase di vettorizzazione,
che avverrà in modo manuale o con au¬
tomatismi software.
Interrogare una mappa in ambiente GIS
può significare cose molto diverse. Sarà
cosa semplice ottenere il calcolo auto¬
matico di aree, perimetri e distanze,
mentre più complessa è la gestione del¬
le cosiddette query miste, che sono do¬
mande in cui elementi geometrici sono
mescolati a richieste di informazioni tipi¬
che di un database; ad esempio si po¬
trebbe chiedere quali città tra quelle
che superano un dato numero di abitan¬
ti sorgono su una superficie inferiore a
un dato valore. La mappa di un GIS, co¬
si interrogata, genera una sorta di carta
tematica, in cui colori diversi corrispon¬
dono ad un diversa rispondenza delle
aree del territorio al quesito proposto.
I possibili impieghi
I settori ai quali un sistema GIS può por¬
tare vantaggi sono cosi numerosi da far
risultare incompleto qualunque tentati¬
vo di elencazione. In alcuni campi, però,
la presenza di un sistema informativo
territoriale risulta pressoché indispensa¬
bile, basta pensare alla produzione car¬
tografica, che un domani potrebbe es¬
sere completamente gestita via Web e
aggiornata quasi quotidianamente con
informazioni molto più dettagliate di
quelle oggi disponibili, e si può immagi¬
nare quale passo avanti si ottiene da
un'organizzazione in formato elettronico
delle mappe catastali, oppure con una
precisa analisi geografica dei risultati
elettorali o di una rete di trasporti e di
comunicazioni. Vengono esplorate quo¬
tidianamente nuove frontiere nella pro¬
tezione ambientale e nella gestione del¬
le emergenze e si parla, sempre più in¬
sistentemente, di geomarketing come
del modo migliore di analizzare le ten¬
denze di mercato zona per zona, cosi da
pianificare attentamente una rete di
punti vendita o una campagna pubblici¬
taria.
I GIS
sulla rete delle reti
Internet è soprattutto uno straordinario
mezzo per ottenere informazioni aggior¬
nate e. coll’aumentare della velocità di
comunicazione, le immagini stanno
prendendo il sopravvento sulle parole.
Un ambiente siffatto è il terreno ideale
per la diffusione dei sistemi informativi
territoriali, che fanno della comunicazio¬
ne visiva il canale di trasmissione per
dati e statistiche.
Grazie soprattutto a MapGuide e possi¬
bile sfogliare la rete alla ricerca di quan¬
to è già stato fatto per rendere accessi¬
bili banche dati di tipo geografico. Anzi¬
tutto è necessario procurarsi il MapGui-
de Viewer, scaricabile da uno qualsiasi
dei siti di cui parleremo, oppure diretta-
mente presso il Web Autodesk all'indi¬
rizzo iwww.aiitnriRSK comi
Un affascinante punto di partenza, per
avere subito un idea delle potenzialità
dei sistemi GIS e di quale impatto po¬
trebbero avere in breve tempo sulla no¬
stra vita quotidiana, è il sito Telespazio,
all'URL: map.cs.telespazio.it. Il demo a
cui si può accedere da questa pagina è
realizzato a partire da una foto satellita¬
re di Roma, che vedremo comparire in
tutto il suo splendore, nella finestra del
nostro browser, non appena terminato
68
MCmicrocomputer n, 1 98 - settembre 1 999
il processo di caricamento. Gli strumen¬
ti che MapGuide ci mette a disposizio¬
ne permettono una visione selettiva
delle informazioni vettoriali presenti sul¬
la mappa e svariate altre funzionalità so¬
no accessibili col tasto destro del mou¬
se. Telespazio ha incluso, in questo de¬
mo, quasi tutte le strade della capitale il
cui nome viene visualizzato al passag¬
gio del mouse, e sono state inserite
informazioni relative alla posizione di
tutte le fontane di Roma, da quelle mo¬
numentali ai famosi nasoni. Per molte
di esse è stata, inoltre, preparata una
scheda informativa alla quale si accede
con un doppio clic sui simboletti che
rappresentano le fontane sulla mappa.
Da notare come gli oggetti visualizzabili
sono in numero variabile a seconda del
livello di zoom scelto, inoltre,
la grande precisione di un si¬
stema GIS permette di valuta¬
re le distanze direttamente tra
due punti della mappa raster,
e, usando l'apposito strumen¬
to, il Colosseo risulta lungo
574 piedi.
La North-South Freight
Freeway è una compagnia di
trasporti che sfrutta il sistema
GIS per visualizzare le tratte
percorse dai convogli e, trami¬
te il suo sito, è possibile otte¬
nere perfino informazioni circa
la composizione dei treni. L'in¬
dirizzo è www.freightfre-
eways.com e. una volta entra¬
ti, potrete verificare com'è fa¬
cile passare dalla visualizzazio¬
ne generale dei grossi canali di
comunicazione europei al dettaglio della
situazione nei pressi di una città italiana
Dal sito lwww.qridnorth.com/virtdemd
si parte per un giro turistico in una map¬
pa del mondo, una degli Stati Uniti e
una del Canada. La mappa degli USA è
arricchita dell'intera rete stradale ed è
possibile generare veri report demogra¬
fici nelle zone selezionate. Molto inte¬
ressante è anche il sito turistico porto¬
ghese Geoweb. che trovate all'indirizzo
fwww.qeoweb.ptl Vi troverete una map¬
pa di Lisbona molto dettagliata e potre¬
te ottenere informazioni turistiche e in¬
dicare un punto di partenza e uno di de¬
stinazione, cosi che il sistema possa in¬
dicare la strada migliore. Anche la rete
dei trasporti pubblici è stata inserita nel¬
la mappa e non manca l'elenco dei mu¬
sei, dei ristoranti e di tutti gli indirizzi di
pubblica utilità.
Le mappe e i dati immagazzinati al sito
^vww.domino-researcFm non sono di¬
sponibili che a pagamento, ma può es¬
sere istruttivo fare una visita a questo
sito per avere un idea di come il geo¬
marketing è in grado di aiutare le impre¬
se e di quali tipi di informazioni si presti¬
no di più ad una rappresentazione geo¬
grafica.
Il GIS di domani
Alla luce dei recenti sviluppi della tecno¬
logia GIS, non è difficile immaginare
uno scenario in cui l'integrazione fra da¬
ti provenienti dalle fonti più diverse ren¬
derà disponibili strumenti che, sfruttan¬
do la medesima mappa interattiva, ci
serviranno da elenco telefonico (magari
internazionale), stradario, atlante e gui¬
da turistica. Consulteremo il nostro
browser ovunque: a casa per prenotare
il treno, scegliendo la tratta e la carroz¬
za, o in macchina per trovare la via più
breve per raggiungere la meta
desiderata, magari in combi¬
nazione con i sistemi di navi¬
gazione satellitare, già disponi¬
bili come optional su moltissi¬
me vetture. Ad ogni passag¬
gio dei satelliti sulle nostre te¬
ste le mappe verranno ricali¬
brate e aggiornate, cosi da po¬
ter essere avvisati in tempo
dello scoppiare di un incendio
o del pericolo di alluvioni.
Comprare un appartamento
sarà facilissimo, basterà evi¬
denziare sulla mappa le case
in vendita che rispondono ai
parametri di prezzo e metratu¬
ra desiderati, oppure si potrà
decidere di aprire una cartole¬
ria in una zona dove la concor¬
renza è scarsa e la popolazio¬
ne numerosa.
Speriamo che, in tutto questo, rimanga
ancora spazio per un po' di privacy.
Kg
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
69
tote
*
... Vorrei affrontare, almeno per cenni elementari ... alcune questioni suscitate dalle potenzialità
espressive delle nuove tecnologie.
... Ci troviamo un po’ nella situazione (se ci si passa il paragone, che non è molto calzante) in cui
si trovava il cinema alla fine del secolo scorso: all’epoca dei fratelli Lumière.
... Internet, il virtuale, possono mettere in crisi l’intero sistema dell’arte moderna, perché
presuppongono un modo di diffusione e di lettura dell’opera indipendente da gallerie e luoghi
consacrati: un’uscita dell’opera dai circuiti canonici dell’arte.
Elena Pontiggia
LA QUADRIENNALE DI ROMA
e la Computer art
di Ida Cerosa
Perché questo
sottotitolo
Che cosa c'entra il sottotitolo "Com¬
puter art" con la Quadriennale ? Nul¬
la, assolutamente nulla.
Ecco, questo è quanto emerge da
una visita alla mostra, eppure è
un'arte che ha le sue origini nei primi
anni '80, io stessa ho iniziato nel
1983.
Sono presenti opere che rappresentano
solo parzialmente gli
di produzione.
Ho guardato con atten¬
zione tutti i lavori, co¬
me merita ogni ope¬
ratore, ma ad un
primo sommario
sguardo l'impres¬
sione è stata di vi¬
sitare una mostra
già vista, quasi
nulla che raccon¬
tasse la trasforma¬
zione in atto.
La mia impressio¬
ne è che gran parte
dei critici non si sia¬
no ancora allontanati
dalla loro cultura. Mi
mi quattro anni
Che
cosa
c'entra il
sottotitolo
"Computer art"
con la Quadrien¬
nale? Nulla, asso¬
lutamente nulla.
Che cosa c'entra il
sottotitolo "Com¬
puter art" con la
Quadriennale?
Nulla, assolu¬
tamente
nulla.
sembra che in pochi si siano inoltrati
con sensibilità e apertura nel mondo
dell'arte elettronica. Credo che in gene¬
re anche i più giovani di loro siano lonta¬
ni non solo dalla pratica del computer,
ma soprattutto dalla filosofia della Com¬
puter art. dalla sua etica... Per poter ca¬
pire e penetrare dovrebbero ragionare
sulla sua estetica, sulla sua morale, sul¬
le sue intenzioni oltre che sulle caratteri¬
stiche dei suoi progetti.
Tra tutte le arti elettroniche che oggi si
stanno sviluppando e che spesso ven¬
gono proposte più come "fenomeno"
che come arte, questa creata a compu¬
ter è quella che permette con più forza
di compiere viaggi immaginari non solo
dentro la fantasia, ma anche dentro le
emozioni, la sensibilità personale, il vive¬
re quotidiano. E' quella che più di altre
permette di interporre un velo (uno
schermo?) tra la realtà e la nostra perso¬
nale realtà.
Oggi l'orientamento psicologico ge-
Mario Canali
70
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Oggi l'orientamento psi¬
cologico generale, o chissà...
il desiderio inconscio, mi sem-
nerale. o chissà... il bra che non sia più la proposta C|pna
desiderio incon- aggressiva, impressìva (questo ,a
scio, mi sembra appartiene all’immediato passa- PontiOOia
che non sia più la f0)( ma 4//a diffusa tendenza a
proposta aggressi- staccarsì da una realtà qualche Ma ricadiamo sulla terra
Mjdm» ptr rifugimi in
ne all'immediato “J7 mondo parallelo, astratto, ^al 1 8 giugno al lOset-
passato), ma alla che ci consente di compiere tembre 1999 al Palazzo
diffusa tendenza a straordinari voli e di rimanere delle Esposizioni, in via
staccarsi da una sospesi a mezz’aria. Nazionale).
realtà qualche volta
deludente per rifugiarsi
in un mondo parallelo, astratto, che
ci consente di compiere straordinari
voli e di rimanere sospesi a
mezz'aria.
La Computer art come una droga, al po¬
sto della droga? Si, forse... Ben venga!
Essere "trendy" oggi non significa se¬
guire come pecore le correnti che stan¬
no già uscendo dall'universo artistico
contemporaneo, ma significa essere to¬
talmente, completamente se stessi nel¬
la rappresentazione del proprio immagi¬
nario, pur... anzi meglio
se sospesi a
mezz'aria staccati da
quanto ci avviluppa e
ci disturba. In asso¬
nanza con le tenden¬
ze generali del mondo
Opere di fantascienza
Quante opere di fantascienza intorno
a noi, cinematografiche e letterarie,
che costruiscono e sollecitano un im¬
maginario collettivo.
La Computer art permette di raggiunge¬
re questo inconscio desiderio diffuso,
ma in più può concedersi una personale
purezza di espressione, un rigore asso¬
luto tale da rendere possibili opere inu¬
suali e uniche.
Ogni artista, ogni operatore del settore
può creare un mondo significativo, eva¬
nescente eppur reale, assolutamente in¬
timo, soggettivo, quasi privato. Un mon¬
do trasparente eppur esistente che,
sommato a quello reale, visualizza opere
anomale, controcorrente, estremamen¬
te personali e significative.
E sempre lo spettatore, catturato, coin¬
volto raggiunge l'artista nel suo spazio
sospeso per iniziare a "viaggiare" insie¬
me a lui.
Prima di iniziare, facciamo
un discorso a parte per Elena
Pontiggia, che è stata nella "commissio¬
ne inviti".
Ho letto con molto interesse il suo scrit¬
to attento, aperto di presentazione in cui
si addentra nei meandri delle riflessioni
sull'arte elettronica e in particolare sulla
Computer art e sul lavoro in Internet, ac¬
cantonando per un attimo l'ormai usuale
Videoarte.
Tanti i suoi concetti con cui mi trovo in
sintonia. Su un'affermazione però non
concordo.
'... In realtà, pur
nel processo
della digitalizza¬
zione. l'esito ri¬
mane pervica¬
cemente mate¬
rico (perché l'im¬
magine è trasportata su tela, su plastica,
carta fotografica, su alluminio)".
Quante opere di fantascienza
intorno a noi, cinematografiche
e letterarie, che costruiscono e
sollecitano un immaginario collettivo.
IDA GEROSA
Artista di Computer art
Direttore Artnet-Tentra:
|http://www. mcllnk.it/mclink/arte
Alcune forme dell'arte
creata a computer, come
la Pontiggia ha elencato
(Plotter Painting, Tecnola¬
ser, pittura digitale, ecc...)
sono ancorate ai supporti
materiali, ma la Computer
art in genere preferisce
guardare oltre, per inol¬
trarsi nell'immaginario del¬
lo spettatore attraverso in¬
stallazioni che lo portano
ad immergersi in un'atmo¬
sfera astratta coinvolgen¬
te e profondamente signi¬
ficativa.
Come ho detto tante vol¬
te, è questa un'arte che
consente prodigiosi voli
solitari attraverso il tutto
che la portano all'originale
creazione di se stessa,
pur essendo (e forse pro¬
prio per questo) in qual¬
che modo in bilico fra ri¬
cerca creativa, tradizione,
cinema, spettacolo,
performance.
Fabrizio Plessi
Mario Sasso
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
71
La mostra
Ritorniamo alla mostra in questione.
Naturalmente sono stati invitati tutti
artisti noti, con opere create
negli ultimi quattro anni. Na-
Quasi nessuna proposta turalmente
innovativa, tuttavia alcu- sono Sfafj jnvj-
ne opere sono da ricor
dare.
Intrigante la "Foresta" di
Germano Sartelli, diver¬
tente l'opera "Dimensio¬
ne - Spazio - Tempo" di
Michelangelo Pistolero,
interessante il "Cielo" di
Walter Valentini, sempre
molto personale Maria Lai
con "Come Daphne impauri¬
ta", ironico Pietro Consagra con
la sua dichiarazione "Non ho supe¬
rato i 300 Kg",
Il complesso delle opere esposte a
tati tutti artisti
noti, con opere
create negli ultimi
quattro anni. Quasi
nessuna proposta
innovativa, tutta¬
via alcune opere
sono da ricor¬
dare.
Due spazi, due
mondi assoluta-
mente diversi, qua¬
si in contrapposizio¬
ne eppure cosi vi¬
cini, Da una par¬
te la pittura (o
la scultura)
con i suoi
codici, le
sue ragioni di continuità che,
come dice Claudio Spadoni
"convive da tempo con l'idea
del suo superamento", dall'al¬
tra, insieme, tutto quello che
sembra non appartenere
alla "tradizione". XIII
Paolo Scirpa
genti, spingono a tuffarsi in una sorta di
"buco nero" illuminato che sembra por¬
tare chissà dove, oltre la realtà.
Sono inoltre da guardare con attenzione
la "Grande soirée" di Enrica Borghi,
un'installazione costruita con
edizione bottiglie di plastica, e la foto-
P 91
Tra tutte spiccano le della Quadriennale grada a colori su alluminio
opere significative e im- di Roma • ” Proiezioni ^ Giacomo Costa "Cortile
portanti di Mario Canali, . „ interno n.1", un gioco di
Fabrizio Plessi, Mario Sasso 2 ,. * , " 7 equilibri impossibili. E an-
e Paolo Scirpa. arti visive nella civiltà cora |‘opera ironica di Luca
Affascinante, trascinante multimediale. (?) Patella "Cinema Cochon.
l’opera di Canali Una mostra che non Caution: Cinema!".
"Neuronde ", tra- rispetta il suo titolo.
smette la sensazio- La civiltà multimedia-
ne di vedere un ,e è soiamente sfiora.
universo in movi- ' ..
mento, Suggestiva .con Pocne, pocms edjzjong deua Qua.
la videoinstallazione sime °Pere fàppre- (triennale di Roma:
di Fabrizio Plessi "Le sentative. “Proiezioni 2000. Lo spa¬
lli conclusione
Cariatidi dei poveri", in
cui appare un video minimale,
realizzato a bassa definizione
proprio per rendere l'idea del¬
ie cose "minime". Guardando
si avverte lo squallore, la mi¬
seria, il disadorno, l'esiguo.
Con "Omaggio a Leopardi"
Mario Sasso espone una vi¬
deoinstallazione rigorosa,
equilibrata dove scorrono al¬
cuni video molto curati. I "Per¬
corsi comunicanti" di Paolo
Scirpa, decisamente coinvol-
zio delle arti visive nella ci¬
viltà multimediale. " (?) Una mostra
che non rispetta il suo titolo.
La civiltà multimediale è solamente
sfiorata con poche, pochissime opere
rappresentative.
Credo che non sia sufficiente scrivere
che non è completo il panorama perché
non sono stati invitati gli artisti della
scorsa manifestazione "Ultime genera¬
zioni". Anche quella era incompleta e
non rappresentativa dell'arte elettronica
contemporanea, mostrava opere di gio¬
vani solo in quanto giovani. «e
Michelangelo Pistoletto
pianterreno dichiara un'eredità ancora
sostanzialmente umanistica, con chiari
segni di un lontano fondo di tradizione
artistica. Ma il passaggio da questa cul¬
tura ad una variegata visione tecnologi¬
ca della realtà contemporanea si ha in
maniera abbastanza repentina con i la¬
vori esposti nel piano inferiore.
J Stiamo preparando una "Biennale di |
i Computer art”, che verrà proposta in un I
J ambiente pieno di suggestioni.
• Coloro che fossero interessati a parteci- i
j pare e che operano in questo campo, |
[ possono inviare a Ida Gerosa, via e-mail •
J tmc2838ie>mclink.n) la richiesta di parte- |
• cipazione e due immagini da loro create. •
^ — — — — - - - *
_ LA CITTA7 DELL'ARTE _
al Festival dell'Unità a Roma
dal 9 luglio al 19 settembre
Casa dell'Incisore - corredata di torchio a mano e tutto quello che può essere necessario
per mostrare il lavoro in progress
Casa del Gallerista - mostra d'arte visiva
Casa del Fotografo - mostra di fotografie
Casa del Video - televisore e videoregistratore
Muro d'Artista - un muro di solidarietà composto a più mani, ogni artista un mattone. Un
muro per unire e non per dividere
Installazioni - Performances. suono, spettacolo, danza, poesia
ARTISTI INVITATI
Tra gli altri: Anna Ajò, Alessandro Alimonti, Enrico Benaglia, Michael Burke, Carla Cantato¬
re, Luce Delhove, Ida Gerosa, Marino Haupt, Kit-in Snyder, Johnni Madge, Franco Manari-
ni, Emanuele Prandi, Franco Rossi, Anna Maria Vancheri.
72
MCmicrocomputer n, 198 - settembre 1999
Hai acquistato un PC di ultima generazione?
Sei rimasto folgorato dalla bellezza dei coloratis¬
simi Apple iMac? Allora la tua porta di comuni¬
cazione con i dispositivi esterni è USB (Universal
Serial Bus) e il tuo drive ideale è il nuovo Iomega
Zip 100 USB. Il design trasparente è diverso da
qualsiasi altro, ma i dischi Zip da 100 MB sono
quelli di sempre e ti assicurano una facile condi¬
visione dei documenti con colleghi e amici.
I file sono sempre più grandi? Ecco la risposta:
un nuovo Zip®, più grande, ma compatibile con
gli oltre 100 milioni di dischi da 100 MB vendu¬
ti in tutto il mondo. Zip 250 MB ha una capacità
1.75 volte maggiore di un floppy disk e ti consen¬
te di memorizzare comodamente documenti
complessi, file grafici, audio e video e tutte le
pagine web che vuoi.
JdZ 2gb
L'unità personale di memorizzazione ultrarapida
per chi vuole più spazio, più flessibilità di un hard
disk, più velocità. I capienti dischi da 2
GB vi permettono di gestire
facilmente file grafia di gran¬
di dimensioni, ingombranti
database e persino di effettuare
backup dei dischi rigidi.
È uno standard: è l'unità usata da
due milioni di utenti.
I prodotti Iomega
sono distribuiti da:
Actebis
CDC
Computer2000
Datamatic
Executive
Hot Line
Ingram Micro
Karma
Open Gate
Videocomputer
i
!
lwww.iomega.com iometri
perchè sono cose tue
ratini Ira
a cura di Andrea de Prisco
1 ,2,3 e Quattro
di Raffaello De Masi
Che AdP vada al mare in febbraio (e
magari si fa anche il bagno) è cosa, co¬
noscendo il soggetto, normalissima. Ve¬
dete, avere un Capo del genere non è
sempre cosa di cui lamentarsi. Ad
esempio, l'ultima volta che sono stato
in redazione l'ho trovato coinvolto in un
racket delle cartucce da stampante usa¬
te che la Guardia di Finanza, se solo sa¬
pesse, ci risolverebbe i problemi fiscali
del paese dei prossimi tre anni. Lui so¬
stiene che il tutto è per motivi di studio
e prova, ma vi assicuro che l'ho visto
mentre contrattava con un bieco figuro
con un giaccone di pelle nera, stivali a
punta, di vernice, e una lunga cicatrice
sulla guancia sinistra.
Dicevo che non tutti i mali vengono
per nuocere. AdP, come tutti i capi, si
nutre di nettare e ambrosia, cosa che
esalta ancora di più la sua adamantina
bellezza, lo ormai conosco bene i suoi
lati deboli e so che esaltando le sue doti
di finissimo scrittore su queste pagine guadagno credito nel¬
la sua stima; e poiché il mio amor proprio si vende a tanto il
chilo, non manco occasione per adularlo con frasi del tipo
"Lei si, che è buono!". Figuratevi che mi ha fatto sedere an¬
che sulla sua poltrona di pelle umana.
E questa puntata di “10 an¬
ni fa" non mi farà mancare la
sua benevolenza, visto come
l'ho trattato nell'introduzione.
Ma adesso seguitemi, e spic¬
chiamo un salto all'indietro di
dieci anni.
Al ritorno dal
mare...
La rivista è divenuta ben ar¬
ticolata, anche se la pubblicità
la fa ancora da padrone. Stra¬
na, questa faccenda della
pubblicità, quando ce n'era
molta, la gente si lamentava
per l'eccessiva occupazione
delle pagine. Oggi che ce n'è
molta di meno, c'è gente che
si lamenta per mancanza di ri¬
ferimenti di mercato. Il nume¬
ro di settembre dell’89 si di¬
stingue per il gran numero e
per la qualità dei materiali in
L'MS-DOS 4.01, nell'attesa dell'arrivo del suo fratello maggiore OS/2, risolve¬
va completamente o In parte due dei principali problemi delle precedenti re-
lease. Il limite dei 640K riguardo la memoria centrale e del massimo spazio in-
dirizzablle su hard disk di soli 32 megabyte.
prova. Ne parleremo tra poco.
Un'occhiata alle news. La Citizen pre¬
senta la Swift 24, stampante ad altret¬
tanti aghi che rappresenta e configura
un po' il canto del cigno di questa tec¬
nologia per il mercato consumer. Apple
offre una vasta gamma di accessoristica
per reti AppleTalk, e Ricoh un disco re-
movibile di 50 MB. Elcom presenta il
nuovo MacroMind Director e WordPer¬
fect 5.0 approda a OS/2 Bill Gates (chi
era costui?) afferma che nel prossimo
futuro almeno l’80% delle macchine gi¬
rerà sotto Windows (le solite spaccona¬
te degli americani!) e Digital ci riprova
con la versione 3 del Concurrent Dos.
Ma il pezzo forte del fascicolo è la
presentazione di Borland Quattro,
spreadsheet a tutto campo dalle presta¬
zioni davvero superlative. Merito di que¬
sto foglio elettronico, cui, ahimè, capric¬
ci della sorte, non ha mai arriso la fortu¬
na meritata, fu quello di dare una "sve¬
gliata" agli implementatori di Excel, il cui prodotto languiva
da tempo in una versione datata, e soggetta periodicamente
a revisioni a dir poco irrilevanti. Pur girando ancora sotto
DOS, Quattro adotta un'avanzata gestione del "windowmg",
insieme di tecniche capaci di gestire numerose finestre di la¬
voro ben connesse tra loro. Il
pacchetto si fregia anche di
un buon ambiente di grafica
commerciale, con funzioni di
personalizzazione avanzate e
un add-on di tipo grafico de¬
stinato a migliorare l'estetica
già preziosa prodotta dal pac¬
chetto.
Dall'altra parte del fronte,
la release 3 di 123; anche qui
purtroppo non ci fu giustizia
nel giudizio dei compratori.
La nuova versione vedeva la
luce dopo cinque anni dalla
precedente, mica tanto per i
tempi, e, dichiaratamente, si
schierava apertamente nel
campo della potenza di calco¬
lo, a costo di una minore pre¬
senza e rappresentatività in
area grafica. Campo di batta¬
glia è ancora DOS, e fiore
all'occhiello è la nuova dispo¬
nibilità delle tre dimensioni,
che sono dimensioni di calco¬
lo (come interrelazione di fo-
74
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
Eccolo qui, il padre di
lutti gli ZIP. Il SyQue¬
st, da ben 44 MB
(non pochi dieci anni
fa) ha rappresentato
per lungo tempo uno
standard de facto,
specialmente In cam¬
po grafico, riguardo I
supporti di massa re-
movibili ad alta capa¬
cità. L'unita costava
quasi tre milioni, ogni
cartuccia 270.000 lire!
gli) e non grafiche; con possibilità, ulteriore, di aprire diversi
fogli contemporaneamente.
Interessante la prova di un pacchetto che permette di scri¬
vere in lingue diverse da quelle basate sull'alfabeto latino. At¬
tenzione, non si tratta di un programma di traduzione, solo di
un traspositore di caratteri, né più né meno di quello che og¬
gi, nel più banale degli elaboratori di testo, facciamo sce¬
gliendo un font ad esempio cirillico, aramaico o yiddish. Il tut¬
to per il modico prezzo di circa un milione e per una lunga se¬
duta alla macchina per il settaggio dei parametri d’uso.
Sistemi operativi crescono
Eccolo, il tanto atteso MS-DOS 4.01. Eppure, a onta delle
indubbie qualità, la sua comparsa non creò la stessa rivolu¬
zione che il 3 determinò nei confronti del precedenti. Ormai i
tempi sono maturi per il passaggio definitivo a Windows, fi¬
nora considerato roba da femminucce in un mondo fatto per
uomini duri, Lo dimostra il fatto che, da questa versione in
poi, l'MS-DOS non fece praticamente più notizia, mentre as¬
surse a protagonista il mondo delle finestre. La cosa curiosa
è che Corrado Giustozzi, nell'articolo, cosi narra "...ci fa pe¬
na, poverino, cosi fuori dai tempi ma costretto a rimanere at¬
tuale nella attesa deH’arrivo del suo fratello maggiore OS/2".
"C'erano una volta gli hard disk", questa l’introduzione alla
prova del Syquest SQ555, memoria di massa alternativa che
gestiva "cartucce" formato mattonella, le ricordate? Le peri¬
feriche ebbero notevole fortuna, anche in ambiente Mac. e
credo ce ne siano ancora diverse in giro, a onta dell'ingom¬
bro dei dischi. Ogni disco in¬
camerava fino a quaranta o
poco più mega, e logica evo¬
luzione fu il passaggio agli 88
MB, sempre su 5" e, succes¬
sivamente, alla famiglia abba¬
stanza variegata della serie da
3 e 1/2; fino al collasso di que¬
sta grande casa, i cui echi so¬
no giunti fino a noi e ancora si
fanno sentire.
Per la serie “I linguaggi non
mollano mai", prova compa¬
rata di Turbo Pascal 5.5 e
Quick Pascal 1.0. Microsoft e
Borland si affrontano sulla ba¬
se di velocità di compilazione
e librerie presenti. Le frasi
elogiative espresse nell'arti¬
colo. "...ridando nuova attua¬
lità a un linguaggio che, domi¬
natore dell'era della program¬
mazione strutturata, rischia¬
va di divenire in pochi anni
troppo simile a una mera te¬
stimonianza storica, sotto i
colpi di Ada, C, Lisp e Pro¬
log" non possono nasconde¬
re la realtà dei fatti, vale a di¬
re la progressiva perdita di
interesse, da parte della
grande utenza, verso un pro¬
dotto difficile da maneggiare
e probabilmente inutile in un
momento in cui gli applicativi verticali si stanno tutti dotando
di mezzi di gestione sofisticati e potenti e, magari, "pro¬
grammabili". Oggi una frase, pur significativa, come "I de-
structor sono necessari solo nel caso di oggetti allocati dina¬
micamente, in quanto guidano il processo di deallocazione
della memoria passando alla procedure Dispose l'informa¬
zione relativa alla quantità di memoria occupata da un ogget¬
to, non determinabile a priori per oggetti che usino metodi
virtuali" sembra frutto di un incubo notturno, e potrebbe so¬
lo creare problemi digestivi in chi la legge
Logitech Finesse e Samna Ami sono due prodotti dedicati
all'area DTP. Stranamente non affidati alla penna di Mauro
Gandini, si collocano nell’area delle utility per principianti,
più che in quelle degli stand-alone professionali, e, quasi a
voler prendere le distanze l'uno dall'altro, girano rispettiva¬
mente sotto GEM e Windows (come d'altro canto avviene
per i due package, di ben altra qualità e levatura, Ventura e
PageMaker), Il prezzo è basso (circa trecentomila per l'uno,
un po' di più per l'altro) e la loro potenza è evidente, con li¬
mite del numero delle pagine e delle tecniche d'impagina-
zione gestibili, In compenso l'ottimo Mauro si rifà con la pro¬
va di Ready, Set, Go, che allora poteva competere con i gran¬
di del DTP senza timore (oggi vivacchia alla periferia delle
applicazioni Mac, come pacchetto a basso costo, e con luce
che si affievolisce giorno per giorno).
Per mancanza di spazio
Ahimè, non c'è molto posto ancora per raccontare. Quindi
di corsa: solite rubriche sulla
grafica, il software PD, i gio¬
chi, le immancabili pagine
dell'Amiga, il Macintosh con
un match tra Draw II e Can-
vas, allora alla versione 1 e
dotato perfino di un Canvas
Desk Accessory, le procedu¬
re speciali Pascal e le liste
del Prolog. Impossibile conti¬
nuare, anche perché si tratta
di materiale morto e sepolto
da tempo.
Non c’è neppure spazio
per le chicche, ma una ve la
posso raccontare. Un letto¬
re, pirata semidichiarato, ci
vuole bene e ci apostrofa
"We are de best", proprio
cosi! Con buona pace di Wil¬
liam, che avrà fatto un salto
nella tomba!
Logitech Finesse e Samna Ami erano due prodotti dedicati all'area DTP, col¬
locabili nell'area delle utility per principianti, più che in quelle dei prodotti
spiccatamente professionali.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
75
di Francesco Cariò
Dì recente un pretore ha
fatto sequestrare migliaia dì
videogiochi per la Play¬
station accusati di violenza e
barbarie interattiva. Alcuni
quotidiani mi hanno chiesto
cosa ne pensavo e se ritene¬
vo che fosse una buona
idea. Ho fatto appello al mio
buon senso e alla mìa espe¬
rienza per rispondere così:
"Ci sono film dell'orrore in
quantità e i telegiornali dì
Mentana e Fede lanche gli
altri) mostrano morti ammaz¬
zati veri e muri pieni di scrit¬
te fatte col sangue ". Ciò non
toglie che penso si dovreb¬
bero finalmente introdurre i
divieti ai minori dì 14 o 18
anni per alcuni videogiochi,
quelli più realistici e meno
ironici, cattivi maestri.
Ammesso che i ragazzi pen¬
sino ai videogame come
maestri.
Naturalmente la faccenda
è molto più complessa e
certo i magistrati non sono
la via più adatta per una fun¬
zione educativa. Ci dovrebbe
pensare di sicuro la famìglia
I non riesco ad immaginare
che un ragazzo di 13 anni
abbia di suo i soldi per com¬
prarsi Playstation e videogio-
chi a profusione). Famiglie
meno sbrigative e meno tra¬
scurate quando per ore scor¬
rono sui monitor immagini di
squartamenti e cacce all'uo¬
mo tra urla belluine e acque¬
dotti dì sangue virtuale. Ma
la maggior parte dei genitori
adora trincerarsi dietro idiote
affermazioni del tipo: "Non
ci capisco niente", oppure:
"Mio figlio è così bravo e
vince sempre ai videogìo-
chi". Praticamente delegare
l'educazione alla macchina,
dividere i figli tra le baby sit-
ter televisive a colpì di carto¬
ni e quelle interattive tra
'zombies' e guerrieri in
Playstation. Una disfatta.
Che fare allora quando
t'80% I fonte Censis '98) dei
ragazzi italiani tra i 9 e i 16
anni giocano tutti i giorni ai
videogame ? Intanto non
drammatizzare. Poi capire e
aiutare i ragazzi a capire.
Come ho ripetuto, in ventan¬
ni che lì seguo, fino alla nau¬
sea: i videogame hanno
avuto e continuano ad avere
un'importanza estrema nel¬
l'alfabetizzazione interattiva
delle generazioni. Questo
non esclude che ce ne siano
dì stupidi e violenti. Razzisti e
noiosi. Equilibrio e buon
gusto non vanno in vacanza
mai. Basta averli e spiegarli
ai ragazzi. Capiranno .
Star Trek:
Birth of thè Federation
Autore: Microprose (Usa)
Format: Pc cdrom
Giud: +++1/2
Vorrei cominciare con
un'ammissione doverosa:
sempre odiato Star Trek in
qualunque sua manifestazio¬
ne, televisiva e cinematogra¬
fica. Queste saghe spaziali
mi annoiano anzi che no e
non riesco proprio a capire il
travolgente successo che le
circonda. Negli Stati Uniti
questa è una vera febbre e i
gadget di ST rivaleggiano
con quelli di Star Wars in
abbondanza e inutilità. Mi
chi pensa che un traduttore
klingoniano davvero serva a
qualcosa?
Bene, detto questo, biso¬
gna anche rammentare che
mai un videogame su Star
Trek ha raggiunto il suo
scopo, a parte un bellissimo
adventure della Interplay per
l'Amiga di dieci anni fa che
ricordo ancora. Nessun altro
titolo ha mai avuto altro
scopo se non quello di sfrut¬
tare a dovere il fenomeno
Star Trek senza starsi troppo
a preoccupare di fare il
capolavoro interattivo. Birth
of thè Federation, fa ecce¬
zione? Vediamo insieme.
La prima intuizione non
rivoluzionaria ma certo sen¬
sata degli autori della
Microprose è stata quella di
fare riferimento al bench-
mark dei videogame spaziali
strategici e cioè quel Battle
of Orion (2) che ha affascina¬
to mareggiate di fan negli
anni scorsi e che è stato per
anni il vero involontario lo
volontario?) completamento
a Civilization. Civilization fini¬
va davanti alla possibilità dei
viaggi interstellari, esatta¬
mente dove cominciava
BOO. Una domanda allora
sorge spontanea: è per caso
Federation il vero Battle of
Orion 3 che stiamo aspet¬
tando con ansia? Se la
risposta fosse si, anche i
non fan di Trek avrebbero di
che gioire e gli 'aficionados'
della serie potrebbero avere
prolungati orgasmi interatti¬
vi. La risposta invece è si
per la prima parte, no asso¬
lutamente no per la seconda
e per il resto del game.
Birth of thè Federation
permette ai giocatori di
assumere i ruoli di 5 delle
razze fondamentali del
game: Federation, Klingon,
Romulan, Ferengi e
Cardassian. Tutti dotati delle
proprie astronavi, tecnologie
e stili di gioco. La Federation
è formata soprattutto da
esploratori e i Klingon sono
♦(disastro). ++ inon simulare),
++ (interagire con cautela).
++++ (da simulare) ++++-r
(interagisci o muori).
76
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
famosi guerrieri.
Prima di cominciare la
simulazione vera e propria
sarà il caso di prendere alcu¬
ne decisioni cruciali nel set
up del game. Cose del
genere livello di difficoltà,
livello tecnologico delle
razze, eventi random, come
si vince, e soprattutto la
dimensione e la forma della
galassia.
Adesso possiamo metter¬
ci a costruire un bel sistema
industriale, che può essere
davvero complesso e che è
la parte più affascinante e
riuscita del game.
Passeremo in questa fase la
maggior parte del tempo
nella mappa galattica centra¬
le: qui ci diamo all'esplora¬
zione e all'espansione del
nostro impero. La cosa che
mi piace molto, più della
sezione di MOO dedicata
alle stesse cose e chiara¬
mente servita di riferimento,
è che qui sono evidenziate
in modo chiaro e cromatico i
possedimenti delle singole
razze. Cosi sappiamo sem¬
pre a cosa andiamo incon¬
tro.
Gestire e controllare il
nostro impero è più facile
ed efficiente che in MOO.
anche perché qui dobbiamo
solo organizzare il nostro
sistema e non ogni singolo
pianeta. Davvero una buona
idea. Ogni sistema produce
energia, cibo, industrie,
soldi cioè crediti, intelligen¬
za, ricerca, regole etiche e
morali, popolazione e un
materiale, il dilithium, che
serve per la costruzione
delle astronavi stellari.
Nella finestra del sistema
solare si fanno le cose fon¬
damentali per l'organizzazio¬
ne del nostro mondo:
costruzioni e strutture,
astronavi e la gestione della
popolazione, che andrà divi¬
sa tra chi si occupa di agri¬
coltura, industria, produzio¬
ne di energia, operazioni di
intelligence e ricerca. Qui si
dovranno anche fare le ope¬
razioni di distribuzione del¬
l'energia tra le strutture del
sistema. Anche la diploma¬
zia e l'interazione con le
altre razze (ma naturalmente
anche lo spionaggio e lo
scontro, space combat a
turni molto efficiente e
basato su una versione
modificata di Falcon 4.0.
quindi 3d. . .) gioca un ruolo
importante in questa prima
ed esaltante parte del
game. A questo punto il
voto sarebbe stato molto
alto. Ma poi...
E' proprio come se que¬
sto game fosse stato fatto
in due parti da due team
diversi e con differentissime
motivazioni e skill. O più
probabilmente il team è
sempre lo stesso e strada
facendo ha perso la voglia
oppure ha ricevuto sempre
più pressioni dall'editore per
sbrigarsi e fare presto e di
solito questo genere di
pressioni ottiene risultati ter¬
ribili su fasi fondamentali
dello sviluppo di un titolo: il
testing e il debugging Qui
sembra a volte, parlo di que¬
sta seconda parte del game,
che nessuno lo abbia testa¬
to e che i bug si autogeneri-
no di continuo, rendendo a
volte Federation davvero un
dolore interattivo. Vediamo
bene di che si tratta.
A metà gioco, proprio
quando le cose si stanno
facendo assai divertenti e
sono anche riuscito a scopri¬
re un bel numero di altre
sottigliezze e dettagli che
davvero fanno la differenza
tra un bel game ed un capo¬
lavoro (per esempio la fac¬
cenda delle priorità delle
varie razze: a certi popoli
alcune cose stanno più a
cuore di altre e se provate a
togliergliele si arrabbiano...),
proprio in quel momento
cominciano i guai. Guai evi¬
denti, non cosettine da
poco. Il più serio di questi
problemi ha a che fare con il
controllo del mouse. Ad un
certo punto diventa così
incontrollabile e lento da
rendere l'interazione un
vero disastro. E qui il mouse
serve davvero molto. Nel
frattempo l'accesso al CD, e
qui già avevo notato anche
nella prima parte che
Federation accede di conti¬
nuo al CD, il che non è in sé
una grande idea per ovvi
motivi..., diventa sempre
più problematico. Il risultato
di questi due caos combina¬
ti è che continuare a giocare
diventa quasi impossibile. E
la mia irritazione ve la potete
immaginare. Mi è toccato
spegnere tutto e far ripartire
il game. E per un po' ha fun¬
zionato. Ma poi questi pro¬
blemi si sono ripresentati
ancora.
E non sono stati neppure
gli unici difetti sostanziosi di
Federation. Adesso tocca ai
bug. Alcuni sono specifici
del sistema: i report di alcu¬
ni giocatori mandano la
macchina in crash. Altri, dav¬
vero imbarazzanti, tipo l'ap¬
parizione e sparizione delle
flotte, con il Pc non c’entra¬
no niente. Eppure succedo¬
no spesso mandandomi in
belva.
Per non parlare dei guai
con il sistema di zooming: i
due livelli di zoom della
mappa galattica diventano
improvvisamente problema¬
tici sia nello zoom in che
nello zoom out. Un vero
disastro perché non si rie¬
scono più a controllare le
varie aree del nostro impero.
Ancora più seri i problemi
con l'interfaccia, in prece¬
denza lodata. Alcuni tipi di
astronavi hanno la bella idea
di scomparire a piacimento
e random. Tutte queste
cose, che potrebbero anche
essere considerate minori in
un game più action, hanno
effetti devastanti su un tito¬
lo strategy e micromanaged
come Federation. Ed è un
vero peccato, perché il livel¬
lo di aderenza ai temi e
all'atmosfera di Trek è dav¬
vero elevato e questo per i
fan è un must.
Ma Federation, purtroppo,
naufraga in un mare stellare
di tedio e bug, di inefficien¬
za dell'interfaccia e altri glit-
ch minori, ma fastidiosi Se
ci mettete un manuale di
scarsa qualità che non dice
cose che servono sul serio,
la frittata galattica è quasi
fatta. La prima parte del
game salva però Federation
dal completo disastro.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
77
Pw Panorama
criticatissimo prima di tutto dagli
americani che di baseball certo si
intendono. A quanto pare non siamo
messi bene nemmeno sul cricket,
sport praticato quasi esclusivamente in
Inghilterra, dove però è davvero popo¬
larissimo.
Di questo simulatore, premettendo
doverosamente che sono davvero
basic in quanto ad esperienza (ho fatto
5 o 6 partite ventanni fa ai tempi del
mio primo viaggio nel Regno Unito,
dunque nulla., smile), mi pare ottima
la velocitò e la grafica, mentre mi sem¬
bra critica la facilità di battuta, nel
senso che beccare una palla è di una
difficoltà allucinante E questo non
credo dipenda dalla mia scarsa espe¬
rienza.
Army Men 2
Come ogni mese vi presenterò i titoli più attesi in uscita,
raggruppati per generi, per vostra estrema comodità
gSEBB®
Jane's Fleet Command
Army Men 2 non è certo all'altezza
dei grandi game action/strategy alla
Command & Conquer per intenderci,
sebbene abbia non poche qualità e sia
assai divertente. Per quelli di noi, non
pochi, che suggono con piacere questo
tipo di game, direi che i miglioramenti
rispetto al primo tempo sono tali e
tanti da suggerire la prova. I difetti
maggiori di Army Men 2 sono tutti
legati alla longevità un giocatore
esperto o anche solo medio non ci
starà sopra più di un paio di giorni. E
non certo di seguito. Per tacere della
disastrosa e cosiddetta intelligenza arti¬
ficiale.
In più la grafica non vi farò certo sal¬
tare di gioia. Forse è meglio se ci pen¬
sate parecchie volte prima di comprar-
velo.
Kg
Fleet Command è uno dei rari simu¬
latori di guerra navale di cui mi sovven¬
ga. Il migliore ad oggi resta ancora
Harpoon 97 di 3/60 Ine , una casa di
produzione di cui ho perso i contatti:
immagino che siano ancora in giro, ma
non so proprio cosa facciano o sotto
che nuovo nome si nascondano A dif¬
ferenza di Harpoon, Fleet Command è
molto più adatto ai non studiosi di
manuali e strategici per vocazione, ma
agli interattivi come me che amano le
cose con un certo spessore che abbia¬
no allo stesso tempo un mucchio d'a¬
zione. Fleet Command ha anche una
qualità visiva non paragonabile a quella
di Harpoon nel senso che è 3d e bel¬
lissima. Un'altra cosa splendida è la
tensione palpabile durante l'azione
La longevità del simulatore è poi
garantita dalle moltissime missioni e 4
scenari di campagne navali a disposi¬
zione. Esperti possono addirittura met¬
tere mano al motore del game ed ai
suoi database. Se devo trovargli un
difetto potrebbe essere nella lentezza
dell'animazione in momenti di eccessi¬
va complessità e impossibilità di dare
ordini con il game in pausa.
Railroad Tycoon II:
The Second Century
Ovviamente questo non è una nuova
versione di Railroad Tycoon 2. ma un
add on per quelli che già si sono stufati
o hanno esplorato in lungo e largo la
prima versione Avverto subito tutti
che non si tratta di un simulatore gio¬
cattolo, ma di una cosa assai seria e
perfezionata ulteriormente in questo
new game. E per questo trovo molto
strano che nella versione americana
che ho qui davanti abbiano incluso un
manuale di sole 12 pagine. Vabbeh che
la maggior parte delle informazioni
sono nel game stesso, però...
Certo che qui trovate davvero un
sacco di nuovi scenari e campagne di
simulazione e soprattutto nuovi obietti¬
vi particolarmente orientati al tema del
business (del resto le ferrovie america¬
ne sono state un grande affare nei loro
primi anni di attività... oltre che un
fatto strutturale di comunicazione in un
grande paese). Quando ho per le mani
un simulatore come questo, vorrei
avere tanto tempo per giocarci.
Cricket World Cup 99
Di recente ho parlato male del base¬
ball della EA (per il resto ultrafamosa
per i suoi simulatori sportivi di grande
successo. FIFA, NBA e NFL tra tutti...),
78
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
LO STATO DELL’ARTE
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... di operare,
davanti ad un display 15,1"
TFT che equivale ad
Un monitor di oltre 1 7“ ...
... di eseguire i vostri
programmi preferiti con la
più potente delle CPU
Mobilii...
...di eseguire Elaborazioni
grafiche e CAD con una
VGA che monta 8Mb di
RAM ed
Accelleratore Grafico AGP
... di eseguire quanto sopra
descritto e molto altro
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vacanza, in automobile, in
aereo, durante trasferte,
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MicroNote Extreme
Non immaginatelo soltanto ...
Disponibili modelli da 12,1" a 15,1"
MicroNote
ELABORATORI PORTATILI SUPERIORI
rlfrayiig wQn8
di Francesco Cariò
Internet e finanza
la grande rivoluzione
C’era una volta la finanza di cui nessuno capiva nulla e c’erano i finanzieri con i
vestiti gessati e l’aria di chi ne sapeva talmente tanto da fare paura a tutti gli altri.
Erano i finanzieri alla Enrico Cuccia, stanze ovattate e potere, nemmeno una frase
fuori posto, silenzio e niente interviste.
Poi arrivarono gli anni Ottanta e le borse di tutto il
mondo s'infiammarono. I giornali cominciarono a
parlarne sempre di più, anche in Italia. Insospettabi¬
li cominciarono ad investire in azioni, ad occuparsi
di finanza e di titoli Tassisti e baristi, avvocati e ra¬
gionieri, perfino casalinghe e pensionati Nel 1987
Wall Street crollò e gli andarono dietro le borse eu¬
ropee e Piazza Affari, la borsa di Milano. Quasi tutti
tornarono ai bot. La finanza sembrò di nuovo una
cosa per professionisti,
Poi arrivò Internet, anni '90. con la fama di essere
capace di rivoluzionare tutto. E cosi cominciò pro¬
prio con il rivoluzionare la finanza, cambiare le rego¬
le, dare ai dilettanti gli strumenti dei professionisti.
Non la loro esperienza, certo,
ma almeno tecnologie simili.
Di questo sto per parlarvi in
questa nuova sezione di MC-
microcomputer, di un adult
game che mi affascina e se¬
guo da 4 anni: la finanza via
Internet.
La finanza via Internet
Internet è una incredibile mimerà di servizi e
'tools' per gli appassionati di Finanza. Non importa
se veri investitori (a medio e lungo termine), 'tra-
ders' (investitori a breve o brevissimo termine) o ma¬
gari semplici principianti che non hanno le idee del
tutto chiare
I servizi più importanti sono quelli informativi (sen¬
za informazione la finanza è un adult game mooolto
pericoloso), quelli tecnici e quelli operativi. Vediamo
un po' di che si tratta.
Siti di informazione finanziaria
Il termine finanza è assai vago. In generale quando
si parla di finanza tutti pensano alle borse ed alle azio¬
ni. Ma il mercato finanziario è una faccenda comples¬
sa e riguarda molti altri strumenti e
prodotti. Come le obbligazioni, i
buoni del tesoro e i cosiddetti deri¬
vati. Su tutto questo e su molto al¬
tro ogni giorno si scrivono milioni di cose e molte al¬
tre se ne dicono alla tv e alla radio. Ma nessuno di
questi media ha la velocità e la precisione della co¬
municazione via Internet. Nella finanza velocità e pre¬
cisione contano. Moltissimo. Noi ci occuperemo so¬
prattutto di azioni.
I siti finanziari più importanti sono in America e si
occupano essenzialmente di questioni che riguardano
Wall Street, il più grande mercato finanziario del mon¬
do, quello che di solito influenza tutti gli altri. Se Wall
Street starnuta Milano prende in fretta l'influenza. Gli
altri mercati fondamentali sono la City di Londra, se¬
guita a ruota da Francoforte e Zurigo e poi da Parigi e
Milano.
Se volete sapere in un solo colpo quali sono i siti fi¬
nanziari più seguiti di Internet, un modo esiste: anda¬
te su Iwww. 1 00hot.com/fmanced e troverete la lista
dei primi 100: ce n'è per tutti i gusti e suppongo che
all'inizio la cosa vi disorienterà un po’. Niente paura,
ci sono qui io.
La prima cosa da fare è decidere su che mercato
80
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
t}MHM Ufo JJ
ruianiBB iwnB
stiamo per concentrarci. Per ovvie ragioni direi Italia e
Wall Street. Italia e America. Locale e globale, piccolo
e grandissimo. L'Italia ci interessa perché siamo glo¬
bali, ma pure italiani. Wall Street ci interessa perché
è li che sono quotate tutte le più importanti aziende
delle tecnologie digitali, i computer, il software, le te¬
lecomunicazioni, l'hardware ed anche le aziende che
operano su Internet, i cosiddetti Net Stocks.
Tutti i siti finanziari americani seguono con mania¬
cale attenzione e precisione (e velocità) quello che
succede alle società americane quotate a Wall
Street; e seguono anche tutto quello che succede a
quelle non quotate che può interessare quelle quota¬
te. Ogni notizia può avere un immediato contraccolpo
sulla quotazione di una società e quindi tutti hanno in¬
teresse a sapere, presto e bene, le novità. Ogni so¬
cietà quotata è conosciuta con un simbolo, per que¬
sto, per esempio, Microsoft a Wall Street non è Mi¬
crosoft, ma Msft.
Yahoo!Finance, il sito
finanziario di Yahoo! per
partire
All'inizio sarà bene non avere a che fare con troppi
siti per non rischiare di andare in confusione per
troppe news. Una sindrome che tutti i navigatori co¬
noscono molto bene. La cosa migliore allora è partire
con un classico, Yahoolquotes, l’area finanziaria del
più famoso Portai della Rete. Per trovarlo basta an¬
dare a http://tinance.yanoo.com/ d ci siete.
Naturalmente noterete subito che ci sono una ma¬
reggiata di opzioni nella home page, ma non è un
tate quasi tutte le più importanti società Internettia-
ne. Aol è quotata al New York Stock Exchange (Ny-
amazoacom ^
se).
Sulla home page di Yahoo IQuotes ci sono due co¬
se che ci servono subito: il database dove possiamo
cercare informazioni e dati su qualunque società
quotata a Wall Street e quindi anche le nostre (è
quella slot con la dicitura "get quotes"). Poi ci serve
anche il click che ci permette di crearci il nostro
portfolio (quello con la dicitura "create portfolio") e
quindi di seguire le nostre azioni nelle loro oscillazio¬
ni e anche per tutte le notizie che le riguardano. E
questo quasi in tempo reale. Dico quasi perché le
quotazioni di Yahoo! sono in ritardo di venti minuti ri¬
spetto al mercato.
Quindi adesso dobbiamo inserire i simboli di yhoo,
amzn, aol, dclk e ebay nella slot di
Yahoo! Quotes per sapere tutto sul¬
le nostre società preferite (il moto-
problema.
La prima cosa da fare è decidere
che società quotate ci interessano e
di che settore. Il sistema migliore è
cominciare con le società che cono¬
sciamo meglio e magari con un set¬
tore o un mercato di cui siamo
esperti. 0 crediamo di esserlo. Per
esempio proprio le società Internet e
simili. Quindi mettiamo nel nostro
mirino di osservazione Yahoo! (yhoo
-nasdaq), Amazon (amzn - nasdaq).
America on line (aol - nyse), Double¬
click (dclk - nasdaq) e Ebay (ebay
-nasdaq). Tra parentesi ho messo il
simbolo con cui queste società sono
riconosciute al Nasdaq. Il Nasdaq è il
listino di Wall Street dove sono quo-
fWr ic* Orti inf ine
*s of J-WI-1999 Spi ita: w
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
81
finanza Wèàé
re di ricerca di Yahoo! ha anche un'opzione per tro¬
vare una società di cui conoscete il nome, ma non il
simbolo).
Provateci e vedrete che davvero c'è una quantità
assai ampia di informazioni e dati, grafici e numeri.
re (e ne vedrete i numeri) dappertutto se prenderete
il virus della finanza on line sono gli indici. Di indici
ce ne sono moltissimi a Wall Street, ma i più impor¬
tanti e riassuntivi sono due: il Dow Jones e il Na-
sdaq. Basta leggerli per sapere come è andata (o co¬
me sta andando) la giornata sul
[
DoufalsCbcK
The Internet Advertising Solutions Company
DoubleCI lek Ine
: of 2-Ju 1-1999
200
150
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<01999 Yahoo I Ine.
■itii>l<.illililillllil:ll, Un;. 1. illir 11
dilli. ili bill., il:
Voli** < 1 000* S)
httpi "t inane», yahoo.com'
Tutto quello che vi serve per fare una bella ricerca
prima di metterci i vostri soldi
Appena fatta la vostra ricerca il passaggio numero
due è prepararvi il vostro portfolio. Basta seguire le
semplici istruzioni a video di Yahoo! e in pochi minuti
ne avrete uno che contiene Yahoo!, Amazon, Aol,
Doubleclick e Ebay, 0 qualunque altra società vi inte¬
ressi, naturalmente.
mercato.
Altri dati importanti che influenza¬
no l’andamento dei mercati aziona¬
ri sono tutti quelli che riguardano la
cosiddetta economia reale: dati sulla disoccupazione,
la crescita economica, la liquidità.. Ma i numeri dav¬
vero da tenere sempre d'occhio sono quelli relativi ai
tassi d'interesse. Tassi in rialzo significano problemi
per la borsa. Tassi in ribasso il contrario.
Scadenze delle società
quotate: ‘quarters’ ed
‘earnings’
Fondamentali sono anche i momenti in cui le so¬
cietà quotate (a Wall Street le società a listino sono
decine di migliaia ed aumentano di continuo) rilascia¬
no informazioni e dati sull’andamento delle loro ope¬
razioni economiche. I due dati più importanti sono
quelli relativi ai bilanci trimestrali ('quarters') e agli
utili (o alle perdite) del trimestre.
Le società quotate sono seguite da analisti più o
meno indipendenti che fanno delle previsioni prima
che questi dati siano resi pubblici. Cosi se una so¬
cietà batte o raggiunge le previsioni degli analisti ha
probabilità di vedere le sue azioni tendere verso l'al¬
to. In caso contrario deve temere scivoloni. Su
YahoolQuotes trovate sia le previsioni che i dati veri
e propri, venti minuti dopo che questi sono stati rila-
Indici e altri dati fondamentali
per prendere decisioni
Una cosa molto importante e di cui sentirete parla¬
sciati
Brokers on
line: come
operare in borsa via
Internet
Paragoniamo la finanza personale
prima e dopo Internet Mettiamo
per esempio il caso più classico:
acquisto o vendita di azioni. Prima
delia Rete un investitore individua¬
le, cioè un signore che non volesse
sottoscrivere un fondo o un'altra
gestione professionale, ma inten¬
desse fare da sé, aveva ben poche
alternative: doveva farsi venire del¬
le idee leggendo la stampa econo¬
mica o seguendo la televisione e,
fatte le proprie scelte, doveva re¬
carsi in banca o presso una sim e
82
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
tmflfiMfli WtorJfi
rumi tS9
Chi sono i migliori?
Analizzati annualmente da thestreet.com \www. thestreet. coni] con uno studio condotto su 3300
abbonati proporzionalmente distribuiti sui vari Brokers (http://www.thestreet.com/basics/sur-
vey/346296.html), il monitoraggio più recente si è concluso alla fine di novembre del 1998 e ha ge¬
nerato una classifica dei migliori siti con una serie di commenti fatti dai frequentatori stessi che
aiutano a capire, nel bene e nel male, come funzionano i Brokers su Internet.
Nessun Broker è riuscito a raggiungere la votazione massima prevista che
era di 5 su 5, ma è opinione generale che tutti si siano dati molto da fare
nel 1998 per migliorare la propria operatività e in generale siano riusciti a
rimediare ai problemi più comuni che erano stati riscontrati dagli utilizzato-
ri quotidiani e che possono essere riassunti in una sola frase: lentezza nel¬
le operazioni nelle ore di punta del mercato azionario, naturalmente dovu¬
ta alla vertiginosa crescita del numero degli utenti. Un problema comune a
tutta la Rete cosiddetta narrowband (cioè quella che usa i normali cavi te¬
lefonici), ma ovviamente molto più grave quando si tratta di soldi come
nel caso dei Brokers su Internet.
Ormai le differenze in quanto ai servizi di base tra i vari Brokers si stanno
rapidamente annullando. Schwab e Fidelity, che possono contare su una
rete di agenzie di brokeraggio su tutto il territorio americano, mantengono
prezzi sostanzialmente più alti (14 dollari per operazione) delle altre 'com-
panies' che esistono solo su Internet. E'trade e Datek sono a 10 dollari di
media fino a 5000 azioni per volta, e comunque il minimo è di 7 dollari per operazione del minuscolo Broker Scottra-
de.com. Ma nessun utente interpellato da street.com cita il prezzo delle commissioni come un fattore determinante
nelle sue scelte.
Comunque, a parte la classifica, ogni sito ha suoi personali punti di forza e di debolezza. Lo stesso Datek che è in
cima alle preferenze, continua ad avere problemi di accesso all'apertura e alla chiusura dei mercati. Ma è apprezza-
tissimo da tutti gli utenti per la qualità dei suoi servizi e per la possibilità di usare 3 diversi tipi di interfacce adatte ad
esigenze differenti: una rapidissima per battere tutti sul tempo; una più completa con la possibilità di accedere an¬
che alle ricerche su tutti i titoli in tempo reale; una completissima che permette di rivedere anche tutta la storia delle
proprie operazioni finanziarie e correggere eventuali errori di strategia o tattica.
Ameritrade invece, che è finita in fondo alla classifica, è debole nelle operazioni di conferma degli ordini, ma è di
solito molto veloce nella consultazione del sito.
Una volta che si sono equilibrate le tariffe delle commissioni e che tutti i Brokers principali hanno saputo risponde¬
re in modo positivo alle pressanti richieste di fiducia ("Me li ridaranno I soldi indietro se glieli chiedo?") e di privacy
("Non è che le mie operazioni finanziarie finiranno in mani sbagliate?"), il vero problema che tutti i Brokers si trovano
a dover affrontare in questo momento è la velocissima crescita del traffico generata dall'incremento continuo degli
abbonati e del numero delle loro operazioni. Stare dietro a questo traffico comporta continui aggiornamenti hardwa¬
re e software e naturalmente attenzione alle operazioni tecniche e ai test che tutto questo richiede. Senza tregua.
Cardnciamo dalla classifica
RSiZ.
1 Datek
Punteggio
4.1
2
DUdirect
4.0
3
E*Trade
3.9
3
Fktelity
3.9
3
Waterhouse
3.9
4
Schwab
3.8
4
Discover
3.8
5
Ameritrade
3.5
fare un ordine d'acquisto o di vendita. Generalmente
questo ordine poteva essere eseguito solo dopo un
certo tempo, passava attraverso una serie di mani, e
prevedeva anche un costo in commissioni calcolato
in percentuale sul valore della transazione, "trade"
in inglese.
Internet ha letteralmente rivoluzionato questa si¬
tuazione e non per un numero limitato di persone.
Negli Stati Uniti, do¬
po due anni dall'av¬
vento dei Brokers on
line, uno studio di Pi-
per Jaffray ha messo
in rilievo dati assai
decisivi: ci sono già quasi cento Brokers on line, pra¬
ticano di solito commissioni fisse tra i 7 e i 14 dollari
per operazione, servono 7.3 milioni di 'accounts' (sa¬
ranno più di 10 milioni alla fine del '99) per un totale
di 4.4 milioni di individui (alcuni usano più di un
Broker) e quel che è più straordinario il 27% di tutte
le transazioni individuali in borsa degli Stati Uniti nel
1998 sono state condotte on line. I dieci Brokers su
Internet più importanti (vedi scheda) maneggiano il
90% di questi numeri eseguendo 370.000 'trades' al
giorno, e in totale il volume di affari dei clienti che
operano sulla
Web ha raggiunto
nel 1999 la rag¬
guardevole cifra
di 420 miliardi di
dollari (più di
700.000 miliardi di lire!). Questi dati sono destinati a
quadruplicare nel 2002 (secondo IDC) e un terzo di
tutti gli investitori individuali saranno on line.
MCmicrocomputer n, 198 - settembre 1999
83
di Corrado Giustozzi
Alla ricerca di
intelligenze extraterrestri
L’idea che l’uomo non sia solo nell’universo è ormai accettata da molti scienziati e ricerca¬
tori, ma sin da tempi remoti si pensava alla possibile esistenza di esseri extraterrestri ed ai
modi con cui poter eventualmente comunicare con loro. Oggi però grazie ad Internet ognu¬
no di noi può partecipare alla ricerca di segni di vita intelligente nel cosmo.
Prima parte
SETI Instilute Homepage Netscape
fife Modifica Vbuefiz» V* FneOa 2
I I s
i S à ^ 4
Sagiafta A KaMc |hm> /.w~ ** c~
a
3-
Navigate
Ineritili?
> Infonoation
Education
Funding
1 _ 1 OìftShop
Caltndai
té' FAQ
■ 1 Sita M«p
1 JobagiSETI
The
SETI Institute
search lor ex tiaterres tildi Intellgence
Uno dei temi più
cari agli scrittori di
fantascienza, quel¬
lo nel quale proba¬
bilmente tutti si
sono prima o poi
cimentati, è il fati¬
dico primo incon¬
tro fra l'uomo ed
una civiltà extrater¬
restre. Nel corso
di innumerevoli
decenni sono state
immaginate e rac¬
contate tutte le
possibili alternati¬
ve, che vanno dal¬
l'invasione della
Terra alla scoperta
da parte dell'uomo
di civiltà aliene su
pianeti remoti.
Tutto ciò è,
appunto, fanta¬
scienza. La scienza
non esclude che
esistano forme di
vita intelligente
fuori della Terra
(anche se alcuni
dubitano che ne esistano perfino
sulla Terra...) ma mette in guardia
contro la faciloneria con cui siamo
portati ad immaginarci il contatto coi
nostri cugini alieni. Il fatto è che pro¬
babilmente non li incontreremo mai.
Il problema sta nelle immense distan¬
ze cosmiche che ci separano anche
dalla stella più vicina a noi; distanze
invalicabili non solo per la nostra tec¬
nologia ma proprio in linea di princi¬
pio, a meno di non ipotizzare la possi¬
bilità (esclusa dalla scienza ortodossa
che si basa sulle equazioni di
Einstein) di riuscire a viaggiare a velo¬
cità superiori a quella della luce.
Così appare molto probabile che,
pur se un contatto prima o poi vi
sarà, esso sarà di
natura molto indi¬
retta: sarà proba¬
bilmente mediato
da un mezzo di
comunicazione in
grado di spostarsi
nello spazio alla
velocità della luce,
ossia la luce
medesima o un
fascio di onde
radio. Dunque una
prima forma di
ricerca della vita
intelligente
nell'Universo
potrebbe consi¬
stere nello scan¬
dagliare le radio-
frequenze che ci
giungono dal
cosmo per ricerca¬
re in esse tracce
di organizzazione,
le quali potrebbe¬
ro indicare un'e¬
ventuale origine
artificiale ed inten¬
zionale del segna¬
le.
D'altronde anche la Terra, da un'ot¬
tantina d'anni, sta involontariamente
irradiando lo spazio circostante con le
proprie trasmissioni radio. In un rag¬
gio di ottanta anni luce dalla Terra ci
sono un sacco di stelle: qualcuna
potrebbe avere un sistema planetario
in grado dì ospitare una civiltà giunta
84
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
perlomeno al nostro livello tecnologi¬
co, la quale si troverebbe cosi ad
ascoltare i nostri segnali Perché dun¬
que non potrebbe succedere l'inver¬
so? Chi può a priori escludere che
prima o poi sulla Terra arrivino le soap
opera o i telegiornali trasmessi da
una civiltà extraterrestre?
Il vero problema ovviamente è
quello di come accorgersi di queste
trasmissioni, che potrebbero confon¬
dersi col rumore di fondo del cosmo:
già il fatto di riuscire ad accertare l'o¬
rigine artificiale di una trasmissione
radio proveniente dallo spazio profon¬
do sarebbe di per sé un evento di
portata storica, la conferma che non
siamo soli nell'Universo, Riuscire a
comprenderne il contenuto... beh,
sarebbe un problema successivo!
Tutto cominciò
da Marte
In realtà il problema di come comu¬
nicare con eventuali intelligenze
extraterrestri fu posto seriamente per
la prima volta oltre un secolo fa, e
quindi ben prima dell'invenzione della
radio.
Tutto cominciò nel 1877, quando
l'astronomo italiano Giovanni
Schiaparelli mise a rumore il mondo
intero annunciando la sua scoperta
dei "canali" di Marte, strutture gigan¬
tesche e apparentemente artificiali in
quanto organizzate secondo precisi
schemi geometrici. All'epoca si
sospettava che, dei pianeti del
Sistema Solare, solo Marte e Venere
potessero ospitare forme di vita: cosi
l'esistenza di "canali" sulla superficie
di Marte, ben presto confermata da
molti autorevoli astronomi, fu subito
interpretata come prova della presen¬
za sul pianeta rosso di una civiltà
intelligente. Questa ipotesi fu inoltre
avvalorata dalla scoperta che alcuni di
questi "canali", cosi come larghe
parti degli emisferi marziani, cambia¬
vano colore nella primavera locale: la
spiegazione più ovvia era la presenza
di una lussureggiante vegetazione in
corrispondenza dei canali scavati dai
misteriosi abitanti del pianeta.
Così vi fu ben presto chi si pose il
problema di far sapere ai marziani
che anche sulla Terra vi era una civiltà
intelligente ed evoluta. Non esisten¬
do ancora la radio, e tantomeno
essendo ipotizzabile un viaggio dal
nostro pianeta verso Marte, l'unico
strumento utilizzabile era il linguaggio
visivo, nella speranza che anche gli
abitanti del pianeta rosso utilizzasse¬
ro la vista per comunicare. Furono
dunque proposte diverse idee più o
meno pazzesche per comunicare con
i nostri "cugini" lontani ed insegnare
loro le basi della nostra scienza, utiliz¬
zando un linguaggio basato su simbo¬
li.
Prima ancora della scoperta di
Schiaparelli, quando già si faceva
strada l'idea che qualche pianeta del
Sistema Solare potesse essere abita¬
to. il grande matematico e fisico Karl
Friedrich Gauss aveva proposto di
piantare in Siberia delle immense file
di alberi seguendo il perimetro di un
triangolo rettangolo: una eventuale
civiltà extraterrestre che avesse
osservato la Terra col telescopio
avrebbe così avuto la certezza che
essa era abitata da esseri intelligenti
che conoscevano la matematica.
Qualche anno dopo, in piena frene¬
sia marziana, l'astronomo viennese
Josef Johann von Littrow propose
un'idea ancora più ardita: scavare nel
deserto del Sahara dei canali che
riproducessero il Teorema di Pitagora
e che fossero visibili di notte dallo
spazio. I canali avrebbero dovuto raf¬
figurare un triangolo rettangolo, con i
cateti lunghi una ventina di miglia e i
classici quadrati costruiti sui tre lati;
di notte i canali avrebbero dovuto
essere riempiti di kerosene e poi
incendiati, per far stagliare la gigante¬
sca figura nell’emisfero buio del pia¬
neta. Chiunque avesse osservato la
Terra da lontano non avrebbe dubita¬
to che una simile costruzione fosse
opera di una civiltà evoluta.
Qualche anno prima il francese
Charles Cros aveva suggerito la rea¬
lizzazione di un eliografo planetario:
una miriade di giganteschi specchi
installati in un'enorme superficie, gra¬
zie ai quali riflettere in direzione di
Marte la luce del Sole per inviare
segnali intelligenti basati sui lampi,
così come si faceva comunemente in
Marina. L'idea era quella di mandare
una successione ordinata di lampi:
prima uno, poi due, poi tre e cosi via,
per far comprendere ai marziani che
anche noi conoscevamo le nozioni
fondamentali della matematica.
In questo secolo, grazie alla siste¬
matizzazione della logica matematica
compiuta da Peano e da Russell, ci fu
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
85
chi inventò interi "linguaggi interpla¬
netari" basati su semplici successioni
di simboli, mediante i quali si sarebbe
potuto insegnare la nostra scienza ad
una eventuale civiltà extraterrestre.
Esempi sono il Lincos (Lingua
Cosmica) sviluppato da Hans
Feudenthal, professore di matemati¬
ca all'Università di Utrecht in Olanda,
e l'Astraglossa sviluppata negli anni
'50 da Lancelot Hogben, un membro
della Royal Society inglese.
AH’ascolto
di voci remote
Con l'invenzione e la diffusione
della radio l'idea che si potesse
comunicare con i marziani tramite
onde elettromagnetiche divenne una
convinzione generale. Uno dei primi a
suggerire l'idea fu Nikola Tesla, il
grande pioniere dell’elettromagneti¬
smo. che nel 1899 affermò di aver
captato nel suo laboratorio in
Colorado delle "azioni elettriche"
caratterizzate da precisi schemi ed
ordinamenti, affermando quindi:
"Cresce in me la sensazione di esse¬
re stato il primo ad aver udito il saluto
di un pianeta ad un altro".
Lo stesso Marconi, una ventina
d'anni dopo, propose l'ipotesi che
alcuni inesplicabili segnali radio capta¬
ti dalle sue stazioni su entrambi i lati
dell'Atlantico potessero avere un'ori¬
gine extraterrestre. (In effetti si trat¬
tava di interferenze elettromagneti¬
che provocate da fulmini, un fenome¬
no di cui Marconi fu il primo a dare
notizia).
Nel 1924 l’orbita di Marte avrebbe
portato il pianeta ad uno dei suoi
minimi di distanza dalla Terra, secon¬
do un ciclo che si ripete ogni 15-17
anni; l'occasione fu considerata da
molti come importante per verificare
l'eventualità che i marziani usassero
davvero la radio per comunicare tra
loro e magari con noi. David Todd, in
precedenza responsabile del diparti¬
mento di astronomia all’Amherst
College, propose di far tacere tutte le
stazioni radio terrestri in corrispon¬
denza alle date di minimo avvicina¬
mento, per poter consentire un ascol¬
to libero su tutte le frequenze in
cerca di emissioni radio provenienti
da Marte. L'esercito e la marina degli
Stati Uniti osservarono in effetti alcu¬
ni giorni di silenzio radio quasi com¬
pleto, in corrispondenza dei quali gli
operatori ebbero l'ordine di fare parti¬
colare attenzione ad eventuali segnali
fuori dall'ordinario. Si trattava proba¬
bilmente del primo tentativo organiz¬
zato di captare segnali radio prove¬
nienti da una forma di vita intelligente
non terrestre.
Il progetto SETI
Da quei primi, pionieristici, tentativi
di sbirciare nello spettro radio alla
ricerca di segnali intenzionali di origi¬
ne extraterrestre l'uomo ha fatto
molta strada, imparando ad esempio
che nel nostro Sistema Solare non ci
sono vita o civiltà oltre la nostra. Ma
questo non ha dissuaso gli idealisti
più oltranzisti, i quali hanno continua¬
to a portare avanti l'idea che le onde
radio fossero il mezzo più logico che
un'altra forma di vita potesse utilizza¬
re per comunicare.
Nel frattempo la radioastronomia,
scienza giovanissima, aveva già fatto
passi da gigante: Penzias e Wilson
avevano scoperto la radiazione di
fondo a 3 Kelvin, altri ricercatori ave¬
vano identificato l'emissione nella
riga dell'idrogeno, strani oggetti
radianti (pulsar e quasar) erano stati
rivelati e studiati; e nuovi e sempre
più evoluti radiotelescopi cominciava¬
no a sorgere qua e là. gettando sem¬
pre nuova luce su molti aspetti dell'u¬
niverso sino a quel momento ignorati
dall'astronomia ottica.
Fu dunque negli anni '60 che la
NASA istituì, sull'onda dei successi
della radioastronomia e grazie alle
forti pressioni deM'astronomo Cari
Sagan. il primo di una lunga serie di
progetti di ricerca denominati SETI
finalizzati alla ricerca di indizi o segni
di una eventuale intelligenza extrater¬
restre (la sigla sta infatti a significare
"Search for Extra Terrestrial
Intelligence").
L'idea di fondo era semplice: ascol¬
tare con continuità ampi settori dello
spettro radio provenienti dallo spazio
profondo, sperando di inciampare su
una trasmissione chiaramente inten¬
zionale. La realizzazione pratica era
tuttavia ricca di problemi e di insidie
dovute al fatto che lo spettro radio è
enorme: come si fa ad ascoltarlo
tutto? Vennero così identificate le
bande di frequenza più "prometten¬
ti", ossia quelle dove presumibilmen¬
te trasmetterebbe una civiltà tecnolo¬
gica allo scopo di far notare il proprio
segnale (sono le frequenze corrispon¬
denti all’emissione dell'idrogeno);
furono inoltre costruiti speciali ricevi¬
tori ad elevatissima sensibilità ed
ampio spettro, da collegarsi ad un
radiotelescopio esistente per svolge¬
re campagne di ascolto mirate. Ma
anche il cielo è enorme, dove si
dovrebbe puntare l'antenna? Per non
rischiare di ignorare alcuna sorgente
fu deciso dunque di scandagliare
periodicamente tutto il cielo, nella
speranza di non perdere un segnale
utile emesso proprio negli attimi di
"distrazione".
Al primo progetto SETI, conclusosi
senza successo diversi anni fa, ne
seguirono altri più o meno sulla stes¬
sa falsariga. E quando il governo
degli Stati Uniti tagliò i fondi a questo
tipo di ricerca, gli scienziati che in
essa credevano riuscirono a formare
un istituto indipendente, basato sulle
donazioni di privati cittadini e di orga¬
nizzazioni lungimiranti, per continuare
il lavoro. Furono progettati nuovi rice¬
vitori e furono messi a punto nuovi
metodi per l'analisi dei segnali. Molti
radiotelescopi donarono il proprio
tempo, finché non fu messa a punto
la tecnica del "piggy-back" con la
quale virtualmente l'ascolto non
influisce sull'attività del radiotelesco¬
pio. Il progetto SERENDIP era nato,
ma occorreva ancora qualcosa: una
grande potenza di calcolo per analiz¬
zare i dati raccolti.
Negli anni '70 ed '80 non c'era
rimedio, ed i progetti languirono in
mancanza di adeguate risorse: ma
con l'avvento di Internet la ricerca
rifiorì grazie alla donazione volontaria
di tempo macchina da parte di decine
di migliaia di partecipanti, coordinati
in un colossale sforzo cooperativo.
Oggi la ricerca di segnali intelligenti
provenienti dall'esterno del Sistema
Solare impegna la Rete nel suo com¬
plesso, in un progetto distribuito che
ha trasformato Internet nel Multivac
di Asimov. E chiunque può partecipa¬
re, donando il proprio tempo macchi¬
na inutilizzato, e dedicando qualche
secondo di CPU all'analisi spettrale
dei segnali cosmici ricevuti dal radio-
telescopio di Arecibo, in cerca di una
eventuale origine artificiale.
Come? Lo vedremo il prossimo
mese. «e
86
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
La collezione
Il 'anno
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Porte aperte alla terza dimensione
di Aldo Ascenti
Le prodezze grafiche dei computer
non impressionano più nessuno. E' nor¬
male veder scorrere un cielo frattale
sulle teste dei personaggi di un video¬
gioco o spostare, in una finestra, un'im¬
magine di 30 Mbyte alla velocità del
pensiero. Ci stiamo abituando perfino al
3D, anche se proviamo ancora una cer¬
ta emozione quando cogliamo un rifles¬
so sul vetro renderizzato di un'automo¬
bile virtuale e l'acciaio lucido di una spa¬
da vettoriale balugina alla luce di una
torcia Fortunatamente il mondo della
grafica tridimensionale è cosi giovane e
si sviluppa cosi vertiginosamente che.
stando alla finestra, vedremo presto
passare delle vere novità. Già questa
nuova generazione di schede grafiche,
di cui abbiamo provato gli esponenti più
attesi, promette qualche momento di
autentica sorpresa. Abbandonate le
schede specializzate per il 3D che. dota¬
te dei chip Voodoo 1 e 2, hanno furo¬
reggiato fino a qualche tempo fa e agi¬
vano sostituendosi al segnale prove¬
niente dal normale adattatore grafico
per i soli effetti tridimensionali, il merca¬
to è oggi orientato verso soluzioni inte¬
grate 2D/3D per le quali si parlerà di ac¬
celeratori grafici tout-court, Acquistare
uno di questi nuovi giocattoli significa
quindi sceglierlo ordinando un nuovo
computer o sostituire per intero la sche¬
da grafica, ad un prezzo che si aggira,
per i modelli di maggior pregio, intorno
al mezzo milione di lire. Una cifra non
indifferente, se confrontata al costo at¬
tuale di personal computer e affini, che
va giustificata da prestazioni ed effica¬
cia all'altezza delle aspettative.
Le schede provate
Creative crede molto negli sviluppi
del mercato degli acceleratori grafici ed
è presente, nella nostra prova, con due
differenti modelli, destinati a coprire
due diverse esigenze degli utenti: la 3D
Blaster Savage 4, dotata dell'ultima
evoluzione della fortunata serie di chip
S3. è proposta a chi cerca un valido
compromesso tra prezzo e prestazioni,
senza risparmiare sulla qualità realizzati-
va a cui sono abituati i clienti della dina¬
mica società di Singapore; l'altro model¬
lo in prova della serie 3D Blaster è dota¬
to di una versione speciale del già velo¬
cissimo chip NVIDIA Riva TNT2, giusta¬
mente ribattezzato Ultra, che promette
prestazioni ai vertici assoluti della cate¬
goria.
Non poteva mancare Matrox, che,
con la sua attesissima Millenium G400,
vuole ripetere il successo dei modelli
precedenti, rimanendo punto di riferi¬
mento per qualità e velocità grazie an¬
che alla nuova architettura DualBus a
256-bit.
88
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Acceleratori
9rafici (Stracfcl»)
i Tabella riepilogativa
scheda
bus
processore
memoria
3Dmark 99
RAMDAC
prezzo
(con iva)
occhiali
(con iva)
'
Erazor III
agp 2x/4x
nVidia Riva TNT2
32 MB
2661
300 MHz
549000
170000
AGP-V3800 TVR
agp 2x/4x
nVidia Riva TNT2
32 MB
2650
300 MHz
465000
85200
3D BlasterTNT2 Ultra
agp 2x/4x
nVidia Riva Ultra TNT2
32 MB
2952
300 MHz
499000
nd
3D Blaster Savage 4
agp 2x
S3 Savage 4 prò
32 MB
2480
300 MHz
299000
nd
Millenium G400
agp 2x/4x
G400
32 MB
2854
300 MHz
499000
nd
Le ultime due schede della nostra
rassegna sono la tedesca Elsa Erazor III
e la taiwanese Asus AGP-V3800, qui
proposta nella completissima versione
TVR, dotata cioè di ingressi e uscite S-
Video e composite. Entrambe sono
equipaggiate con chip TNT2 ma soprat¬
tutto. e questa è la vera novità, per
queste schede sono disponibili in opzio¬
ne speciali occhiali per la visione ste¬
reoscopica delle immagini tridimensio¬
nali. Non stiamo parlando di occhiali di
cartoncino con lenti di plastica colorata
come quelli in omaggio con alcuni vec¬
chi fumetti, bensì di magnifici oggetti
tecnologici che si interfacciano con la
scheda grafica, che deve essere dotata
di un circuito apposito, e offrono, con
gli alterni risultati di cui parleremo, una
visione degli oggetti tridimensionali in
movimento sul nostro monitor mai pro¬
vata prima.
Cosa c’è di nuovo
La prima novità che salta all'occhio è
la quantità di memoria disponibile. Dato
il basso costo delle RAM tutte le sche¬
de provate sono dotate di 32 Mbyte di
memoria video, consentendo di infran¬
gere qualunque precedente limitazione
alla risoluzione ottenibile, raggiungen¬
do, monitor permettendo, almeno i
1920x1200 pixel per la visualizzazione
bidimensionale e 1280x1024 pixel con
32 bpp (16,7 milioni di colori) nella grafi¬
ca 3D. Si tratta di memorie molto veloci
che sfruttano le potenzialità dell'AGP
2x (alcune schede sono già predisposte
per il futuro 4x) e lavorano con una lar¬
ghezza di bus a 128 bit verso la memo¬
ria, magari interfacciandosi al motore
grafico con due bus unidirezionali a 128
bit, per un totale di 256, come avviene
nella Matrox G400. Altra caratteristica
comune alle schede di nuova produzio¬
ne sono le altissime frequenze di con¬
versione analogico-digitale offerte da
RAMDAC operanti almeno a 300 MHz,
cosi da non rischiare alcun decadimen¬
to delle prestazioni dovuto al mancato
passaggio a sistemi di visualizzazione
completamente digitali (come i monitor
LCD) e da consentire elevate frequenze
di refresh anche alle alte risoluzioni.
Con l'avvento delle ultime versioni
delle DirectX, dalla 6.0 in poi, Windows
è diventato in grado di gestire moltissi¬
me caratteristiche peculiari della visio¬
ne tridimensionale e tutte le schede
provate sono ottimizzate per sfruttare
al meglio tali potenzialità, talvolta per
mezzo di un'implementazione hardwa¬
re di alcune funzioni come l'Environ-
ment Mapped Bump Mapping che si
occupa di accrescere il realismo di su¬
peraci non piane, quali le ruvide pareti
di un labirinto o uno specchio d'acqua
leggermente ondulato, aggiungendone
dettagli e spessore. Altro standard che
sembra ormai essersi definitivamente
imposto è la compatibilità con il lin¬
guaggio OpenGL (Open Graphic Lan-
guage) sviluppato in origine da Silicon
Graphics per applicazioni professionali
di grafica tridimensionale, per il quale
ogni scheda mette a disposizione un
apposito ICD (Installable Client Driver).
Altri arricchimenti alla qualità dei mondi
virtuali vengono apportate dalla possibi¬
lità di gestire texture ad alta risoluzione,
fino a 2048x2048, il che ci permetterà
di vedere gli oggetti vicini con più detta¬
glio di quelli lontani, contrariamente a
quanto avveniva per la generazione pre¬
cedente di adattatori grafici, spesso li¬
mitati a texture di 256x256. Completa¬
no l'opera un rendering ad una maggio¬
re profondità di colore (almeno 24 bit) e
l'applicazione di un apposito buffer per
la gestione automatica delle ombre e
delle aree da non ricalcolare, come il
cruscotto di un veicolo, detto stencil-
buffer.
La prova
Abbiamo installato tutte le schede
sulla stessa macchina, dotata di un
Pentium II a 350 MHz, montato su
motherboard con chipset 440BX, 512
K di cache e 64 MByte di RAM, e le
abbiamo provate con le applicazioni più
impegnative: i giochi. I risultati sono
stati notevoli ma non strabilianti: om¬
bre più definite, acqua molto realistica
e colori davvero brillanti, specie per le
fonti di luce e le esplosioni, ma nulla
più. La fluidità dell'azione è natural¬
mente ai massimi livelli, specie con le
schede più veloci come la G400 e la
3D Blaster Ultra, e non si notano rallen¬
tamenti con giochi come Turok II,
Quake II e affini ma per sfruttare a fon¬
do le caratteristiche più avanzate di
questi prodotti dovremo aspettare una
nuova generazione di videogiochi, pro¬
gettati per dare il meglio alle risoluzioni
più elevate (almeno 1024x768). Nel
frattempo ci accontentiamo di infran¬
gere ogni record nel test 3DMark99 ot¬
tenendo, con la Ultra di Creative, un in¬
dice di circa 3000 sulla macchina di ri¬
ferimento, alla risoluzione di
640x480x32bpp. Al secondo posto per
prestazioni si pone la G400, dotata
però di una resa deH'immagine ai mas¬
simi livelli qualitativi. Inoltre Matrox di¬
chiara che la Millenium G400 è stata
progettata pensando già ad un utilizzo
su AGP 4x ed è ottimizzata in tal sen¬
so. Come ci si poteva aspettare, le due
schede equipaggiate col TNT2 hanno
prestazioni del tutto sovrapponibili, co¬
munque assestate su ottimi livelli,
mentre la Savage 4 si difende, consi¬
derando il prezzo, e rappresenta co¬
munque un passo avanti rispetto alle
schede della generazione precedente.
Conclusioni
Ogni scheda provata ha le sue pecu¬
liarità e su di esse dovrebbe basarsi la
scelta di un eventuale acquisto: la 3D
Blaster Ultra per le prestazioni, la Ma¬
trox per la qualità e l'innovazione, la Sa¬
vage per il prezzo e la Elsa e la Asus
perché sono già predisposte con un in¬
gresso S-Video e dispongono di quei
magnifici occhiali, così utili in spiaggia,
sotto il sole d’agosto. Se poi dovesse
venirvi qualche dubbio sulla reale utilità
di un acceleratore grafico da mezzo mi¬
lione, fugateli immediatamente: se non
si scommette sul futuro, non si vince.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
89
Acceleratori grafici
Creative TNT2 Ultra
di Aldo Ascenti
Creative è la prima a commercializza¬
re una scheda basata sulla versione Ul¬
tra del noto chip di NVIDIA. Si tratta di
un esponente di quel 20% di quadratini
di silicio che escono dal processo pro¬
duttivo con un grado di purezza tale da
consentire il funzionamento a frequen¬
ze più elevate e Creative dichiara che il
suo gioiello è circa il 25% più veloce
della versione normale. Per il resto la
3D Blaster Ultra è una scheda costruita
a regola d'arte, lo si vede anche dalla
ventola immersa nell'ampio dissipatore
del chip NVIDIA, che deve scaldare pa¬
recchio per raggiungere un clock di 1 50
MHz. I 32 MByte di memoria, invece,
funzionano a 183 MHz e sono del tipo
sincrono (SDRAM), consentendo un
transfer rate dichiarato di 300
Mpixel/sec con bilinear filtering e di 1 50
Mpixel/sec con trilinear filtering. Lo
stencil buffer a 8 bit della scheda è in
grado di generare ombre proiettate da
oggetti complessi, provocate da più
fonti luminose contemporaneamente,
in tempo reale e con una qualità sor¬
prendente; per poterne apprezzare il ri¬
sultato con Unreal è disponibile un'ap¬
posita patch all'indirizzo www.sound-
blaster.com/hotgraphics/drivers-
rcunr.html. Quanto al rendering, viene
realizzato ad una profondità di colore di
32 bit, e lo z-buffer può funzionare a 16
o 24 bit.
La scheda dispone dell'uscita TV, uti¬
lizzabile tramite un apposito adattatore,
e sulla superficie è visibile un pettine
predisposto per eventuali espansioni.
Le risoluzioni ottenibili raggiungono lo
strabiliante valore di 2048x1536 a 60
Hz e 16bpp e a 1280x1024 sono con¬
sentite frequenze di refresh fino a 140
Hz in true color Naturalmente le richie¬
ste in termini di hardware sono abba¬
stanza onerose, il che sconsiglia l'acqui¬
sto della scheda come aggiornamento
di un pc un po' datato: il processore
dev'essere di classe Pentium II o equi¬
valente (il minimo suggerito è il 300
MHz) con una RAM di 32 MB, ma sa¬
rebbe un caso rarissimo di elaboratore
con la medesima quantità di memoria
di sistema e di memoria video.
Nel prezzo di questa 3D Blaster sono
comprese le utility Colorific e 3Deep,
prodotte da Sonnetech, che aiutano a
regolare la resa cromatica del video alle
esigenze della stampa e dei giochi; e
parlando di giochi, non mancano le ver¬
sioni complete di Expendable, uno spa¬
ratutto con visione prospettica, e Roll
Cage, una folle corsa con strane auto
dalle ruote giganti, due prodotti graziosi
ma non all'altezza delle possibilità della
scheda.
L'installazione avviene in maniera
completamente automatica, come
d'abitudine con i prodotti Creative, e i
driver si sono dimostrati molto stabili e
completi; inoltre la scheda, per quanto
vitaminizzata, è, a tutti gli effetti, una
TNT2 e come tale viene riconosciuta
dai giochi, garantendo una totale com¬
patibilità con lo standard OpenGL e le
DirectX,
Nelle prove questa scheda ha rag¬
giunto prestazioni velocistiche davvero
imbattibili, ottenendo sempre i migliori
risultati, anche se il distacco dalla sorel¬
la minore è forse leggermente meno
marcato di quel 25% dichiarato dal co¬
struttore.
In conclusione si tratta di una scheda
per i videogiocatori più esigenti, in gra¬
do di fornire una qualità visiva di tutto
rispetto insieme al massimo delle pre¬
stazioni. Il prodotto giusto per far volare
i vostri giochi alle risoluzioni più eleva¬
te, senza rallentamenti né limitazioni.
Ovviamente il monitor dovrebbe essere
adeguatamente dimensionato: alla
Creative consigliano almeno un 17 polli¬
ci, ma forse, date le possibilità di que¬
sta scheda, sarebbe più indicato il telo¬
ne di un cinema.
Per informazioni:
Creative Labs - Tel. 02/8228161
90
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
Acceleratori
grafici
Elsa Erazor III e 3D Revelator
di Aldo Ascenti
Elsa opera da tempo nel settore delle
applicazioni 3D professionali, con la no¬
ta linea di acceleratori grafici denomina¬
ti GLoria, ed ha recentemente deciso di
mettere a disposizione del mercato
consumer l'esperienza acquisita.
La scheda proposta fa buon uso del
chip TNT2 di NVIDIA offrendone tutte
le avanzate caratteristiche, come la
doppia pipeline TwiN Texel (da cui il
processore prende il nome) a 32 bit che
riesce a lavorare sui pixel con texture
mapping a due a due per ogni ciclo di
clock. Sono processati senza difficoltà,
da questo potente acceleratore grafico,
rilievi, luci e riflessioni, per non parlare
di ombre ed effetti nebbia. Sono, inol¬
tre, supportate caratteristiche di bili-
near, trilinear e anisotropie filtering: le
prime due tecniche consentono di co¬
struire nuovi pixel all'interno di una tex¬
ture, tramite un meccanismo di interpo¬
lazione, per renderne la rappresentazio¬
ne più omogenea e dettagliata; mentre
il filtraggio anisotropico rende disuguale
il processo di interpolazione tra il centro
e le estremità di una texture, per tener
conto delle differenze legate al punto di
vista. L'esemplare in prova era dotato
di 32 MByte di RAM sincrona, ma ne
esiste anche una versione bulk limitata
a 16 MByte, inoltre appositi connettori
mettono a disposizione interessanti ca¬
ratteristiche di input/output S-Video e
composito, facendo affacciare questo
modello al mondo dell'editing video,
grazie al software MainActor fornito in
dotazione.
Il software di installazione ci ha dato
qualche piccolo grattacapo, risolto sca¬
ricando da Internet la versione più ag¬
giornata dei driver, le cui utility di ge¬
stione hanno poi rivelato interessanti
doti di completezza e versatilità.
La caratteristica più attesa di questo
adattatore grafico è, però, la disponibi¬
lità degli occhiali denominati 3D Revela¬
tor, di cui abbiamo provato la versione a
raggi infrarossi, venduti a parte al costo
di circa 170.000 lire IVA compresa.
Gli occhiali, dal look futuristico e ac¬
cattivante, comunicano con la scheda
per mezzo di un bulbo ricetrasmittente,
collegato, tramite l'adattatore passante
fornito in dotazione, all'uscita VGA di
una scheda Elsa che, oltre all'Erazor II o
III, può essere una Victory II o una Win-
ner II. Altro ingrediente necessario per
poter gustare la visione stereoscopica è
un monitor che, alla risoluzione a cui
desideriamo giocare, consenta una fre¬
quenza di refresh di almeno 120 Hz. Si
tratta di un valore molto elevato, nella
maggior parte dei casi sfruttabile solo a
640x480, giustificato dal metodo scelto
da Elsa per far funzionare i suoi occhia¬
li: ogni fotogramma della sequenza ani¬
mata del gioco viene riprodotto due vol¬
te a beneficio ora dell'occhio destro,
ora di quello sinistro, mentre i cristalli li¬
quidi. immersi nelle lenti degli occhiali,
si polarizzano per bendare, in sincronia
con quanto avviene sullo schermo, l'oc¬
chio che non deve guardare. L'effetto
3D è reso sfasando ogni oggetto, tra la
visione destra e sinistra, in funzione
della sua posizione nella scena, ricavata
dalla coordinata z. Il risultato per chi
guarda il monitor senza occhiali è un
violento sfarfallio, ma basta inserire le
batterie a bottone sui 3D Revelator e
indossarli perché a sfarfallare sia il re¬
sto del mondo, mentre il monitor rima¬
ne l'unica cosa stabile. Prima di comin¬
ciare a giocare sarà necessario aggior¬
nare i driver della scheda con le apposi¬
te estensioni e attivare la visione ste¬
reoscopica da un apposito pannello di
controllo, dal quale è anche possibile ri¬
chiamare impostazioni ottimizzate per i
giochi e le applicazioni più diffuse.
Avviato un gioco, l'effetto è sorpren¬
dente e veniva voglia di rincorrere per
la redazione quel meteorite che, uscito
a tradimento dallo schermo, avrebbe
potuto creare non poco scompiglio.
Scherzi a parte, la visione 3D c'è e fa il
suo dovere, i personaggi dei giochi ac¬
quisiscono plasticità e spessore e i pae-
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
91
CS[ivàctd.a Acceleratori grafici
saggi sono piu suggestivi che mai; inol¬
tre, le caratteristiche della stereoscopia
possono essere adattate, per mezzo di
un pannello di controllo che appare do¬
po un'apposita combinazione di tasti, a
qualunque esigenza del gioco o dei no¬
stri occhi.
L'unico effetto collaterale si ha
nell'uso prolungato: lo sfarfallio dei din¬
torni del monitor comincia a dar fastidio
già dopo una mezz'ora di utilizzo, dopo
un'ora, poi, diventa quasi insopportabi¬
le. Probabilmente l'unica soluzione è
giocare alla sola luce del monitor, Il ri¬
sultato dovrebbe essere impressionan¬
te.
Tutto sommato la Erazor III è una
scheda davvero completa e potrebbe
essere la soluzione ideale per chi, col
computer, vuole fare un po' di tutto,
con un occhio di riguardo per i giochi.
Se poi volete spendere quelle 170 mila
lire in più per gli occhiali avrete fatto un
altro passo avanti verso il sogno di ogni
giocatore: un'esperienza totalmente im-
mersiva. Ancora non ci siamo, ma e un
buon modo di cominciare
Per informazioni:
Ziegler Informatìcs - Tel. 01 1/355009
Questa nuova scheda rappresenta la
punta di diamante della produzione
Asus di acceleratori grafici. Si tratta di
un prodotto molto simile al suo concor¬
rente di Elsa, con il quale condivide il
chip NVIDIA Riva TNT2 a 150 MHz, la
quantità e il tipo di memoria installata
(32 MByte di SGRAM sempre a 150
MHz) e le caratteristiche di editing vi¬
deo. Inoltre anche per la V3800 sono di¬
sponibili occhiali per la visione tridimen¬
sionale, il cui meccanismo di funziona¬
mento è però leggermente diverso dai
3D Revelator.
Il modello in prova è il più completo
della gamma, che comprende anche
una versione con 16 MByte di memo¬
ria, una V3800 senza ingressi e uscite
video ed una edizione denominata
Combat basata sul chip NVIDIA Vanta.
Le funzionalità di cattura video sono
piuttosto avanzate, e consentono al
software fornito di registrare filmati a
30 frame/sec ad una risoluzione massi-
92
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Acceleratori
grafici
ma di 704x480. La scheda è inoltre pre¬
disposta per l'uso con AGP 4x e sono
previste numerose possibilità di espan¬
sione per farne il cuore di un sistema
video amatoriale.
La generosa dotazione software com¬
prende due splendidi giochi, riusciti e
recenti, il cui valore deve essere tenuto
in considerazione nella valutazione del
prezzo della scheda: Turok II e Extreme
G2. Il primo è la nuova edizione di un
grande successo, reso famoso dalla ver¬
sione per Playstation, mentre XG2 è
una corsa frenetica di motociclette spa¬
ziali. Le utility a disposizione permetto¬
no una sofisticata gestione del colore e
delle caratteristiche della visione su mo¬
nitor e televisore, di cui è possibile im¬
postare la posizione deH'immagine, i li¬
velli di contrasto e di intensità del nero
e un filtraggio per ridurre il flickering.
La risoluzione massima raggiunge i
1920x1200 a 32 bpp con 75 Hz nella
versione TVR, sia per la grafica 2D che
per quella tridimensionale, mentre è di¬
sponibile una V3800 DeLuxe (con la
quale gli occhiali sono compresi) che è
in grado di raggiungere i 2048x1536.
Al banco prova la scheda si è compor¬
tata molto bene. Le sue prestazioni so¬
no allineate alla concorren¬
te tedesca e la qualità visi¬
va è buona, pur non rag¬
giungendo i livelli della
Matrox e della Creative Ul¬
tra. L’unica delusione è ve¬
nuta proprio dagli occhiali
3D. Quelli disponibili per
questa Asus funzionano
facendo generare alla
scheda un'immagine tridi¬
mensionale sdoppiata, che
non sfrutta il refresh del
monitor, ma si mantiene
stabilmente durante l'azio¬
ne di gioco che ne risulta
lievemente rallentata. La
connessione con la sche¬
da avviene tramite un jack
da 3.5 e anche questi oc¬
chiali sono a cristalli liquidi
e agiscono oscurando al¬
ternativamente le due lenti; malgrado
ciò, l'effetto stereoscopico è meno mar¬
cato di quanto avviene con la concorren¬
te e la vista non viene ingannata suffi-
competitiva, dotata di prestazioni note¬
voli (3DMark99 fa registrare un indice
di oltre 2600 sulla macchina di riferi¬
mento) e di una grande versatilità, a un
cientemente bene da nascondere del prezzo, tutto sommato, contenuto.
tutto il doppione, provocando un affati- -
camento più rapido e marcato. Per informazioni:
In sostanza questa scheda è davvero Frael - Tel. 055/696476
Creative 3D Blaster Savage 4
di Franco Paiamaro -
Abbiamo provato la versione Retail
AGP dell'acceleratore grafico, in altre
parole la versione destinata al mercato
add-in per l'aggiornamento di un siste¬
ma esistente; a parte la confezione in
cartone, la Retail si differenzia per la
congrua dotazione software (Colorific,
software per la calibrazione del colore,
3Deep, applicazione per la calibrazione
del gamma del monitor con i giochi, en¬
trambi di Sonnetech, e il gioco Expen-
dable, di Rage Software). Questa sche¬
da è anche disponibile con bus PCI, per
l'aggiornamento dei sistemi meno re¬
centi. Sebbene in questa configurazio¬
ne le prestazioni calino notevolmente, i
processori che tipicamente sono instal¬
lati su schede madri solo PCI non han¬
no la possibilità di saturare le capacità
della scheda acceleratrice, sia per il col¬
lo di bottiglia rappresentato dal bus, sia
per i dati 3D che la CPU è in grado di
processare per unità di tempo.
La scheda utilizza la collaudata tecno-
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
93
(£| itetela '. Acceleratori grafici
logia SMD (Surface Mount Device) per i
componenti, e un piccolo dissipatore di
calore sormonta il chip grafico di S3; col¬
pisce il fatto che siano presenti solo
quattro chip di memoria SDRAM, per
complessivi 32 Mbyte, clockati a 125
MHz.
La scheda acceleratrice implementa la
compressione delle texture S3TC, con¬
sentendo il trasferimento ad alta velocità
delle texture per ottenere, oltre alle pre¬
stazioni, una migliore qualità di visualiz¬
zazione a schermo delle immagini rende-
rizzate.
Da notare la predisposizione del PCB
(Printed Circuit Board) per il montaggio
eventuale di due soli chip di memoria,
per complessivi 16 Mbyte.
Il ramdac del chip Savage 4 PRO fun¬
ziona ad una frequenza operativa di ben
300 MHz.
La modalità operativa implementata
del bus AGP è 2x, consentendo di ap¬
poggiarsi adeguatamente alla memoria
centrale del sistema per le texture più
voluminose.
L'installazione è stata eseguita su un
computer equipaggiato di un processore
Pentium II 350, con 64 Mbyte di
SDRAM PC100, disco Quantum CR da
3,2 Gbyte e scheda madre Asus P2B; il
sistema operativo installato è Windows
98.
La configurazione è stata scelta in
quanto si tratta di una macchina "bud¬
get" e rappresenta la media delle pre¬
stazioni per un personal computer "ca¬
salingo" a cui si voglia aggiornare l'inter¬
faccia video...
All’accensione, Windows rileva la
scheda acceleratrice e richiede i driver,
dopo di che il resto della procedura di
setup è quasi totalmente automatica.
Tutto il setup è basato su Uninstall-
Shield. consentendo la rimozione "indo¬
lore" della periferica (e delle utility Son-
netech) in caso di successivo aggiorna¬
mento ad altra scheda (visti i tempi che
corrono...).
Al seguente riawio, i driver sono stati
correttamente installati e siamo pronti
per cominciare ad installare i software
applicativi di test e valutazione... Quake
II, Expendable, il test 3DMark99, oltre
ad Adobe Photoshop.
La prestazione fatta registrare dalla 3D
Blaster è di 2480 3DMark:
prestazione ottima in assoluto (la Ma¬
trox G200 di riferimento sulla stessa
macchina consente di ottenere 1830),
ma in relazione alle altre schede accele¬
ratoci provate su questo stesso numero
è il fanalino di coda.
Non fraintendeteci, il delta in cui si
"muovono" queste schede è molto pic¬
colo, ma è comunque significativo.
In Quake II il gioco è fluidissimo, e la
qualità delle texture è veramente ottima.
Expendable (in bundle con la scheda)
è giocabilissimo, tanto da non far rim¬
piangere il fatto di essere su Pentium II
a 350.
Comunque la 3D Blaster si comporta
benissimo, tanto da dare l'impressione
che sia il personal computer il vero collo
di bottiglia. Probabilmente, le migliori
prestazioni si otterrebbero su un pc do¬
tato di Pentium III con una adeguata do¬
tazione di RAM.
La 3D Blaster Savage 4 è un'eccellen¬
te scheda acceleratrice, dotata di
un'adeguata quantità di memoria e con
prestazioni allineate alla concorrenza, la
qualità video è ottima, e il rapporto prez-
zo/prestaziom è sicuramente tra i miglio¬
ri sul mercato.
A nostro avviso S3 è tornata ai livelli
dei tempi della Vision 968.
Per informazioni:
Creative Labs - Tel. 02/8228161
Matrox Millennium G400
di Franco Paiamaro
La Matrox G400 è finalmente dispo¬
nibile; si tratta di una scheda accelera¬
trice 3D dotata di due uscite video se¬
parate (funzione DualHead), con il risul¬
tato finale paragonabile a quello otteni¬
bile acquistando due schede separate.
Anzi, il risultato è, a nostro avviso,
migliore, in quanto con due schede se¬
parate non si potrebbe avere la stessa
flessibilità e qualità, oltre ad uno slot
PCI libero in più (sempre necessario, vi¬
sta la cronica mancanza di slot e IRQ!).
La funzione DualHead, tra l'altro, non
è limitata solamente a due monitor: uti¬
lizzando un apposito cavetto dì conver¬
sione, sull'uscita VGA secondaria è
possibile avere un segnale SuperVideo
oppure Videocomposito (connettore
RCA), oltre alla predisposizione al pilo¬
taggio di monitor a schermo piatto digi¬
tali TFT (soltanto nelle configurazioni
con Matrox Fiat Panel Display).
Matrox ha concentrato una quantità
impressionante di tecnologia nel chi-
pset G400: il chip è realizzato con cin¬
que strati di metallizzazione e tecnolo¬
gia da 0,25 micron; l'architettura interna
è DualBus a 256 bit (due bus separati
da 128 bit, uno verso e uno dalla me¬
moria simultaneamente), supporto fino
a 32 Mbyte di memoria SGRAM o
SDRAM ad alta velocità, RAMDAC inte¬
grato nel chip con frequenza fino a 360
MHz (in questa versione clockato a 300
MHz), compatibilità con i bus a larga
banda AGP 2x e 4x.
94
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
Per informazioni:
3G Electronics - Tel. 02/5253095 «8
■PIWTIffl'l ■ff'IT!!. .1.1-
Gn* | Ciliare» «ba I H) Wwww | @Opan
glDurftaad g) taco««»cr. (*««■. | gl Cck»
AgpvMriooMM ©Hi
La qualità video è ottimizzata dalla
funzione di rendering Matrox VCQ2 (Vi-
brant Color Quality 2), con gestione dei
dati a 32 bit e "ultrasharp DAC".
La risoluzione
massima
Acceleratori
'9rafici
La funzione Dual-Head è una sorpre¬
sa: avere due monitor disponibili con lo
stesso desktop, in cui è possibile avere
due applicazioni aperte contempora¬
neamente, oppure un filmato DVD (o
Quake II...) sul televisore e un applica¬
tivo sul monitor, o addirittura utilizzare
un pannello TFT digitale assieme al
monitor principale ci sembra veramen¬
te degno di rilievo.
Le prestazioni del secondo monitor
sono limitate dalla inferiore frequenza
di funzionamento del RAMDAC, ma
questo non influisce sulle prestazioni
del monitor principale, che rimane as¬
solutamente indifferente a quello che
passa sul secondo monitor.
Bisogna però constatare che, per
questa funzione, è necessario utilizzare
una macchina dotata di potenza elabo-
rativa superiore al Pentium II a 350
MHz da noi usato per i test, in quanto
è la CPU a creare il collo di bottiglia. Li¬
mitatamente alle prove del Dual Head
Display abbiamo utilizzato un veloce
Pentium III a 550 MHz.
La G400 non delude le aspettative:
velocissima e con una qualità assoluta-
mente fuori dal comune. Le prestazioni
con un monitor sono da primato; con
due monitor, non ha rivali: a tutti gli ef¬
fetti, è come avere due schede video.
Il chip "Toucan" (nome interno Ma¬
trox) è assistito da un secondo chip,
denominato TVO, che si incarica di ge¬
stire il secondo monitor; il chip TVO ha
un secondo RAMDAC a 125 MHz, va¬
lore di tutto rispetto, considerando il
costo e le effettive prestazioni della
scheda.
Abbiamo provato la G400 con diversi
software applicativi, tra cui programmi
di produttività personale, software di
fotoritocco e progettazione meccanica,
oltre ovviamente alla suite personale di
giochi 3D, come Quake II e Expenda-
ble (anche per saggiare l'incredibile re¬
sa dell'Environment Mapped Bump
Mapping implementato in hardware) e
il benchmark 3DMark99.
Con Photoshop le prestazioni veloci¬
stiche passano quasi in secondo piano,
in quanto la qualità
dimostrata dalla
scheda (su di un
Eizo T67S) è ecce¬
zionale.
Da raccomanda¬
re per il fotoritocco
professionale; pur¬
troppo al momento
non é previsto a
corredo un softwa¬
re di calibrazione
professionale della
catena del colore,
ma non credo che
questo possa rap¬
presentare un pro¬
blema per chi fos¬
se interessato a
questo aspetto.
I 2854 di punteg¬
gio 3DMark si commentano da soli, è
risultata seconda solo alla TNT Ultra di
Creative.
La funzione delle DirectX 6 di Envi-
ronment Mapped Bump Mapping im¬
plementato per prima da Matrox è in¬
credibile. I demo di giochi forniti (Slave
Zero, Expendable) con questa funzione
attivata sono impressionanti. Viene co¬
munque da pensare che sarà difficile
riuscire ad ammirare il paesaggio e le
singole scaglie deH’armatura del nemi¬
co intanto che quest'ultimo ci riempie
di legnate...
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WM 90). 600. BM
D-.. im
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MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
95
di Aldo Ascerti
Microsoft
Office 2000 Premium
Microsoft non teme il passaggio al
nuovo millennio ed esorcizza le più cata¬
strofiche previsioni sulla fine del mondo
anticipando l'uscita del primo dei suoi
prodotti targati 2000. Il nuovo Office
sembra fatto apposta per rassicurare
quel mondo delle imprese il cui favore è
tanto caro al colosso americano, ma na¬
sconde, dietro una pelle fatta di sobrietà
e continuità, innovazioni di grande porta¬
ta, avvicinandosi di molto al concetto
fantascientifico di programma che si au¬
toadatta alle esigenze del suo utilizzato-
re. Se quest'idea vi terrorizza pensate a
quanta parte della nostra giornata impe¬
gniamo in attività noiose quanto ripetitive
e a quanto sarebbe comodo demandare
ad altri tutto ciò che non ci sembra piace¬
vole o creativo. Office non è ancora in
grado di prepararci la colazione al matti¬
no, ma può imparare quali comandi usia¬
mo più frequentemente e adattare il suo
aspetto in modo da renderci la vita più
facile, almeno sul lavoro.
Cosa c’è nella scatola
La versione Premium che ci accingia¬
mo a provare è davvero completa. Sul
primo dei quattro CD sono disponibili le
nuove edizioni di Word, Excel, Power¬
Point, Access, Outlook e FrontPage, ol¬
tre agli immancabili Internet Explorer
5.0 e Outlook Express, mentre dal se¬
condo si può installare Microsoft Publi¬
sher e aggiungere numerose clip art alla
già nutrita dotazione standard. Gli ultimi
due dischi sono dedicati a PhotoDraw e
alle estensioni del server di Office. Tan¬
ta grazia è dovuta alla filosofia Micro¬
soft secondo la quale Office deve rap¬
presentare il prodotto definitivo per
ogni esigenza aziendale e sostituire
qualunque software concorrente. Per
96
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
Microsoft Office 2000 Premium
Microsoft Office 2000 Premium
Produttore e Distributore:
Microsoft S.p.A
Centro direzionale S Felice
Via Rivoltana. 13
20090 S. Falice-Segrate (MI)
Tel 02-70398398
Prezzi (stimati, IVA esclusali
versione nuovo utente:
L 1.699.000
veisione aggiornamento-
L 1.099000
ora questa politica si rivela di grande
utilità per gli acquirenti, che possono
aggiornare in un colpo solo tutti i vecchi
programmi con una spesa contenuta, ri¬
ducendo tra l'altro i problemi di comuni¬
cazione tra i diversi pacchetti; ma si sa
che, alla lunga, un regime monopolisti-
co ha i suoi svantaggi, quindi c'è da
sperare che la concorrenza si svegli
proponendo reali alternative. Il manuale
descrive in 230 pagine concise e sgra¬
ziate le novità dei principali applicativi
presenti nella suite, senza schemi o im¬
magini né tecniche di autoapprendi¬
mento. D’altronde in libreria ci sono i
manuali Microsoft Press e anche la gui¬
da in linea dovrebbe fare il suo dovere,
per non parlare dei vari forum di discus¬
sione che crescono come funghi tra le
maglie della rete delle reti.
Un upgrade
quasi indolore
Appena inseriamo il primo dei quat¬
tro CD presenti nella confezione si av¬
via il processo di installazione e già que¬
sta è una novità: niente allegre musi¬
chette né pulsanti animati a darci il ben¬
venuto nel colorato, festoso e autocele¬
brativo mondo Microsoft ma un'imma¬
gine di efficienza e semplicità, enfatiz¬
zata da scelte cromatiche neutre e da
un look professionale. Espletate le for¬
malità di lettura del contratto e di com¬
pilazione delle informazioni di registra¬
zione del prodotto, il cui codice identifi¬
cativo, che pare aumentare ad ogni
nuova edizione, ha ormai raggiunto i 25
caratteri, ci viene proposto di scegliere
tra installazione automatica o persona-
lizzata. Questa seconda strada conduce
alla definizione di quali componenti del
primo disco installare, le cui categorie
vengono rappresentate da una struttura
gerarchica. Ogni voce può essere impo¬
stata per l’esecuzione dal disco locale,
La nuova procedura di
installazione è più chia¬
ra e organizzata, per¬
mettendo di scegliere,
per ogni componente
della suite, se va ese¬
guito dal disco locale,
da CD o installato alla
prima richiesta di utiliz¬
zo
I menu si adattano auto¬
maticamente alle nostre
abitudini, selezionando
quali voci visualizzare
sempre I quelle che ap¬
paiono in rilievo in que¬
sta immagine) e quali
rendere disponibili agen¬
do su un'apposita trec¬
cia.
da CD-ROM o da un percorso di rete
oppure si può scegliere di non installare
affatto un componente o ancora di ri¬
mandarne l'installazione alla prima ri¬
chiesta di utilizzo. Il nuovo installer
chiede inoltre in quale cartella si voglio¬
no memorizzare i programmi e, in caso
Le nuove icone hanno l’eleganza della semplicità e
i diversi colon aiutano a identificare, a colpo d'oc¬
chio, gli applicativi e i documenti relativi.
di upgrade, se le
versioni vecchie
vanno rimosse o
mantenute. Alcune
scelte si rivelano,
però, obbligate, co¬
me l'installazione
di Outlook Express
e Internet Explorer
5.0, senza i quali
non è possibile
sfruttare alcune ca¬
ratteristiche avan¬
zate dell'integrazio¬
ne tra gli applicativi
di Office e la spe¬
dizione di messag¬
gi di posta elettro¬
nica. Altra cosa che non è possibile fare
è far coesistere la versione 97 e 2000
di Outlook, quindi, installando quest'ul-
tima, la versione precedente viene co¬
munque rimossa. Terminate le scelte è
possibile iniziare l'installazione vera e
propria che, per una configurazione tipi¬
ca, occupa poco meno di 300 MByte, di
cui circa 120 sul disco che ospita il si¬
stema operativo. L'intera procedura av¬
viene senza che l'utente sia informato
su quali file vengono effettivamente co¬
piati e in quale cartella di destinazione,
mentre l'unica indicazione visibile è
l'avanzare di una barra colorata che si
riempie, man mano che l'operazione
volge al termine, in circa 14 minuti su
un Pentium II 350 con 64 MByte di
RAM, un disco EIDE a 5400 rpm e un
CD-ROM 32x.
Abbiamo installato il programma su
macchine recenti, dotate di Windows
98, e su sistemi più datati, con Win¬
dows 95, senza incontrare difficoltà, an¬
che perché Office si preoccupa si ag¬
giornare all'ultima release quelle librerie
del sistema operativo di cui sfrutta le
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
97
Microsoft Office 2000 Premium
funzionalità. I computer, dopo l'installa¬
zione, non risultano significativamente
rallentati e i tempi di apertura e chiusu¬
ra di documenti e applicazioni sono
pressoché invariati rispetto all'edizione
precedente; inoltre, sia che si proceda
alla sostituzione di Office 97, sia che si
decida di far coesistere il vecchio e il
nuovo, impostazioni, modelli e barre
degli strumenti vengono mantenute
senza incertezze e tutto quanto aveva¬
mo registrato nel database di Outlook
97 e Outlook Express viene convertito
per l'uso con i nuovi programmi.
A quanto detto bisogna aggiungere
che i formati di Word, Excel e Power¬
Point 2000 non sono molto diversi da
quelli della versione 97, che è quindi in
grado di leggere tranquillamente i nuovi
documenti con poche limitazioni legate
all’uso di nuove funzionalità, come la
sottolineatura decorativa, mentre per
Access si è mantenuta la sola compati¬
bilità all'indietro, ovvero Access 2000
può leggere e convertire un database
realizzato con la versione precedente,
ma Access 97 non è in grado di inter¬
pretare un file prodotto dalla versione
2000.
Innovazione
con filosofia
Le storiche icone dei programmi non
sono più le stesse, ma sono state sosti¬
tuite da una versione più uniforme, Sti¬
le finestre di dialogo
per l'apertura e il salva¬
taggio dei file sono state
r /disegnate per com¬
prendere una barra che
richiama i percorsi prin¬
cipali Da notare la voce
cartelle Web che può
contenere URL di server
Internet
lizzata e monocromatica, in cui ad ogni
applicativo corrisponde un diverso colo¬
re, ripreso nei documenti relativi per
una più immediata identificazione. Le fi¬
nestre di dialogo relative all'apertura e
al salvataggio dei file sono state ridise¬
gnate per includere una barra di grossi
pulsanti, simile a quella di Outlook, con
i quali accedere ai percorsi principali
che comprendono il desktop, la cartella
preferiti e le cartelle Web; queste ulti¬
me non sono altro che URL cui colle¬
garsi per aprire documenti sulla rete.
Altra grande novità riguarda i menu e le
barre degli strumenti, non tanto relati¬
vamente al loro aspetto, che è sostan¬
zialmente immutato, quanto per la ca¬
pacità di adattarsi alle nostre abitudini
così da mostrare solo ciò che serve: ba¬
sta accedere a un menu qualsiasi per
rendersi conto che il numero di opzioni
immediatamente
disponibili appare
sostanzialmente ri¬
dotto, mentre le
funzioni meno co¬
muni sono sostitui¬
te da una doppia freccia agendo sulla
quale vengono visualizzate anche le vo¬
ci mancanti. Mentre lavoriamo, in modo
del tutto trasparente il programma tie¬
ne traccia dei comandi di cui ci servia¬
mo e della frequenza di utilizzo, elabo¬
rando tali informazioni con algoritmi ba¬
sati su funzioni statistiche, e in poco
tempo i menu ci appariranno davvero
su misura. La stessa cosa avviene con
le barre degli strumenti, che possono,
quindi, essere posizionate in modo da
occupare meno spazio, sapendo che
Office ne adatterà il contenuto nel mo¬
do che ci è più congeniale. Tutta questa
capacità di apprendimento, basata sulla
statistica, opera anche in altre funziona¬
lità dei programmi che compongono la
suite; se, ad esempio, nascondiamo
spesso l'onnipresente assistente di Of¬
fice, ci verrà chiesto se vogliamo disat-
tssaggto IW :Ttlenmo ed esorcizza le più catastrofistiche previ
primo deil l( otti targati 2000. Il nuovo Office sembra fatto ap
:ui favo^ aio al colosso amencano, ma nasconde, dietro un
li grafia! ’fcSr*. avvicinandosi di molto al concetto fantascientificor
iuo utilizzatole Se quest'idea vi teironzza pensate a quarta parte do
Mose quanto ripetitive e a quanto sarebbe comodo demandare ad (
tivo Office non è ancora m grado di prepararci la colazione al ma
Microsoft Office 2000 Premium
di Aldo A sconti
Se vi è capitato di dover copiare una dorrai a di frammenti di documento ai una <-
un diverso applicativo. Office 2000 é la soluzione che cercavate quello che nella*
solo con la labonosa tecnica dei ntagh i diventata una comodissima funzione ge
Sarà sufficiente copiare il pruno frammento, selezionare il secondo e, quindi, nq
comparire una memorizzati fino a dodici oggi
'fi l'immaPine scelta aamnltcai
J 0H2000.doc Mtcìoioll Woid
dida assist bmp . — • -, - . "t^JI
L ‘assistente occupa meno spano, non essendo racchiuso m una finestra, si sposi
stiamo lavorando ed è, finalmente, disattivabde
«da
L 'assistente occupa meno spazio, non essendo racchiuso in una finestra, si
sposta automaticamente dall'area dove stiamo lavorando ed è, finalmente, di¬
sattivabile.
Le funzionalità dì copia multipla consentono di memorizzare un massimo di t2
frammenti di documento che potranno poi essere incollati tutti insieme o indi¬
vidualmente.
98
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Mlnurno C**.'
Microsoft Office 2000 Premium
La nuova raccolta Cli-
pArt è più comoda da
usare e permette di tra¬
scinare un'immagine
nel documento in cui la
si vuole inserire ; inoltre,
un apposito pulsante ri¬
duce le dimensioni della
finestra per rendere più
semplice l'operazione.
tivarlo (cosa peral¬
tro impossibile con
la versione prece¬
dente). Sempre ri¬
guardo all'assi¬
stente, c'è da dire
che la nuova edizione risulta meno inva¬
dente del suo progenitore; oltre alla ci¬
tata possibilità di disattivarlo, è ormai li¬
bero di muoversi sullo schermo al di
fuori della sua finestra, occupando, co¬
si, meno spazio; in più è stato educato
a spostarsi, senza sollecitazioni, dalla
zona in cui stiamo lavorando. Comun¬
que, anche interrogare la guida in linea
è diventato più facile, infatti la finestra
che compare è ora in grado di mostrare
contemporaneamente, in due aree di¬
stinte, l'albero degli argomenti e ì relati¬
vi contenuti; l'indice non va creato ma è
sempre disponibile insieme alle funzio¬
nalità di ricerca libera, non più appan¬
naggio esclusivo dell'assistente. Inol¬
tre, attivando la guida, la finestra
dell'applicazione si adatta automatica-
mente per far posto a quella dell'help,
salvo tornare alle dimensioni originali
una volta completata la ricerca.
Se vi è capitato di dover copiare una
dozzina di frammenti di documento in
una diversa posizione, in un diverso file
o in un diverso applicativo. Office 2000
è la soluzione che cercavate: quello che
nella versione di 3 anni fa era ottenibile
solo con la laboriosa tecnica dei ritagli è
diventata una comodissima funzione
gestita con immediatezza e semplicità.
Sarà sufficiente copiare il primo fram¬
mento, selezionare il secondo e. quindi,
riapplicare il comando di copia per ve¬
der comparire una finestra contenitore
in cui verranno memorizzati fino a dodi¬
ci oggetti, visualizzati con icone simili a
quelle dei documenti, che potranno poi
essere incollati tutti insieme o uno per
volta,
Altri rimaneggiamenti hanno interes¬
sato la gestione della raccolta di Cli-
pArt, che prevede un'organizzazione
più razionale delle categorie e la possi¬
bilità di trasferire l'immagine scelta
semplicemente trascinandone l'antepri¬
ma sul documento. Agli sviluppatori
1%
□
m * &
n
ganizzare le funzionalità esistenti che
per aggiungerne di nuove. NetMeeting
può ora essere utilizzato per effettuare
una discussione in linea, con altri utenti
sulla rete, dall'interno di un programma
Office, e le cartelle Web semplificano
la gestione dei file presenti su un ser¬
ver remoto; i programmi della suite so¬
no più bravi di prima a leggere e salvare
in formato HTML: nel passaggio da file
Web a documento Office non si perdo¬
no più funzionalità, mentre, nell'opera¬
zione inversa, all'interno del documento
HTML si tiene traccia di eventuali carat¬
teristiche del file originario incompatibili
con la visualizzazione dal browser, che
verranno riproposte se il documento
L adozione dello stan¬
dard Unicode permet¬
te anche di scrivere in
arabo Non aspettava¬
te altro, vero ?
farà piacere sapere
che Visual Basic
Application Edition
si basa ormai sulla
versione 6.0 e che
Microsoft Script
Editor, che gesti¬
sce Visual Basic
Script e Microsoft
JScript, semplifica
l'aggiunta di con¬
trolli ActiveX prima della pubblicazione.
Office 2000 e la
comunicazione globale
Office 2000 è internazionale in molti
modi. Tanto per cominciare gli esegui¬
bili sono unici per tutte le versioni locali
del pacchetto, rendendo più semplice il
lavoro del CED di una società distribuita
a livello internazionale, ed è stato final¬
mente adottato lo standard Unicode
per realizzare documenti con un'unica
codifica dei caratteri, valida per ogni lin¬
gua; inoltre il correttore ortografico può
adesso analizzare un testo in più lingue
contemporaneamente, sempre che sia¬
no installati gli appositi dizionari. La ver¬
sione italiana dispone già dei dizionari
per l'Inglese, il Francese e il Tedesco,
che si attivano automaticamente digi¬
tando qualche parola in una delle sud¬
dette lingue.
L'integrazione dei prodotti Microsoft
con le potenzialità di internet è da tem¬
po una scontata realtà, ma ancora qual¬
cosa doveva essere fatto, più per rior-
viene aperto nuovamente con un appli¬
cativo Office.
Sono state potenziate le possibilità di
copia e incolla tra i componenti delle
pagine Web e i documenti di Office;
inoltre, pubblicare qualcosa sul server,
è diventata una procedura del tutto ana¬
loga ad effettuare un salvataggio su un
disco locale.
Sicurezza e affidabilità
Molto è stato fatto anche dal punto
di vista della sicurezza, con l'adozione
diffusa dei meccanismi di firma digitale
che possono certificare i documenti o
le macro in essi contenute.
In caso di guai Office è in grado di ri¬
levare, in modo completamente auto¬
matico, eventuali errori e ripristinare i fi¬
le più importanti e le impostazioni del
registro di configurazione ad ogni avvio.
Per problemi secondari che dovessero
interessare modelli di documento, font
e cosi via. l'utente ha a disposizione il
comando rileva problemi e ripristina
che si preoccuperà di rieffettuare l'in¬
stallazione delle componenti mancanti
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
99
Microsoft Office 2000 Premium
o danneggiate.
La gestione di più utenti si arricchi¬
sce di un nuovo e potente strumento,
denominato Office Profile Wizard, che
è in grado di salvare e ripristinare tutte
le impostazioni, i settaggi e le preferen¬
ze definiti da uno specifico utente, ren¬
dendo particolarmente agevole cambia¬
re postazione di lavoro o amministrare
una rete.
Word 2000
Il buon vecchio Word non appare
stravolto dai cambiamenti e mantiene
l'aspetto di sempre A ben guardare,
però, qualche novità salta subito all’oc¬
chio, dopo essersi fatta una ragione del
fatto che quel simbolino, che appare
talvolta vicino al puntatore del mouse,
non è un moscerino attirato dalla luce
del monitor. Basta fare doppio clic in un
punto qualsiasi della pagina vuota per
ottenere quello che abbiamo tentato di
fare, senza successo, le prime dieci vol¬
te che ci siamo approcciati a Word per
Windows 2.0 (pare un secolo fa): far
spostare in quel punto il cursore della
tastiera per poter cominciare a digitare.
Viene da chiedersi se era necessario
aspettare, per questo, proprio il nuovo
millennio.
In pratica, per cominciare a scrivere
dalla quindicesima riga di una pagina
non è più necessario premere quindici
volte invio, ma basta fare doppio clic al
punto giusto. Questo fatto, da solo, do¬
vrebbe già aumentare considerevol¬
mente la produttività dell'azienda, ma le
sorprese non finiscono qui. Oltre alle
già citate funzioni di controllo ortografi¬
co multilingua, basta scegliere inserisci
simbolo per rendersi conto di cosa si¬
gnifica operare sotto lo standard Unico¬
de e divertirsi ad inserire un po' di ca¬
ratteri arabi. Il testo può essere sottoli¬
neato con molte inedite modalità e, in
fase di stampa, è possibile impostare le
proporzioni di un documento in modo
da riempire perfettamente un foglio,
come avviene in Excel. Le tabelle, nota
dolente delle versioni precedenti, pos¬
sono essere riposizionate con estrema
facilità e circondate dal testo come av¬
viene per qualsiasi oggetto grafico, esi¬
ste perfino una funzione di nidificazione
che consente di inserire un'intera tabel¬
la nella cella di un'altra. I punti elenco
possono essere arricchiti da oggetti
grafici ed il layout di lettura è stato so¬
stituito da un più comodo e scalabile
layout Web che mostra come dovrebbe
apparire la pagina nella finestra di un
browser. Word 2000 gestisce palette di
La visualizzazione nor¬
male di PowerPoint
2000 permette di tene¬
re d'occhio le note e
l'aspetto di una diapo¬
sitiva e di navigare nel¬
la struttura dell'intera
presentazione.
3 Mitrinoli llllic* ?()00 l’irmium Murinoti Interne! F iplntni
* B * r- r * n # > D
DOWS\TEMP\WonfkOH2000 htm
Microsoft Office 2000 Pmniuin
di Aldo Alcanti
Microsoft non Ulna il passaggio al nuovo
millannio ad * sor azza la piu catastrofisUcha
previsioni sulla fina dal mondo anticipando
l'uscita dal pruno dai suoi piodotli targati
2000 II nuovo Office sembra fatto apposta
par rassicurala qual mondo dalla impraae il
cui favore è tanto caro al colosso amancano,
rea nasconda, dietio una palla fatta di
sobnet* a continuità, innovazioni di grande
portala, avvicinandosi di molto al concetto fantascientifico di programma che si auto-adatta alla
esigenza dal suo utilizzatore 3e quest'idea vi tanonzza pensala a quanta parte dalla nostra
giornata impegnamo m attività noiosa quanto np a Uliva a a quanto sarebbe comodo demandare
ad alln tutto ciò che non ci sembra piacevole o creaUvo Office non « ancora in grado di
prepararci la colanone al mollino ma può imparare quali comandi usiamo più frequentemente e
colore a 24 bit e per ogni documento
viene aperta una nuova finestra com¬
pleta (non si farà più confusione tra fi¬
nestre e sottofinestre). Un'ultima, non
disprezzabile, comodità è legata alla
possibilità di vedere in anteprima
l'aspetto di un font scelto dalla barra di
formattazione,
Il comando che attiva
l'anteprima pagina Web
mostra, sfruttando il
browser, come il docu¬
mento apparirà se salva¬
to in formato HTML .
le pivot sono state
arricchite di nuove
funzionalità, tra cui
la generazione au¬
tomatica di grafici.
Con la gestione
migliorata dei rap¬
porti col mondo
Web è possibile
trascinare, nella fi¬
nestra di Excel, dei
dati presi diretta-
mente da una ta¬
bella all'interno di
una pagina HTML
visualizzata nel browser ed esportare in
HTML un foglio di lavoro statico o inte¬
rattivo, includendo grafici e tabelle pi¬
vot.
PowerPoint 2000
Excel 2000
Finalmente l’Eurol Con gentilezza
inusuale, gli americani rendono omag¬
gio alla neonata unione monetaria euro¬
pea inserendo la formattazione dei nu¬
meri col simbolo dell'Euro tra i pulsanti
di Excel. A parte questo, anche per Ex¬
cel le novità non scarseggiano.
Se formattate allo stesso modo tre
celle contigue di un elenco di valori, in¬
serendo un dato nella quarta ve la tro¬
verete già formattata come le prece¬
denti, grazie a una versione evoluta del¬
le caratteristiche di riempimento auto¬
matico.
Quanto alla gestione dati è stato ag¬
giunto il supporto per usare Excel come
front end per database OLAP e le tabel¬
le PowerPoint è stata creata una
nuova, agile e flessibile modalità di vi¬
sualizzazione, detta visualizzazione nor¬
male, che permette di tenere sotto
controllo, contemporaneamente, la
struttura, l'aspetto e la pagina note di
una diapositiva. Le tabelle sono di tipo
proprietario, più gestibili di quelle im¬
portate da Word o Excel. Si può far
adattare automaticamente il testo con¬
tenuto in una forma alle mutate dimen¬
sioni della forma stessa ed è finalmen¬
te supportata la funzionalità di importa¬
zione diretta di immagini da uno scan¬
ner TWAIN. Viene gestita la funzione
multischermo, disponibile con Win¬
dows 98, ed è presente una funziona¬
lità per la configurazione del proiettore.
PowerPoint 2000 permette l'inseri¬
mento di gif animate all'interno delle
diapositive, quanto alla presentazione
100
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
La finestra database di Access 2000 ha uno sviluppo verticale e nsulta molto
più gradevole e funzionale della versione precedente
Outlook Oggi sera la nostra schermata di nfenmento per visualizzare gli impe¬
gni del giorno e sbngare la cornspondenza
vera e propria è previsto un meccani¬
smo di sincronizzazione delle transizioni
con i commenti del relatore. Una pre¬
sentazione può ora essere trasmessa in
Internet in tempo reale e ricevuta diret¬
tamente tramite il browser, inoltre una
presentazione trasmessa può essere
salvata su file per rivederla in un secon¬
do tempo.
Outlook 2000
La prima novità di questa nuova edi¬
zione del versatile Outlook si attiva pre¬
mendo il pulsante etichettato oggi. Nel¬
la visualizzazione che ne deriva è possi¬
bile tenere d'occhio, in una sola scher¬
mata, eventuali nuovi messaggi di po¬
sta elettronica e tutti gli impegni previ¬
sti per la giornata, comprese le attività
pianificate. Tale vista può essere perso¬
nalizzata scegliendo fra diversi stili e ri¬
sulta davvero comoda per non perdersi
nei meandri delle funzionalità del pro¬
gramma.
Molte altre innovazioni investono
praticamente tutte le diverse aree del
programma, a partire dai filtri per i mes¬
saggi indesiderati, per arrivare all’otti¬
mizzazione delle prestazioni e alla sem¬
plificazione dei menu. La gestione dei
contatti è stata rinnovata in vari modi e
può avvalersi del servizio offerto dal si¬
to Microsoft Expedia per la visualizza¬
zione di cartine relative agli indirizzi.
Access 2000
Access è l'unico programma della
suite a sfoggiare un'interfaccia comple¬
tamente ridisegnata, caratteristica, que¬
sta, che farà piacere a molti scontenti
della gestione un po' limitata e confusa
della vecchia finestra database. Questa
nuova versione del celebre database è
molto più Web oriented delle preceden¬
ti, mettendo a disposizione innovative
caratteristiche dì pubblicazione dati sul
Web e di analisi interattiva da browser,
dando l'opportunità, anche se non si di¬
spone dell'applicativo, di interrogare e
gestire le informazioni di una banca da¬
ti.
E' stata implementata anche in Ac¬
cess la formattazione condizionale, già
disponibile con Excel 97, che renderà
più gradevoli e immediate molte analisi
sui dati inseriti. Niente più angosce
quando è necessario cambiare il nome
a una tabella o query: Access 2000
provvedere a cambiare di conseguenza
tutti i riferimenti. Sono previste funzioni
di compressione e ripristino automati¬
che dei file di database non in uso e, se
la vostra opera è particolarmente intri¬
cata, potrete attivare un’utility per ge¬
nerare uno speciale report, finalizzato
ad illustrare la struttura e le relazioni di
un database. Esportare dati verso Excel
è diventato semplicissimo, basta clicca¬
re e trascinare nel foglio di lavoro, e. se
tutto questo non vi basta, esistono nuo¬
ve procedure che guidano gli utenti più
esperti alla realizzazione di un database
client/server.
E gli altri?
FrontPage Editor e FrontPage Explo¬
rer sono ora una cosa sola, il che au¬
menta notevolmente la comodità d'uso
del programma. Ad esempio è possibi¬
le visualizzare i tag HTML mentre si la¬
vora in modalità WYSIWYG (What You
See Is What You Get). Altra comodità
è legata al fatto che non è più necessa¬
rio aver installato il Personal Web Ser¬
ver sul computer Client.
Molti vantaggi derivano, inoltre, dalla
piena condivisione degli strumenti di
Office, quali convertitori, ClipArt e con¬
trollo ortografico.
Microsoft Publisher è una novità per
la suite Office e per chi non lo sapesse
è un buon programma di desktop publi-
shing, che, in questa nuova veste, si
avvale di tutte le potenti caratteristiche
comuni agli altri applicativi.
PhotoDraw è invece un inedito e
piuttosto efficace software di fotoritoc¬
co e di disegno, che permette dì appli¬
care alle immagini numerosi filtri che
comprendono il bluring, la distorsione
e gli effetti tridimensionali.
Conclusioni
Office 2000 vale il suo prezzo, e an¬
che qualcosa di più. E' un prodotto
completissimo, evoluto e, per quanto
si possa dedurre dopo averlo testato
per meno di un mese, stabile; più che
aggiungere nuove funzionalità raziona¬
lizza ed estende quelle già presenti e
sembra smentire le profezie di Nostra-
damus, individuando, piuttosto, nell'al¬
ba del nuovo millennio, gli auspici pro¬
pizi affinché prenda piede un nuovo
modo di produrre software, con lo
sguardo rivolto più alle reali esigenze
degli utenti che al successo di marke¬
ting. Insomma, questo nuovo Office si
avvicina a quello che avrebbero sem¬
pre dovuto essere i programmi Micro¬
soft: seri e razionali strumenti di lavoro
piuttosto che fragili e raffinati giocatto¬
li. Speriamo che funzioni cosi anche
Windows 2000. «§
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
101
Il design dei computer
La progettazione del cabinet dei computer è qualcosa che va al di là delia semplice
estetica esteriore?
di Franco Paiamaro
Stiamo assistendo ad
una vera rivoluzione per
quanto riguarda il design
in campo informatico.
Nuovi prodotti, non solo
come nuove forme as¬
sociate ad oggetti già
esistenti, ma intere cate¬
gorie e diverse tipologie
di oggetti stanno ormai
per entrare in commer¬
cio (si pensi solo al suc¬
cesso dei PDA)
Parallelamente, i perso¬
nal computer desktop e
tutte le periferiche infor¬
matiche (come stam¬
panti, scanner e moni¬
tor) stanno finalmente
cambiando look e fun¬
zionalità, spesso con va¬
lore aggiunto notevole,
in termini di ergonomia,
semplificazione di utiliz¬
zo e manutenzione, oltre
ad una "importanza"
dell'aspetto esterno del
dispositivo ben lontana
da quella avuta finora.
Ora, un ipotetico pro¬
prietario di un Apple G3
o iMac, lo espone sulla
scrivania come un tro¬
feo; il fortunato possessore di una Sili¬
con Graphics 320 è fiero delle sue linee
morbide e arrotondate (oltre, ovviamen¬
te, delle sue prestazioni!), e di certo
posso capire cosa pensa il proprietario
del proprio IBM ThinkPad ultrasottile (il
570 per esempio).
I progettisti e i produttori si sono accorti
di un fenomeno nuovo: l'interesse (rela¬
tivamente inedito, tradizionalmente esi¬
bito solo da una nicchia del mercato) da
parte del pubblico per un oggetto infor¬
matico meglio pensato, più ergonomico
e più "personale".
Possiamo notare, a riguardo, che una
delle possibili cause è l'appiattimento
delle prestazioni (anche se verso l'alto)
e del prezzo al pubblico (verso il basso)
del personal computer; oramai è diffici¬
le trovare pc a parità di configurazione e
dotazione con differenze di prezzo su¬
periori al 5%.
Perciò l'utente è oggi molto più attento
all'aspetto estetico che il computer ha.
in quanto la maggior parte delle volte
questo rivela una maggiore attenzione
■ Il successo del look
iMac è un indice di que¬
sto trend.
| Si tratta semplicemente
di un fenomeno transito¬
rio. legato al successo di
un prodotto, o l'industria
saprà rinnovarsi, e pro¬
porre qualcosa di più
della moda del "traspa¬
rente è bello"?
Vorremmo, a questo ri¬
guardo. considerare il fe¬
nomeno specifico del
design applicato al cabi-
i net del computer- la tor¬
li ma, in altre parole, del
contenitore strutturale
nel quale trovano posto
tutti i componenti elet¬
tronici formanti l'unità
centrale di un pc.
Si tratta di una scatola
(generalmente di lamie¬
ra metallica) che deve ri¬
spettare una quantità
veramente imponente di
normative, riguardanti
per lo più standard di¬
mensionali (le misure di
un lettore di CD-ROM o
di un hard disk sono rigi¬
damente specificate in
uno standard, definito "form-factor”,
cosi come quelle di qualsiasi altro di¬
spositivo informatico progettato per es¬
sere installato all'interno di un pc), elet¬
trici e di sicurezza.
Tutto questo impone dei limiti molto ri¬
gidi a quello che sarebbe possibile
fare, in termini di morfologia e
design.
Un'alternativa potrebbe es¬
sere quella della scelta di
uno standard proprietario:
purtroppo, questo porta ad
una serie di problemi, prin¬
cipalmente di costi e tem¬
pi di sviluppo, che potreb¬
bero compromettere l’im¬
missione sul mercato del
prodotto (si pensi all'Envi-
Le workstation di fascia bassa
e media SCI la 02 e la Oc ta¬
ne. Il design, molto ricercato di
queste macchine, è stato più
volte premiato ; la 02. anche
questa disegnata da Lunar De¬
sign, in modo particolare.
da parte del costruttore per la qualità
(ovviamente questo non sempre è ve¬
ro... è però innegabile che una BMW
non può avere l'aspetto di una Yugo).
102
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
sion Olivetti, nato troppo in anticipo sui
tempi e con prestazioni e tecnologie
superate) e il suo successo.
Qui. per "proprietario" intendiamo la
implementazione di un "form-factor"
personalizzato in funzione della morfo¬
logia strutturale che il pc ha, con conse¬
guente progettazione di tutta una serie
di componenti standard come finalità e
utilizzo, ma fuori standard come dimen¬
sioni, forma e disposizione.
La Intellistation IBM, nelle sue varie
versioni, ne è un esempio.
Ovviamente, la via proprietaria è gene¬
ralmente seguita da quelle aziende che
dispongono di grandi risorse e che
eventualmente sono in grado di propor¬
re contenuti tecnologici innovativi
contestualmente al design.
Il design, quindi, come veicolo e
blasone individuante un pro¬
dotto con le tecnologie più ag¬
giornate: per esempio, Apple,
Compaq, Hewlett-Packard,
IBM, SGI, Sony...
L'alternativa invece più seguita
dai piccoli produttori è quella di
progettare (o reperire già pronto
sul mercato) un contenitore il più
razionale e compatto possibile,
scegliendo e seguendo strettamen
te gli standard di mercato più diffu
si, e "vestirlo" con una scocca "di
forma": un esempio, realizzato da
II Pavilion di Hewlett-Packard, nella versionie 8000 (mimtowerl : il Pavilion non è, purtroppo, in vendita in
Italia. Si tratta di un pc domestico, è amichevole e morbido nelle linee, ergonomico e razionale nell'uso. Il
design di questo pc 6 di Lunar Design.
La Intellistation
IBM, in versione
minitower, un og¬
getto professio¬
nale, rigido ed ef¬
ficiente. Il design
vuole trasmetter¬
ci l'idea dì uno
strumento di la¬
voro.
Infoware, lo tro¬
verete nelle
prossime pagine.
Questo ha dei van¬
taggi innegabili: il
solo elemento mo¬
dificato è la struttura
esterna, alle volte an¬
che l'ergonomia può
essere migliorata (co¬
mandi e posizionamento più razionali)
e, nel caso specifico, grazie al doppio
isolamento (lamiera più plastica), anche
un minor inquinamento acustico am¬
bientale.
La struttura base del pc quindi non
cambia, e, conseguentemente, l'in¬
terno risulterà relativamente conven¬
zionale; oltre a questo, l'ingombro
complessivo del pc sarà proporzio¬
nalmente maggiore (vedi SGI 320).
Nel caso della Silicon Graphics, ci
troviamo di fronte ad un fenomeno
opposto: il produttore, tradizionalmen¬
te "proprietario" nel senso più ampio
del termine tecnico, ha realizzato una
scocca, in un certo senso, molto tradi¬
zionale, ma ha implementato una tec¬
nologia e un form-factor degli elementi
attivi principali interni al computer asso¬
lutamente fuori standard.
Il risultato è stato di ottenere un appa¬
recchio estremamente semplice da as¬
semblare e quindi anche relativamente
economico; infatti, il montaggio del
computer è effettuato al di fuori
dell'ambito SGI, da una società specia¬
lizzata.
Concludendo: consigliamo di prestare
molta attenzione a questa corrente, in
quanto evidenzia una maggiore cura da
parte del produttore per le esigenze
della clientela, a prezzo di un investi¬
mento da parte dell'utente finale relati¬
vamente modesto.
Diamo quindi il benvenuto a questa ten¬
denza al rinnovamento formale, speran¬
do però che non si tratti solamente di
un semplice "vestito", perché, si sa, il
vestito non fa
il monaco.
Il cabinet
del Mac C3 di
Apple, aperto: si trat¬
ta di un nuovo concetto di
accessibilità interna e di interfacciamento con
l'utente. Anche il cabinet è ormai "user-friendly"
si apre semplicemente tirando un anello laterale, e
quindi non nasconde più i suoi segreti.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
103
di Franco Paiamaro
Silicon Graphics 320
La macchina in prova questo mese
non può essere definita "personal
computer", anche se è basata su di un
processore Intel Pentium III e sistema
operativo Windows NT. La Silicon
Graphics Cobalt 320 è una vera work¬
station grafica, per la Casa madre di fa¬
scia bassa (anzi, entry level), di fascia
alta se ne confrontiamo le prestazioni
con quelle di altre workstation Wintel.
Come vedremo, infatti, le prestazioni
complessive della macchina sono otti¬
me, ma se prendiamo in considerazio¬
ne solo le prestazioni della sezione di
visualizzazione grafica, queste sono as¬
solutamente superlative.
La 320 è, effettivamente, la più pic¬
cola delle workstation Silicon Graphics
basate su CPU Intel, è anche disponibi¬
le una workstation quadriprocessore
basata su CPU Pentium III Xeon, la
540, dotata dello stesso chipset grafico
Cobalt.
Il nome Cobalt si riferisce al particola¬
re chipset grafico, che presiede anche
al controllo della memoria e delle fun¬
zioni primarie del sistema.
La 320 è una macchina che può es¬
sere configurata in una quantità di modi
diversi, in quanto è offerta con una
configurazione base, che va personaliz¬
zata in base alle proprie esigenze (e alle
proprie tasche!). La macchina deve es¬
sere fornita completa, con il lettore CD¬
ROM. almeno 128 MByte di RAM, un
disco rigido di sistema, il sistema ope¬
rativo (Windows NT 4.0) e il software
in bundle.
L'acquirente deve perciò scegliere
tra le opzioni disponibili, per ottenere la
macchina "su misura": e sebbene il co¬
sto base della Cobalt 320 sia relativa¬
mente basso, basta aggiungere della
RAM per vedere salire di parecchio il
prezzo. 128 Mbyte di RAM costano cir¬
ca 800.000 lire più IVA, e per possede¬
re una macchina utilizzabile sarebbe
necessario averne almeno 256 se non
addirittura 512 (parlando con i tecnici
SGI è saltato fuori che per visualizzare
una demo era necessario possedere al¬
meno 512 Mbyte di RAM),.
La configurazione provata era dotata
di disco rigido UltraDMA/33 da 9 Gby-
te, 256 Mbyte di RAM, monitor SGI
con CRT Trinitron da 21 pollici e Pen¬
tium III a 450 MHz.
104
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Silicon Graphics 320
Silicon Graphics 320
Produttore e distributore
SGI
Centro Direzionale Milenofion
Strada 6 - Palazzo N 3
20089 Rozzano MI
Telefono: (02) 57561 1
Numero Verde 800-372060
Prezzo ai pubblico (IVA esclusa)
Silicon Graphics 320 Visual Workstation
con 128 Mbyte di RAM ECC,
HO UDMA-33 da 9 GByte. CD-Rom 24X Ma*.
1 CPU Intel Pentium III a 450 MHz,
monitor da 21 Trinitron, grafica Cobalt.
garanzia tre anni totali, il primo on site
1. 8 730.000
L’aspetto esterno
Nel mondo delle workstation, il desi¬
gn è sempre stato molto importante, vi¬
sto anche il prezzo elevatissimo che
normalmente contraddistingueva que¬
sto mercato: in fondo, visto quanto si
paga... anche l'occhio vuole la sua par¬
te!
In questo caso, ci troviamo di fronte
ad una macchina con le caratteristiche
tecniche tipiche della workstation grafi¬
ca di buon livello, ma ad un prezzo che
potrebbe lasciare all'origine poco spazio
a soluzioni stilistiche innovative.
I designer SGI. invece, sono riusciti a
trovare un disegno semplice, relativa¬
mente ergonomico e sicuramente inno¬
vativo. Il cabinet della macchina è stato
disegnato con linee morbide e arroton¬
date. molto filanti e inconsuete per un
personal computer.
La 320 è di un gradevole colore grigio
scuro, con il pannello di accesso latera¬
le di un profondo blu cobalto: il contra¬
sto cromatico è dunque particolarmen¬
te azzeccato.
Il corpo del cabinet (la parte grigia) è
"abbracciata" dal pannello laterale; la
porzione che avvolge il frontale copre
anche la serie di fori ellittici per l'immis¬
sione dell'aria di raffreddamento dei
processori. L'accesso al lettore di CD¬
ROM, al drive floppy e ai pulsanti di re¬
set e accensione si ottiene premendo
leggermente la base del coperchio ova¬
le presente sulla parte superiore del
frontale. Questo coperchio rientra leg¬
germente, e si svincola dal frontale,
rientrando e scendendo all'interno del
frontale stesso, sotto l’azione di una
molla. Il movimento è frenato da un'ap-
II frontale della macchina: il design morbido, le linee arrotondate con i colori particolar- n retro della SGI 320. Possiamo notare il completo set di connettori
mente ben accostati ne fanno quasi un oggetto da esposizione! sulla sinistra, i tre slot PCI64 t nessuno occupato I in basso, la mani¬
glia per lo sblocco del pannello laterale al centro, le due griglie per le
ventole di aerazione e il singolo connettore per l'alimentazione.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
105
Silicon Graphics 320
La tastiera, a prima vista relati¬
vamente convenzionale, della
SCI 320.
Particolare della tastiera, provvista di connettore
USB e di adattatore PS/2 per il mouse .
posita frizione.
Tutti i dispositivi di memorizzazione
di massa rimovibili accessibili dallo
sportello a scomparsa sono di colore
nero.
Per richiudere lo sportello, è necessa¬
rio sollevarlo afferrandolo lungo l'appo¬
sita sporgenza presente sul bordo su¬
periore dello stesso.
Superiormente e a lato di questo
sportello, troviamo l'unico LED presen¬
te sulla macchina: si accende di una te¬
nue luce verde al momento dell'avvio,
e serve anche per segnalare eventuali
malfunzionamenti del sistema (attraver¬
so un codice di lampeggiamenti; per
esempio, manuale alla mano, è possibi¬
le apprendere quale banco di memoria
è male inserito o guasto).
Questo anche perché la macchina è
sprovvista di altoparlante interno, e se
non sono connesse casse esterne alla
320, questa non emette alcun suono.
Il designer dimostra una attenzione
per i particolari veramente ammirevole;
esplorando la struttura del cabinet si
scoprono dettagli e soluzioni stilistiche
veramente interessanti. Un esempio
per tutti: all'interno
del pannello latera¬
le di accesso, alli¬
neate al sistema a
slitta di aggancio al
cabinet, sono si¬
stemate due guide
rimovibili per instal¬
lare un drive ag¬
giuntivo da 3,5 pol¬
lici nel sistema. Ri¬
muovendo una del¬
le guide, sotto di
essa troviamo una
bustina con le viti
necessarie al fis¬
saggio della guida
stessa al drive I Ve¬
ramente notevole.
Al centro del
pannello frontale è
sistemato il classi¬
co logo Silicon
Graphics, con il cu¬
bo tridimensionale cromato e, in seri¬
grafia, il nome del costruttore.
Bello? In questo caso, anche se in re¬
dazione i pareri sono discordanti, è in¬
negabile che non si può restare indiffe¬
renti al design estetico della macchina.
pannello deve essere spostato verso il
frontale, facendolo scorrere finché non
si svincola.
A questo punto, è possibile basculare
leggermente il pannello verso l'esterno,
E dentro?
L'accesso all'interno della macchina,
rimosso il pannello laterale, è pressoché
totale. Per rimuoverlo, è necessario
sbloccarlo spostando il maniglione spor¬
gente sul retro, al centro del pannello
delle connessioni. Una volta sbloccato, il
Particolare del vano di accesso ai dispositivi di memorizzazione dì massa re-
movibili con lo sportello a scomparsa aperto.
ed estrarlo completamente dalle guide
per accedere all'Interno dello chàssis.
La struttura del cabinet è realizzata in
lamiera di acciaio rivettata e saldata a
punti, ricoperta da diversi pannelli di pla¬
stica, tutti fissati ad incastro tra loro sen¬
za neanche una vite.
Il frontale della 320 si rimuove pre¬
mendo un pulsante nascosto superior¬
mente all'interno del vano dei dispositivi
rimovibili.
Tirando ora a sé il frontale, lo si svin¬
cola dalla struttura, consentendone la ri¬
mozione; a questo punto, analogamente
a quanto fatto per rimuovere il pannello
laterale sinistro, è possibile smontare il
pannello destro e il lato
superiore, lasciando la
struttura di acciaio com¬
pletamente ''nuda",
Questo è necessario
solamente qualora si de¬
cida di aggiornare com¬
ponenti fondamentali co¬
me il disco rigido, il letto¬
re di CD-ROM o per un
futuro eventuale aggior¬
namento della scheda
madre.
Comunque, una volta
rimossi tutti i pannelli
106
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Silicon Graphics 320
esterni, la struttura del cabinet appare
molto più convenzionale: un parallelepi¬
pedo con un angolo "tagliato" e rien¬
trante, in corrispondenza dello sportello
sul frontale.
L'accessibilità, dicevamo, è assoluta:
è possibile raggiungere tutti i compo¬
nenti interni alla macchina, anche quelli
che non sarebbe normalmente necessa¬
rio raggiungere (in quanto non aggiorna¬
bili), rimosso il solo pannello laterale blu.
Il cablaggio è quasi inesistente; la
scheda madre integra praticamente tut¬
to. La qualità del montaggio SMD è ad
un livello sconosciuto alla media delle
schede madri OEM taiwanesi, cosi co¬
me l'ingegnerizzazione interna è stupe¬
facente.
Il "form factor" della scheda madre è
ovviamente del tutto originale; oltre tut¬
to, a differenza di quanto accade oggi
con la maggior parte dei pc assemblati,
le dimensioni della scheda Cobalt sono
tali da riempire completamente tutta la
superficie utile interna del cabinet.
Questo è dovuto principalmente al fat¬
to della integrazione sulla M/B di tutti i
componenti che normalmente sono im¬
plementati su scheda aggiuntiva (PCI,
per esempio): acceleratore grafico, inter¬
faccia di rete Ethernet, interfaccia audio,
porte Firewire.
Per accedere ai due banchi di memo¬
ria disponibili nella macchina, è necessa¬
rio rimuovere una guida per il flusso
d'aria di raffreddamento realizzata con
un foglio di PVC trasparente e fissata
con quattro bottoncini in Velcro.
I banchi di memoria si presentano co¬
me quattro file sfalsate di gruppi di tre
zoccoli SO-DIMM proprietari, in cui le
due file inferiori rappresentano un ban¬
co.
Sulla macchina è presente un banco
da 256 Mbyte di RAM, costituito quindi
da sei SO-DIMM (Small Outline Dual Inli-
ne Memory Module).
La memoria implementata utilizza chip
da 50 nanosecondi, ed è ECC (Error
Checking and Correcting), in grado di ri¬
levare e correggere errori di un bit e di ri¬
levare errori di due bit.
In basso a destra sulla M/B troviamo il
processore Pentium III Intel, funzionante
alla frequenza operativa di 450 MHz; il
dissipatore applicato alla CPU è del tipo
passivo, in quanto il flusso d'aria neces¬
sario al raffreddamento della CPU è assi¬
curato dalla ventola presente sul fronta¬
le. Immediatamente sopra è presente il
secondo slot per la CPU aggiuntiva, con
installato il terminatore passivo (riguardo
la seconda CPU vorremmo far notare
che, sebbene il processore potrebbe es¬
sere tranquillamente acquistato in qual¬
Una volta rimosso il pannello laterale, si accede all'Interno della workstation l'accessibilità 6 totale, ma, vo¬
lendo aggiornare la RAM di sistema o I dischi rigidi, è necessario rimuovere, rispettivamente, il pennellino
trasparente visibile in alto nella loto, e il pannello anteriore della macchina
siasi negozio in quanto perfettamente
standard, lo stesso non è vero per il par¬
ticolare dissipatore passivo e per il rego¬
latore di tensione proprietario, che sono
acquistabili esclusivamente assieme ad
una CPU da SGI).
A ridosso del pannello posteriore, a si¬
nistra della M/B, possiamo vedere la fila
di connettori e porte che si affacciano
all'esterno; in alto a sinistra, sopra la
M/B, è posizionato
l'alimentatore swit-
ching della macchi¬
na.
In alto a destra,
invece, sono siste¬
mati i dispositivi di
memorizzazione di
massa: un drive
floppy da 3,5 pollici,
Per rimuovere il frontale
è necessario sbloccarlo,
premendo verso l'alto un
pulsante nascosto all’in¬
terno del vano delle me¬
morie di massa rimovìbi¬
li, e tirarlo a sé una volta
svincolato.
MCmicrocomputer n, 198 - settembre 1999
107
Silicon Graphics 320
Il cabinet con tutti i pannelli rimossi, a questo pun¬
to, basta sbloccare i due fermi laterali del lettore
CD-ROM o del disco rigido per poterlo estrarre fa¬
cilmente dalle guide 16 anche necessario scollega¬
re il cavo di alimentazione e la flati).
L’architettura “Cobalt”
L'architettura della macchina si basa
sul chipset grafico proprietario IVC Co¬
balt (Integrated Visual Computing), che
consente di ottimizzare contempora¬
neamente le prestazioni di tutti i sotto¬
sistemi,
Sono stati implementati dei bus
multipli a larga banda si¬
multaneamente collegati
ad un unico "pool" di
memoria, un efficiente si¬
stema di dual processing
simmetrico, grafica avan¬
zata integrata a livello di chi¬
pset, assieme a tutte le funzioni
di I/O e audio/video. La larghezza
di banda del bus dal sottosistema
grafico verso la memoria è di 3.2
Gbyte/s, mentre per i canali video
(analogico e digitale) verso la memoria
è di 1.6 Gbyte/s; ogni processore ha
una banda passante di 800 Mbyte/s. La
Figura A - Struttura a blocchi di un pc convenzionale
memoria implementata è del tipo ECC
Sincrona a bassa latenza con un bus a
256 bit, in configurazione UMA (Unified
Memory Architecture). In altre parole,
la memoria è una risorsa condivisa da
tutti gli elementi principali del sistema
ed è dinamicamente allocarle.
Il chipset Cobalt è operante in moda¬
lità sincrona ad una frequenza operativa
di 100 MHz e implementa sia il proces¬
sore Pentium ll/lll sia il Pentium III
Xeon, ma le differenze rispetto all'archi¬
tettura di un pc convenzionale sono
moltissime.
Per rendere più evidenti le caratteri¬
stiche e le differenze tra un normale pc
e il Cobalt, mettiamo le due architetture
a confronto:
In figura A è illustrata la struttura di
un pc convenzionale, e in figura B la
struttura SGI Cobalt.
Le differenze sono sostanziali: il pc
usa un singolo bus PCI con un transfer
rate di 133 Mbyte/s per tutte le singole
schede di interfacciamento (dischi rigi¬
di, rete, audio, video, ecc.) e un even¬
tuale bus AGP 2X da 512 Mbyte/s (a
questo riguardo, quando sarà disponibi¬
le il supporto per il bus AGP 4X, o AGP
Pro, la larghezza di banda disponibile
salirà a 1 Gbyte/s).
Con questa configurazione, l'unico
bus PCI presente si troverà quasi im¬
mediatamente saturo, considerando
che anche il sottosistema IDE utilizza il
bus, e che il processore deve utilizzare
parte delle risorse per il controllo; oltre
a questo, l'accesso alla memoria è ri¬
servato (ed è direttamente controllato
dalla CPU).
L’architettura di un pc "normale" ri¬
sulta quindi relativamente economica,
ma è molto limitata nel processare
grandi quantità di dati, in special modo
un lettore CD-ROM EIDE 24x, il disco ri¬
gido IBM da 9,1 Gbyte UltraDMA a
7200 giri al minuto.
Al centro della M/B si nota il chip
principale del chipset Cobalt, sormonta¬
to da un vistoso dissipatore e annessa
ventolina, con accanto il chip dedicato
all’ I/O.
Gli slot PCI disponibili sono tre, su
due bus separati a 66 MHz (PCI-64 a 33
MHz) con un transfer rate ciascuno di
266 Mbyte/s.
E' possibile utilizzare schede Univer¬
sa! PCI standard.
In alto a sinistra troviamo un piccolo
connettore per l'installazione dell'inter¬
faccia OpenLDI multipin LVDS opziona¬
le per l'eccellente monitor flat-panel di¬
gitale TFT1600SW da 1600x1024 Wide
Screen.
Figura B - Struttura a blocchi dell'architettura del chipset SGI Cobalt.
108
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Silicon Graphics 320
Particolare della scheda madre con i tre ASIC del chipset Cobalti in alto al centro, con il dissipatore sor¬
montato dalla ventolma, l'ASIC di accelerazione grafica, in basso, con il dissipatore nero, il coprocessore
I/O. a destra , si intravede lo zoccolo per il Pentium III e quello per il VRM
Il chipset Cobalt può allocare, per
l'acceleratore grafico, RAM fino ad un
massimo di un Gbyte (2 GB su 540), o
comunque la metà della RAM installata.
Inoltre, la completa integrazione di
tutti i componenti sulla scheda madre
elimina tutti i problemi di compatibilità
e rallentamento dovuti alla non perfetta
sincronizzazione (sia software, a livello
di driver, sia hardware) delle varie peri¬
feriche realizzate da diversi produttori.
Un ASIC (Application Specific Inte¬
grateti Circuit) proprietario integra tutte
le funzioni di accelerazione della geo¬
metria, delle immagini in 2D e il textu-
re mapping in hardware, mentre un co-
processore I/O controlla i due bus
PCI64, una porta Firewire IEEE 1394
(due tramite transceiver, per comples¬
sivi 400 Mb/s). S-Video e videocompo¬
sito (sia NTSC sia PAL),
per la grafica.
La memoria centrale del pc, infatti, è
molto lenta rispetto a quella implemen¬
tata dai chipset degli acceleratori grafi¬
ci (VRAM o SGRAM), e pur potendo
utilizzare un bus grafico dedicato (AGP)
per le texture di grandi dimensioni, è
comunque necessario prevedere una
grande quantità di RAM sulla scheda
dell'acceleratore.
Per contro, l'architettura IVC Cobalt
centralizza il chipset di sistema, colle¬
gando direttamente i processori, l'I/O
audio e video, le interfacce di rete, Fi¬
rewire IEEE 1394 e la grafica con la
memoria, lasciando i due bus PCI/64
separati (da 266 Mbyte/s ciascuno)
completamente liberi per l'eventuale
installazione di periferiche addizionali.
Questo consente anche di separare i
singoli componenti su bus "personali"
in modo da evitare la saturazione del
bus e ottimizzare la banda passante
complessiva.
Tutti i sottosistemi sono collegati ad
un array di memoria centrale attraverso
un bus da 3,2 Gbyte/s, eliminando
quasi tutti i "colli di bottiglia"
presenti nei pc convenzio¬
nali (il bus Cobalt ope¬
ra a ben 6 volte la
larghezza di banda
del bus AGP).
Le DIMM di memoria sin¬
crona con controllo e corre¬
zione di errore IECCI proprie¬
tarie ; grazie al bus a 256 bit, è
possibile raggiungere una lar¬
ghezza di banda di ben 3,2 Gby¬
te/s . Sono necessarie ben sei
DIMM per chiudere un banco < due
banchi disponibili I
Particolare del connettore t accanto agli zoccoli per le DIMM al centro della foto I dell'interfaccia OpenLDI
multipin LVDS opzionale interno, che consente il collegamento al display a pan¬
nello TFT SW1600 ; nella foto è anche visibile parte del chipset Cobalt I con il
dissipatore dorato!, il chip dell'interfaccia audio Anatog Devices in basso a sini¬
stra e l’ASIC grafico in basso a destra
Nonostante tutto (o, a seconda dei ca¬
si, malgrado ciò), l'architettura Cobalt
mantiene una completa compatibilità
software e (per
quanto riguarda
l’espandibilità su bus
PCI e le periferiche
esterne supportate
come stampanti,
scanner, tavolette
grafiche e quant'al-
tro) hardware con il
mondo pc, essendo
un'implementazione
nativa di Windows
NT.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
109
Aliasi Wavefront Maya: programma di
modellazione e animazione professionale
•i ■ -fr-» WV»
— i~'i
|5SW%jT^1?4. <
Uno dei programmi applicati¬
vi provati sulla workstation
SGI Cobalt è Maya, nella relea-
se 2.0 Beta 1; si tratta di un
software di modellazione, ani¬
mazione e rendering dalle pre¬
stazioni sbalorditive
Potremmo anzi affermare che si
tratta del pacchetto in assoluto
più avanzato oggi disponibile
commercialmente per la produ¬
zione di animazioni professiona¬
li: oltre, è necessario farsi scri¬
vere del codice appositamente
(un po' come succede per il
software di gestione di aziende
di grandi dimensioni, che quasi
sempre è realizzato "su misu¬
ra"). a prezzi, di livello ILM (In¬
dustriai Light & Magic).
Il pacchetto software, nella ver¬
sione 2.0 Unlimited, è molto più
completo: integra "di serie"
quasi tutti i pacchetti opzionali
precedentemente disponibili so¬
lo a pagamento.
Solo per nominarne qualcuno: PowerModeler, Fur, Cloth, Artisan,
Live...
Il programma, a dispetto della reputazione e delle prestazioni, è
molto semplice da usare. L'interfaccia utente è multilivello: i menu
sono semplici, ed é possibile ottenere un buon risultato utilizzando
le impostazioni di default, ma il power user potrà scendere in
profondità nei menu, che consentiranno un controllo ed una scelta
di opzioni assolutamente senza precedenti.
Le opzioni disponibili, infatti, mano a mano che si scende di livello,
aumentano: fino a poter direttamente pro¬
grammare i vari effetti con un linguaggio
procedurale simile al C++, il MEL o Maya
Embedded Language.
L'interfaccia grafica è particolarmente effi¬
• . •- j -u
L'interfaccia con 'HotBox " di Maya: coma e possibile notare, il menu di ac¬
cesso rapido 6 molto intuitivo e semplice da usare, sia con il mouse, sia con
le scorciatoie da tastiera
ciente: è possibile far apparire,
con una combinazione di tasti,
un menu di navigazione (Hot-
Box) che rende quasi superflui i
menu a tendina standard, e
consente di essere più produtti¬
vi (i tempi di lavorazione nelle
produzioni multimediali sono
fondamentali).
Maya si avvale di uno dei più
potenti motori di modellazione
basato su NURBS (Non Umform
Rational B-Spline), oltre ad un
motore poligonale, totalmente
parametrico. con un Raytracmg
Rendering Engine selettivo di
qualità eccezionale.
L'implementazione della cine¬
matica inversa, degli scheletri,
del motion capture e di tutta
una serie di tool aggiuntivi con¬
sente di ottenere animazioni di
un realismo senza precedenti
(molte produzioni di pubblicità
televisive di grande impatto vi¬
sivo in onda in questi giorni so¬
no realizzate con Maya).
Maya, essendo dotata di un'architettura aperta, permette l’integra¬
zione di moduli aggiuntivi, quali: PowerModeler, per la modellazio¬
ne avanzata, F/X. per la realizzazione di sistemi particellari, Artisan,
per la scultura e il 3D paint di modelli e personaggi, Live, per l'inte¬
grazione di scene filmate e oggetti virtuali (o viceversa).
Maya è disponibile in due pacchetti, diversi nella dotazione; Maya e
Maya Unlimited.
Maya Complete integra Artisan, FX e Composer Lite, mentre la
versione Unlimited
■■•«'il comprende anche
PowerModeler,
Fur, Cloth, Live e
due licenze di ren¬
dering aggiuntive.
Il costo di Maya
Complete è di
16.500.000 Lire,
mentre quello di
Maya Unlimited e
di 35.000.000, en¬
trambe IVA esclu¬
sa.
Si ringrazia Antonio
Rossi di AG Com¬
puter Systems per
averci messo a di¬
sposizione la ver¬
sione 2.0 Beta 1 di
Maya Ulimited per
la prova.
Un esempio di modellazione di un
robot nell’interfaccia a pieno
schermo di Maya e lo stesso ren-
derizzato con le texture. l'antialia-
sing e il raytracmg
Per informazioni:
AG Computer Systems s.r.l. - Via Giovanni
Lanza, 103-00184 Roma.
Tel. 06 48 72 699
110
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Silicon Graphics 320
Come va
Soggettivamente, la macchina non
sembra velocissima.
Anzi, i tempi di caricamento del si¬
stema operativo sono francamente
lunghi: probabilmente l'interfaccia Ul-
traATA non è proprio l'ideale per una
macchina di questa classe (anche se il
disco utilizzato ha un più che rispetto¬
so regime di rotazione di 7200 RPM);
comunque è sempre possibile richie¬
dere l’aggiornamento con interfaccia e
disco Ultra2SCSI LVD.
Windows NT 4.0 è dotato del Servi¬
ce Pack 4: questo SP non è compatibi¬
le con la versione normale di NT, e un
eventuale aggiornamento deve essere
reperito tramite la SGI.
Dicevamo, della velocità...
Dunque, il processore installato nella
macchina è un Pentium III funzionante
ad una frequenza di 450 MHz, e le sue
prestazioni non possono aumentare: al
massimo, la maggiore efficienza
dell'architettura Cobalt potrà liberare
una certa quantità di risorsa CPU, ren¬
dendo il sistema più efficiente sotto
carico.
Abbiamo quindi cominciato a "sma-
nettare" un po' con le demo e un paio
di software applicativi "tosti". E piano
piano, ci si è resi conto di avere di
fronte la macchina in assoluto più ve¬
loce dal punto di vista grafico che ab¬
biamo mai visto con dentro Win¬
dows...
Parlare di benchmark sintetici avreb¬
be poco senso: questi ultimi sono fa¬
cilmente aggirabili e, inoltre, sarebbero
difficilmente confrontabili con altre
macchine di classe pc.
Abbiamo quindi pensato di usare la
320 con i pacchetti software applicati¬
vi tipici di questa classe di macchine,
come Adobe Photoshop 5.0 alla base
della scala, e Maya 2.0 di Aliasi Wave-
front in cima.
Una cosa ci ha francamente stupito:
la stabilità. Windows NT 4.0 non è sta¬
to mai cosi stabile: anche cercando di
mettere in difficoltà la macchina con
applicativi non specificamente scritti
per NT, e "smanettando” pesante¬
mente, non abbiamo registrato alcun
inconveniente.
Le prestazioni
Parliamo di prestazioni rispetto ad
una workstation "vera", di quelle che
costano molte decine, se non centi¬
naia, di milioni. Le prestazioni: siamo a
circa l'ottanta per cento di una Onix
ben equipaggiata. Rivoltando la fritta¬
ta, una SGI Onyx equipaggiata con In¬
finite Reality è solo il 20% più veloce
di una 320, nella renderizzazione e vi¬
sualizzazione in tempo reale. Ovvia¬
mente, c'è un prezzo da pagare, e
questo si chiama Antialiasing: la Onyx
Infinite Reality renderizza 1024 bit per
piane, contro i 32 bpp della 320 (il ben¬
chmark è stato effettuato con l'appli¬
cativo di visualizzazione della Domus
Aurea con il motore Performer realiz¬
zato da ACS Studio per NT).
La qualità della visualizzazione è
quindi molte volte migliore nel caso di
Conclusioni
Si tratta di una macchina creata per
uno scopo ben preciso: la visualizzazio¬
ne e la manipolazione grafica in tempo
reale, di filmati, immagini e modelli tri¬
dimensionali. In altre parole la 320 è de¬
dicata a tutti coloro che hanno bisogno
di "vedere" quello che stanno facendo,
i "visual thinkers".
Oltre tutto, la completa compatibilità
con l'ambiente Win NT consente di po¬
ter disporre di una enorme quantità di
software applicativi facilmente reperibi-
Abbiamo catturalo alcune
immagini delle manipola¬
zioni in tempo reale pos¬
sibili su oggetti 2D e 3D
con la SGI 320 : si poteva
distoreere una immagine
bidimensionale di grandi
dimensioni in tempo rea¬
le, modificando la struttu¬
ra 3D sulla quale l'imma¬
gine era "mappata".
Onyx, che resta un punto di rife¬
rimento assoluto per quanto ri¬
guarda la visualizzazione in tem¬
po reale con qualità broadcast.
Questo non deve indurre a
pensare che il risultato a video
non sia di alta qualità: il chipset
Cobalt supporta più estensioni
rispetto alle OGL standard, per
un migliore risultato di visualiz¬
zazione rispetto ad una scheda,
anche professionale, OpenGL
per pc.
Photoshop non rende la velo¬
cità di visualizzazione fino a che non si
prova a caricare una TIFF da un paio di
centinaia di Mbyte. Allora ci si accorge
che non c'è quasi alcuna differenza
nella manipolazione (panning, zoom,
rotate) con una immagine da un paio di
Mbyte! Do not try this at home, non
provateci a casa.
Maya "gira" con una disinvoltura as¬
solutamente sconosciuta al mondo pc.
La manipolazione di oggetti complessi,
con texture di decine di megabyte è
fluidissima, senza scatti e senza alcun
artefatto: comunque, la qualità di ren¬
derizzazione del motore grafico è ec¬
cezionale.
li, a costi decisamente più contenuti dei
corrispettivi per Unix.
Volendo, sarebbe anche possibile gio¬
carci a Quake, o usarla, al limite, per la
produttività personale con programmi
come Office. Ma sarebbe come andare
sotto casa a prendere la spesa con una
monoposto di Formula Uno: è velocissi¬
ma, ma oltre al fatto che è scomoda e
che ha, per l'appunto, un posto solo, do¬
ve la mettiamo la spesa? Sull'alettone?
Scherzi a parte, la 320 Cobalt è una
gran macchina, offerta ad un prezzo
strepitoso per le prestazioni di cui è ca¬
pace, ma destinata ad un mercato for¬
temente verticale. «ss
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
111
di Pierfrancesco Fravolini
Infoware
Run Pentium III 550
Sono anni ormai che ci siamo rasse¬
gnati a metterci in casa degli oggetti
che sono sicuramente più adatti a stare
in ufficio. Sto parlando di computer, na¬
turalmente. Qualche anno fa qualcuno
decise che un computer, per avere un
aspetto "professionale-, doveva essere
di colore bianco o bianco grigio ed es¬
sere esteticamente brutto. Con gli anni
tutti i costruttori e distributori di com¬
puter si sono uniformati. Tutti i compu¬
ter, ma anche le periferiche e gli acces¬
sori sono (tranne qualche rara eccezio¬
ne) talmente dello stesso colore che se
si acquista qualcosa di solamente leg¬
germente differente (che so, ad esem¬
pio un monitor leggermente più bianco
del resto) si stravolge completamente
l'equilibrio cromatico del sistema, ren¬
dendo l'insieme ancora più brutto. A di¬
re il vero qualche casa ha da sempre
curato l'aspetto estetico dei propri
computer, a cominciare da Silicon
Graphics, ad esempio, passando poi ai
computer neri della IBM per arrivare al¬
la Apple, con il suo iMac. Proprio l'iMac
ha rotto finalmente questo muro di
"bruttezza standardizzata", proponendo¬
si dapprima con una elegantissima li¬
vrea bianca e blu, e poi aumentando la
gamma a colori più vivaci.
Certo, ci voleva l'iMac per far capire
ai produttori di computer che la gente
forse si è stancata di mettersi in casa
dei "martufagni" che in ufficio fanno
tanto "professional" ma che nella came¬
retta del bimbo, piena di pupazzi, treni¬
ni ed automobiline colorate, devono es¬
sere praticamente nascosti per non
rappresentare un angolo di grigiore.
Proprio per venire incontro all'esigen¬
za di avere in casa un computer bello
oltre che potente, la Infoware propone
ora una serie di macchine di elevate
prestazioni e soprattutto con un cabi¬
net che in fatto di estetica è sicura¬
mente inusuale.
Costruzione
Il cabinet stravolge tutti i canoni este¬
tici dei normali PC color begiolino-gri-
getto-bianco sporco. E’ infatti in colore
112
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Infoware Run Pentium III 550
Infoware Run Pentium III 550
Produttore e distributore:
Infoware Italia S.p.a.
Via M Boldetti, 29 - 00162 Roma
Tel. 06 86.32.15.76- Fa* 06 86.32.15.96
Prezzo UVA esclusa);
Infoware Run Pentium III 550. 128 MB RAM.
HD 9 GB, SoundBlaster Live', DVD Creative,
Matrox G400 32 MB. monitor Sony Multiscan
210 ES. tastiera » mouse Logitech Cordless
Desktop L 4 000.000
verde smeraldo leggermente azzurrato,
con parte anteriore bianca trasparente
(fin troppo alla iMac, per intenderci) e
viene fornito anche in nero. Unica nota
stonata il drive del DVD-ROM, ancora
purtroppo del solito colore begiolino-
grigetto, che mal si adatta all'elegante
'mise" del computer.
Il cabinet è molto ampio e consente
una disposizione ottimale sia delle
schede che della filatura. Il grande spa¬
zio a disposizione consente una facile
manutenzione del computer, permet¬
tendo di accedere facilmente sia alle
memorie di massa che alla memoria,
senza dover scolle¬
gare cavi o peggio
smontare l'alimen¬
tatore.
I pannelli laterali
del cabinet sono in
plastica, ciò nono¬
stante sono intera¬
mente schermati
da un foglio di allu¬
minio che li ricopre
dal lato interno.
II pannello poste¬
riore in plastica può
essere facilmente
rimosso manual¬
mente per accede¬
re alle clip per lo
smontaggio dei
due pannelli latera¬
li. Anche questi ul¬
timi, infatti, sono
agganciati al telaio
del mobile median¬
II pennello posteriore in plastica può essere facilmente rimosso manualmente per lo smontaggio dei due
pannelli laterali, a loro volta agganciati al telaio del mobile mediante clip II retro del mobile presenta nume¬
rose forature per l'uscita dell'aria calda dall'interno del computer
Nella foto vediamo il quartetto di schede per la gestione completa dell'audio e
del video del computer: dall’alto verso il basso, la Matrox G400 con Dual Head
Display, la scheda Creative di decompressione MPEG Drx3, la SoundBlaster
Uvei con la relativa schedina per l’I/O digitale
Una praticissima maniglia, posta sulla parte supe¬
riore del cabinet, consente un facilissimo trasporto
del computer
te clip e possono
essere smontati a mano. Chi non ha in¬
tenzione o necessità di smontare fre¬
quentemente il computer può comun¬
que fissare i pannelli laterali mediante
delle viti.
Il retro del mobile presenta numero¬
se forature per l'uscita dell'aria calda
daH’interno del computer. Il mobile pla¬
stico, infatti, se da un lato aumenta l'i¬
solamento acustico riducendo il rumo¬
re proveniente dall'interno, dall'altro ri¬
duce anche il trasferimento termico at¬
traverso le pareti. Il calore prodotto in¬
ternamente deve essere perciò smalti¬
to velocemente con una circolazione di
aria forzata maggiore rispetto a quella
di un case tradizionale in metallo.
Una praticissima maniglia, posta sul¬
la parte superiore del cabinet, consen¬
te un facilissimo trasporto del compu¬
ter. La maniglia è baricentrica, cioè di¬
sposta in corrispondenza del baricentro
del mobile, per cui una volta che que¬
sto viene sollevato rimane parallelo al
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
113
Infoware Run Pentium III 550
terreno ed è "facilissimamente" tra¬
sportabile. Da notare che gli IBM Intelli-
station hanno anch'essi la maniglia su¬
periore, ma non è baricentrica e questo
costringe a sollevare il computer con
tutte e due le mani.
Utilizzazione
La dotazione del computer Infoware è
decisamente di livello superiore a co¬
minciare dal processore, che è un Pen¬
tium III da 550 MHz, in grado di fornire
prestazioni al top in unione ad una
motherboard Asus P2B-F con chipset
Intel BX. Anche l'hard disk è notevole,
si tratta di una unità IBM da 9,1 gigaby¬
te, 7200 giri al minuto, in grado di avere
un transfer rate molto elevato con un
tempo di accesso di 8,5 millisecondi.
Come adattatore video è stata utilizzata
una Matrox Millennium G400, dotata di
ben 32 megabyte di
memoria e uscita _
per due monitor,
della quale trovere¬
te la prova nello
speciale schede
grafiche su questo
stesso numero di
MC. Inoltre la dota¬
zione comprende
un lettore DVD-
ROM Creative, il
PC-DVD Encore
Dxr3 6x e scheda
audio SoundBlaster
Live! standard, con
I/O digitale. La con¬
temporanea presen¬
za di questi tre di¬
spositivi multime¬
diali, in unione con il
Bcnchnwuk loi Olive C
Bife lo Bcrcfrftafc
''la C iiifenta
3
BonchmvfcTje*
t- LopMlBerdm»l<.
ir~BBa~1
ex» I
■dal
Abbiamo testalo anche il
transfer rate dell'hard di¬
sk IBM da 7200 RPM che
è risultato molto buono
Con la cache abbiamo ri¬
levato uno spettacolare
78. 7 in lettura ed un al¬
trettanto ottimo 59 7 in
scritturo.
Il benchmark multimedia¬
le presente nelle Norton
Utilities riporta un ottimo
indice. 246.8 Da notare
che l'indice riportato si ri¬
ferisce ad una media tra
cinque rilevazioni diverse
Il Bench sintetico 3Dmark99 npor
ta un valore di 3373. allineato con
macchine con configurazione pro¬
cessore/scheda video similare
potentissimo processore
Pentium III 550, fa di que¬
sto computer Infoware
una straordinaria stazione
per intrattenimento: grazie
al processore ed all'ecce¬
zionale scheda grafica chi
gioca avrà veramente da
divertirsi, mentre la pre¬
senza del lettore DVD,
con la scheda di decom¬
pressione MPEG II, offre
un supporto perfetto per
la visione di film in DVD e
Video-CD, oltre che dei fil¬
mati scaricati da Internet.
L'accoppiata, poi, scheda
DVD e Matrox Dual Head,
anche se ad una prima analisi potrebbe
sembrare un controsenso (la scheda
Matrox dispone già infatti del software
necessario alla riproduzione di DVD-Vi-
deo), appare invece molto intelligente.
Utilizzando solo la scheda DVD potrem¬
mo vedere infatti i nostri film preferiti
sia sullo schermo del computer che sul
televisore di casa. Solo con la Matrox
potremmo usufruire dell’opzione Dual
Head, ad esempio con il monitor del
computer come schermo principale e
con il TV come schermo secondario,
anche per i filmati, ma in questo caso
dovremmo rinunciare all'uscita digitale
audio da collegare ad un eventuale de¬
coder Dolby Digital AC-3. Le due sche¬
de messe insieme ci consentono da un
lato una perfetta visione dei film in DVD
con audio digitale sull'impianto del sa¬
lotto, e dall'altro di utilizzare il Dual
Head con due monitor oppure con un
monitor ed un piccolo schermo televisi¬
vo, Oppure, se il TV ha due ingressi, ad
esempio uno composito e uno S-Video,
si può utilizzarlo sia per il Dual Head
che per i film DVD. Insomma le possibi¬
lità di sfruttamento di una tale configu¬
razione sono le più varie e la versatilità
del sistema è notevole In fondo l'ac¬
coppiata DVD piu scheda Dxr3 e Ma¬
trox con Dual Head non costa poi molto
di più di quella DVD senza scheda, dato
che in questo caso dovremmo acqui¬
stare comunque la G400 in versione
Dual Head.
La tastiera che la Infoware propone
per questo computer è la Logitech
Cordless Desktop, cioè una combina¬
zione mouse più tastiera senza fili ad
onde radio. A mio avviso questa rappre-
114
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Infoware Run Pentium III 550
Il cabinet è mollo ampio e consente una disposizione ottimale sia delle schede che della filatura. Il grande
spazio a disposizione consente una facile manutenzione del computo i
menu a schermo e quattro tastici pre¬
senti nella parte inferiore del mobile.
Conclusioni
La configurazione che Infoware ci ha
proposto questa volta è, a mio avviso,
decisamente dedicata all'intrattemmen-
to. Tutto lo fa pensare, dal mobile dal¬
l'estetica innovativa, adatto alla colloca¬
zione in un ambiente casalingo, alla
straordinaria dotazione hardware, con
processore e scheda grafica potentissi¬
mi e con periferiche multimediali al top,
Provare una macchina come questa è
davvero entusiasmante per chi vuole
utilizzare il computer per divertirsi. I gio¬
chi acquistano una fluidità sorprenden¬
te per merito del processore, mentre la
grafica è a dir poco straordinaria. La
possibilità di riprodurre film DVD, audio
e file multimediali senza alcun tipo di
problema, e questo grazie sia alla sche¬
da grafica ed al processore, ma anche
all'hard disk IBM ultraveloce, fa si che
questa macchina si avvicini molto all'i¬
deale macchina multimediale, per in¬
tendersi quella che si vede nei film, do¬
ve i programmi e i giochi girano rapidis¬
simi e le immagini sono fluide e natura-
senta il massimo della comodità, anche
in unione con le schede multimediali
già descritte. In pratica potremo guar¬
dare i film seduti in poltrona, con la ta¬
stiera o il mouse vicino, senza doverci
alzare per modificare le varie opzioni
oppure per cambiare scena. Gli unici di¬
fetti, ma sono considerazioni stretta-
mente personali, sono la dimensione
della tastiera (lo so che è poco piu gran¬
de di una tastiera normale, ma io la vor¬
rei più piccola, ed è praticamente im¬
possibile trovare tastiere piccole oggi-
giorno) che, se è leggera, messa sulle
ginocchia è piuttosto ingombrante, ed il
suo colore (ma anche qui non è un di¬
fetto della tastiera, tutte le tastiere pra¬
ticamente prodotte sono in colore be-
giolino-ecc.), che mal si adatta al bel
colore verde-bluastro del computer.
Il monitor
Il monitor fornito è il Sony CPD
210 ES, un bellissimo CRT da 17
pollici multiscan, con schermo Trini¬
tron. Con questo monitor, peraltro
dal costo veramente contenuto, si
ha un desktop molto ampio per le
applicazioni Windows e uno scher¬
mo bello grande per la visione dei
film, senza contare la proverbiale
qualità dei monitor Sony. Il dispositivo è
OSD, cioè presenta a video una sene di
menu per tutti i settaggi. Oltre alle soli¬
te regolazioni di ampiezza dello scher¬
mo, sua posizione ed eventuali defor¬
mazioni (a cuscino, a trapezio, ecc.) si
ha la possibilità di regolare anche l'incli¬
nazione del quadro, cosa comodissima,
a mio avviso, e presente solamente su
monitor di alta classe. Inoltre sono pre¬
senti regolazioni per la temperatura di
colore e per l'effetto moiré, comodo
quando si voglia utilizzare un motivo
quadrettato per lo sfondo del desktop.
Infine è possibile smagnetizzare il cine¬
scopio quando necessario con un appo¬
sito comando. Tutte le regolazioni sono
accessibili mediante l'uso combinato di
E' ovvio poi che una macchina come
questa sia oltremodo capace di eccelle¬
re anche nella esecuzione di programmi
"normali", quelli cioè dove tutta la po¬
tenza del processore viene utilizzata
per aprire finestre ed emettere suonet-
ti. Da notare che questo computer sarà
adatto sia al figliolo appassionato di vi¬
deogame, sia al papà appassionato di
musica e video, sia all'altro figliolo, che
fa l'università ed è ogni giorno alle pre¬
se con strani calcoli matematici e simu¬
lazioni di fisica e chimica, che richiedo¬
no, di norma, una mole notevole di cal¬
coli che questo computer può svolgere
velocissimamente.
Il prezzo, se raffrontato con macchine
di prestazioni analoghe, è elevato, ma
come al solito questo computer è
una proposta; l'acquirente potrà
modellarsi la macchina come vuole
montando le periferiche che ritiene
necessarie e tralasciando le altre.
Da notare però che la configurazio¬
ne che abbiamo provato è molto in¬
telligente e, se raffrontiamo il prez¬
zo del computer Infoware con quel¬
lo di altri computer presenti sul
mercato, a parità di configurazione
e prestazioni, ci accorgiamo che
siamo di fronte ad una macchina
conveniente.
«e
/ pannelli laterali del cabinet sono in plastica, ciò nonostante so¬
no interamente schermati all'interno da un foglio di alluminio.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
115
di Andrea Montesi
Enface Ethane 9820
Tra sub-notebook, palmtop e apparec¬
chi di dimensioni "ibride" il mondo dei
sistemi portatili vive certamente un mo¬
mento di eccezionale fermento. L'offer¬
ta è spaventosamente ampia, tanto da
rendere estremamente difficile il compi¬
to dell'utente che voglia individuare il
prodotto realmente più adatto alle pro¬
prie esigenze, professionali o meno che
siano Ma per chi desideri avere sem¬
pre sotto mano un sistema multimedia¬
le completo, senza dover ricorrere di
volta m volta a scomodissimi drive
esterni e senza rinunciare ad un display
di dimensioni soddisfacenti, la soluzio¬
ne del notebook all-in-one rappresenta
sempre l'optimum.
Un suggerimento in questo senso po¬
trebbe essere il nuovo modello di Enfa¬
ce, che va ad arricchire la serie Ethane
9800 e sembra avere tutte le carte in
regola per imporsi in maniera decisa nel
mercato degli all-in-one grazie soprattut¬
to ad un rapporto prestazioni/prezzo
piuttosto fuori dell'ordinario. L'Enface
notebook multimediale Ethane 9820 in¬
tegra nell'elegante chàssis grigio chiaro
un eccellente display TFT da 13,3", con
notevole nitidezza di immagini, per una
risoluzione massima di 1024 x 768 a
16,8 milioni di colon. Il lettore CD-ROM
24x, o alternativamente un DVD-ROM
2x. è presente in contemporanea con il
drive per floppy. Una robusta batteria
agli ioni di litio è in grado di garantire al
computer un'autonomia di un paio
d'ore; la dotazione di memoria prevede
64 MB di SDRAM mentre l'hard disk è
un Hitachi da 4,1 GB. Due gli slot PCM¬
CIA integrati di tipo 2, che costituiscono
anche uno slot di tipo 3, protetti da uno
sportellino a scomparsa. Il tutto poggia
su di un "nucleo" basato su processore
AMD K6-2 3D Now da 400 MHz con
512 KB di cache, installato su scheda
madre con Bus PCI da 100 MHz. Su
questa sono integrate una scheda video
AGP - ATI Rage LT Pro con 4 MB di me¬
moria video ed un controller audio ESS
Maestro 2E compatibile Sound Blaster
Pro. Un piccolo e pratico display LCD
supplementare, posizionato alla base
dello schermo e visibile anche a compu¬
ter chiuso, consente di tenere sempre
sotto controllo lo stato della macchina e
dell’alimentazione eliminando la meno
efficiente soluzione dei LED.
116
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Enface Ethane 9820
Enface Ethane 9820
Produttore:
Distributore:
Symoch Srl.
Vinte Treviso 13/C
33170 Pordenone
Tel 0434-51 33.1 1
Prezzo (IVA esclusa!
Processore AMO K6 2 3D Now
Displey TFT 13,3", 64 MB SDRAM,
HD Hitachi 4.1 GB; CD-ROM Toshiba 24x,
lloppy drive Intetjrato; borsn, batteria Li-ion.
allnientatore/caricabatterio esterno
l 3.690.000
dell'apparecchio sono decisamente
contenute per un sistema all-in-one con
un robusto display: 31 x 24 x 45 cm
(l.p,h) per 3,1 kg di peso.
Per aprire l'Ethane 9820 è necessario
agire su un unico nottolino frontale
scorrevole; si accede cosi al tasto di ac¬
censione, posizionato nella parte alta,
sotto il piccolo LCD di controllo e tra i
due altoparlanti integrati. Il microfono
incorporato è ben posizionato sul lato
destro della cornice. La tastiera è tra le
migliori che abbia mai avuto il piacere di
provare nel campo dei PC portatili: i ta¬
sti sono a dimensione naturale e pre¬
sentano un layout davvero eccellente,
con i tasti cursore posizionati comoda¬
mente nell'angolo inferiore destro, il ta¬
sto CANC molto facilmente accessibile
ed i tasti Windows in posizione stan¬
dard. La digitazione è comoda, grazie
anche all'ampiezza della zona d'appog-
cun momento rimpiangere le maggiori
dimensioni della tastiera del mio desk¬
top!
Il TouchPad si rivela comodo ed
estremamente sensibile; anche troppo,
al punto che un tocco appena più deci¬
so viene spesso riconosciuto come un
singolo click. I due tasti sono in legge¬
rissimo rilievo ed oppongono a mio av¬
viso una giusta resistenza alla pressio¬
ne. Un'eccellente ottimizzazione degli
spazi consente al notebook di incorpo¬
rare tutte le periferiche in un mobile di
dimensioni abbastanza contenute, sen¬
za per questo ridurne la comodità di ac¬
cesso, fatta forse eccezione per il pic¬
colissimo floppy drive incorporato, posi¬
zionato un po' troppo a filo del bordo in¬
feriore, sotto il disco rigido estraibile.
L'unità CD/DVD è invece ben sistemata
sul lato sinistro ed offre la massima ac¬
cessibilità e comodità d'uso.
Primo
contatto
Il notebook si presen¬
ta elegante e piacevole
allo sguardo nel colore
grigio perla e nelle sue
forme arrotondate e
ben rifinite, con tutti i di¬
spositivi integrati perfet¬
tamente allineati al pro¬
filo del mobile. Nessuna
imperfezione visibile nei
punti di contatto tra le
diverse parti che com¬
pongono la macchina, a
parte un dislivello piut¬
tosto marcato tra lo
sportello di accesso alla
memoria, sul lato infe¬
riore dello chàssis, ed il
resto del mobile: un di¬
fetto certamente venia¬
le, tanto per la posizio¬
ne nascosta della zona
quanto per l'assoluta
mancanza di conse¬
guenze. Il 9820 poggia
infatti su quattro robusti
piedini in gomma che
gli garantiscono un no¬
tevole rialzo dal piano
d'appoggio, molto utile
anche ai fini di una cor¬
retta circolazione
dell'aria attraverso le bocchette inferio¬
ri; lo spessore dello sportellino in que¬
stione non inficia dunque in alcun modo
la buona stabilità del notebook, nem¬
meno utilizzandolo nella classica posi¬
zione "laptop". Il peso e le dimensioni
Tra i punti di forza di questo notebook va sicuramente menzionala ia
tastiera: eccellente layout con ottima accessibilità dei tasti cursore e
del tasto CANC ; tasti a dimensione naturale con una buona corsa ed
un feedback gradevolissimo. Il TouchPad. che presenta due pulsanti
in leggero rilievo, è sensibilissimo e non manca un colpo.
gìo per i polsi (alla quale un poco di sci¬
volosità in meno avrebbe comunque
giovato!), e resa piacevole dalla buona
corsa dei tasti e dal loro feedback mol¬
to naturale. Ho scritto questo pezzo in¬
teramente sul 9820 senza dover in al-
Sotto il display TFT, visibile anche a schermo chiu¬
so, è posizionato un piccolo LCD per il monitorag¬
gio della macchina : sono presenti indicatori di ac¬
cesso alle unità disco, floppy, CD/DVD e PC-Card.
stato del PC lattivo/stand-by/suspendl, livello di ca-
rica/ricarica della batteria, collegamento all'alimen¬
tatore esterno e attivazione dei tasti di Look.
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
117
Enface Ethane 9820
Massima pulizia e linearità di torme nel lianco sini¬
stro del notebook, che presenta solamente il letto¬
re CD-ROM 24x lo, alternativamente per un legge¬
ro sovrapprezzo, un DVD-ROM), ed il vano per la
batteria agli ioni di Litio.
Alta mgegnerizzazione d'assemblaggio per la realizzazione di un apparecchio
veramente all-m-one. sul lato destro della macchina, oltre al floppy drive inte¬
grato ed agli slot PCMCIA, sono posizionati il vano dell'hard disk estraibile, gli
ingressi e uscite audio, la presa d'aria per la ventolina di raffreddamento e l'in¬
gresso per l'alimentazione da rete elettrica. È visibile il coperchio di una presa
RJI I soltanto teorica: l'installazione di un modem interno non è prevista in
guasto modello.
Ben protette da due coperchi basculanti separati, tutte le porte per la connessione con il mondo esterno
sono naturalmente posizionate sul retro dell' Enface l/atta eccezione per le prese audio ed il modem). Uno
sportellino scorrevole incorporato nel coperchio sinistro consente l'eventuale accesso, anche alla sola porta
proprietaria per il collegamento del portatile ad una Dockbay Nello stesso vano sono posizionate la porta
PS/2, per il collegamento di uno tra mouse e tastiera esterni, la porta USB e una pratica uscita video PAL
Sotto il coperchio di destra sono visibili le porte parallela, seriale e D-Sub VGA per il collegamento ad un
monitor esterno.
Un grande piccolo
sistema
Se le capacità video del display TFT
XGA sono degne dei migliori notebook
di fascia alta, il sistema audio non è da
meno, grazie al sistema ESS Maestro
integrato, Sound Blaster Pro compatibi¬
le, con Wave Table e supporto audio
3D, ed ai due altoparlanti integrati dalla
notevole resa stereo. Non eccellenti in¬
vece le prestazioni del microfono inte¬
grato; il notebook prevede comunque il
collegamento di un dispositivo esterno
grazie alla presa |ack situata sul fianco
destro del portatile, sotto agli slot PCM¬
CIA. Accanto a questa, una presa per
ingresso audio ed una per cuffie o alto-
parlanti esterni, che una volta connessi
vanno ad escludere quelli integrati
Sullo stesso lato sono posizionati i
già menzionati floppy drive e hard disk
estraibile, con tanto di sportellino inte¬
grato, la presa per l'alimentazione elet¬
trica e la ventolina di raffreddamento.
Un piccolo coperchio con il simbolo del¬
la classica presa RJ 11 farebbe pensare
al possibile inserimento di un modem
interno, ma questa caratteristica non è
in realtà prevista per il 9820.
A tanto affollamento sul lato destro si
contrappone un fianco sinistro estrema-
mente lineare, con il solo lettore CD o
DVD e lo sportello di accesso alla batte¬
ria agli ioni di Litio, l'estrazione della
quale, operando unicamente su una lin¬
guetta in stoffa, si rivela un’operazione
tutt’altro che semplice.
Tutte le porte di comunicazione con il
mondo esterno sono naturalmente rele¬
gate sul retro, ben protette da due
sportellini a ribalta (fatta eccezione per
l'interfaccia ad infrarossi), uno dei quali
incorpora inoltre un ulteriore piccolo co¬
perchio scorrevole per l'accesso rapido
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
A tastiera rimossa possiamo accedere al cuore del sistema : il processore installato nell’Enface 9820 è un
AMD K6-2 3D Non da 400 MHz su di un'architettura PC- 100 Ibus da 100 MHz). Sono integrate una sche¬
da video AGP - ATI Rage L T PRO con 4 Mbyte SGRam ed un controller audio ESS Maestro 2E compatibile
Sound Blaster Pro.
118
Enface Ethane 9820
II vano della RAM. con 64 MB dì memoria installata in uno dei due socket SODIMM, è posizionato sul lato
interiore del notebook, in posizione indipendente da tutte le altre componenti Lo sportellino del blocco for¬
ma un leggero spessore che non crea pero alcun problema alla stabilita dell'apparecchio, grazie al buon
rialzo garantito dal Quattro piedini d'appoggio in gomma dura, ottimo anche per la circolazione dell'aria in
funzione delle prese dì raffreddamento mfenon
sto, sul lato inferiore del notebook. Tut¬
te le restanti componenti sono accessi¬
bili con la semplice rimozione della ta¬
stiera e della sottostante piastra per la
dispersione del calore.
Tirando le somme
L'Ethane 9820, evoluzione della serie
9800 di Enface, si propone certamente
come uno dei prodotti più interessanti
per la sua categoria. La velocità offerta
dal processore AMD a 400 MHz con
512 Kbyte di cache e la completa dispo¬
nibilità di periferiche di buon livello si
sposano con un mobile dal design ergo¬
nomico, elegante e di ingombro ridotto.
E questo nonostante la presenza di un
ampio display dalla visibilità davvero
buona, supportato da una scheda AGP
con 4 MB di memoria. Caratterizzato
ed esclusivo alla porta per il collega¬
mento ad un'eventuale Dockbay. Una
volta aperti i due sportelli (dall'aspetto a
dire il vero non troppo robusto), è quin¬
di possibile accedere alle prese PS/2,
per il collegamento (strettamente alter¬
nativo) di mouse o tastiera esterni.
USB, uscita PAL per il collegamento ad
un televisore, porta seriale, parallela e
VGA per il collegamento ad un monitor
esterno.
La RAM è posizionata, come già vi¬
ta batteria in dotazione
(formato DR36I agli ioni
di Litio à in grado di ga¬
rantire un'autonomia di
un paio d'ore
L 'hard disk in dotazione 6 un Hitachi da 4,1 GB Ultra DMA II dispositivo può es¬
sere molto facilmente estratto dal vano, per un'eventuale sostituzione, operan¬
do sullo sportellino ad esso integrato Nella foto e anche possibile apprezzare le
dimensioni ridottissime del drive ultraso itile per floppy disk incorporato l'intero
lettore ha uno spessore di poco superiore a quello di un normale dischetto
dunque da una massima accessibilità
dei componenti, comodità di digitazione
e buone prestazioni audio-video, l'Enfa-
ce Ethane 9820 ha tra i suoi pregi quel¬
lo di mettere immediatamente a pro¬
prio agio l'utente, opinione condivisa
anche da persone non avvezze all'uso
di sistemi portatili.
Tutto questo, insieme ad una connet¬
tività più che completa, fanno di questo
notebook un apparecchio adatto tanto
alle esigenze professionali quanto a
quelle "ricreative". Considerato ciò, il
prezzo risulta essere decisamente one¬
sto ed in grado di stuzzicare la fantasia
di qualsiasi possibile acquirente.
Il 9820 viene fornito con Windows
95/98 o NT 4 precaricati, un'elegante
borsa da trasporto, alimentatore/carica-
batterie esterno, cavetteria audio-video,
manuale, floppy e CD di ripristino.
Mg
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
119
di Pierfrancesco Fravolini
Intel Create & Share
Camera Pack
Multimedialità Questa parolina magi¬
ca, entrata nel nostro gergo corrente da
ormai diversi anni, ha di tatto rivoluzio¬
nato il mondo del computer. Se qualche
anno fa era praticamente un'impresa far
generare al computer pochi "suonacci"
sintetizzati ora è impensabile acquistare
un computer che non abbia la possibi¬
lità di visualizzare immagini, registrare
suoni, far suonare i nostri CD, o i file
MP3, visualizzare filmati, ecc. Da poco
più di un anno poi c'è stato il boom del
video: comperando una scheda di ac¬
quisizione posso creare i miei film, ac¬
quistando una telecamerina come quel¬
la in prova posso parlare in audio e vi¬
deo, al costo di due telefonate urbane,
con una persona che si trova dall'altra
parte del mondo, posso registrare filma¬
ti da inserire sulla mia pagina Web o en¬
trare nel torbido lo divertente, a secon¬
da di come lo si guarda) mondo dell'ero¬
tismo virtuale.
L'apparecchio del quale state per leg¬
gere la prova è una piccola telecamera
USB della Intel, caratterizzata da solu¬
zioni molto interessanti a cominciare
dall'estetica, molto accattivante, a mio
avviso. Inoltre il dispositivo è davvero
piccolo e leggero. Inoltre la connessio¬
ne USB consente di avere un'installa¬
zione semplice e sicura, permettendoci
di utilizzare facilmente la telecamera su
due computer, ad esempio il desktop a
casa o il portatile, senza scollegare ali¬
mentatori e asportare schede.
Esteriormente la telecamera si pre¬
senta come una piccola "saponetta" dal¬
la pianta vagamente a uovo, dotata di
120
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
Intel Create & Share Camera Pack
La miniaturizzazione è spinta al massimo : l'elettronica utilizza chiaramente solo componenti SMD e minusco¬
lo è anche il corpo vero e proprio della telecamera, cioè il CCD, che misura meno di due centimetri di lato
Intel Create & Share
Camera Pack
Produttore:
Intel Corporation. USA
Distributori:
ACTEBIS - Via Liguria. 3 - Peschiera Borromeo
- Tel. 02-516671; ALGOL - Via fellre 28/6 - Mi¬
lano - Tel. 02-215691 ; C2000 - Via P. Gaggia, 4
■ Milano - Tel 02-525781; INGRAM-MICRO -
Via I Maggio 2/4 - Peschiera Borromeo • Tel.
02-55351. SILVESTAR-LASI - Via F Testi. 280 •
Milano -Tel. 02-661791
Prezzo consigliato: (IVA inclusa)
L. 230.000
un piedistallo che ne consente un facile
orientamento. Uno sportellino anteriore
permette di accedere all'obiettivo, pro¬
teggendolo quando l'apparecchio non
viene usato. Con una ghiera ruotante è
possibile variare il fuoco da pochi centi-
metri all'infinito, mentre un tasto pre¬
sente sulla parte superiore consente di
scattare comodamente delle istantanee
video.
I driver permettono di sfruttare ap¬
pieno le capacità della telecamera. Dal
software si può infatti selezionare il tipo
di esposizione, se automatica o manua¬
le, ed il bilanciamento del bianco, oltre
ad altri parametri,
Utilizzazione
Come al solito l'installazione della
telecamera USB è semplificata al mas¬
simo. Basterà, a computer acceso, col¬
legare il cavetto alla porta USB e inseri¬
re il CD-ROM fornito nel drive; Win¬
dows si occuperà di caricare ed instal¬
lare i driver e di configurare la macchi¬
na. Basterà poi installare il software In¬
tel Create & Share per avere una suite
completa di strumenti multimediali per
l'utilizzo completo della videocamera,
Finita l'installazione del software trovia¬
mo sul desktop del nostro computer
tre nuove icone che ci consentono di
accedere rapidamente ai programmi. Il
software fornito è completissimo e
consente di fare praticamente tutto
quello che si può fare con un computer
ed una telecamera: è possibile infatti
giocare con videogame interattivi, crea¬
re un film montando insieme delle clip
video, telefonare via Internet, inviare
cartoline via e-mail contenenti il vostro
ritratto, oppure creare delle pagine
Web personali con audio video e grafi¬
ca.
Appena installato il software per videoconferenze Intel Video Phone si ha la
possibilità di collegarsi ad Internet per effettuare una chiamata di prova. Chia¬
mando il Test Cali Center Intel si ha la possibilità di verificare se l'installazione
della telecamera e le opzioni del software sono corrette
Ecco in azione il software di acquisizione video su un soggetto sicuramente
più piacevole da riprendere del sottoscritto. La telecamera, grazie alla com¬
pressione Intel tndeo 5.0 riesce a catturare file video con dimensione del qua¬
dro fino a 320x240 a 25 fotogrammi al secondo senza problemi
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
121
Intel Create & Share Camera Pack
Finita l'installazione del software troviamo sul desk¬
top del nostro computer tre nuove icone che ci con¬
sentono di accedere rapidamente ai programmi.
Giocare con la
telecamera
Tra i programmi forniti troviamo
quattro giochi piuttosto carmi, tutti
quanti hanno la caratteristica di utilizza¬
re la telecamera in modo interattivo per
il controllo del gioco. Ad esempio nel
programma "Shoop" dobbiamo infilare
una palla da basket in un canestro: con
la nostra immagine, presente sullo
schermo, dovremo colpire la palla, con
la testa o "smanacciandola" proprio co¬
me se fosse una palla vera, cercando di
andare a punti. In un altro dobbiamo far
scoppiare delle bolle di sapone tirateci
addosso dal computer e cosi via. Da
notare l'incredibile realismo dei giochi;
innanzi tutto sono le parti in movimento
della nostra immagine che muovono la
palla: se si sta fermi la palla ci passa so¬
pra, come se non esistessimo, mentre
se muoviamo una mano o la testa la
palla viene colpita e rimbalza; inoltre il
pallone è dotato di una propria cinema¬
tica e di un peso (selezionabile a piace¬
re), e segue perfettamente le leggi del-
II software fornito è
completissimo e con¬
sente di fare praticamen¬
te tutto duello che si può
fare con un computer ed
una telecamera, è possi¬
bile infatti giocare con
dei videogame interatti¬
vi. creare un film mon¬
tando insieme delle clip
video, telefonare via In¬
ternet. inviare cartoline
via e-mail contenenti il
vostro ritratto, oppure
creare delle pagine Web
personali con audio vi¬
deo e grafica.
la fisica, per cui se lo colpiamo piano
andrà lento, per poi schizzare se lo col¬
piamo più forte. Inutile dire che durante
questi giochi il computer viene impe¬
gnato fortemente in calcoli e movimen¬
ti di immagini, oltre che nella "Motion
Detection", cioè il rilevamento del movi¬
mento del nostro corpo.
Le applicazioni
per Internet
Come tutti i prodotti multimediali
dell'ultima generazione, anche questa
videocamera USB non poteva non con¬
tenere programmi per il suo uso sulla
rete. In effetti è proprio in quest'ambito
che sì hanno i risultati migliori, anche
per merito del software fornito, sicura¬
mente di elevata qualità. In tutto trovia¬
mo tre applicazioni specifiche per Inter¬
net: il software di videoconferenza, le
cartoline e-mail e il generatore di pagi¬
ne Web.
Con Intel Video Phone possiamo fa¬
cilmente fare telefonate in audio e vi¬
deo, utilizzando Internet, ad utenti che
utilizzano Video Phone o un programma
di videoconferenza diverso. L'interfac¬
cia è simile a quella degli altri program¬
mi del genere ed anche l'utilizzazione è
simile. Dato che il protocollo di trasmis¬
sione è standard sarà possibile avere
una videoconferenza con utenti che
non utilizzano Video Phone, come ad
esempio Net Meeting. Il software con¬
sente inoltre di fare telefonate con vi¬
deotelefono utilizzando le linee telefoni-
fra i programmi fomiti troviamo quattro giochi piuttosto carini, tutti utilizzano la
telecamera non solo per inserire la nostra immagine nel gioco, ma anche e so¬
prattutto per controllare il gioco stesso. In questo, che si chiama 'Shoop'. dob¬
biamo infilare una palla da basket nel canestro, e possiamo farlo semplicemen¬
te colpendola di testa o con le mani, proprio come se fosse una palla vera.
Possiamo creare e montare facilmente un film utilizzando una galleria di video¬
clip che troviamo sul CD-ROM, oppure creati da noi stessi. E ' possibile monta¬
re insieme i vari clip utilizzando transizioni sfumate o altri effetti, Con questo
strumento possiamo facilmente creare i nostri clip da inserire ad esempio nel¬
le nostre pagine Web.
122
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Intel Create & Share Camera Pack
Tra i programmi forniti ne troviamo uno, molto carino, che consente di manda¬
re cartoline via e-mail con il vostro ritratto. Il programma è molto semplice da
usare in guanto utilizza dei Tempiale", ovvero delle cartoline predefinite dove
la vostra immagine viene inserita automaticamente e con il giusto effetto
Le immagini e i filmati registrati con la telecamera possono essere inoltre in¬
seriti in una pagina Web a vostro piacimento. Questo può essere fatto con un
programma apposito, anch'esso presente nel CD-ROM di installazione, utiliz¬
zando la tecnica del drag & drop
che, senza connettersi ad Internet. E'
sufficiente in questo caso avere un mo¬
dem veloce e che tutti e due gli utenti
abbiano Video Phone o un programma
similare.
Tra i programmi forniti ne troviamo
uno, molto carino, che consente di
mandare cartoline via e-mail con il vo¬
stro ritratto. Il programma è molto sem¬
plice da usare in quanto utilizza dei
Template", ovvero delle cartoline pre¬
definite dove la vostra immagine viene
inserita automaticamente e con il giu¬
sto effetto.
Le immagini e i filmati registrati con
la telecamera possono essere inoltre
inseriti in una pagina Web a vostro pia¬
cimento. Questo può essere fatto con
un programma apposito, anch'esso pre¬
sente nel CD-ROM di installazione, con
il quale si possono generare facilmente
pagine HTML, utilizzando la tecnica del
drag & drop; sarà quindi necessario so¬
lo trascinare sulla pagina da creare l'im¬
magine o il clip desiderato e questo
verrà inserito nella posizione scelta.
Questo programma è davvero molto in¬
teressante e consente anche all'utente
meno esperto di raggiungere risultati
davvero eccellenti e con pochissimo
sforzo.
L'acquisizione video
Oltre alla videoconferenza e alle im¬
magini per il Web il software fornito
dalla Intel permette di creare e montare
dei filmati in modo semplice e veloce.
Si ha a disposizione infatti una galleria
di videoclip preregistrati alla quale po¬
trete aggiungere dei clip girati da voi
stessi. Ogni clip può essere poi inserito
in un filmato con effetti di transizione in
ingresso ed in uscita selezionabili a pia¬
cere da una discreta gamma. Con pochi
click di mouse sarà cosi possibile mon¬
tare i propri filmati da inserire in una pa¬
gina Web oppure da distribuire agli ami¬
ci. L'unico difetto di questo sistema è
che la telecamera è per forza di cose
collegata al computer e quindi non facil¬
mente trasportabile; se invece avete un
notebook, allora potrete utilizzare la
cam come un vero camcorder, con il
éUEIEEE
Con Intel Video Phone possiamo facilmente fare
telefonate in audio e video, utilizzando Internet, ad
utenti che utilizzano Video Phone o un programma
di videoconferenza diverso.
vantaggio di avere i filmati acquisiti già
presenti sull'hard disk per il montaggio
finale. La telecamera, grazie alla com¬
pressione Intel Indeo 5.0, riesce a cat¬
turare file video con dimensione del
quadro fino a 320x240 a 25 fotogrammi
al secondo senza problemi. Sarà possi¬
bile quindi utilizzare ì clip acquisiti per la
creazione di Video-CD.
Con la telecamera è possibile inoltre
scattare istantanee da inserire nella
propria home page oppure da spedire
via e-mail. La telecamera dispone di un
comodo tasto sulla parte superiore che
consente di scattare la foto proprio co¬
me con la macchina fotografica, con¬
centrandosi sull'inquadratura.
Nella confezione, oltre alla telecame¬
ra, troviamo il CD-ROM con il software
fornito in bundle e un completo manua¬
le in cinque lingue, tra cui l'italiano.
Conclusioni
Nel proliferare di accessori multime¬
diali ed in particolare di telecamerine
USB da collegare al computer, questa
telecamera Intel si distingue dalle altre
per molti aspetti: in primo luogo per l'e¬
stetica sicuramente molto accattivante
e la realizzazione allo stato dell'arte, poi
per la maneggevolezza e la facilità d'u¬
so (si guardi ad esempio al tasto supe¬
riore per scattare le istantanee), per le
prestazioni video (dimensioni di quadro
da 320x240 a 25 fotogrammi al secon¬
do) e per il software fornito, sicuramen¬
te completo e di ottimo livello.
Insomma; sicuramente un ottimo ac¬
quisto. MS
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
123
di Raffaello De Masi.
Roper Ro.WebFax
Trenta anni fa sentii parlare di una
fantastica macchina da scrivere, che
permetteva di stendere un documento
e passarlo a chi doveva spedirlo, che
poi gli apportava modifiche e che veniva
restituito alla dattilografa. Incredibile a
dirsi, costei poteva effettuare solo le
correzioni necessarie, e incaricare la
stessa macchina da scrivere di ribattere
il tutto. Una vera diavoleria, mia nonna
si sarebbe segnata!
Venti anni fa i fax (altrimenti detti fac¬
simile) erano roba da azienda o da gran¬
di studi professionali; nessun privato si
sarebbe sognato di comprare una mac¬
china per operazioni di questo genere,
visto che poi sputavano fuori strisce di
carta termica coperte di segni spesso il¬
leggibili e righe da fare spavento. Dieci
anni fa si cominciava a parlare dell'ob¬
solescenza dei fax, anche quelli a carta
comune, rimpiazzati dai faxmodem, pra¬
ticamente senza ingombro, senza ne¬
cessità di manutenzione e di rifornimen¬
ti, più rapidi ed efficienti e che, nella
maggior parte dei casi, avevano molte¬
plici funzioni aggiuntive. Oggi non c'è
più nemmeno bisogno di tenere acceso
il computer, si collega un minuscolo og-
gettino da qualche parte, dentro o fuori
della scatola del computer e ricevere¬
mo, in modo ordinato, e ben referenzia¬
to, messaggi vocali, fax, comunicazioni
non vocali, sequenze di dati. La nostra
scatoletta o la nostra scheda sarà capa¬
ce di rispondere educatamente al no¬
stro interlocutore, potrà inviargli un
messaggio personale, gli potrà chiedere
di accedere a informazioni confidenziali,
potrà inviare, a semplice richiesta del
chiamante, documentazione in base alle
esigenze. Cose da farsi tre volte il se¬
gno di croce.
Ma l'uomo non si accontenta mai;
raggiunta la completa affidabilità e il
124
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Roper Ro.WebFax
Roper Ro.WebFax
Roper International Ltd.
315 Oxfoid Si.
Londra - WIR ILA
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Distribuito In Italia da:
Roper Italiana Ltd
Via E. Natltan, 82
00146 Roma
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Frazzo al pubblico (IVA Inclusa):
L. 550.000
maggior perfezionamento possibile del
mezzo, adesso affronta un altro aspetto
del problema, il costo. E. in funzione
del risparmio, quale metodo migliore
che ridurre direttamente i costi telefoni¬
ci, di cui (meno male che qualche re¬
cord lo abbiamo anche noi!) siamo por¬
tabandiera nel sistema solare e galassie
collaterali?
Sempre sensibili all'argomento, dopo
la prova di un paio di tool per la telefo¬
nia attraverso Internet, ecco di nuovo a
cercare di sfruttare l'amata Rete per as¬
servirla ai nostri servigi e al nostro por¬
tafoglio. Il tutto attraverso l'uso di un
apparecchietto che garantisce invii di
fax all'altro capo del mondo semplice-
mente affidandoli ad esso e facendoci
pagare, per questo servizio, il costo di
una telefonata urbana.
La configurazione e il riconoscimento della periferi¬
ca passano attraverso le stesse fasi caratteristiche
di un modem . Occorre configurare cosi l'account
del server che gestirà il nostro servizio.
Voliamo su WWW
a bordo di un fax
Roper WebFax, questo il nome
dell'apparecchietto che proviamo
in queste pagine, non sostituisce
la macchina del fax o il nostro
faxmodem. Il suo scopo non è
quello di macchina fax nel vero
senso della parola, d’altro canto
nessuno spenderebbe mezzo mi¬
lione per avere una periferica che _
non è neppure paragonabile, per Htl&iOJ
prestazioni complessive, al più
scalcinato dei faxmodem. Web¬
Fax della Roper non riceve, ad
esempio, fax, serve solo a far ri¬
sparmiare denari.
In che modo, è presto detto.
WebFax è una porta d'ingresso
dei fax a Internet, che verranno
instradati sulla rete e trasmessi 1£S2
al legittimo destinatario al costo
di una chiamata al provider. L'hardwa-
re e il software di cui dispone l'am¬
biente sono pressoché trasparenti
all'utente, a cui si chiede solo di realiz¬
zare il documento da inviare. Provve¬
deranno essi a inviare poi questo, in
forma di fax, al più basso costo possi¬
bile.
FaxE-q “ imeni
Copy*** Mwr-Ocn*
RtfPER
CÌ4 ìpÀffla#!/
Oévlc* Management
Vertlon 22.0
Gli start up screen di WebFax, programma di gestione di
Roper WebFax.
ferii lo. Wibftì
Vmort220
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Sc*CjM» OowtMr,
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1
Wa irrg Tl»K<W*on(hC*®oc*d. endv*
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trattata dal computer come un mo¬
dem, con la serie di procedure dedica¬
te alla creazione di una connessione
remota. Si procederà poi all’installazio-
ne del software, che, rara avis in un
mondo di CD, è residente tutto su
floppy.
Il software funziona in maniera origi¬
nale e particolare. Esso intercetta il
numero di fax del destinatario e lo
confronta con una serie di numeri pre¬
senti in un database contenuto nel
suo interno. Se il programma trova un
IP o un indirizzo di posta elettronica
corrispondente al numero di fax sele¬
zionato, il documento verrà immedia¬
tamente inviato attraverso la rete In¬
ternet ad un apposito server di smista¬
mento. Tutto questo, come è ovvio, si
può tradurre in un enorme risparmio,
in un'adeguata riduzione di impe¬
gno e tempi, in una maggiore ve¬
locità di trasmissione (l’apparec¬
chio trasmette su WWW alla ve¬
locità di 33.600 bps). Abbisogna
di un semplice 486DX, dotato di
almeno 16 MB di memoria, di
circa 10 MB di spazio su disco,
di un fax esterno utilizzante il
DTMF mode e di W95/98 o NT.
Collegato WebFax (che, sia
detto per inciso, è una scatoletta
leggerissima di colore azzurro
cielo, dall'aspetto molto simile a
quello di un faxmodem), tra il fax
tradizionale e il computer, si pre¬
senterà la familiare serie di vi-
deate destinate alla configurazio¬
ne della periferica e alla sua ge-
stibilità via TCP/IP. Essa sarà
Pronti per la partenza
Ad ogni startup, WebFax si configu¬
ra automaticamente sulla porta COM
individuata durante l'installazione. En¬
triamo nel software Fax-lt, presente
sull’HD dopo l'installazione, e imparia¬
mo a muoverci nell'ambiente, per quel
poco, davvero poco, che è necessario.
Occorrerà, all'inizio, mettere d'accor¬
do fax posseduto e software di gestio¬
ne del programma, vale a dire stabilire
La fase di ricerca di WebFax Box: la procedura avviene, in
fase di setup, una tantum, e. successivamente, in forma
semplificata, ogni volta che si lancia il servizio.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
125
Roper Ro.WebFax
■.Tra
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|Q
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se il fax verrà usato in manuale/se-
miautomatico o in automatico, come
pure indicare il tempo di ritardo tra l'in¬
serimento in linea e la composizione
del numero. Si aprirà quindi una fine-
strina con i campi di setup dell'acces¬
so al nostro provider Internet (connes¬
sione, username, password, indirizzi
vari di e-mail e nome delI'SMPT ser¬
ver). A questo punto la configurazione
è completata e possiamo passare alla
gestione dei fax, attraverso un menu
ad hoc.
Questo si compone di sei pulsanti
che svolgono vari compiti, dal backup
del database dei collegamenti alla fun¬
zione di "pulizia", alla definizione del
numero di fax da trasmettere via Inter¬
net in una sola connessione. Un parti¬
colare bottone permette di aggiungere
clienti al database, individuati attraver¬
so l'username della posta elettronica.
Esiste, inoltre, un pulsante per l'invìo
Alcune fasi di messa a
punto del sistema e di
invio di un fax
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immediato, corri¬
spondente, più o
meno, all'invio ma¬
nuale dei faxmo-
dem correnti. E in¬
fine non mancano una serie di pulsanti
destinati alla gestione dei fax inviati,
pendenti, in trasmissione e cosi via.
Siamo pronti per l’invio, che è del
tutto trasparente e non richiede più
che qualche operazione aggiuntiva ri¬
spetto alla operatività normale. Pre¬
messo che è importante aver ben de-
*.«r
finito i parametri di trasmissione, auto¬
matica o non, selezioneremo il provi¬
der all'interno del menu Settings->ln-
ternet, aggiungeremo nel database il
numero di fax e l'indirizzo di e-mail del
nostro corrispondente, specifichere¬
mo nell'area "Pending Box" il numero
di documenti da inviare attraverso la
126
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Roper Ro.WebFax
connessione Internet. A questo punto
inseriremo nella macchina di fax il ma¬
teriale da inviare seguendo la normale
procedura d'invio, che sarà normal¬
mente inghiottito attraverso il fax. Ci
penserà WebFax a instradare via Inter¬
net il documento, o, nel caso questa
operazione non fosse possibile, a in¬
viarlo pervia normale.
Il sito Roper. con altri
interessanti prodotti
della linea.
Conclusioni
WebFax è. a tutti gli effetti, un'inter¬
faccia per macchina fax che instrada
via Internet, appena possibile, i nostri
documenti, godendo, quindi, di una
poco dispendiosa tariffa di telefonia
urbana. Esso è un fax AT compliant,
compatibile con gli standard CCITT
V34 + , V34, V32BIS, V23, V22BIS,
V21 .Gode di una velocità di DTE fino a
1 15000 bps, è classificabile come
asincrono duplex, con livello di ricezio¬
ne da 0 dbm a -43 dbm. bus di inter¬
faccia con impedenza di linea di 600
ohm bilanciati, livello di trasmissione
di -1 1 dbm, men¬
tre il software di
gestione può ma¬
neggiare un nume¬
ro pressoché illimi¬
Una integrazione, in for¬
mato Word, è presente
su un dischetto e integra
con numerose notizie il
manuale cartaceo, di per
sé non eccezionalmente
chiaro ed esaustivo. Su
un dischetto a parte so¬
no forniti anche i driver
per NT
tato di documenti
da trasmettere,
definito solo dalla
disponibilità di
spazio sul disco ri¬
gido.
Abbiamo prova¬
to sul campo l'at¬
trezzatura in una
maniera molto ba¬
nale; recuperando
numeri di fax da
una serie di riviste
americane, francesi, spagnole, ma an¬
che una australiana, una giapponese,
una coreana e una brasiliana, e tre dei
paesi dell'Est, abbiamo spedito un ge¬
nerico fax che chiedeva l'invio di un
catalogo di campionario. Abbiamo ab¬
bondato nelle richieste (una novantina,
tanto non si pagava nulla) e tutti gli in¬
vii hanno correttamente funzionato,
anche se una mezza dozzina di fax so¬
no stati spediti per via normale (que¬
sto è accaduto per i paesi dell’Est, in
un caso per il Brasile e in un caso,
stranamente, per la Corea). I tempi di
invio sono generalmente più veloci di
circa il 20%, ma trattandosi di una te¬
lefonata urbana la cosa può essere di
scarso significato.
Resta qualche perplessità per il
prezzo, non proprio basso, davvero.
Ma è augurabile che questo possa di¬
minuire nel prossimo futuro. Se il pro¬
dotto ha scarso significato, in senso di
convenienza, per il singolo, può invece
essere accattivante per una piccola
azienda che usa estesamente il fax
per le sue comunicazioni. In questo
caso il recupero e l’ammortamento
dell’attrezzatura potrebbe essere rapi¬
do e giustificare ampiamente l'acqui¬
sto. KB
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
127
di Bruno Rosati
Ulead VideoStudio 3.0
Per chi, senza essere un professionista
del video, vuole lo stesso montare i propri
filmati con effetti, mix audio, titoli in so¬
vrimpressione ed altre raffinatezze, da
Ulead arriva una risposta vincente, ma so¬
prattutto convincente: Video Studio 3,0.
VideoStudio, ovvero il fratello minore
del famoso Media Studio, ha proprio tutto
per diventare il programma ideale per la
produzione personale. Un'interfaccia tan¬
to accattivante quanto immediata, uno
Storyboard semplice e funzionale per ge¬
stire le scene fino al livello del singolo fo¬
togramma e, più in generale, una moda¬
lità operativa estremamente semplificata.
Il tutto ad un prezzo sicuramente acces¬
sibile.
Per fare editing video ed ottimizzare i
nostri filmati (vacanze, matrimoni, battesi¬
mi, comunioni ed altri momenti celebrativi
o di evasione quali che siano) non serve il
ricorso ad applicativi da oltre un milione di
lire, come i blasonati Premiere e Media
Studio. Simili programmi, se ce li ritrovia¬
mo nella confezione della scheda super¬
bella e superpotente che compriamo, tan¬
to di guadagnato, altrimenti...
Ecco, il problema è proprio in questo
"altrimenti": se si compra un'onesta
scheda da 200-300mila lire quale softwa¬
re di editing è possibile trovare? Certa¬
mente non sbucherà fuori né Premiere né
Media Studio, ma un programma minore.
Spesso le schede economiche, proprio
per mantenersi tali, non vengono vendute
con nessun applicativo di editing ed allora
la cosa si fa più complicata.
Se non ci basta il piccolo programma di
produzione video compreso nella confe¬
zione, o se questo non ci viene addirittura
fornito, dove andare a cercare?
Fino a poco tempo fa non c'era molta
scelta. Cosi, navigando sul Web, qualcu¬
no rimediava delle versioni shareware da
provare (DDClip Light, VideoWave SE,
ecc.) che, al momento dello scadere dei
giorni di trial, smettevano di lavorare e ci
obbligavano (giustamente!) alla registra¬
zione. Se volevamo continuare a fare edi¬
ting dovevamo sbloccarli pagando.
Una novità, felicissima tra l'altro, l'ha
portata la Pinnacle con l'interessante ac¬
coppiata hardware & software del siste¬
ma Studio 400 dove, proprio il software di
editing, rappresenta una rinnovata atten¬
zione verso il mercato più orizzontale del
Desktop Video. Su questa scia ecco allora
il rilancio della nuova versione di Ulead Vi¬
deoStudio 3.0 che, oltre a poterlo acqui¬
stare singolarmente, è probabile che non
128
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Ulead Video Studio 3.0
Ulead VideoStudio 3.0
Produttore.
Ulead Systems
Web:
Distributore:
Fast Multimedia Italia
Via Monte Sabotino. 69
41100 Modena
Tel. 059.415611
Web: wvvw/.tàstmultimedi» r
Prezzo UVA esclusa):
Video Studio 3.0 in italiano
L 279.000
tarderà molto a finire in confezione con
una scheda d'acquisizione per l'Home
Computing. Nell'attesa che ciò avvenga
(e qualunque scheda ci si abbini, sarà un
affare!) il VideoStudio arriva a noi in ver¬
sione "stand-alone''. Pronto cioè ad esse¬
re acquistato dall'utente la cui scheda
d’acquisizione sembra proprio delusa
dall’applicativo di editing che le hanno ab¬
binato oppure ne è addirittura priva. Per
tutti coloro che si riconoscono in questa
fascia d'utenza, l’invito è di leggere que¬
sta prova, nella quale è probabile che tro¬
veranno più di una tentazione al riguardo
dell'acquisto del miglior software per pro¬
duzione video, tra gli applicativi sotto il
milione di lire. Anzi, abbondantemente
sotto il milione di lire, dato che VideoStu¬
dio 3.0, IVA esclusa, costa appena 279mi-
la lirei
Per accorgersi delle qualità dell'applica¬
tivo basta attenderne l'installazione. Un
momento dopo che si è portato per la pri¬
ma volta in schermo, risulta talmente im¬
mediato nelle sue funzioni d'utilizzo che
praticamente non esiste curva di appren¬
dimento più breve. Si carica e si comincia
a lavorare. Se dobbiamo catturare un fil¬
mato basterà cliccare sul menu Capture,
se ne dobbiamo montare uno già acquisi¬
to, sarà sufficiente cliccare su Start... e
cosi via I
Vediamo come e cosa rende VideoStu¬
dio 3.0 un applicativo facile da usare e co¬
si sorprendentemente completo nelle
sue caraneristiche.
L’interfaccia
Al primo contatto visivo con l'applicati¬
vo in questione (già disponibile la versio¬
ne in italiano) è probabile che si provi un
po' di stupore. .
Il piano di lavoro di VideoStudio, deno¬
minato workspace, si compone difatti di
un'interfaccia grafica che nel suo origina-
Figurs 2 - Abbiamo appena crea¬
to una list di contributi mediali
che utilizzeremo nel progetto
"PROVAmpeg. vsp Al click su
di un file, questo viene imme¬
diatamente posizionato nella fi¬
nestra di prevtew
Figura 4 - Mano a mano che
vengono provati in preview, i fi¬
le che soddisfano le nostre esi¬
genze vengono sistemati nella
sequenza dello Storyboard.
I— ■*! ZrthmtM .Ittrj., 1.1 .M».— . II».— mi li»
_
lissimo design richiama le
odierne forme arrotonda¬
te che vengono imposte
ad impianti Hi-Fi e com¬
patti MIDI. A prima vista
sembra proprio di essere
innanzi ad un vero e pro¬
prio compatto, con tanto
di altoparlante, display vi¬
deo incorporato ed una
base di sintonizzazione. In
realtà, nelle forme a dir
poco originali che possia¬
mo vedere dalle figure
confermiamo che vi è ef¬
fettivamente racchiuso
un sistema per desktop
video ad uso amatoriale!
A parte la battuta, in ta¬
le forma sono in realtà
comprese tutte le compo¬
nenti del sistema di pro¬
duzione: la barra dei me¬
nu, il pannello delle opzio¬
ni (l'ellisse nera sulla sini¬
stra), il display centrale
per la visione delle ante¬
prime e, sulla destra,
l'area delle Library (filmati,
tracce audio e lista di ef¬
fetti). Nella parte sotto¬
stante, resa su di uno sfondo in "moga¬
no", la finestra della Timeline completa
l'interfaccia grafica di VideoStudio.
Attivando i menu (Start, Capture, Story¬
board, Effects, Title, Voice, Music, Finish)
non dovremo aspettarci il tradizionale ro¬
tolamento dei pulldown. In effetti i co¬
mandi appena elencati
agiscono esclusivamente
come bottoni di attivazio¬
ne. In particolare le fun¬
zioni ad essi collegate ap¬
pariranno in forma iconi¬
ca, influenzando diretta-
mente la composizione
del pannello delle opzioni
e dell'area della Library,
che cambieranno quindi il
loro contenuto a seconda
del comando che si è atti
Come iniziare
un progetto:
caricamento
e cattura
Se dobbiamo procede¬
re alla realizzazione di un
nuovo progetto, ovvero:
se già disponiamo dei file
video "grezzi" da monta¬
re, VideoStudio ci mette a
disposizione le opzioni del
comando Start. Cliccando
proprio sul primo degli ot¬
to menu a nostra disposizione, vedremo
attivarsi (sul pannello a sinistra) le opzioni
relative alla creazione di un nuovo proget¬
to e al caricamento di uno già realizzato.
Oltre a ciò, proprio sotto alle icone che
rappresentano Nuovo/Apri Progetto, ven¬
gono listati i progetti eventualmente già
© {
14
♦I
< ... Il
'«i Gieeinii.i 1 •"! * —
i IS i D i®.
Figura 3 - Primo piano sui controlli
remoti del file in anteprima
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
129
Ulead Video Studio 3.0
in elenco nella directory di lavoro di Video-
Studio.
In particolare, cliccando su New. il pro¬
gramma lancia automaticamente un pan¬
nello di settaggio attraverso il quale è
possibile assegnare un nome e localizza¬
re il progetto. Per progetto, come coloro i
quali usano i programmi come Premiere
e Media Studio già sanno, va inteso un fi¬
le testuale con desinenza propria, nel
quale è descritto lo script di controllo in
cui vengono conservate tutte le informa¬
zioni inerenti clip, effetti, titolazioni e mo¬
dalità di sincronizzazione, che in sede di
preview l'utente ha provveduto a provare
e quindi a settare. Senza ancora procede¬
re al rendering del file video finale, Video-
Studio consente
all'utilizzatore di me¬
morizzare "quali" e
"quanti" clip audio¬
visivi sono stati uti¬
lizzati e "come" so¬
no stati inseriti e re¬
si nello sheet di pro¬
duzione In tal mo¬
do non c'è ancora
un file finale che as¬
somma i contributi
di più file e più ef¬
fetti, bensì un sem¬
plice script (il pro¬
getto, appunto) che
tiene e coordina tut¬
ti i file e gli effetti
utilizzati, risisteman¬
doli per noi ogni vol¬
ta che se ne ricari¬
ca il progetto. Tale
soluzione, perfetta¬
mente allineata a
quella dei sistemi professionali, ci con¬
sente di non perdere né tempo (dover
rendere un file intermedio da imbastire di
nuovo se le varie combinazioni clip/effetti
non ci soddisfano più) né qualità (una vol¬
ta che un file è stato realizzato e quindi ri¬
compresso, tornare a modificarlo significa
deteriorarne ulteriormente il segnale).
Ricorrendo alla modalità progetto si su¬
perano tutti questi limiti ed è possibile
non creare il file finale finché, quanto si
setta e si sincronizza, non ci soddisfi a
pieno.
Fissato il concetto di file-progetto, pro¬
cediamo con un altro punto fisso a favore
di VideoStudio (che, punto dopo punto, ri¬
calca le feature dei programmi più blaso¬
nati): il template.
Il template. modello fondamentale di la¬
voro di VideoStudio, altro non è che l'in¬
sieme dei parametri relativi alla grandezza
del quadro video, il numero dei fotogram¬
mi al secondo (fps) e il codec da utilizzare.
Per inciso. VideoStudio è in grado di codi¬
Figura 5 - Dopo aver cliccalo sul bottone di Switch. dalla modalità Storyboard
passiamo a quella di Timeline. Adesso ogni File è vestito nel dettaglio dei foto¬
grammi che lo compongono.
Figura 6 - La titolatrice elettronica m funzione
ficare in AVI-mode (Indeo o Cinepak) e in
MPEG-mode. con rifenmenti specifici an¬
che alla qualità della compressione della
componente sonora. Nella lista dei preset
predisposti dalla jsa, troviamo dieci tem¬
plate pronti all'uso e che il programma ci
propone per la scelta, ogni volta che si
procede alla preparazione di un nuovo
progetto.
Dalla progettazione al settaggio del
template preferito passiamo ora ad un'al¬
tra componente fondamentale: la fase di
cattura che, operativamente semplicissi¬
ma, si avvia cliccando sul bottone Captu-
re.
Il pannello delle opzioni mostrerà subito
i controlli che VideoStudio mette a dispo¬
sizione per le fasi di cattura. Fasi che pos¬
sono essere svolte sia in full motion (si
clicca sull'icona del camcorder e si setta il
sottostante numero dei fotogrammi al se¬
condo) che in freeze-frame (l'icona di una
reflex). Più sotto appare il counter, per
mezzo del quale è possibile settare la du¬
rata della fase di ac¬
quisizione. A dispo¬
sizione troviamo an¬
che l'opzione per
acquisire la compo¬
nente audio.
Nel pannello è in¬
fine presente anche
la funzione "Captu-
re To Library", attra¬
verso la quale è
possibile inserire un
link al file che si pro¬
cede a catturare. In
tal modo sarà possi¬
bile localizzarlo e ca¬
ricarlo sul piano di
lavoro in maniera ra¬
pida ed immediata. Una volta che un file
video è stato "linkato", apparirà difatti
nell’area della Library A quel punto per
utilizzarlo sul workspace sarà sufficiente
trascinarne l'icona sulla finestra di Pre¬
view e il file diverrà parte integrante del
progetto che si sta realizzando.
E' ovvio che tali opzioni si adeguano,
per caratteristiche hardware, ma anche
per specificità del driver, alle possibilità
offerte dalla scheda d’acquisizione a cui
l'applicativo viene abbinato. Provatolo con
una VideoBlaster (la mitica RT-300 in
tempo reale!) e con una più moderna
Win Appauge, VideoStudio ha sempre ri¬
sposto in piena compatibilità, compren¬
dendo nelle sue opzioni le caratteristiche
operative della scheda installata. Sia la
"presa diretta" del segnale in fase di cat¬
tura che la visione del file catturato pos¬
sono essere visualizzati nella finestra cen¬
trale di Preview Questa ha una misura
standard di 320x240 pixel e il quadro dei
filmati acquisiti, sia inferiori che superiori
per dimensioni, si adeguerà a tale misura
Storyboard, Timeline
e modulo di titolazione
Una volta acquisiti i filmati, e soprattut¬
to una volta che abbiamo cominciato a te¬
nerli insieme con un file di progetto (.vsp,
VideoStudio Proiect) possiamo finalmen¬
te procedere alla fase più creativa del
montaggio. Tale fase parte da un click sul
bottone denominato Storyboard
Cliccando su tale comando, vedremo
l'area della Library attivarsi per contenere
tutti i file video "marcati" che apparten¬
gono al progetto in esecuzione. Contem¬
poraneamente anche la zona della Timeli¬
ne assumerà l'aspetto esteriore relativo ai
controlli di Storyboard.
In modalità Storyboard la zona di lavoro
(impreziosita dalla cornice in mogano vir-
130
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
tuale. . .) si dispone
graficamente come
in figura 4.
Osservando tale
figura possiamo im¬
mediatamente nota¬
re che la disposizio¬
ne dei clip segue la
metafora della pelli¬
cola cinematografi¬
ca. Ogni filmato vie¬
ne in pratica rappre¬
sentato da un frame
e, non a caso, scor¬
rendo su di una fa¬
scia nera segnata in
alto e in basso da
Figura 7 - Gli effetti di transizione tra i vari videoclip possono essere inseriti
con estrema faciliti.
Ulead Video Studio 3.0
"marcati" e quindi la traccia dei file audio
aggiunti in sede di doppiaggio.
I tre piccoli bottoni posizionati subito
sopra la pellicola risultano preposti all'atti¬
vazione delle funzioni di visualizzazione
degli elementi della Timeline stessa. In
particolare il primo bottone permette di
concentrare nello spazio disponibile in
schermo tutti i clip presenti nel progetto,
in modo da avere una vista d’insieme dei
file. Gli altri due bottoni, caratterizzati dai
segni e permettono invece di
aumentare o diminuire la scala temporale
che corre in alto alla Timeline. in modo
che sia possibile osservare la disposizio¬
ne dei vari clip nel particolare dei singoli
Figura 8 - Uno step del Video Wizard. Sono da notare i sei step elencati alla si¬
nistra. Ciascuno caratterizza una specifica fase di lavorazione, completamente
automatizzata
una serie di indentellamenti tipici delle
pellicole. Sulla sinistra dello Storyboard
possiamo quindi notare la presenza di
una serie di bottoni.
Mentre i primi tre, in alto, proprio sopra
alla fascia dello Storyboard, sono attivi so¬
lo in modalità Timeline (vedremo perciò
quali sono le loro funzioni più avanti), gli
altri bottoni attivi in modalità Storyboard
sono quelli per lo Switch (da modalità
Storyboard a modalità Timeline e vicever¬
sa), quello delegato all'Inserimento di altri
file (fuori progetto) nella "pellicola" e
quindi i due piccoli bottoni in basso, per
mezzo dei quali è possibile spostarsi ver¬
ticalmente sull'insieme dei clip inseriti in
Storyboard.
Nel filmstrip (l'insieme dei clip presenti
nello Storyboard) che si andrà costituen¬
do sarà possibile inserire sia altri file Avi
(prelevati da altre directory non marcate)
sia delle sequenze di immagini. Queste
potranno essere assunte come singola
immagine ma anche come sequenza
(della stessa immagine o più immagini),
alla quale verrà anche assegnata una du¬
rata specifica. La durata (in ore, minuti,
secondi e decimi) potrà essere settata
sullo stesso pannello di apertura del file.
I singoli file presenti in Storyboard pos¬
sono essere visionati nella finestra di Pre-
view ed eseguiti con o senza la compo¬
nente audio. Contemporaneamente alla
loro selezione sulla barra dello Story¬
board, nel pannello delle opzioni divengo¬
no attivi i controlli relativi alla durata (mo¬
dificabile per mezzo dei cursori alla destra
del contatempo) e alle informazioni gene¬
rali sul quadro video e il formato del file in
questione. Allo stesso modo dei file vi¬
deo e delle immagini (qualsiasi formato)
sullo Storyboard possono essere posizio¬
nate anche le componenti audio. Per farlo
bisogna necessariamente effettuare una
serie di azioni. Per la precisione: passare
alla modalità Timeline, cliccare sull'icona
di comando (il secondo, rappresentato da
un altoparlante con accanto una nota mu¬
sicale) e quindi sele¬
zionare il bottone
della cartella gialla
posizionato sulla si¬
nistra. Fatto ciò ap¬
pare il pannello di
caricamento e da
questo è possibile
sia selezionare che
provare in antepri¬
ma il file audio da
inserire nella Timeli¬
ne. I file audio con
cui VideoStudio può
lavorare sono mol¬
tissimi (Wav, Mp3,
Mp2, Aiff, Au, Mov,
ecc.).
Una volta scelto il
file e premuto OK
sul pannello di cari¬
camento, l'icona di
rappresentazione
dello stesso si posi¬
ziona automaticamente sulla modalità Ti¬
meline. Trascinandolo sarà possibile ripo¬
sizionarlo in qualsiasi punto dello sheet.
Allo stesso modo, ovvero intervenendo
con il mouse, il clip audio potrà essere ri¬
dotto nella sua durata semplicemente af¬
ferrandone i due bordi gialli che appaiono
sulla sinistra (il file verrà fatto iniziare più
avanti rispetto all'inizio effettivo della sin¬
tesi) e sulla destra (il file verrà fatto termi¬
nare anticipatamente rispetto al suo ter¬
mine reale).
Il passaggio dalla modalità Storyboard a
Timeline avviene, come già accennato,
cliccando sul bottone di Switch, che è alla
sinistra del bordo in "mogano".
La modalità Timeline, rispetto a quella
di Storyboard, permette una visione più
particolareggiata dei vari componenti che
si sta inserendo nel progetto. In particola¬
re ci mostra una lunga barra ripartita inter¬
namente nelle tracce dedicate al video,
alla sovrimpressione dei titoli, all'eventua¬
le componente audio originale dei file
frame che li compongono.
Tra questi componenti una nota di ap¬
profondimento va fatta per la componen¬
te "Title" che, ultima ma non ultima, ci
consente l'inserimento dei titoli d'asse¬
gnare, direttamente in sovrimpressione
sul clip sotto selezione. Una volta cliccato
sulla "T" (sulla Timeline è subito sotto la
"bobina" della traccia video) anche il pan¬
nello delle opzioni si adegua al modulo di
titolazione (e lo stesso dicasi dell'area del¬
la Library che visualizzerà eventuali testi
linkati già presenti nel progetto).
Nello specifico (figura 6) il pannello del¬
le opzioni visualizzerà le liste a discesa dei
tipi e della grandezza in punti d'assegnare
al font. Appresso notiamo anche la possi¬
bilità di assegnare il colore ed attributi
quali il grassetto, il corsivo, il sottolineato
e la formattazione (a sinistra, centrato e a
destra). Ancora più sotto le opzioni a no¬
stra disposizione si completano con l'in¬
serimento del counter per sincronizzare il
punto di visualizzazione e la durata dello
MCmicrocomputer n, 198 - settembre 1999
131
Ulead Video Studio 3.0
stesso. Infine, come ultima opzione, Vi-
deoStudio ci permette di settare gli effetti
di ingresso ed uscita della componente ti¬
tolazione dallo schermo. A nostra disposi¬
zione avremo dieci effetti a tendina tra cui
scegliere. Gli effetti di assolvenza e dis¬
solvenza assegnabili ai titoli li abbiamo
provati e verificati estremamente fluidi e
puliti. Veramente il fiore all'occhiello di un
programma che, malgrado il target a cui
punta, non lesina l'utilizzo di opzioni di la¬
voro professionaleggianti.
La titolatrice, oltre che dalla Timeline, è
possibile attivarla dall'apposito menu Ti-
tle.
Gli altri menu:
Effects, Voice
e Music e Finish!
E a conferma delle opzioni "professio-
naleggianti" di cui dispone. VideoStudio
3.0 ci affascina ulteriormente al momento
del click sul bottone Effects, di conse¬
guenza al quale si visualizzano (nella zona
della Library) tutti gli effetti di temporizza-
zione implementati nell’applicativo. Per la
precisione ce ne sono ben 1 1 5, ripartiti
tra effetti 3D, a spirale, push, roll, per-
spective, slide, per restringimento ed al¬
largamento delle immagini (Stretch) e
quindi la serie notevolissima dei più clas¬
sici tra gli Wipe (a serrandina, cerchio,
scacchi, croce, diagonale, ecc,).
Per essere imposti sulla Timeline, gli
effetti vanno selezionati con il cursore del
mouse dalla Library e quindi posizionati
tra i due clip che dovranno dividerne la re¬
sa. La preview dell'effetto inserito, lo pre¬
mettiamo, viene resa in maniera piuttosto
rallentata. In compenso, la resa finale ri¬
sulta sempre fluida e precisa.
Dagli effetti video alle opzioni di con¬
trollo sull'audio, cliccando sul menu Voice
è possibile predisporre VideoStudio nella
modalità da registratore audio, di conse¬
guenza alla quale si adegua il pannello
delle opzioni.
Il pannello audio-recordmg che si visua¬
lizza è completo di tutte le funzioni neces¬
sarie, non solo per registrare, ma anche
per editare. Dall'alto in basso, subito do¬
po il bottone d'avvio della registrazione,
notiamo la presenza di una serie d'inte¬
ressanti opzioni. La prima è quella (di
spunta) con la quale si abilita o meno la
funzione di sincronizzazione tra la compo¬
nente audio in via di registrazione e quella
video selezionata.
Il filmato (che si rifà ovviamente ai
componenti dello Storyboard) nel mo¬
mento in cui si schiaccerà il bottone di re¬
gistrazione verrà contemporaneamente
mandato in preview. Preview che si potrà
ripetere anche successivamente alla fase
di acquisizione dell'audio allorché, interve¬
nendo sui cursori di Mark In e Mark Out
(quelli posizionati subito sotto il contatem-
po), si potranno inserire dei punti d'inizio
e fine riproduzione. I punti di In/Out pos¬
sono essere inseriti in più combinazioni fi¬
no ad arrivare a far riprodurre il file audio
acquisito saltando da un intervallo In/Out
all'altro. Ciò farà sì che la registrazione ef¬
fettuata sia effettivamente quella settata
dai salti condizionati.
Completano l’elenco delle opzioni i con¬
trolli sul volume e. preziosissimi, quelli
sull'assolvenza in entrata e la dissolvenza
in uscita del clip audio che si sta realizzan¬
do o solo sincronizzando.
Un altro menu a selezione interessan¬
tissimo è quello denominato Music ed at¬
traverso il quale è possibile procedere
all'acquisizione di tracce CD-audio (e vai:
abbiamo trovato un altro CD-Ripperl).
Nel momento in cui avremo ottimizzato
il tutto (appeso un file dopo l'altro, inseri¬
to gli effetti tra i vari clip e quindi sincro¬
nizzato l'audio, nonché aggiunti i titoli in
sovrimpressione) non ci resterà altro da
fare che invocare il comando Finish per il
rendering finale del file.
Sul pannello delle opzioni, la prima fun¬
zione che s’incontra attivando il menu Fi¬
nish è quella del "Play Full Screen". At¬
traverso tale funzione, VideoStudio prepa¬
ra la riproduzione a tutto schermo. In tale
modalità sarà quindi possibile registrare il
file realizzato (al limite senza comprimere,
ma semplicemente utilizzando la "regia"
stilata nel progetto attivo) su videotape.
E' ovvio che per fare ciò si dovrà disporre
di un'uscita video in PAL; è indifferente
se questa sia poi in videocomposito op¬
pure in Super-Video.
La seconda opzione utilizzabile è la più
importante per un sistema di Desktop Vi¬
deo digitale: la funzione Make Movie.
Cliccando sul bottone Make Movie si atti¬
verà il classico pannello di salvataggio.
Selezionando alla voce "Salva come..." il
formato finale (.Avi, .mov, Asf, .rm, .mpg.
ecc.) sarà quindi possibile procedere alla
selezione del codec e, successivamente,
al settaggio degli specifici parametri dello
stesso. Ciò lo si ottiene attivando la voce
Options e procedendo attraverso i vari
pannelli a linguetta presenti nel form.
Oltre alla compressione finale Make
Movie, con la quale il progetto viene final¬
mente "fuso" in un file compresso. Vi-
deoStudio lista un'ulteriore serie di opzio¬
ni per l'Output. Si tratta di tre particolari
modalità di rendering finale attraverso le
quali è possibile sfruttare codec e moduli
di riproduzione diversi, a seconda se si
vuole indirizzare il file:
• alla riproduzione su pagine Web (dispo¬
nibili le codifiche per Netshow .Asf e
RealMedia .rm);
• per l’invio via posta elettronica (automa¬
tismo completo con l'attivazione imme¬
diata del modulo di posta elettronica di
default);
• come card multimediale d'augurio.
Il Video Wizard!
Se tutto ciò ci sembra bello, ma co¬
munque ancora complesso (se non siete
appassionati della prima ora, ciò è possi¬
bilissimo!), VideoStudio ci offre un'ulterio¬
re semplificazione dei suoi pur già sempli¬
ficati controlli. Stiamo accennando alla di¬
sponibilità del modulo di lavoro esterno
Video Wizard, per mezzo del quale è pos¬
sibile procedere alle varie fasi della produ¬
zione selezionando una serie di preset.
Specificamente, Video Wizard ci guida
dalla fase di acquisizione fino a quella del¬
la riproduzione e della compressione, pro¬
ponendoci varie soluzioni.
Quello che dovremo fare è seguire lo
step-by-step che viene proposto (figura 8)
alla sinistra del modulo per mezzo dei
bottoni numericamente in sequenza:
• Start; inizio della fase d'acquisizione
con assegnazione di un nomefile e di
spazio dedicato su disco.
• Get Video; prelevamento di uno o piu
file già realizzati e loro inserimento nel
progetto in via di realizzazione.
• Arrange, l'inserimento in Storyboard
(una versione particolarmente semplifi¬
cata) di tutti i file che dovranno concor¬
rere alla realizzazione del filmato finale.
• Add Effect; l'inserzione di effetti di tran¬
sizione.
• Create; l'avvio delle operazioni di rende¬
ring del file finale (ci verranno proposti
formati e compressori).
• Play; la riproduzione finale. Questa po¬
trà essere effettuata a tutto schermo in
modo da indirizzare l'Output verso un
videoregistratore.
Lavorando col Video Wizard non avre¬
mo neanche bisogno di entrare in Video-
Studio e i nostri filmati finali verranno resi
completi di tutte le funzioni richieste.
Prove alla mano questa del Video Wi¬
zard è un'alternativa frequentabile con
buoni risultati. Senza avere a disposizione
tutte le raffinatezze del modulo principale,
il Wizard riesce a fornire all'utilizzatore
buone performance e. soprattutto, una
certezza: la perfetta realizzazione del file.
Per chi è alle prime armi in campo video
ciò potrebbe avere il suo giusto peso.
«g
132
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Non dimenticare5
lo spa^z^zolino
da denti.
Al re^sto
ci pensiamo noi.
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di Pierfrancesco Fravolini
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ELSA MicroLink
ISDN USB
Fino a qualche mese fa, chi acquista¬
va un modem, interno o esterno che
fosse, doveva sicuramente avere a che
fare con una connessione seriale RS
232. I più fortunati, e cioè quelli che
avevano collegato al computer solo un
mouse di tipo seriale, non avevano tan¬
ti problemi; bastava infatti connettere il
mouse sulla COMI e il modem (ester¬
no) sulla COM2 e, a parte gli eventuali
convertitori DB25-DB9, si era a posto.
Chi decideva di comprare un modem
interno aveva un problema in più, la
scelta della porta COM da utilizzare. Se
da un lato infatti le porte COM suppor¬
tate dei computer sono quattro, sono
solo due gli interrupt ad esse dedicati.
Ecco quindi sorgere problemi come il
puntatore del mouse che si mette a
saltellare sullo schermo se il modem
interno utilizza la COM3 (che ha lo
stesso interrupt della 1) o cose similari.
Da qualche tempo però i nuovi com¬
puter utilizzano un nuovo sistema di
collegamento per le periferiche ester¬
ne, l'USB (Universal Serial Bus), che
mette a disposizione una connessione
seriale a 12 megabit al secondo e per¬
mette di collegare fino a 127 dispositivi
contemporaneamente. Il bus USB pre¬
senta innumerevoli vantaggi: è comple¬
tamente plug & play, questo significa
che il sistema riconosce automatica-
mente quali periferiche sono collegate
e attiva da solo i driver corrispondenti;
inoltre sullo stesso cavo che porta i dati
è presente anche una linea di alimenta¬
zione, e questo significa la scomparsa,
almeno per le periferiche a più basso
consumo, degli scomodi alimentatori e
ELSA MicroLink ISDN USB
Produttore:
FLSA AG - Aquisgrann - Germania -
«vww.eisa.com
Distributore:
Ingrani Micro S p A Via I Maggio 4 - 20068
Peschiera Bonomeo IMI) - Tel 02 65351 -
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Prezzo: (IVA esclusa) L 232 500
dei relativi cavi (la cui abbondanza ren¬
de la parte inferiore della mia scrivania
simile ad una centralina dì commutazio¬
ne deH'Enel). E' inoltre possibile colle¬
gare fino a 127 dispositivi senza proble¬
mi di configurazione ed indirizzamento,
in quanto il protocollo adottato gestisce
automaticamente il corretto instrada-
mento dei dati.
Il bus USB grazie alla sua facilità di
collegamento, è l'ideale per tutte le pe¬
riferiche esterne, ed infatti negli ultimi
tempi si è assistito ad un proliferare di
accessori basati su USB: scanner, tele¬
camere, mouse, dischi rimovibili, ecc,
La casa tedesca ELSA ha presentato
un modem ISDN basato su USB dal co¬
sto contenuto, il MicroLink ISDN USB.
ISDN superveloce
Le linee ISDN (Integrated Service Di¬
gital Network) utilizzano un doppio col-
legamento per l'interscambio di dati di¬
gitali. Con una sola linea ISDN si dispo¬
ne dunque di due linee a 64 kbit/s. La
versatilità del sistema è notevole: con
semplici comandi si ha a disposizione
una linea per il collegamento ad Inter¬
net ed un'altra per le telefonate e i fax,
con la possibilità di parlare al telefono
ed essere collegato ad Internet con¬
temporaneamente Inoltre si possono
utilizzare le due linee accoppiandole in
maniera da avere un collegamento su¬
perveloce a 1 28 kbit/s.
Utilizzazione
Il modem si presenta come una sca¬
tolina color "beige-computer” e carta da
zucchero, con un'estetica molto piace¬
vole. L'installazione è di una banalità
134
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
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ELSA MicroLink ISDN USB
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I jarccn ~~|
Segretaria lelelonca fi esarcrao MSN1 064X319206
II programma ELSA-
RVS-COM consente
anche di ricevere fax
Nella finestra Inbox
RVS e possibile vede¬
re lutti i lax ricevuti.
Con il modem MicroLink ISDN USB è possibile
utilizzare il proprio computer anche come se¬
greteria telefonica e come telefono ISDN II pro¬
gramma di comunicazione utilizza il microfono e
gli altoparlanti collegati alla scheda audio e di¬
spone anche di un comodo tastierino numerico
sconcertante: a computer acceso si
collega il cavetto USB (naturalmente
dopo averlo attaccato al modem), il
computer riconosce subito la nuova
periferica e installa i driver dal CD¬
ROM allegato. Una volta installati i dri¬
ver sarà necessario caricare sul com¬
puter anche il software fornito in dota¬
zione. Si tratta del programma ELSA-
RVS-COM, una suite di componenti
per la comunicazione grazie alla quale
sarà possibile gestire in maniera sem¬
plificata e al contempo molto efficiente
tutti i tipi di comu-
e ricevere fax; una sezione telefonate
vocali e segreteria telefonica, ampia¬
mente configurabili, e un comodo pro¬
gramma per il trasferimento di file da
PC a PC. Con il modem MicroLink
ISDN USB è possibile utilizzare il pro¬
prio computer anche come segreteria
telefonica e come telefono ISDN. Il
programma di comunicazione utilizza il
microfono e gli altoparlanti collegati al¬
la scheda audio e dispone anche di un
comodo tastierino numerico. Tra le fa-
cility disponibili in questa segreteria te¬
lefonica troviamo la possibilità di regi¬
strare annunci e messaggi di saluto,
con la gestione di annunci diversi a se¬
conda dell'orario è la possibilità di im¬
postare un tempo massimo per la regi¬
strazione di una chiamata.
Insieme al pacchetto viene fornito
inoltre LapLink Professional, un pro¬
gramma di comunicazione (del quale
potete trovare la prova sul numero 196
di MC) potentissimo, che vi consentirà
di scambiare file tra due computer. La¬
pLink Professional consente inoltre di
controllare un computer a distanza,
proprio come se ci foste seduti davan¬
ti. Da notare che il costo di questo pro¬
gramma, se acquistato da solo, è su¬
periore alle 350.000 lire, e cioè supe¬
riore al costo dell'intero pacchetto EL¬
SA.
Conclusioni
Per chi vuole dotare il suo computer
della potenza e della velocità della con¬
nessione ISDN questo modem ELSA è
l'ideale: piccolo, poco ingombrante sul¬
la scrivania, dall'estetica accattivante,
semplice nell'installazione e nell'utilizzo
e al contempo completo. Se a questo
si aggiunge il prezzo, non certo elevato,
ecco che l'offerta ELSA è decisamente
allettante. «g
mcaziom con
computer,
software compren¬
de infatti un gesto¬
re dei fax, con il
quale sarà possibile
preparare, mandare
NeVar oro vengono geihtte h regni onora d letti d ornamelo e h noi dfleronli
£ potatale modftcere im oraamoo orche balenando con il pittatole mouse dei Me Wove | WAV)
•u imo voce def oieno «tue dovendo 1 menu d conletto con i lesto dolilo del mouae
Con la segreteria telefo¬
nica. integrata nel pro¬
gramma di comunicazio¬
ne, è possibile registra¬
re annunci e messaggi
di saluto, con la gestio¬
ne di annunci diversi a
seconda dell'orario, ed
impostare un tempo
massimo per la registra¬
zione di una chiamata.
Oiono
✓
ore 0000 2159. max 60 ree legntiaiione
y odi co oraamoo
dopndA
0 muovi
Nitido iqud prono dota Riposto ola diamela
Conversarne dei messegg vocoi ncevub
OK
(CaiT A-Xaw 8000 Hsj 8 M. Mono
] I
~3
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
135
Over viev
di Dino Joris
Computer
Creativo III
Computer Creativo mi offre lo spunto
per una breve riflessione. Finson, che
come produttore di software consumer,
sino ad oggi, è stato molto attento a
produrre programmi capaci di girare an¬
che in ambiente Windows 3.1. presenta
ora questo programma che richiede al¬
meno Windows 95. Ciò significa forse
che ritiene oramai marginale il mercato
dei possessori di PC con Windows 3.1?
Se appartenete alla "vecchia guardia", il
messaggio sembra essere: "rassegna¬
tevi. è proprio ora di aggiornarsi" (e di
accettare che dovrete continuare a farlo
per il resto della vita, aggiungo io).
Non voglio, con questa premessa, in¬
dicare che dovete aggiornare la vostra
macchina al solo fine di poter usare
Computer Creativo (si può vivere sen¬
za). ma certamente il mancato aggiorna¬
mento può farvi perdere molti treni im¬
portanti.
Parliamo ora di questo programma,
che s'inserisce molto bene nel panora¬
ma dei programmi prodotti da Finson,
perché è d'uso "estremamente sempli¬
ce". come indica la casa.
Questa è davvero la caratteristica di
un po' tutti i programmi Finson. che so¬
no progettati per non fare "perdere la
testa" agli utenti.
La schermata d'avvio che vi propongo
può darvi un'idea di come stiano le co¬
se: ci suggerisce dei "disegnini" da cui
scegliere (talmente semplice., da farti
sentire "sempliciotto"? Non si dice for¬
se - a chi proprio non riesce a capire -:
"vuoi che ti faccia un disegnino?"). La
scelta è vasta: articoli, brochure, volanti¬
ni, biglietti d'auguri, attestati, eccetera,
con vari formati di carta e di buste
Una volta scelto il formato su cui si
vuole operare, si può iniziare, collocan¬
do una bella serie d’oggetti sulla pagina
a “colpi di clic" sulle varie icone delle
barre degli strumenti, che sono dispo¬
ste lungo i quattro lati dello schermo.
L'abbondanza d'icone potrà creare ini¬
zialmente un minuto d'imbarazzo, ma
non più di tanto, per due ragioni: i sim¬
boli sono generalmente piuttosto espli¬
citi; poi, fermando per qualche decimo
di secondo il puntatore del mouse sui
vari simboli, appare una breve descrizio¬
ne della funzione svolta dal pulsante in
esame.
Una caratteristica fondamentale del
programma, che è importante citare, ri¬
guarda il fatto che la grafica è di base
vettoriale. Questo significa che, ad
esempio, un testo grafico o una freccia
tridimensionale possono essere cam¬
biati di dimensione e di proporzioni, a
piacere ed in qualunque momento.
Questo software è accompagnato da
una buona collezione di immagini (oltre
300) e d'oggetti grafici, suddivisi in tren¬
ta tipologie.
I controlli sulle pagine e sugli oggetti
si hanno ricorrendo sia ai clic sulle icone
delle barre di controllo, sia al menu.
A proposito di quest'ultimo, si tratta
di un menu che non ha "bisogno dell'in¬
terprete" Le sue voci sono tutte d'in-
terpretazione diretta ed immediata, an¬
che per chi non ha familiarità con gli
ambienti della grafica. Questo avviene
anche grazie alla standardizzazione dei
menu in ambiente Windows, oltre che
all'impostazione generale del program¬
ma.
È cosi che nel menu di File troviamo
modo di impostare la pagina, di vedere
l'anteprima di stampa, eccetera, mentre
nel menu Modifica troviamo tutti i clas¬
sici comandi di taglia e incolla, con l'ag-
136
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Computer Creativo III
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L'avvio dell'autocomposizione : scelte tacili ed
immediate.
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- m/MU - -
*>-l fr - -
•I-
I»
giunta di comandi di blocco e sblocco
degli oggetti. Nel menu di Visualizza,
l'utente trova tutti i necessari controlli
di visualizzazione di righelli, barre di
controllo, zoom, eccetera.
Da Inserisci si attiva l'inserimento di
vari elementi grafici, mentre la voce
Formato offre tutti i controlli del caso su
forme, retini, sfumature, materiali e li¬
nee, cornici e colori, eccetera.
Una sorpresa si riceve dal menu Stru¬
menti, che prevede l'inserimento di vo¬
ci dai campi di un database, per effet¬
tuare la stampa unione: si prepara un in¬
vito ad una festa per gli amici e ogni in¬
vito può essere cosi personalizzato con
nome e indirizzo. Davvero non male!
Il menu Disponi consente di interveni¬
re sui grafici, per cambiarne la disposizio¬
ne sul piano (per mandare sullo sfondo o
portare avanti le immagini che si sovrap¬
pongono ad altre) e per ruotarli. La rota¬
zione è limitata ai soli incrementi di no¬
vanta gradi (sia a destra sia a sinistra).
Questo è un limite abbastanza significati¬
vo, ma probabilmente l'utente potrà far¬
ne a meno senza troppo soffrire.
Da notare che tutto il menu può esse¬
re all'atto pratico ignorato, perché le
icone delle barre degli strumenti copro¬
no tutte le attività possibili (l'uso delle
icone rimane il mezzo di lavoro più im¬
mediato e veloce).
Dalle barre delle icone ho provato co¬
sì ad attivare i vari strumenti di disegno:
la linea semplice, la linea curva, il poli¬
gono libero, il cerchio, eccetera.
Ogni disegno ottenuto con questi
strumenti può poi essere ridimensiona¬
to a piacere, visto che si tratta di grafici
Gli sfondi delle pagi¬
ne e degli oggetti si
scelgono sia da colo¬
ri puri che da trame
AO"OXCOi)6»B«OODa4Al>flODIimJ
>. H-».
I sistema di scelta del¬
le cornici prevede la vi¬
sualizzazione dell'ante¬
prima.
vettoriali.
Il programma è anche accompagnato
da un manualetto su carta di poco più di
L ‘inserimento delle immagini : si sceglie il gene¬
re, si visualizza l’anteprima e con un clic si inse¬
risce l'immagine desiderata.
quaranta pagine, in cui sono descritte
tutte le varie funzioni. Un utente che
non si metta per la prima volta nella sua
vita davanti ad un computer, probabil¬
mente non lo aprirà nemmeno. Il princi¬
piante assoluto potrà scorrerlo rapida¬
mente e trarne utili indicazioni senza
troppa fatica. Questi potrà comunque ri¬
correre anche all'help in linea.
Concludo sottolineando il fatto che
per ottenere degli stampati più gradevo¬
li, l'uso di una stampante a colori è for¬
temente consigliato.
Questo programma mi sembra molto
solido e d'indubbia utilità per le esigen¬
ze della famiglia intera, sia che si tratti
di mandare inviti ai compagni di scuola
dei figli, sia che si tratti di comporre car¬
toline, cartelli, eccetera. Bambino e
adulto troveranno gli strumenti di "auto¬
composizione" ed i modelli già predi¬
sposti d'indubbia utilità. Buon diverti¬
mento ad entrambi. MS
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
137
OverView
di Franco Paiamaro
Nokia 446X Pro
Il monitor 19 pollici oggetto di questa
overview è di produzione Nokia, ed è la
versione professionale del monitor Mul-
tigraph 446XS,
A dire il vero, i due modelli non si so¬
migliano molto nemmeno dal punto di
vista estetico: le dimensioni sono diver¬
se, cosi come la disposizione dei co¬
mandi
Le differenze strettamente tecniche
tra il modello, per cosi dire, "base", e il
modello Pro sono una minore distanza
tra i pixel (0,25 contro 0,22 mm del mo¬
dello superiore) e una maggiore fre¬
quenza orizzontale (96 contro 107 kHz).
Questo si traduce, ovviamente, an¬
che in una maggiore gamma di risolu¬
zioni, oltre ad una maggiore frequenza
di refresh dell'immagine.
Per quanto riguarda la distanza tra i
pixel, bisogna tenere presente che si
tratta di pixel di forma ellittica, e che
quindi i valori effettivi sono di 0,22 mm
in orizzontale e 0,26 in verticale.
Il monitor utilizza un tubo CRT FST a
maschera forata Invar da 19", con dia¬
gonale visiva effettiva di 17,7 pollici. Le
risoluzioni dichiarate sono da 640x480 a
150 Hz fino a 1600x1280 a 80 Hz, con
la risoluzione consigliata di 1280x1024 a
99 Hz.
Lo schermo ha un rivestimento antiri¬
flesso, con una trasmissione della luce
del 46%, ad alto contrasto.
La massima frequenza di pixel rag¬
giunge il ragguardevole valore di 230
MHz, che per un monitor di questa clas¬
se e dimensioni è veramente eccellen¬
te.
Ho aperto con una certa curiosità
Nokia 446X Pro
Costruttore:
Nokia Display Products
Centro direzionale Lombardo.
Via Roma 108
70060 Cessina de' Pecchi (Mll
tei 0? 95255254
www.nokia.coni
Distributori esclusivi:
Discorri, gruppo Eletech
Tel 0? 33910901.
Computer 2000
Tel 02 525781
NAAC Tochnology
Tel 0425 80-1411
Prezzo UVA esclusa I:
L 1330 000
Monitor CRT FST da 19 pollici |17,7 utili),
1600\!280 a 80 Hz. dot pitch di 0,22 orizzontali
messa a fuoco dinamica. OSM (On Screen Me¬
nu! conforme TCO 95. PNP
Alimentatore USB-HUB e Nokia DisployWare
l’imballo, sapendo di avere a che fare
con un monitor che - sulla carta - do¬
vrebbe avere caratteristiche di definizio¬
ne e luminosità fuori dal comune, ad un
prezzo molto interessante.
Estratto il pesante oggetto dalla sca¬
tola (pesa circa 23 chili), e poggiatolo
sul tavolo, ho subito notato la grande
quantità di comandi presente sul fronta¬
le.
Avrò letto male? Sulla nota tecnica
era evidenziata l'implementazione
dell'On Screen Display, che notoria¬
mente consente di ridurre drasticamen¬
te i controlli. Come vedremo più avanti,
si tratta di un miglioramento...
Il monitor si presenta molto bene,
con linee arrotondate e morbide, anche
se forse risulta un poco ingombrante
sulla scrivania.
In effetti, bisogna considerare che
una profondità di ben 473 mm (larghez¬
za 461 per 445 di altezza) obbliga ad uti¬
lizzare una scrivania molto grande...
Il design, dicevo, è piacevole: frontal¬
mente il monitor presenta una leggera
fresatura che fa da cornice alla fila di
controlli' da sinistra, il pulsante per la
selezione degli ingressi (D-Sub o BNC),
le manopole per la regolazione del con¬
trasto e luminosità (intelligentemente
astratte dal contesto del menu OSD), la
rotellona (definita da Nokia "NaviKey”)
del menu OSD e il pulsante di accensio¬
ne.
138
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Nokia 446X Pro
Schermale del menu OSM del Nokia 446Xpro L'Interfaccia è in Italiano ed é molto intuitiva e tacile da usare
Dopo un primo momento di esitazio¬
ne, quindi, ho compreso che la maggio¬
re quantità di comandi in realtà si tradu¬
ce in una maggiore facilità di utilizzo, in
quanto non mi costringe ad usare l'OSD
per quelle regolazioni in cui la finestra
del menu potrebbe dare fastidio.
Le regolazioni dell'immagine posso¬
no essere eseguite in automatico con la
funzione Auto-Shape. che imposta in
modo ottimale le dimensioni, la geome¬
tria e la posizione deH'immagine alle va¬
rie risoluzioni utilizzate.
La qualità della plastica è ottima, con
stampaggi puliti senza bordi affilati; tut¬
to il monitor è coperto con una piacevo¬
le foratura a rombi per l’aerazione inter¬
na.
Sul retro, oltre al consueto ingresso
D-Sub a 15 poli, è presente una fila di
BNC per gli ingressi separati, a sottoli¬
neare l'indirizzo prettamente professio¬
nale del monitor; questa caratteristica
consente di collegare due computer allo
stesso monitor simultaneamente.
Come optional è disponibile un ali¬
mentatore USB-HUB con una porta up-
stream e quattro down-stream e il
software DisplayWare di Nokia.
Il monitor è certificato con le norme
ergonomiche e di sicurezza TUV, TCO
95, ISO, UL, CSA, FI, S, N, D ed è mar¬
chiato CE.
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®®®0
HllllllllilUUHHnJtJiiiuìiininiiii
Il retro del monitor, con la tila di connettori BNC ad ingressi separati per i segnali RGB e di sincronismo ed il connettore D-Sub a 1 5 poli.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
139
OvervieVi
di Andrea Moritesi
Ricoh MP-7040S-DP
x4x4x20
In questo particolarissimo mondo che
è l'informatica, non passa giorno che
non venga presentato un processore, o
una periferica o un qualche strano di¬
spositivo normalmente molto più evolu¬
to di quelli fino ad allora disponibili. Non
sfuggono a questo "gioco" i masteriz-
zatori, anzi, è proprio in questa catego¬
ria che si assiste alla costante crescita
delle prestazioni. Dai primi modelli infat¬
ti, che potevano registrare alla velocità
di base (1x) e leggere a 2x o 4x, si è ar¬
rivati a scrivere a 4x, 6x o 8x, con velo¬
cità di lettura comparabili a quelle di un
buon lettore CD-ROM della scorsa ge¬
nerazione. Contemporaneamente la na¬
scita dei supporti ri-registrabili, il CD-
RW, ha portato nuovo impulso al mer¬
cato e ha reso il supporto CD molto più
versatile.
La multinazionale Ricoh, da sempre
estremamente attiva nel campo della
masterizzazione, presenta un nuovo
masterizzatore per dischi CD-ROM e
CD-RW. L'MP-7040S-DP adotta le tec¬
nologie più avanzate per ottenere ma¬
sterizzazioni sempre più veloci e sem¬
pre più affidabili
Costruzione
Il dispositivo si presenta come una
normale unità CD-ROM, con connessio¬
ni SCSI. Sul pannello posteriore trovia¬
mo infatti il classico connettore a cin¬
quanta pin per il collegamento al con¬
troller SCSI-2, con i ponticelli per la
scelta dell’ID e per l'abilitazione del ter-
minatore. Anteriormente troviamo il pul¬
sante per l'apertura del cassetto, la pre¬
sa per la cuffia e la randelline per il con¬
trollo del volume di uscita, sempre per
la cuffia. Tra le particolarità di questo
Ricoh MP-7040S-DP x4x4x20
Produttore:
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masterizzatore la possibilità di essere
montato anche verticalmente. All'inter¬
no del cassettino, infatti, troviamo tre
linguette regolabili che servono a tene¬
re fermo il disco quando il cassetto è
verticale. Queste linguette sono dispo¬
ste in maniera di agevolare l’inserimen¬
to del disco anche quando sono spor¬
genti; c'è da dire comunque che la di¬
sposizione verticale è comunque sicura¬
mente scomoda da usare. Il cassetto di
caricamento del disco è completamen¬
te sigillato dall’esterno, e questo miglio¬
ra l'affidabilità del dispositivo, riducendo
la presenza di polvere all'interno del dri¬
ve. Inoltre l’unità è progettata in manie¬
ra da evitare il surriscaldamento delle
parti interne e questo ha fatto sì che
non fosse necessario utilizzare una ven¬
tola interna.
Abbiamo detto nel paragrafo prece¬
dente che la Ricoh ha sempre utilizzato
sulle sue macchine le tecnologie più
avanzate. In questo masterizzatore MP-
7040S adotta una tecnologia, denomi¬
nata OPC (Optimum Power Control),
che consiste nel monitoraggio continuo
del livello del segnale durante la maste¬
rizzazione e regola la potenza del laser
per compensare le imperfezioni sul di¬
sco. Questo assicura un segnale in let¬
tura di livello costante, che aiuta a mini¬
mizzare sia gli errori di lettura che pro¬
blemi di jitter e di coefficiente di rifles¬
sione con i vari supporti. L'unità dispo¬
ne poi di un buffer da 2 megabyte che
consente di ridurre possibilità di errori in
scrittura dovuti a "buffer under-run".
Le nuove tecnologie utilizzate dalla
Ricoh comprendono inoltre un modulo
pick-up estremamente piccolo e una lo¬
gica di controllo basata su chip LSI, ol¬
tre ad un front end analogico dalle pre¬
stazioni avanzate. In questo modo è riu¬
scita a realizzare un masterizzatore ca¬
pace di scrivere sia i CD-R che i CD-RW
alla velocità di 4x, con una velocità di
lettura di 20x, con un transfer rate in so¬
la lettura di 3 megabyte/sec e un tempo
di accesso medio di 120 msec.
140
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
JuslAudìol consente di creare
lealmente CD-Audio a partire o
da tracce registrate su altri CD o
su hard disk oppure catturando
direttamente i suoni mediante la
scheda audio installata nel com¬
puter L' utilizzatore ha a disposi¬
zione alcuni tool per l'elaborazio¬
ne dei suoni, tra cui un riduttore
del rumore causato da click e
pop presenti ad esempio nelle
registrazioni di dischi in vinile.
PacketCD. utilizzando la tecno¬
logia packet writmg e il hle Sy¬
stem UDF, consente di scrive¬
re file sul CD-R o sul CD-RW
direttamente dall'Explorer di
Windows. In pratica il program¬
ma trasforma il CD in un hard
disk rimovibile da 532 megaby¬
te; con la compressione si arri¬
va a più di un giga di dati
Sul pannello posteriore
troviamo il classico con¬
nettore a cinquanta pin
per il collegamento al
controller SCSI-2, con i
ponticelli per la scelta
dell'ID e per l'abilitazione
del lermmatore.
Utilizzazione
Come ogni masterizzatore che si ri¬
spetti anche questo dispositivo Ricoh
viene venduto completo di programmi
per la registrazione. Il software fornito
in bundle è l'ottimo WmOnCD. della Ce-
Quadrat, giunto alla versione 3,6. Il pro¬
gramma consente di creare praticamen¬
te qualsiasi tipo di CD, dal CD-ROM al
CD-Audio, al CD-Video, CD-Text, CD-Ex-
tra, ecc., in maniera estremamente
semplice. Tra le ca¬
ratteristiche la pos-
sibilità di utilizzare
un comodo wizard
che guida l'utente
passo passo nella
realizzazione del CD
e la possibilità di
creare Video CD
con l'ausilio di un
convertitore per fil¬
mati MPEG-1 inter¬
no al programma.
Oltre a WinOnCD
la confezione com¬
prende anche i
software PacketCD
e JustAudio!. Il pri¬
mo consente di
scrivere file sul CD-
R o sul CD-RW di¬
rettamente dall'Ex-
plorer di Windows. In pratica il program¬
ma trasforma il CD in un hard disk rimo¬
vibile da 532 megabyte. Se si usa un
CD-R i dati, una volta scritti, non posso¬
no essere cancellati, se invece si utiliz¬
za un supporto riscrivibile si potrà scri¬
vere e cancellare sul CD a piacimento
proprio come se si stesse usando un
floppy o un hard disk. PacketCD utilizza
la tecnologia Packet Writing e il file Sy¬
stem UDF (Universal Disc Format). In
questo modo è possibile scrivere sul
i. Z JSLJl
CD "a pacchetti", cioè utilizzando unità
minime di allocazione molto piccole.
Con questa tecnologia, del tutto analo¬
ga a quella utilizzata sui DVD-RAM, si
può risparmiare una notevole quantità
di spazio durante la scrittura. Inoltre
PacketCD, mediante la compressione
dei dati, permette di raddoppiare virtual¬
mente la capacità del CD. Sarà quindi
possibile registrare più di 1 Gb di dati
non compressi su un singolo disco.
JustAudio!, sempre della CeQuadrat,
è un programma che consente di creare
facilmente CD-Audio a partire o da trac¬
ce registrate su altri CD o su hard disk
oppure catturando direttamente i suoni
mediante la scheda audio installata nel
computer. Come altri software similari
anche JustAudio! mette a disposizione
dell'utilizzatore alcuni tool per l'elabora¬
zione dei suoni, tra cui un riduttore del
rumore causato da click e pop presenti
ad esempio nelle registrazioni di dischi
in vinile, e un massimizzatore del volu¬
me. utile per sfruttare tutta la dinamica
dei 16 bit nei quali è codificato l'audio
PCM. Il programma appare molto sem¬
plice ma altrettanto efficace e permet¬
te, anche alla persona meno esperta, di
produrre dei CD-Audio di buona qualità,
occupandosi anche della masterizzazio¬
ne vera e propria.
Il masterizzatore MP-7040 è prodotto
anche in versione IDE-ATAPI, acquista¬
bile ad un costo leggermente inferiore.
Nella confezione, oltre ad un completo
manuale in più lingue tra cui l'italiano,
sono presenti anche cinque CD-R Ricoh
della serie Premium ed un supporto
CD-RW.
Conclusioni
Chi si appresta ad acquistare
un masterizzatore per il suo
computer cercherà sicuramente
un prodotto che gli assicuri affi¬
dabilità, anche nel tempo, flessi¬
bilità, velocità e costo contenu¬
to. La serie MP-7040 della Ricoh
centra perfettamente l'obiettivo.
L'alta tecnologia che il costrutto¬
re mette nei suoi prodotti ha
consentito da un lato di avere
doti velocistiche ottimali, anche
nella scrittura di CD-RW, e
dall'altro assicura una ottima co¬
stanza delle prestazioni, La fles¬
sibilità è data dall'offerta di pro¬
grammi forniti in bundle, che
danno la possibilità a chi acqui¬
sta il sistema di lavorare subito,
sia per masterizzare dati che per
creare CD-Audio. Il prezzo è, alla
luce delle caratteristiche presen¬
ti, assolutamente concorrenzia¬
le. ws
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
141
di Di no Jori s
La Galleria degli Uffizi può essere indi¬
cata come uno dei luoghi d'arte più fa¬
mosi al mondo. Questo non solo per i
suoi contenuti (che sono certamente e
largamente superati da molte altre galle¬
rie d'arte nel mondo occidentale), ma
anche per i suoi ''contenitori": La stessa
Galleria, un edificio originariamente de¬
stinato a "centralizzare" degli uffici (di
nuovo non inventiamo proprio un bel
niente...), e Firenze, che è certamente
una delle città più ricche d’arte del mon¬
do.
Descrivere gli Uffizi in un libro ac¬
compagnato da un CD-ROM, non è
certo impresa da "uno qualunque".
Giunti ha cosi scelto, per la direzione di
quest'opera, la persona che più si qua¬
lificava per le sue competenze sia arti¬
stiche, sia multimediali. Gioia Mori in¬
segna storia dell'arte all'accademia di
Roma e ha già prodotto opere multi¬
mediali della collana CD Arte (Giunti-
La Repubblica), vincendo con Cézan-
ne il primo premio del festival Monu-
media.
Il risultato è un'opera che non
mancherà di raccogliere i consensi del
caso, visto che è confezionata con mol¬
ta professionalità, a tutti i livelli, e che si
qualifica come valido strumento multi¬
mediale per esplorare i contenuti della
Galleria degli Uffizi... senza muoversi da
casa!
Non voglio dilungarmi troppo nella de¬
scrizione dell'opera: meglio mantenerla
al minimo, per dare spazio alle immagi¬
ni, che riescono più delle parole a dare
un'idea dei contenuti,
Mi pare tuttavia opportuno indicare
che sono 101 le opere rappresentate sul
libro e sul CD-ROM. L'apertura è dedica¬
ta alla Primavera del Botticelli, la cui ana¬
lisi abbastanza approfondita prende le
prime pagine, poi si passa alla descrizio¬
ne delle altre cento opere, di 66 artisti.
Le opere sono presentate con un cor¬
redo di schede sull’autore, sulle opere
stesse, sulla datazione
e sulle dimensioni, che
sono indicate sì in centi-
metri ma anche, oppor¬
tunamente, affiancando
le opere ad una statua a
grandezza naturale,
Non manca la possi¬
bilità di analizzare i det¬
tagli, grazie ad uno
zoom. Questo, tuttavia,
opera su un'immagine
ridotta. Preferibile,
a mio
avviso, consentire l'al¬
largamento delle imma¬
gini intere, anche oltre i
limiti dello schermo, la¬
sciando la possibilità di
farle scorrere in tutte le
direzioni (è una tecnica
già adottata per altre
opere su CD-ROM de¬
dicate all'arte).
Le opere sono anche
spiegate da uno
speaker, e le spiegazio¬
ni sono accompagnate
da efficaci animazioni
che servono a focalizza¬
re l'attenzione di chi
esamina l'opera sui
punti di particolare inte¬
resse.
Buona anche la guida
iconografica, che è pre¬
sente sia su carta, sia
su CD. In quest'ultimo,
tuttavia, si trova qual¬
cosa in più: i riferimenti
ipertestuali, che con un
clic attivano le immagi¬
ni citate,
Tra le cose migliora¬
bili, l’inesorabilità
dell'introduzione: sia
pure interessante ed opportunamente
breve, si avvia automaticamente ad ogni
lancio. Se è vero che con un clic s'inter¬
rompe, è anche vero che sarebbe meglio
lasciare all’utente la possibilità di passare
direttamente alla consultazione. Nella
prossima edizione?
Considerando che c’è anche un bel li¬
bro che accompagna il CD-ROM (o è ve¬
ro il contrario?)... OK, il prezzo è giusto!
Uffizi
Giunti Multimedia
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Uffizi
142
Pompei
Occhio all'etichetta! La scatola che ve¬
dete nell'immagine è, infatti, assoluta-
mente eguale per tutta la gamma di pro¬
dotti della collana Premium Interactive,
Varia la sola etichetta, e non di molto, vi¬
sto che sfondo e colore sono sempre
eguali, giallo su nero. Variano, ovviamen¬
te, i titoli, che in questa collana riguarda¬
no molti (e molto diversi) argomenti: da
Invenzioni e Inventori si passa alla Pittura
Italiana e poi ai Mammiferi, per poi fare
una sosta nel mondo dell'Enciclopedia
della Musica e continuare con un pratico
Stradario d'Italia...
Questa volta posso con sicurezza affi¬
darmi alla sola memoria, senza "riscontri
oggettivi" che non ho in questo momen¬
to a portata di mano, e affermare che
questo prodotto (mi riferisco a Pompei,
ma vale anche per alcuni altri prodotti) è il
frutto del "riciclaggio" di un'opera pre¬
sentata per la prima volta nel giugno del
1996.
Chiarisco subito che la parola riciclag¬
gio non deve, in questo caso, evocare
nulla di negativo. Questo anche in virtù
del fatto che l'inserimento di quest'opera
nella collana ha comportato una drastica
riduzione di prezzo: dalle 99.000 lire, pro¬
poste come prezzo di vendita nel 1996,
alle 24.900 d'oggi.
Evidentemente, gli anni trascorsi sono
serviti all'ammortamento dei costi iniziali,
che ha consentito questo tipo di riduzio¬
ne di prezzo: un quarto dell'originale.
Nel caso specìfico di Pompei c'è da
considerare anche una questione d'op¬
portunità: nei tre anni trascorsi, il prodot¬
to è un po’ invecchiato, a causa dei pro¬
gressi fatti nel settore della realtà virtua¬
Pompei
De Agostini Multimedia
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In libreria
le, quindi non po¬
teva ragionevolmente mantenere un
prezzo elevato (gli standard tecnici e qua¬
litativi di Tutankhamon, di cui parlo in
queste pagine, sono molto più alti e il
prezzo è appena inferiore alle ottantamila
lire).
Nel giugno 1996 scrivevo che
quest’opera presentava pregi e difetti.
Non è cambiata l'opera, non sono cam¬
biati pregi e difetti, non è cambia¬
to altro che il tipo d'offerta. Pro¬
prio per questo l'opera è oggi più
allettante d'allora, con un rappor¬
to favorevole tra qualità e prezzo.
I contenuti sono presto detti: la
visita virtuale a Pompei porta a
percorrere tutte le strade della
città, con la possibilità di soffer¬
marsi là dove si trovano degli edi¬
fici di particolare interesse, per
conoscerne la storia e per veder¬
ne le ricostruzioni al computer.
Le immagini che vedete possono
darvi un'idea abbastanza precisa
dei contenuti. Dovete solo cerca¬
re di immaginare il movimento,
che non abbiamo ancora impara¬
to a riprodurre sulla carta (un giorno, chis¬
sà!?!?).
Pompei riesce ad esercitare il suo fa¬
scino anche quando c'è presentata in
modo virtuale, come in questo caso. Non
ho dubbi: prima di recarmi di nuovo in vi¬
sita a questa città affiorata dal distante
passato (sono passati oltre trent'anni dal¬
la precedente), farò un'accurata visita vir¬
tuale. che probabilmente mi renderà la vi¬
sita reale ancora più gradevole. Posso
suggerirvi di fare lo stesso?
p ANFITEATRO
- l'anfltsatro di Pompai è II più amico anfltaatio romano dal mondo.
0 fu coati ulto dal dua maqlairatl cha lagnavano II govarno dalla città
[* (du ovlif) tubilo dopo la fondarono dalla colonia alllana a potava
oapltma fino a 20.000 •patinimi I magistrati al chiamavano Quinzio
I- Valgo a Marco Porclo, gli ataaal cha costruirono II taatro coparlo.
Spasso, nalla città conquistato dal romani, accodava cha I grandi
) | aditici da spettacolo vanissimi costruiti In tona periferiche sia per II
I | costo minoro dal tarranl, sia por evitare I disagi dovuti
airaffollamanto dogli spettatori noi contro dalla città.
Por la costruzione vanno sfruttalo faggete dalla fortificazione più
) antica, cha forniva un poderoso tarraplano a cui vanne addossata
I la fondazione dalla gradinata orientali. Un nuovo tarraplano fu
f Invoca realizzato appositamente por sostenoro lo gradinato
j. occidentali.
I '. Olito la fortificazione non sappiamo cosa ci fossa In questa zona
prima dalla costruzione dell'anfiteatro, ma à possibile che vi si
! trovassaro dalla abitazioni privata coma nel caso dalla vicina
[ palestra grande.
I Coma noi moderni teatri, la gradinata (cavea) arano divise In ordini
|. di diversa qualità, cha avevano anche Ingrassi separati. A ridosso
|i dell'afona, si trovavano I posti migliori, riservati al magistrati, ai
■ membri dal senato locale (decurioni), agli organizzatori a
- finanziatori dal giochi. In caso di eccessiva calura, gli spettatori
r potavano essate riparati da enormi teli (vela) che venivano issati
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
143
Campeggi d'Europa
genze di ognuno può essere fatta sulla
base d'indicazioni particolari. C’è la
possibilità di pagamento con carta di
credito? Ci sono sconti di bassa stagio¬
ne? Ci sono servizi e attrezzature spe¬
ciali per camper, cani al guinzaglio, ter¬
reno sorvegliato durante le ore nottur¬
ne. eccetera?
Le scelte possono essere basate anche
Mi fa piacere segnalare questo stru¬
mento d'analisi della situazione dei
campeggi in Europa anche a chi ama
prendere le ferie quando trova meno
folla in giro (le partenze intelligenti si
possono fare anche in settembre, otto¬
bre e oltre) ed a chi, dopo avere preso
qualche "solenne fregatura" capitando
nel posto sbagliato, apprezzerà d'esse¬
re informato, anche se solo a posterio¬
ri, dell'esistenza d'uno strumento co¬
me questo, che potrà fargli evitare
scelte sbagliate per le ferie prossime
venture (sbagliare è umano, ma perse¬
verare...).
Prima di passare alla descrizione di
questo prodotto, lasciatemi precisare
qualcosa a proposito dei segnalati re¬
quisiti standard: è perfettamente vero
che il programma funziona anche con
sistemi 486, ma è anche vero che la
casa suggerisce l'uso di un Pentium
200 e di oltre 100 MB di spazio su di¬
sco (e le prestazioni diventano otti¬
mali).
Vediamo ora insieme la sostanza (tan¬
ta) di questa guida ai campeggi, che in
numeri si riassume cosi: 7600 impianti
di 27 paesi europei descritti in modo
semplice e schematico, con indicazioni
di posizione sulla mappa geografica.
3200 fotografie corredano la descrizio¬
ne di molti dei campeggi esaminati (per
curiosità ho fatto un piccolo calcolo:
per passare una
settimana in cia¬
scuno dei cam¬
peggi. avremmo
bisogno di oltre
140 anni, senza
calcolare i tempi
di viaggio!).
Questa conside¬
razione fa apprez¬
zare di più la ne¬
cessità di restrin¬
gere il campo di
scelta, utilizzando
i parametri di se¬
lezione. che co¬
minciano dalle
nazioni, per poi
restringersi a re¬
gioni. città e no¬
mi.
Un'ulteriore sele¬
zione dei cam¬
peggi capaci di
soddisfare le esi-
144
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Ambiente Windows95
Requisiti di sistema: standard
su posizione, terreno, vegetazione
(esempio: situato presso un fiume, la¬
go, mare, a 500-1000 m di quota, ac¬
cessibile alle roulotte, prato, terreno
sabbioso, piazzole riparate, strade
asfaltate, vegetazione per fornire om¬
bra, eccetera.)
Sono tenute in considerazione anche le
attività ricreative, di sport e gioco, le at¬
trezzature ricreative acquatiche, la pos¬
sibilità di nuotare nel fiume o al mare,
di fare windsurf, vela, rafting, sci nauti¬
co, eccetera.
Le condizioni di scelta possono anche
includere i tipi d'attrezzature, come la¬
vabi per stoviglie, acqua calda, lavatri¬
ce, docce, eccetera).
Non mancano anche i riferimenti alla
presenza di pizzerie, bar. telefoni a
scheda o gettoni, area per barbecue,
spiagge con docce, rubinetto per im¬
barcazioni...
Non mancano delle indicazioni abba¬
stanza precise sulle fasce di prezzo.
Mediante un modulo contenuto nel cd¬
rom è possibile richiedere direttamente
le informazioni ai campeggi e persino
effettuare la prenotazione, superando
qualunque problema di lingua. Questo
modulo può essere stampato o inviato
tramite posta elettronica.
Ottimo il pianificatore stradale, per ot¬
tenere la descrizione del percorso da
qualunque luogo in Europa al campeg¬
gio selezionato.
Molteplici opzioni di stampa: la mappa,
il percorso stradale, i moduli, le infor¬
mazioni generali, la lista dei campeggi
trovati.
I campeggi selezionati sono stati con¬
trollati da 260 ispettori ACSI e hanno
ottenuto il bollino 'Scelto da Acsi '99'.
Conclusione: chi ama campeggiare ha
trovato una guida preziosa.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Tutankhamon
Tutankhamon
Ancora un'opera su CD-ROM dedica¬
ta all'antico Egitto (se ne contano alme¬
no sei), che evidentemente continua ad
esercitare un fascino immutabile sulla
fantasia di noi tutti, almeno dall'epoca
della spedizione napoleonica alla fine
del Settecento (che ebbe l'effetto di ri¬
svegliare un interesse che sembrava in
qualche modo sopito, grazie al rinveni¬
mento della stele di Rosetta, che con¬
senti di decifrare i geroglifici).
L'argomento Egitto è vincente, anche
perché non corre certamente il rischio
d'invecchiare. Ecco quindi che un'opera
come questa può giustificare degli sfor¬
zi produttivi impegnativi, perché i costi
possono essere recuperati nel lungo
periodo.
Gli sforzi produttivi ci sono davvero
stati, in misura notevole, e la cosa tra¬
spare subito, dalla prima schermata.
Tali sforzi, della francese Syrinx, sono
stati anche premiati dal successo di
vendita (50.000 copie in Francia) e
dall’Emma Award 1997.
L'opera di localizzazione non ha la¬
sciato nulla al caso, visto che la De Ago¬
stini si è avvalsa della consulenza scien¬
tifica di un professore d' Egittologia
dell'università di Roma e Accademico
dei Lincei, Sergio Donadoni, e di due
collaboratrici scientifiche del Museo
Egizio di Torino.
Le immagini che vi propongo posso¬
no forse darvi un'idea dei contenuti,
che sono molto curati, sia dal punto di
vista della grafica che da quello dei con¬
tributi multimediali.
La veduta della
Valle dei Re, a trecentosessanta gradi,
si avvale della oramai più che collaudata
realtà virtuale (con le macchine più mo¬
derne lo scorrimento delle immagini è
diventato quasi perfetto).
Il viaggio nel mondo di Tutankhamon
e dei due grandi personaggi cui si deve
la scoperta della sua tomba può essere
fatto sia in modo casuale, sia in modo
sequenziale. Il fascino dell'argomento e
delle immagini è tale che entrambi i
metodi possono essere egualmente go¬
dibili.
Non è improbabile che le persone
che già conoscono l'argomento potran¬
no fare a meno di ascoltare la storia del¬
la scoperta, ma nessuno mai potrà, a
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zione
mio avviso, stancarsi di vedere e rivede¬
re le belle e affascinanti immagini che
l'opera propone.
Credo di poter concludere qui, la¬
sciando il compito di comunicare il fa¬
scino dell'opera più alle immagini che
alle parole.
Da non mancare. ^
Tutankhamon
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
145
Soprawiveranno
i grandi rettili?
di Raffaello De Masi
Di ritorno dal mare, quattro chiac¬
chiere su un fenomeno, nato negli
USA al momento della nascita della
comunicazione on-line, che. in otti¬
ca più o meno pionieristica, vide il
diffondersi esplosivo dei cosiddetti
servizi on-line, che trasformarono di
colpo le tecniche allora usuali di co¬
municazione. Hanno ancora ragione
di esistenza e significato, oggi?
Alla fine del Cretaceo, in una bella
giornata di sole, i dinosauri stavano
prendendo il sole lungo i bordi della
Pangea, che per la verità si era già
abbondantemente smembrata. Gli
affari andavano a gonfie vele, le fel¬
ci (per gli erbivori) e la carne fresca
(per i T-Rex, gli Allosauri e i modelli
di più piccola taglia) erano a buon
mercato; insomma, era una vera
età dell'oro, il paradiso terrestre dei
rettili. Pancia piena e caldo mare,
ombrelloni e ragazze, pardon dino-
femminucce, in topless. Insomma il
paese di bengodi, senza quei fasti¬
diosi mammiferi tra i piedi, specie
quelli a due zampe litigiosi e attac¬
cabrighe. Toccò ai Velociraptor, i ve¬
ri dobermann dell'epoca, dalla vista
acuta e meno babbei dei loro più
grossi fratelli, capire che qualcosa
improvvisamente non andava. Ma
non fecero a tempo neppure a rac¬
cogliere la borsa da spiaggia che
tutto era finito, grazie a uno di que¬
gli eventi celesti che statisticamen¬
te non accadono mai (ci assicurano
gli scienziati, beati loro e le loro si¬
curezze!), ma che paiono fatti ap¬
posta per contraddirli,
AOL e CompuServe sono i dino¬
sauri della comunicazione di oggi.
Nacquero in un'epoca in cui la let-
zione diffusa che, per l'epoca, era
considerata rivoluzionaria, il prezzo
richiesto non era proprio basso, ma
per un'innovazione del genere non
era proprio il caso di spaccare il
centesimo. Web non offriva tutto
questo, per il semplice fatto che
WWW non era stato neppure in¬
ventato. E chi scrive aveva qualche
capello in più, una moto, non era
sposato e viveva, manco a dirlo, ad
Atripalda, perla dell'Eurasia.
Una lezione
di politica nostrana
Poi, un giorno, le cose improvvi¬
samente cambiarono. Arrivò
Internet e WWW, l'accesso non fu
più un terno al lotto, la posta diven¬
ne poco più che scrivere un mes¬
saggio, chatroom, newsletter e
message board si ritrovarono a ogni
angolo di strada (pardon, il mare
non ha taverne né sentieri), i prezzi
diminuirono di colpo, e siti e provi¬
der si moltiplicarono e propagarono
come la gramigna e la maldicenza.
E oggi in molte nazioni (e, timida¬
mente, anche da noi) i provider co¬
minciano ad offrire abbonamenti
gratuiti. Se i vecchi pachidermi han¬
no ancora mantenuto i loro prezzi
relativamente alti, come mai riesco¬
no ancora a sopravvivere?
I servizi on-line, come li chiame¬
remo in quest'articolo, hanno effet¬
tivamente difficoltà nel sopportare
la loro stessa struttura. Come nel
titolo del paragrafo, stanno cercan¬
do di riciclarsi, di darsi una facciata
tera era il mezzo di comunicazione
usuale e il fax, novello Mercurio della
comunicazione, faceva i suoi primi, timi¬
di passi. Il successo fu enorme e gli
iscritti al servizio furono milioni, sebbe¬
ne usarlo non fosse né semplice né im¬
mediato. Poi, con l'avvento della me¬
teora di Internet e, in particolare, la di¬
sponibilità di WWW e della posta elet¬
tronica, fu facile decretare per questo ti¬
po di servizio, peraltro fortemente svi¬
luppato solo negli Stati Uniti, una rapida
scomparsa. E invece...
Le prestazioni di questi due fratelli-av¬
versari della comunicazione erano, per
l'epoca, decisamente allettanti; ambe¬
due offrivano i servizi di messaggistica,
ma anche aree di forum e di comunica¬
nuova, ma il compito è duro e, effettiva¬
mente, AOL e company hanno difficoltà
a trattenere i loro clienti dal migrare ai
più confortevoli e meno cari lidi di
WWW. Nuove interfacce, nuovi servizi,
prezzi fortemente ribassati, offerte pro¬
mozionali accattivanti, tutto viene tenta¬
to pur di mantenere la vecchia clientela
e di recuperarne nuova. Purtroppo il
146
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
aol.com]
AOL Instant Messenger'"
au vew i/iisio* zo/
+9CU UP UOWt
Cm mmw«X>
Pi IH H>IIW-0«N«WlHiM*<i|W-ll
« m fluì ■»*i» «Kit A* y—
— «• II*» Miti* frw mHW ymt
i*ct*d la Oia Im.inrl!
Easy
riHMBBHi l«a
— ^ ir.rm «ii-r
Private
Instant
BmiWAAOLIi
OÌOU UP UOWt
AOL.COM
compito è quanto mai arduo.
Ma chi sono veramente questi due
colossi, di cui si favoleggiava negli anni
li
Indirizzi di riferimento
!)«<• K/lW.V.'A: !*IH»>I 1 1
inttD^/www.Lomouberve.cont
http://www.msn. com
irmpj/wwyy.trqeserve.tgni
hnp;//vwYYv.lineone.com
hnpi//www.yirqin,net
scorsi e che, perfino, erano avvolti
in un velo di leggenda, come tutte
le cose di allora che provenivano
dagli States (prima che WWW tra¬
sformasse la terra in una piazza di
paese?); diamoci un'occhiata più da
vicino.
AOL - America On Line
Vero antenato di tutti i servizi, AOL,
nato negli USA ma presente oggi in
molte altre nazioni, si autodefinisce
"thè world's most popular and fastest-
growing Internet on-line Service" (beh,
sul grow non ci metteremmo la mano
sul fuoco!). Forte, ancora oggi, di
14,000.000 di iscritti, per la maggior
parte statunitensi, si basa, come d’altro
canto anche AOL. sulla installazione di
un software ad hoc che crea un am¬
biente d'uso specializzato. Iscriversi è
semplice, anche perché
AOL offre un bonus di 100
ore iniziali gratuite, affer¬
mando comunque, nella
presentazione, di essere si¬
curo che chiunque lo pro¬
verà diverrà poi un abbona¬
to,
Il software ha un bug
strano, vale a dire che non
segnala se si è persa la
connessione (cosa che,
dall'Italia, durante le prove
effettuate, è stata cosa nor¬
male e frequente) cosi che
non si sa mai se si è perso
il contatto o il collegamento
è solo molto lento.
Indipendentemente da ciò,
il servizio offerto è di gran¬
de qualità, come qualitativa¬
mente elevato è il software
di gestione, che non ha nul¬
la da invidiare, anzi sovente
dà punti, ai più accorsati
browser. E' molto semplice
trovare quel che interessa,
visto che il servizio è orga¬
nizzato in "canali", aree di
interesse organizzate ad al¬
bero che portano sempre
più agli argomenti di inte¬
resse. Può risultare fastidio¬
sa la tendenza a lasciare
aperte, da parte del softwa¬
re, diverse finestre, anche
perché questo porta soven¬
te al crash del sistema.
Il materiale messo a di¬
sposizione è fuori dubbio
notevole, e spazia dalla poli-
- 1 tica alla finanza, allo sport, a
infinite altre discipline e co¬
noscenze, anche se occorre ammettere
che ormai tutti i motori di ricerca e di¬
versi altri servizi offrono le stesse carat¬
teristiche. Il software offre un buon si¬
stema di controllo degli accessi, con fil¬
tri di cattura di materiale non consentito
(ad esempio siti porno o diseducativi), e
la velocità di accesso e ricerca è buona,
anche se praticamente sovrapponibile a
quella di un buon ISP. AOL supporta
modem a 56K, ha un discreto servizio di
posta elettronica e i messaggi possono
essere realizzati secondo layout partico¬
lari.
Il servizio di posta è comunque molto
elastico, consentendo all'iscritto di ac¬
cedere alla sua casella di posta anche
attraverso un più diffuso accesso via
Web (utile quando si è fuori sede e si
desidera scaricare la posta da una posta¬
zione remota, dal collegamento di un
amico, da un NetCafé). Il servizio di
Instant Messaging è il punto di forza del
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
147
CompuServe.com
Rtea»C o co*r> o*»i mg buM mm« p»o<KkH t
t«m« «vi m«4 •« n«e«a»
WWìBWtfQf) jgnt 3» • M «
D»« »«".**«
Ruft*ng *»*»*« MN.M'
CompuServe, il grande avversario di un tempo.
6 stato acquistato due anni la da AOL
MSN. l'alternativa
Microsoft a questo
tipo di servizi, nono¬
stante la qualità, il
decollo non c‘é an¬
cora veramente sta¬
to.
prodotto, e que¬
st'area. come
quella di posta,
può essere sog¬
getta a una po¬
tente tecnica di
filtraggio. Si pos¬
sono "attaccare"
solo nove file a
ogni messaggio,
mentre esiste la
possibilità di ese¬
guire check conti¬
nuo della posta in
arrivo.
«urna
■ara
Hm e »*r, txxJ, Talàlng'
li rm «w n «.
CompuServe
Grande avversario da sempre di
AOL, CompuServe fu fondato nel
1979 e fu acquistato da AOL due
anni fa. Questo avrebbe fatto
pensare a una fusione dei due
servizi, ma cosi non è stato, visto
che le due filosofie di utilizzo e
sviluppo sono rimaste sempre
ben distinte.
Basato sull'utilizzo del nuovo softwa¬
re CompuServe
2000, da lungo
tempo annunciato
e finalmente di¬
sponibile, esso uti¬
lizza comunque
AOL Instant Mes¬
senger per le rela¬
tive comunicazioni,
ancorché ridise-
gnato e dotato di
una nuova pelle.
Easy
Private
Internet Messenger 6.
forse, il servizio meglio
realizzato e sicuramen¬
te il piu usato di
C.Serve. si tratta, però,
di un tipo di prestazio¬
ne ormai molto diffuso
anche presso altri siti
La gestione di questo prodotto è an-
ch'essa legata all'installazione del
software sulla macchina; una volta av¬
viato il programma ("thè Internet will
heat your children if you don't connect
with us") e lanciato l'accesso delle
cento ore (anche qui, ovviamente!) ci
ritroveremo in un ambiente più ami¬
chevole ma meno potente di AOL, con
schermate semplici e accattivanti, e un
servizio di supporto in linea efficiente e
veloce.
I contenuti e l'impostazione sono gli
stessi, comunque, di AOL, ma
CompuServe veste un abito meno se¬
rioso e formale del fratello-avversario
Nelle sue pagine sono senz'altro più
frequenti i riferimenti ad argomenti fri¬
voli come musica, moda, football ame¬
ricano. formula Indianapolis e formula
Uno, film, "stars and starlets", e. perfi¬
no. cucina per occasioni particolari e
oroscopo per giorno ed ora di nascita.
CompuServe sta lentamente spo¬
standosi, comunque, anche per ovvie
scelte aziendali, in ambiente Web, in
modo da non richiedere software dedi¬
cato. Sarebbe probabilmente l'idea vin¬
cente, ma gli investimenti dedicati alla
tecnologia CServe diverrebbero, d'un
tratto, carta straccia. Così com'è,
CompuServe è ben utile per chi usa
WWW, visto che diverrò sempre più
148
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Altri servizi dello stesso tipo, disponibili su WWW. Sebbene piuttosto recenti,
hanno già livelli qualitativi apprezzabili
trasparente ai browser correnti. Il ser¬
vizio di e-mail è buono e accessibile
anche ai Client correnti, preferibili visto
che quello built-in nel software di in¬
stallazione è di modesta qualità.
Ci sono possibilità di filtro di pagine,
gestito attraverso una versione custo-
mizzata di Cyberpatrol; quest'area è
molto ben organizzata, visto che viene
fornito un potente database di indirizzi
"proibiti", che può essere mantenuto
attraverso degli upgrade scaricabili gra¬
tuitamente per un anno e poi a paga¬
mento.
mente al prezzo. Collegarsi a AOL costa
circa nove dollari per tre ore, e
CompuServe non è da meno, con i suoi
tre dollari e mezzo l'ora. Prezzi certo
giustificabili per l'impegno che le due
aziende pongono nella gestione e nella
manutenzione del loro prodotto, ma co¬
me combattere contro il Web, pratica-
mente gratuito? Diciamo che hanno
senso, se proprio vogliamo trovarci una
giustificazione, per chi si avvicina per la
prima volta a questo tipo di servizio, da¬
ta la gran facilità e piacevolezza d'uso
dei software di ambedue le firme. Ma
inevitabilmente, una volta raggiunto un
minimo di padronanza, l'utente migrerà
verso un ISP, più efficiente e, soprattut¬
to, in evoluzione molto più rapida di
questi esemplari di una fauna dì un'altra
epoca. Viene solo spontanea una do¬
manda. AOL e CServe hanno letteral¬
mente sommerso il mondo delle riviste,
dei supermarket, perfino dei distributori
di benzina con i CD contenenti il
software e il setup per il primo accesso
delle cento ore. È la cosa va avanti da
mesi. Dove andranno a finire? Tra set¬
tanta milioni dì anni gli archeologi
dell'epoca li scambieranno per le ossa
dei nuovi dinosauri estinti? /se
Conclusioni
Hanno ragione di
esistere, ancora,
questi servizi? La ri¬
sposta non è semplice, ma propende
certo per il no. I vantaggi sono sovente
trascurabili, rispetto a una comune con¬
nessione a WWW, e il fatto che in
America questi due grandi colossi per¬
dano inevitabilmente terreno è significa¬
tivo dell'impossibilità di tenere più il
mercato. Il motivo di tale decadenza è
legato a diversi fattori, ma essenzial-
Nuovi avversari nascono
Poteva non essere? Bill Gates ha pensato bene di entrare anche in quest'area; e ha
presentato il suo MSN, che però non ha avuto alcuna fortuna I prezzi sono allineati alla
concorrenza, anzi leggermente Inferiori. I servizi sono pressoché gli stessi, anche se non
c’è necessità di scaricare grandi software di gestione. L'iniziativa, almeno per ora, ha
suscitato tiepidi consensi. Molti non vedono la necessità di aderire a tale servizio che poi,
in fondo, mette a disposizione più o meno lo stesso materiale disponibile attraverso
WWW
Due nuovi servizi sono comparsi da poco tempo, LmeOne e Virgin Net, che sono offerti
gratuitamente e richiedono un pagamento solo per il supporto tecnico. Il primo, in
particolare, si rivela molto dinamico, visto che ha, in un anno, ridisegnato più volte il suo
ambiente di lavoro per offrire servizi sempre più qualificati. LineOne Service Mail è, in
particolare, molto ben realizzato ed efficiente, mentre Freeserve, terzo incomodo, sta
entrando prepotentemente in contesa offrendo una miriade di servizi in linea, e cambiando
e affinando continuamente fisionomia.
Tutti sono gratuiti, e questo, insieme alla qualità offerta, ne farà sicuramente nel futuro
un prodotto vincente. Tutti e tre i prodotti sono comunque di buona qualità, facili da
raggiungere e dinamicamente giovani I mammiferi dell'on-line Service?
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
149
PROVE & PRODOTTI
a cura di Andrea de Prisco
Kai's Photo Soap 2
di Raffaello De Masi
Anni di convivenza porta¬
no, è cosa generalmente
creduta e, sovente, afferma¬
ta da studi più o meno scien¬
tifici, alla somiglianza tra gli
individui Si dice comune¬
mente che, con il passare
degli anni, moglie e marito si
rassomiglino, cane e padro¬
ne assumano le stesse sem¬
bianze del volto e la mia gen¬
tile consorte asserisce che
"...ho fatta la faccia del Ma¬
cintosh",
Anni di militanza comune
con AdP, augusto e risplen¬
dente titolare di questa rubri¬
ca, purtroppo non hanno por¬
tato alla stessa cosa. Quoti¬
dianamente, con impegno
degno di ben altri scopi, mi
guardo allo specchio cercan¬
do qualche somiglianza, un
tratto appena impercettibile,
che ricordi la leggiadria in¬
commensurabile del Divino,
ma per quanto mi sforzi mi
sembra di arrampicarmi sulla
sabbia. Come fa, ho pensato
per tanti anni, ad avere un
occhio (uno solo) cosi ta¬
gliente, un cipiglio degno di
Alessandro il Grande, un vi¬
so che. pur nel fulgore
dell'ardimento che mai lo ab¬
bandona, non ha neppure
una ruga? Patto con il Diavo¬
lo, rivisitazione di antichi e segreti ma¬
nuali cabalistici e alchimistici, merito di
mammà che quando lo fece non badò a
spese? Mistero, impenetrabile come
quello di Mu o della scrittura etrusca. Fi¬
no all'altro giorno, quando, pur i Capi
sbagliano, un banale incidente di per¬
corso ha fatto scoprire l'arcano.
Arriva il corriere con un pacchetto,
contenente un programma per una pro¬
va di questa rubrica. Lo apro e trovo un
CD stranamente consunto, un manuale
visibilmente studiato a fondo, insomma,
quello che si dice qualcosa di "vissuto".
Ed ecco scoperta la "zella", ecco come
fa Lui a superare, novello nocchiero
emulo di Caboto, le tempeste e le ingiu¬
rie del tempo; usa PhotoSoap 2
Photo Soap,
per “apparare le cose”
Foto fuori fuoco e "mosse", immagi¬
ni ingiallite dal tempo, vecchie fotogra¬
fie di tanti anni fa in cui la scarsa qualità
del fissaggio ha avuto buon gioco, fa¬
cendone perdere particolari e rifiniture,
immagini che desideriamo "movimen¬
tare" con qualche piacevole effetto
speciale? Kai's Photo Soap, fa questo e
altro, una vera lavastovi¬
glie delle immagini.
Di questo pacchetto
abbiamo già parlato diffu¬
samente circa un anno
fa. La versione uno aveva
del prodigioso, dicemmo,
visto che, accanto alla fa¬
cilità d'uso propria di tutti
i pacchetti MetaCreation,
prepotentemente si face¬
va notare la presenza di
tool di ritocco e modifica
fino ad allora inimmagina-
ti. Photo Soap 2 è una ri¬
visitazione completa del
pacchetto che, pur la¬
sciando immutata la
struttura e la tecnica
d'uso di base, porta con
sé un grande rinnova¬
mento e ampliamento dei
tool presenti, sia in forma
di prestazioni che in ter¬
mini di ancora maggiore
facilità d'uso.
Concettualmente e per
dichiarazione propria.
Kai's Photo Soap è un
pacchetto che carica foto
da un HD, una fotocame¬
ra digitale, uno scanner,
un CD, o magari da Inter¬
net. Quindi le colleziona,
le corregge, le manipola
con tool e filtri speciali, le
raccoglie e presenta in al¬
bum di foto virtuali, li inserisce in uno
slideshow. E, per buona misura, in que¬
sto pacchetto c'è tutto l'occorrente per
mettersi in linea con altri utenti entusia¬
sti, in tutto il mondo.
Ma, per le turbe dei lettori che hanno
letto il precedente articolo, cosa di nuovo
offre questa versione? Importante la
possibilità, oggi, di avere una finestra di
lavoro dimensionabile (prima era fissa e
legata allo schermo), e le finestre di lavo¬
ro possono essere più di una, cosi da
"fix and clone like crazy", come dice il
manuale. Un tool nuovo di zecca, il Tran-
sporter, permette di scambiare, organiz¬
zare, pulire, modificare, comporre e
150
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
fefr-ftf.il lì HO ohi*
Kai’s Photo Soap 2
Produttore:
MetaCreations Coipoiation
6303 Carpintena Avenue
Carpinteria, CA93013
htlp://www.rnetacrealìons.con>
Distribuitore:
Pico Srl
Via Costilu/ione 29
42100 Reggio Emilia
lei. 0522 51 1332
Prezzo al pubblico UVA esclusa):
Kai's Photo Soap 2 (Mac/Wm) L. 82.500
stampare immagini parziali o totali. Quick
Color Tool serve a ritoccare e ridefinire
tinte e sfumature di colore, mentre Auto
Enhance consente di gestire piccole mo¬
difiche guidate, un click alla volta; il tutto
in un più potente ambiente di gestione di
effetti di colore particolari.
La presenza di multipli livelli di Undo
permette di tornare sui propri passi, e la
possibilità di usare filtri Photoshop com¬
patibili consente di ampliare in maniera
vasta e specializzata le possibilità del
pacchetto di base. Le foto, oltre che
editate, possono essere poi gestite in
vario modo, usate per costruire cartoli¬
ne augurali, collage, poster, calendari.
E, ancora, c'è tutto l'occorrente per ac¬
cedere alla comunità Internet SoapTalk,
una banda di "creativi" un po’ sbandati,
accomunati dalla passione per questo
fantastico pacchetto.
Manipolazioni facili
e immediate
Diamo un'occhiata da vicino a questo
ambiente di lavoro, tanto nuovo quanto
inusuale. MetaCreation ci ha da tempo
abituati a prodotti di qualità, rivoluzionari
nell'interfaccia e nelle prestazioni (pen¬
siamo solo a Bryce, come esemplare di
una nuova epoca d'editing).
L'aspetto della finestra di lavoro è
parzialmente cambiato rispetto alla ver¬
sione uno. Sebbene Soap non faccia più
impressione, ormai, con la sua interfac¬
cia, visto che questa è divenuta abba¬
stanza nota e diffusa, simile com'è a
quelle degli altri package di MetaCrea¬
tion, l'aspetto e le funzioni dell'ambien¬
te di lavoro sono stati un po' "addome¬
sticati", per renderli più accessibili e
meno rivoluzionari. La finestra principa¬
le, che poi è una serie di finestre so-
lo splashscreen di
Soap2, dotato, in perfet¬
to stile MetaCreation, di
colon vivaci e grafica di
qualità
vrapposte azionate
da linguette, si gio¬
va dell'ausilio di un
tool sempre pre¬
sente, il Transpor-
ter. Cosa sia è pre¬
sto detto; si tratta
di una sottofine¬
stra, una specie di
grosso righello po¬
sizionato alla base
dell’area di lavoro,
che funge da terra
di nessuno per le immagini prelevate
dall’HD. In altri termini, in questa stri¬
scia sono "parcheggiati" i thumbnail, i
segnalibro, delle iconette, potremmo di¬
re, dei disegni precaricati dall'HD, in at¬
tesa di essere manipolati.
L'utilità di questa barra, a onta del
suo aspetto dimesso, è fondamentale.
Può servire a tante cose, a esempio a
gestire figure diverse, manipolare più
immagini contemporaneamente, con¬
servare operazioni di passaggio o solo
parzialmente andate a buon fine. Se
quello che abbiamo detto non vi è chia¬
ro, immaginate di dover costruire un ca¬
talogo. un album di foto che conservate
sull'HD. La tecnica più usuale di altri
pacchetti è quella di aprire le cartelle da
cui prelevare, una per una, le immagini,
ricavando quel che serve e inserendo
nel documento-album finale le foto in
un ordine più o meno rigorosamente
corrispondente a quello di prelievo.
E invece no, con
Soap si lavora in
maniera diversa. E'
come se, nell'Or-
ganizer, si siste¬
massero i provini,
col vantaggio che
quando questi ven¬
gono trascinati sul
documento esse
divengono foto.
Non va bene?
Niente paura, ba¬
sterà toglierla dal
documento senza
la finestra principale di
lavoro, con, in basso, il
Transporter, vero passe¬
partout dell'ambiente
per questo perderla di vista e da portata
di mano.
A quest'operazione concorre una pra¬
tica utility del pacchetto, il Contact
Sheet, praticamente la tavola di lettura
usata dai fotografi per avere una visione
d'insieme delle proprie collezioni. Una
volta fatta la propria cernita, clicchere-
mo l'etichetta Albums, ed ecco a nostra
disposizione ventiquattro portafotogra¬
fie di stile diverso, da quello supermo¬
derno all'Old America, all'immancabile
country, all’hi-tech, al formato puzzle e
cosi via. Eccoci pronti a stampare i no¬
stri capolavori, a esportare un album da
pubblicare su Web, a scambiare foto
con altri utenti Soap.
Nessuno è perfetto
"Quantoque bonus, dormitat Home¬
rus", per quanto buono anche Omero,
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
151
[sa mEaaìtMiCT1
?51
MS!
MP
I
talvolta, sonnecchia, dicevano i latini, e
anche il miglior fotografo di questo
mondo si può ritrovare con qualche foto
che proprio un capolavoro non è La ca¬
mera oscura di grandi e piccoli fotografi
può fare miracoli, ma anche Soap2 non
è da meno, Cliccando la linguetta Clean,
si può contare su tutto un mondo di
"ferri del mestiere", capaci di cambiare
e gestire tinte, colori, effetti e posizioni;
non è richiesta una gran padronanza
delle tecniche fotografiche per potervi
accedere Per i più "inetti" ecco a di¬
sposizione un angelo custode, il Quick
Change, che permette di selezionare su
cosa si desidera intervenire, e offre una
serie di modifiche in forma di proposta.
Basterà sceglierne una per vedere, a
confronto, l'immagine originale e quella
riproposta, secondo i setup del gruppo
di opzioni corrispondenti alla scelta.
I creativi troveranno pane per i loro
denti nella sezione Compose; dopo
aver modificato e fissata la foto, è pos-
Gli ambienti d' utilizzo
del ologramma, che gui¬
dano l'utente dal ritocco
alla manipolazione, alla
scelta degli album tino
all’output tinaie
lUM kMMfil
imUk hfe
ir.
m
sibile creare composizioni trascinando
una o più foto in una speciale tavoloz¬
za, aggiungendovi eventuali altri ogget¬
ti non specificamente fotografici, te¬
sto, particolari di abbellimento come
decorazioni o bordi. Questa è, infine la
tappa obbligata per stampare, esporta¬
re su WWW o scambiare esperienze
con altri utenti. In particolare, l'avvio al¬
la stampa permette di creare poster,
fogli di varia grandezza, impostare mar¬
gini bianchi, più o meno come avere
una camera oscura. Infine è possibile
esportare gruppi di immagini come
PhotoCube (solo nella versione PC),
dopo aver scaricato da WWW un plug-
in gratuito, MetaStream 3D, che si an¬
nuncia come nuovo punto di riferimen-
152
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
to della grafica tridimensionale.
Infine, occorre ricordare che Soap2
supporta un'ampia serie di plug-in. In¬
teressanti sono, in particolare, Sphe-
roid Designer, Gradient Designer e
Texture Explorer, tutti e tre realizzati
da MetaCreation, e deputati, nell'ordi¬
ne, a creare effetti sfera, manipolazio¬
ne, e mescolamento di gradienti e tin¬
te e a creare tessiture per sfondi e se¬
condi piani.
Conclusioni
Soap2 è la seconda versione di un
pacchetto che, alla sua comparsa, trac¬
ciò immediatamente i nuovi limiti della
manipolazione delle immagini e del fo¬
toritocco. Oggi non fa più gridare ala ri¬
voluzione, ma dimostra di possedere
ancora aree di intervento esclusive, in
cui non esiste ancora un concorrente
valido. S'immagini solo la sezione dedi¬
cata alla creazione degli album o quella
destinata al fotoritocco (intervento su
immagini mosse, fuori fuoco, ingiallite
dal tempo, graffiate o con segni di pie¬
gatura; e ancora ricupero della brillan¬
tezza dei colori originali, intervento mi¬
gliorativo, automatico e non, sul contra¬
sto e sulla luminosità, eliminazione di
effetti indesiderati, come riflessi, aloni,
occhi rossi, ecc.) e si potrà immediata¬
mente comprendere come questo pac¬
chetto sia uno dei tool indispensabili
per lo sperimentatore, il collezionista di
vecchie immagini, il professionista Web
che abbisogna di nuovi e più sofisticati
mezzi di controllo delle sue immagini. Il
tutto, poi, a un prezzo assolutamente
favorevole. ^
MCmicrocomputer n. 198- settembre 1999
153
Windows Media
Technologies
Con le Windows Media Technologies 4.0 Microsoft si ripropone il lancio in grande stile della
nuova tecnologia di compressione in streaming. In particolare spiccano le nuove
implementazioni dei suoi codec audiovisivi: MPEG-4 versione 3.0 e AudioCodec.
Soprattutto quest'ultimo sembra destinato a sferrare un attacco, durissimo e frontale,
contro lo standard per lo streaming di RealAudio e l'ormai imperante Mp3. Rispetto a
quest'ultimo, il Microsoft AudioCodec offre la stessa qualità del suono, ma con
un'occupazione di spazio (e di streaming richiesto) ridotta a meno del 50%
Dietro a tutto ciò c'è una strategia raffinatissima e probabilmente vincente...
di Bruno Rosati
Moduli preposti da sistema (Media
Player 6.2 al momento), moduli aggiuntivi
per la creazione (Media Encoder, Media
Author e Media ASF Indexer), service-
pack per le estensioni ai server (MS in
Principal modo) e, ultimi ma non ultimi, i
codec. Due per la precisione. Uno solo
per il video e uno solo per l'audio. In mo¬
do che non ci siano distrazioni né equivo¬
ci. Per il video Microsoft rilancia ancora
una volta la proposta del formato MPEG-
4, ora in versione 3.0. Per l'audio invece
ricorre al lancio in grande stile dell'Audio-
Codec: per caratteristiche psicoacustiche
e resa qualitativa alla stessa altezza di
Mp3, ma con un incredibile incremento
dei livelli di ottimizzazione, che portano i
file codificati in AudioCodec, a parità di
parametri, a pesare la metà di equivalenti
Mp3.
Benché MPEG-4 v3 sembra essere un
vero e proprio salto in alto per quanto ri¬
guarda qualità ed efficienza (ma già la v2
non scherzava I), è l' AudioCodec la punta
di diamante delle Media Technologies. E
le strategie di Microsoft, per il momento,
si concentrano sull'affermazione, la più
rapida e totale possibile, proprio dell'Au-
dioCodec. Il video può attendere, magari,
un'Internet più veloce (intanto, proposto
per l'offline, MPEG-4 v3 può cominciare a
diffondersi orizzontalmente..-).
Vediamo di dare una giustificazione a
tali affermazioni.
News
La strategia Microsoft, al riguardo del
lancio e soprattutto della diffusione del-
l'AudioCodec, più che dall'elencazione di¬
retta delle caratteristiche e dalle conse¬
guenti prove pratiche (per le quali vi ri¬
mandiamo al prossimo articolo che avrà
una sua importantissima appendice su
C&Vweb), ci arriva da una specifica e ric¬
chissima serie di News.
Le principali notizie riguardano la fon¬
dazione della Microsoft Streaming Media
Division, la joìnt con Diamond, per i siste¬
mi d'ascolto portatili (Rio, il famoso
Mp3Man!), quindi la collaborazione con
Sony per la distribuzione musicale sul
Web e (antenne alzate, please!) il lancio
dell'iniziativa di iBEAM Broadcasting Cor¬
poration, che porta l'AudioCodec via sa¬
tellite _ (LiveStream _ proiect:
|ittp://www.ibeamcom/msnews.html)|
Tali news già ad una rapida scorsa la¬
sciano intuire l’importanza strategica che
Microsoft ripone nella promozione del-
l'AudioCodec. Se proviamo ad approfon¬
dirne ulteriormente i concetti, sì scoprirà
ben altro che il normale trend promozio¬
nale che ci si può aspettare.
In effetti ci sembra assolutamente
chiaro che Microsoft, anche qui partita
con un certo ritardo, stia producendo uno
sforzo straordinario per promuovere il
154
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
suo AudioCodec. Un codec visto come
doppia alternativa, sia al diffuso RealAu-
dio, standard 'de facto' per lo streaming
sul Web, che all'emergente Mp3, il qua¬
le, aldilà di caraneristiche applicative che
lo rendono buono per 'tutte le stagioni",
sta di fatto ledendo i diritti delle major di¬
scografiche con i terremoti legali, com¬
merciali e finanziari che ne scaturiscono
dal più forsennato dei pirataggi.
I punti di forza dell’AudioCodec (guar¬
da un po'!) sono proprio l 'punti di debo¬
lezza' dei due codec rivali. Rispetto al
RealAudio l’AudioCodec offre una qualità
assolutamente superiore e (a parità di pa¬
rametri) una velocità di streaming solo di
poco inferiore.
A sua volta rispetto all'Mp3, con il qua¬
le pareggia il livello di qualità, offre due
fondamentali vantaggi:
- minor occupazione di spazio (un file
campione codificato con l'AudioCodec, a
parità di parametri rispetto allo stesso co¬
dificato Mp3, occupa circa la metà dello
spazio!)
- criteri di protezione del brano che im¬
pediscono la duplicazione (al contrario
Mp3 è il codec selvaggio che viene usato
da tutti i pirati discografici del mondo!).
In definitiva l'AudioCodec supera Rea¬
lAudio per qualità e Mp3 per maggiore
velocità di streaming e sicurezza. Sembra
una vera e propria quadratura del cerchio:
dalla qualità tecnologica alla sicurezza
commerciale.
In pratica Microsoft si sistema tra il gi¬
gante Sony (ferito) e la piccola Diamond
(che il gigante ha ferito!) e la fa da pacie¬
re. Certo, un paciere molto interessato..
Se la strategia va a compimento, le ri¬
spettive joint produrranno frutti non più
contrapposti
Diamond ha ormai consolidato la sua
posizione nel campo degli ascolti portatili
e se dovrà mollare o quantomeno ridurre
l'utilizzo del formato Mp3 preferendogli
l'AudioCodec, lo farà tranquillamente.
Sony, dal canto suo, superando il pro¬
blema legale (ma soprattutto il potere di¬
struttivo che Mp3 opera nei confronti del¬
le produzioni artistiche...) non avrà alcun
problema ad accettare l'AudioCodec co¬
me il formato attraverso il quale veicola¬
re, sia sul Web che nei sistemi portatili, le
proprie produzioni discografiche. C'è la
massima qualità, ma soprattutto la mas¬
sima sicurezza: il prodotto artistico sareb¬
be finalmente tutelato.
Se ciò si realizza possiamo ben dire
che si tratterà del capolavoro assoluto di
Windows Media Con-
tenr Tool Providers La
lista interattiva su cui
leggere l'elenco detta¬
gliato delle compagnie
che hanno fatto cartel¬
lo e implementato T Au¬
dioCodec nei propri
prodotti
jL £ J.
■'* m -
-
II Media Indetor al lavo¬
ro: stiamo marcando
In/Out una zona della
traccia audio acquisita
Oltre a ciò abbiamo in¬
serito anche un TAC di
informazioni pertinenti
lo specifico brano
Media Author In tutto
e per tutto uguale al¬
l'ultimo Microsoft On-
Demand Producer
solo che qui ci sono
anche l'AudioCodec e
MPEG-4 v3l
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
155
il. H*
al 8*1^1 » I - I H'< MM -i>l
Wìtts V
Encoder
f’jj
C las<M» I A) cc*ra W YouctoOM»«
.J
i.e sce/re iniziali offerte
dal Media Encoder il
Ouick Start che ci 'ob¬
bligherà' a scegliere i
tempiale AudioCodec e
MPEG-4 v3 ; i tempiale
predisposti sia per l'ac¬
quisizione e l'invio in
tempo reale sul Web
ed infine l'opzione per i
settaggi personalizzati
pressore-gioiello ed
una strategia promo¬
zionale azzeccatissi-
ma.
Se a monte del
progetto "AudioCo-
dec" Microsoft vi ha
Microsoft. Un capolavoro raggiunto senza
ricorrere a mezzi discutibili o al limite della
concorrenza sleale com'è stato (e ancora
pende a giudizio...) nella 'guerra dei
browser'. Al contrario, se ciò avviene è
perché Microsoft s'è "inventata" un com¬
difatti posto la massima qualità di riprodu¬
zione di un proprio "dialetto" similar-
MPEG (sempre di psicoacustica si tratta),
a valle e in maniera straordinariamente
azzeccata vi ha fissato il criterio della sicu¬
rezza.
Media Technologies e le “terze parti”
L'elenco dei cosiddetti Windows Media Coment Tool Providers è già piuttosto ricco e met¬
te in cartello i più bei nomi del multimedia. Per una migliore resa d'insieme, le categorie
di appartenenza ed applicazione delle nuove tecnologie multimediali possiamo essenzialmen¬
te ripartirle nelle seguenti categorie:
✓ ASF Authormg Tools: Adobe Premiere, Digital Renaissance T.A.G. Editor, Sonic Foundry
Sound Forge. Terran Interactive Media Cleaner Pro e Waves con il suo WaveConverter Pro
✓ Audio Processing: Liquid Audio Ine., con Liquifier Pro, Liquid MusicServer, Liquid Music-
Player, Sonic Foundry sempre con il suo Sound Forge, Telos Corporation con AudioActive e
di nuovo Waves Ine. con WaveConvert Pro
✓ Produzioni audiovisive: Adobe con Premiere 5.x, Asymetrix con la versione 5.0 di Digital
Video Producer, Avid con Avid Cinema e Ulead Systems con MediaStudio Pro 5.0.
Per quanto infine riguarda la categoria delle compagnie che sviluppano soluzioni hardware,
passano alla compressione AudioCodec (o ne implementano il livello di compatibilità):
✓ Duck Corporation, con il suo codec video TrueMotion RT che quindi farà interleaving con il
formato video proprietario e l'AudioCodec
✓ Fraunhofer Institut MS con l’omonimo sistema di compressione (non solo più Mp3 nean¬
che a casa di uno dei più prestigiosi sviluppatori in Layer-lll!)
✓ Lernout & Hauspie, con il sistema di codifica Speech & Music Coding
✓ Telos Systems con il proprio Audio Encoder
✓ VDOnet Corporation, che estende l'uso dell'AudioCodec a tutti i suoi streamer a banda
scalabile
✓ Voxware, che implementerà l'AudioCodec nei protocolli Voxware MetaVoice e Meta-
Sound.
Per avere la lista dei link completi è possibile salire all'URL _
Iwww.microsott com/windows/winqowsrnedia/partners/toois/deiault.asd
oppure attraverso la pagina che C&Vweb dedicata all'argomento a partire dall'URLwww.plu-
ricom . it/mcm/cv-web/index. htm .
Partendo dal nostro sito di servizio, oltre che poter navigare verso i link da un punto di raccor¬
do sarà possibile ascoltare e scaricare i primi file-campione codificati in AudioCodec. Per navi¬
gare tra i rispettivi link è sufficiente partire dalla Home Page di C&Vweb e (ovviamente) avere
i due codec installati a sistemai Bruno Rosati
Allo scopo assolve il Media Rights Ma¬
nager, attraverso il quale ogni file audio
ASF potrà d'ora in avanti essere criptato
unitamente ad una tag, nella quale saran¬
no immagazzinate le informazioni inerenti
il proprietario dei diritti. Se tale criptazione
inibisce l'opzione di copia, in teoria non ci
sarebbe alcun sistema di rippenng in gra¬
do di scardinarla. E' ovvio che l'avvento
dell'AudioCodec, oltre che all'affossa¬
mento di Mp3, tenderà anche al supera¬
mento del sistema di codifica lineare dei
CD-audio. Finché i Compact Disc rimar¬
ranno impressi con la codifica attuale, di¬
fatti, il rippering da CD in Mp3 continuerà
a proliferare e a mietere vittime (e al limi¬
te anche l'AudioCodec potrebbe aggiun¬
gersi alla mietitura!).
Come rispondono
le "terze parti"?
Oltre a questi lanci di news, che ovvia¬
mente comportano strategie e sviluppi
che andranno seguiti nelle loro evoluzioni,
c'è da segnalare un'altra nota decisamen¬
te indicativa. Quella della lista, ogni giorno
sempre più ricca ed eterogenea, di Inter¬
net Provider, software-house, stazioni ra¬
diotelevisive (Web e non Web!), ecc.,
che confermano l'adozione e il pieno sup¬
porto alle Windows Media Technologies.
Nella lista, che già conta più di quaranta
adesioni, spiccano i nomi (e in vari casi
già i prodotti!) dei seguenti aderenti:
✓ AudioSof 1 1 www audiosott. comi
✓ Adapteclfwww adaptec.coml
✓ Beatmk IwwwÙTeadsgace^ci^
✓ CakeWalk II www cakewalk.com!
✓ Cirrus Logic |(www cirrus corri)
✓ MIDISoft Iwww.miclisott comi
✓ MusicMatch
llwww.musicmatch.coTnl _
✓ RadioWave nwww.ramowave coni!
✓ Plextor |www. plexror, comi _
✓ Liquid Audio Hwww.liquidaudio.coml
✓ Sonic Foundry _
llwww.sonictouncirv.comll
Al riguardo si legga anche il fondo de¬
dicato Media Technologies e "terze parti"
Lancio pubblicitario, jomt strategiche e
penetrazione tecnologica: gli ingredienti
per ripetere una guerra, titanica come
quella dei browser (se non di più!), ci so¬
no veramente tutti.
Ma se tutto ciò significa comunque so¬
lo promuovere, dal punto di vista pratico,
come e con che cosa si possono utilizza¬
re i due codec?
Al momento Microsoft offre gratuita¬
mente al download moduli adatti alla
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MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
creazione, la distribuzione e la riproduzio¬
ne dei file ASF codificati con i due codec.
Anche se. come detto più sopra, non
c'è solo Microsoft, vediamo quali sono
comunque i moduli di lavoro che la casa
di Redmond ha preparato per l'utilizzo dei
suoi codec.
Create lt!, Host lt!,
Play lt!
Installabili dal file autoestraente Wm-
tools.exe (un file da circa 4,5 Mbyte scari-
cabile a partire daH'URL: www.micro-
soft.com/windows/windowsmedia/down-
load/default.asp), i Windows Media Tools
4.0 sono costituiti da un insieme di modu¬
li quali:
- Windows Media Author, per la crea¬
zione di presentazioni in formato ASF-lllu-
strated audio
- Windows Media Encoder
- Windows Media Plugin, per estende¬
re al software di editing digitale Adobe
Premiere (versione 5.x) i livelli di compati¬
bilità per la produzione in output di file
ASF
- Windows Media ASF Indexer, per il
croppmg dei file ASF, l'editing, la marca¬
tura dei frame da rendere linkabili e quindi
lo script di controllo che sovrintende alla
nuova caratteristica d'interattività dinami¬
ca dei file ASF
- La coppia dei codec MPEG-4 v3 e
AudioCodec
- Windows Media Presenter & Publish
To ASF; un add-in per PowerPoint
- 1 tool per la conversione in ASF di file
mediali preesistenti.
A spiccare di piu in questa lista sono
indubbiamente i due moduli principali, va¬
le a dire il Media Author e il Media Enco¬
der. Per quanto riguarda Media Author,
questo altro non è che la versione finale e
avanzata dell'ultimo Microsoft OnDe-
mand Producer. Nello specifico, il Media
Author distribuito nella versione 4.0 è in
grado di costruire slideshow, streaming
audio e command-script di sincronizzazio¬
ne, tutto in un unico file ASF. File che po¬
trà essere riprodotto in streaming dal
Windows Media Services, con il quale il
nostro Provider avrà aggiornato l'Internet
Information Server a sua disposizione.
Per quanto poi concerne il Media En¬
coder, deriva anche da un modulo preesi¬
stente. Per la precisione l'ASF RealTime
Encoder, un modulo di conversione ASF
già presentato e più volte ospitato nei no¬
stri laboratori pratici. Diventandone in pra-
Le nuove funzioni di
equalizzazione offerte
dal Media Player 62
iota
tfc
Affisi
Ululili
ìtttttt
tica la versione defi¬
nitiva, il Media En¬
coder continua ad
utilizzare la soluzio¬
ne dei template di
codifica, ne migliora
le caratteristiche ge¬
nerali ed ovviamen¬
te vi introduce il settaggio degli streaming
audiovisivi ottenibili con MPEG-4 v3 e Au¬
dioCodec. Questi sono serviti da una no¬
tevole serie di template, nei quali sono ri¬
portate varie combinazioni di streaming.
A partire da quella per le periferiche più
lente (28.8 Kbit/sec) per arrivare a quella,
velocissima ed ottimizzata per le "auto¬
strade", da 1 00 Mbit/sec.
E' da notare che, operando ad una
nuova sessione di acquisizione/ricom-
pressione, il Media Encoder forza l'utiliz-
zatore verso la funzione Quick Start, nella
quale sono attivi ed utilizzabili solo i tem¬
plate per l'AudioCodec e per MPEG-4 v3.
E ciò la dice lunga, lunghissima. . .
E' ovvio che i due compressori posso¬
no agire sia singolarmente sia in interlea-
ving.
Oltre a tale coppia produttiva ricordia¬
mo, seppur brevemente, la possibilità di
installare i Media Plugin di MPEG-4 e Au¬
dioCodec per i tipi di Adobe Premiere
(dalla versione 5.0 in poi), quindi l'esten¬
sione Media Presenter & Publish che tra¬
- riprodurre (in sinc con le tracce audio
o le immagini video) componenti testuali
di riferimento. Ad esempio delle didasca¬
lie o dei commenti in genere.
Il tutto verrò infine compreso nel file
ASF finale. File ASF che sarà ovviamente
possibile eseguire dal Media Player 6.2
(già distribuito da Microsoft a crescere
dalla versione 5.2) sia in linea che offline.
See lt!, Hear lt!
Ovvero: vederlo, sentirlol
Lo streaming video e quello audio dei
nuovi codec Microsoft possiamo già am¬
mirarli in prodotti finiti, Dal punto di vista
della conoscenza (dalla presa visione poi
passeremo alla realizzazione in prima per¬
sona sul prossimo articolo) è importante
audiovisionare le prime, benché già so¬
stanziose, liste di streaming file a disposi¬
zione degli utenti. Per fare ciò è sufficien¬
te navigare verso il sito di WindowsMe-
dia.com raggiungibile aH’URL: http;//win-
sforma PowerPoint (il tool di presentazio¬
ne della suite Office) in un vero e proprio
Web-producer e quindi la riconferma dei
tool (ancora a linea di comando) per la
conversione in ASF di file mediali preesi¬
stenti. Oltre a questi merita una nota a
parte un nuovo tool, appositamente rea¬
lizzato per il completamento della suite: il
Windows Media ASF Indexer.
Per mezzo di questo terzo tool diviene
possibile l'editing sulle componenti ASF.
In esso è possibile settare una serie di
marcatori In/Out con i quali è possibile:
- delimitare la riproduzione di un brano
musicale rispetto alla durata globale della
traccia originale
- assegnare, a specifici frame marcati,
link verso URL o file eseguibili in genere
dowsmedia . microsoft.com .
Una volta su questo troverete, oltre al¬
le linee di guida verso altri siti, i link per
attivare la riproduzione di brani musicali,
stazioni WebRadio, film, sport in diretta,
ecc. Sempre a livello di presa visione, se¬
gnaliamo infine anche il link ad una pagina
"interna": http://windowsmedia.micro-
soft.com/music/music.asp, dalla quale è
possibile scaricare brani musicali in Asf-
Audio Codec gratuiti.
Sono tutti brani da "lacche" di artisti co¬
nosciuti e di varia provenienza (in fatto di
stile e genere). Anche ciò conferma il
grande coinvolgimento che Microsoft ha
cercato e ottenuto a livello di grandi nomi.
Lancio migliore per il suo AudioCodec
non poteva certo organizzarlo! KB
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
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PRATICA
Novità di fine estate
(INTERNET PRATICA: |www.pluricom.ìt/mcm/internet pratica/index. htm}
Il titolo dell'articolo e quindi il richiamo alla pagina sul Web che dedichiamo come appendice a
questa rubrica: è quello che ci hanno chiesto moltissimi lettori nonché visitatori (sembra
soddisfatti) della pagina in questione.
Da questo mese sarà così.
Intanto, su questo numero, oltre all'indicazione
dell'URL, ci sono molte cose di cui leggere,
annotare e salpare per prendere visione
(e, certamente, da scaricare).
di Bruno Rosati
Figura 1 - MusicMatch annuncia e mette in lìnea per il download libero la
versione 4.0 dell'omonimo CO-Ftipper. MM4.0 è ora in grado dì acquisire in
formato Microsoft AudioCoded
WebNews
Dalla nuova versione le che versio¬
ne!) di Macromedia Flash a quella di Mu-
sicMatch. il primo CD-Ripper che imple¬
menta il potentissimo AudioCodec di Mi¬
crosoft. Quindi la segnalazione al riguar¬
do del progetto Gecko di Netscape e
quella della patch 'Antivirus" per Ou¬
tlook. Infine una 'dritta' per navigare ver¬
so un posto da sballo: Xoom.com!
• Macromedia Flash 4 (www.ma-
cromedia.com). Dai primi giorni di luglio
Macromedia ha reso disponibile la nuova
versione 4 di Flash, il programma di ani¬
mazione interattiva vettoriale in ambien¬
te Web-browsering.
Tra le nuove funzionalità della versio¬
ne 4 segnaliamo:
- supporto integrato della tecnologia
di compressione audio Mp3;
- gestione QuickTime 4;
- gestione di campi testo:
- nuovi Action per generare operazioni
di logica condizionale e matematica:
- interfaccia piu semplice con l'ausilio
della palette Inspector.
Flash 4, offerto al prezzo di L. 620.00,
inizialmente disponibile solo in lingua in¬
glese, proprio a partire da settembre
sarà disponibile anche in lingua italiana
Chi nel frattempo avesse proceduto al¬
l'acquisto della versione inglese può ri¬
chiedere l'aggiornamento gratuito alla
versione localizzata Per informazioni al
riguardo consultare l’organizzazione Pico
all' URL: lwww.pico.ul
• MusicMatch 4.0 (www. music-
match. com) E' disponibile al free
download la nuova ed avanzatissima ver¬
sione di MusicMatch Jukebox 4 (fig. 1),
MusicMatch Jukebox è un raffinato si¬
stema di CD-Ripper, dotato anche di
estensioni di editing dei file Mp3 {inser¬
zione di TAG ed eventi lyrics). In questa
nuova versione le caratteristiche innova¬
tive sono di assoluto livello:
Rispetto alle versioni precedenti
MusicMatch è ora in grado di registra¬
re senza limitazioni né di tempo né di
tracce. Il limite è stato difatti spostato
ai preset qualitativi del ripper. Esclu¬
so, nella versione free, è il preset CD-
Quality. Per abilitarlo bisognerà regi¬
strarsi (30 dollari circa).
Una nuova linea d'ingresso abilita
MM4 a registrare da dischi in vinile, mu¬
sicassette e sorgenti microfoniche.
Nell'interfaccia standard dell'applicati¬
vo sono stati ora implementati i controlli
per la dissolvenza, normalizzazione del
volume, clipping e la funzione duplex per
registrare e riprodurre contemporanea¬
mente.
Implementazione del nuovo compres¬
sore AudioCodec di Microsoft capace di
offrire la stessa qualità del Layer-3, ma
con un'occupazione di spazio ridotta ad
appena il 50% rispetto ai file Mp3.
• Netscape Gecko: il browsering
del 2000. Il consiglio è generalizzato, ma
ha nei vari webmaster (sia quelli più
esperti che quelli "della domenica") i suoi
interlocutori più attenti: ragazzi, fate un
salto all'URL: ri'iV/^onvyrr.::;, |
com/browsers/future/aecko lumi e poi
pensate a quello che sarà di Internet e
delle Intranet, appena il motore di Gecko
sarà disponibile al pubblico. Gecko è un
engine-browser dotato di una propria in¬
terfaccia grafica che, tramite il proprio
158
MCmicrocomputer n, 198 - settembre 1999
Figura 3 - L'Home Page dei Museo Civico di Cerchio che entra a far parte
dell' HomePage Club di INTERNET PRATICA.
1) NATIVITÀ - Un Ama - MC XVI - navi am 250. HI
tnuuntws uniiW'W «vin w.n
J|3 iw-wino star
<| IU0CHM OCL CUN CON SANTO E MAN TISI . Un «UN
•ano l(2>«t
9) OAN NICOLA DA TOASTT»» CON SANTA MONICA SANT AOOSTNO C
Figura 4 - Museo Civico di Cerchio; una prima serie di pitture esposte. In
primo plano una Natività.
denominato ’zip-
ped_files.exe'. So¬
lo lanciando la pro¬
cedura di decom¬
pressione di tale
file il virus infet¬
terà i dati presenti
sul nostro hard di¬
sk.
I punti di down¬
load per l’upgrade
alle varie versioni
di Outlook sono i
seguenti:
SDK. può essere agganciato ad ogni ge¬
nere di prodotto Client (dal programma di
calcolo a quello di archiviazione, persino i
videogame!) e garantire a tale Client l'e¬
stensione verso le connessioni di rete.
• Antivirus per Microsoft Outlook
Kwww.micrQSOft.CQm)] Con uno strillo
sull'Home Page e quindi linkando al-
TURL: kvww.microsott.com/oresspassi
virus/06-1 4worm.htm
Microsoft avvisa i propri clienti di aver
messo a disposizione una serie di patch-
.upgrade al Client di posta elettronica
della suite di Office. Nello specifico, rive¬
la l'individuazione e conseguente 'vacci¬
nazione" al più recente virus di rete
Worm.Explore.Zip. Il virus è contenuto
in attachment ad un messaggio di posta
elettronica contenente il seguente testo:
Hi <recipient's name> I received your
email and I shall send you a reply ASAP.
Till then. take a look at thè attached
zipped docs.
Bye.
A questo è appeso il file eseguibile
Outlook 2000
http://officeupdate.
microsoft.com/
2000/downloadDetails/02Kattch htm
Outlook 98: http://officeupdate.mi-
crosoft.com/downloadDetails/098att-
ch.htm
Outlook 97: htto://officeupdate.mi-
ch.htm
• Fate un salto su Xoom.com! Que¬
sto è veramente un consiglio spassiona¬
to e diretto a tutti. Puntando la rotta del
vostro browser sull'URL: www.
xoom.com sarà possibile entrare nel più
frequentato supermercato virtuale del
Web (fig. 2). Con i suoi oltre 8 milioni e
mezzo di associati, Xoom.com ha una
potenza di penetrazione e distribuzione
come nessun altro ambiente virtuale del
Web.
Nel suo sconfinato sito è possibile
trovare ogni genere di servizio. Dal
software gratuito (le versioni di softwa¬
re commerciale updatate da quelle nuo¬
ve e che le software-house concedono
al free-download) al cinema in diretta
sul Web.
HomePage Club:
il primo invito raccolto
L ‘idea sembra che piaccia. In lista di
Home Page proposteci dai lettori ne ab¬
biamo già diverse . Alcune sono inguar¬
dabili (che vi possmo: studiate i JavaTrip
che vi propongo qui e leggete anche
WoWH. altre veramente ben fatte e
spesso con idee decisamente ottime.
Ma in assoluto è stata proprio la pri¬
ma e-mail di ' apparizione " che abbiamo
ricevuto a colpirci (e non poco): Museo
Civico di Cerchio.
Eh si, ci ha scritto il direttore del mu¬
seo. Cerchio è un piccolo quanto grazio¬
so paese a metà strada fra Roma e Pe¬
scara, praticamente nel cuore della Mar-
sica, che gode di un sorprendente pas¬
sato storico-artistico con il quale può atti¬
rare turismo. Turismo che, oltre che fisi¬
camente in loco, gradirebbe svolgersi
anche sul Web.
Evidentemente nostro fedele lettore,
il webmaster ha letto della possibilità of¬
ferta dall' HomePage Club , ne ha infor¬
mato i responsabili del Museo e così il
Civico di Cerchio è finito in Hit Parade.
L'URL specifica da digitare è la se¬
guente:
inttp:// village.tiashnet.it/users/tn2l
2175/index. htm
... ma è chiaro che per raggiungerla vi
voglio veder cliccare dall'HomePage
Club. Ovvero dalla pagina di INTERNET
PRATICA che è raggiungibile a partire
dalla nostra Home Page:
http:www.pluncom.it/mcm/internet a
ratica/index.htm.
Oltre al Museo Civico di Cerchio po¬
trete cosi avere l'opportunità di salpare
verso i siti degli altri soci dell'Hpclub!
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
159
— • *■ J i-5 JjJ'- BZT--
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maar-WA fwaaiA-«mwqw»-w ivm iw<«r«
N| OM* C AMO fcORROMEO • A m< XVUI-mmm»cm 57US
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•ll(ia*Mr(0| 'Am <**> p« la prrna voto I non* 4 CmcM» «( lACllh *
Imam Cadi*
Figura 6 - Museo Civico di Cerchio: anche il passato preistorico ò presente
nel museo.
m SAN VtCOCO FEKKCRI Stata W— tiiimn »gn*
w UX-Maaan K
Mt i*HT Ciano VESCOVO E laWTW >Ma> «
Figura 5 - Museo Civico di Cerchio: la "Sacra Familia".
Tornando al Museo, dei contenuti del
sito più che le parole di un profano pos¬
sono parlare certamente meglio le prime
immagini 'acchialappate' e poste a cor¬
redo di questo articolo. Si tratta di sem¬
plici esempi, ma verranno sicuramente
apprezzate navigandoci dentro. La picco¬
la galleria d'arte che pubblichiamo va
dalla figura 3 alla figura 7,
WebWare: utility
e codec audio
Solo tre WebWare questo mese, ma
tutti utili.
In rapida successione abbiamo in
elenco un avvisatore acustico per l'arrivo
di posta elettronica, un modulo software
per l'HD-Recording in Mp3 e, squilli di
tromba, un con verter da file Mp3 ad
eseguibile .exel
Di questi tre, proprio l'ultimo è addirit¬
tura da non perdere. Mp3ToExe è difatti
uno di quei programmi per cui vale vera¬
mente la pena di entusiasmarsi.
• Turbomail (http://turbomail.
cjb.net/) Una volta installato e sistema¬
tosi nella System tray, Turbomail (fig. 8)
è sempre pronto a rilevare l'arrivo di po¬
sta per noi, Se ciò avviene (chiaramente
bisogna essere connessi in rete!), Tur¬
bomail fa partire un suono d'avviso e vi¬
sualizza i dati identificativi del messaggio
rilevato in arrivo.
Oltre a ciò, Turbomail, nei suoi po¬
chissimi Kbyte, è in grado di supportare
account multipli. Insomma un piccolo
gioiellino da provare per vedere se è
possibile renderci un po' più facile la vita
da internettiani!
Figura 7 - Museo Civico
di Cerchio. Una pagina
d'introduzione turistica
al paese.
• Turbomail è
su Internet PRATI¬
CA n.3: (Turbo-
Mail46.zip - 111
Kbyte).
• Mp3 Wizard (http://www.de-
monweb.co.uk/c3sys/mp3wiz.htm)
Una combinazione tra un HD-Recording
e un front-end per Mp3. Questo è Mp3
Wizard. Un'utility in grado di poter regi¬
strare da CD-player, via Linea, da mi¬
crofono e da file MIDI in esecuzione.
Il codec utilizzato per le codifiche in
Mp3 e il popolare nonché velocissimo
Plugger Plus.
• Mp3 Wizard è su Internet PRATICA
n.3: (mp3wiz_setup.exe - 784 Kbyte)
• Mp3ToExe (http://software.web-
set.de/buschjost/mp3eng.htm) E si,
capitano talvolta: piccoli, perfetti, effi¬
cientissimi ed eccezionali nelle cose che
ci rendono. Stiamo parlando di un gioiel¬
lo del multimedia e in particolare del
mondo della musica in Mp3. Al secolo
Mp3toExe, un piccolo (per dimensioni)
grande (per caratteristiche) programma
in grado di realizzare brani eseguibili au¬
tonomamente dal player. SI, avete letto
benissimo: Mp3ToExe converte i file
Mp3 in veri e propri ,exe in grado di ese¬
guire il brano musicale senza l'ausilio del
MediaPlayer o dell'Immancabile Wi¬
nAmp. Tutto questo perché, senza ma¬
gia, ma con molta dimestichezza da par¬
te dei programmatori, il file eseguibile
che viene creato intorno al file Mp3 con¬
terrà un piccolo player che farà da runti-
me interno, Il player, altra bellissima se¬
ne di caratteristiche di cui Mp3ToExe di¬
spone, è In grado di assumere l'aspetto
esteriore che più ci aggrada e contenere
sulla sua interfaccia grafica varie infor¬
mazioni. In sede di editing, Mp3ToExe
permette all'utilizzatore di settare tag
informativi sul nome del brano e del can¬
tante. aggiungere LED multicolore al di¬
splay del volume, regolare o prefissare il
volume massimo d'ascolto, assegnare
colori diversi a sfondo, bottoni ed om¬
breggiature. Infine, ciliegina sulla torta,
Mp3ToExe è in grado di farci inserire un
banner comprensivo di un link verso una
specifica pagina Webl
Capisco che stenterete a crederci, ma
vi garantisco che è proprio così:
Mp3ToExe è sicuramente una piccola
bomba multimediale. Provare per crede¬
re!
• Mp3ToExe è su Internet PRATICA
n.3: (MP3EXE26.zip- 982 Kbyte)
160
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Figura 8 - Il pannello dei
settaggi di Turbomall.
OMF3 W./aidV2 0
MP3Wizard
Recordlng trom LINE Input
nian
Sated • MMDi Ila Bwn uu Sa HECCTO ani
SI» bUtoro lo record
| |C \Prograom\MP?A'izar(f\PtovaMp3 rrp3
□
0 &ow“
Stop
Mante* * votate
n
u
Figura 10 - Mp3 Wizard. Scelto l'input di Linea procediamo alla
fase di registrazione.
CLUMUU
<a.Wo | Eli*»
irn— <rm v aili n
P atei rawaHv P P Fa
P fer*v*a»cerMi P Ha» Pio»
P CMMMm'a» P
D 1999 D
12 14 5
« 7 8 9 10 11 12
11 14 15 18 17 18 15
20 21 22 23 24 25 2C
Ct» * 25 »
Figura 12 - Mp3ToExe. E' interessante notare la possibilità di
utilizzare un counter per l'ex pi re della canzone. Stabilendo una
data limite, passata questa il file exe smetterà di eseguire II
brano in esso contenuto.
JavaTrip: l'immagine
del giorno e un piccolo
gestore di eventi
OnMouse
Quelli che vi presentiamo questo
mese sono due script sicuramente utili
per tutti i webmaster, sia quelli della
prima ora che 'quelli della do¬
menica'.
• Nostra Immagine Quo¬
tidiana (NIQ) Piccolo, ma
preciso, script questo NIQ!
Con appena cinque righe di
codice è difatti in grado di
controllare la visualizzazione
di 'immagini giornaliere'. Ov¬
vero, di visualizzare a secon¬
da del giorno della settimana
un'immagine specifica. L'im¬
portante è denominare le im¬
magini in maniera univoca.
Ad esempio, come lo script
propone: 1.gif, 2.gif, 3.gif.
ecc. Se il codice rileva che
oggi è lunedi, allora visualiz¬
zerà l'immagine 1.gif, se è
martedì l'immagine 2.gif, e
così via.
• NIQ è su Internet PRA¬
TICA n.3: (niq.zip)
• Mouselmage Quello
che siamo riusciti a rintrac¬
ciare in una pagina di
IVYWVy,unc,àa3 e il più sem¬
plice gestore d'eventi On¬
Mouse che ci sia capitato fin
qui di vedere e, soprattutto,
funzionare bene su entrambi
i browser.
Ricordiamo al riguardo
che per il ricercatissimo
Change-lmage al passaggio
del mouse, esistono varie
soluzioni.
Le principali sono due.
Una piuttosto articolata che prevede
uno JavaScript di controllo e dei riferi¬
menti a livello di TAG <IMG SRC> in¬
terni al corpo del file HTML ed un al¬
tro, assai più semplice che si limita ad
inserire soltanto i classici gestori d'e¬
vento OnMouse (OnMouseOver. On-
MouseOut, OnMouseDown) all'interno
del solo tag <IMG SRC> Sembrereb¬
be non esserci partita: si sceglie la se¬
conda strada... et voilà: il change-ima-
Figura 9 - Mp3 Wizard. Il pannello di avvio da cui
scegliere da quelle Input per procedere
all'acquisizione.
Figura 1 1 - Mp3ToExe. Il pannello iniziale con
tutta la serie delle informazioni inseribili nel tag
mp3.
Figura 13 - Mp3ToExe. L eseguibile in azione. La
■ Canzone Ubera" di Gianni Morandi è diventata
un tutt 'uno con il player ed incorpora , oltre al
controllo volumetneo, anche il tag informativo e,
in basso, il banner-link di INTERNET PRATICA.
Cuccandoci sopra potrete salire alla nostra pagina
Web dedicata alla musica !
ge funziona solo su lExplorer 4.x. Navi¬
gator è completamente tagliato fuori
dalla resa dell'effetto. Per tagliare la te¬
sta al toro e trovare una via di mezzo, il
JavaScript che vi segnaliamo sembra
finalmente risolutivo.
Facile da programmare e compatibi¬
le con entrambi i browser. Scaricatelo
e provatelo in tutte le varianti che vole¬
te.
• Mouselmage e su Internet PRA¬
TICA n.3: (mouseimg.zip)
«e
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
161
AVVISI Al NAVIGANTI
Bionda o bruna, purché
... sia birra. Ecco una storia essenziale di questa prelibata bevanda, una vista rapida delle sue
caratteristiche, una panoramica sui tipi e sui modi di servirla. Una bevanda che ha una storia
multimillenaria. E che merita certo quattro pagine di MC.
di Raffaello De Masi
Siamo in pienissima estate; caldo in¬
fernale, tutti o quasi al mare, stiamo di¬
stesi nella sdraio sperando che quei
due ragazzini che stanno giocando a
pallone non mirino proprio a noi. E,
guardando, senza dare tanto a vedere,
la ragazza sulla battima con tre centi-
metri quadri di costume, cosa ci man¬
ca? Una coca? No, roba da ragazzini, e
poi De Masi, dalle pagine di MC, ci ha
detto che qualcuno l'adopera per ripa¬
rare le frizioni; e se lo dice lui... Un ge¬
lato? Nemmeno, ci guardiamo il rotolo
in vita e pensiamo non sia il caso di ro¬
vinare la nostra figura statuaria. Una
birra, ecco cosa ci vuole. Ma visto che
ci siamo, perché non imparare di più su
di essa, ovviamente tra le supreme pa¬
gine di Internet?
Cinquemila,
e non li dimostra
Una bella e succinta storia
della birra la leggiamo imme¬
diatamente visitando il sito
della Peroni (http://www.pe-
rom.it). primo nostro produt¬
tore, che offre un prodotto
che, almeno a nostro parere,
non ha nulla da invidiare alle
più rinomate birre del nord
Europa. Qui leggiamo che le
prime testimonianze di que¬
sta bevanda ci giungono addi¬
rittura dalla storia sumerica;
da una tavoletta d'ardesia pa¬
re sia stato desunto che of¬
ferte propiziatrici di questo
popolo verso la dea NinHarra
comprendessero proprio la
birra. L'imperatore babilone¬
se Hammurabi dedica un pa¬
ragrafo del suo codice al
comportamento delle ostes¬
se nei pubblici spacci (la birra, chissà
perché, poteva essere venduta solo da
donne), anche se si tratta sempre di
prodotti per cosi dire famigliari e arti¬
gianali. E' merito degli Egiziani l'aver in¬
staurato una produzione e un vero e
proprio commercio della birra su base
extrafamigliare. Alcune testimonianze
pare abbiano accertato che certe aree
del sud dell'Egitto abitato venissero
destinate, per decreto del faraone, a
esclusiva coltivazione dell'orzo. Furono
gli Etruschi a introdurre questa coltiva¬
zione in Italia, anche se, fin dal quarto
secolo avanti Cristo, i popoli dell'Euro¬
pa del Nord erano già divenuti i primi
produttori e consumatori di birra dell'al-
lora mondo conosciuto.
I Romani, pur non raggiungendo que¬
sti livelli di consumo, furono estimatori
della birra in particolare nel periodo del¬
la Roma preimperiale e imperiale. Ce¬
sare vi accenna nel "De Bello Civili" e,
come si legge ancora nel sito Peroni,
Plinio il Vecchio riferisce di sue virtù te¬
rapeutiche e di come venisse usata
dalle matrone romane per la cura della
pelle. Pare sia poi del periodo di Tito la
scoperta dell'effetto schiarente sulla
chioma, cosa che fa raccontare, a un
elegista dell'epoca, di leggiadre puellae
dalla chioma figlia "dell'orzo",
Doveva trattarsi, in ogni caso, di pro¬
dotti effettivamente molto scadenti,
non aromatizzati e, probabilmente, ri¬
cercati solo per il loro effetto inebriante
e per il costo sicuramente inferiore a
quello del vino (si ricordi, bevuto dai ro¬
mani mescolato con abbondantissima
acqua). Sempre dell'epoca del primo
impero è la notizia di importazioni mas¬
sicce a Roma di birra dai popoli del
nord Europa, e che i Galli pagavano
una parte delle loro prebende proprio
con questa bevanda.
La birra fa un salto di qualità solo nel
medioevo, dove, all’interno delle far¬
macie dei monasteri, oscuri e dimenti¬
cati erboristi tentavano di mi¬
gliorare e standardizzare il
provvedimento di produzione.
Si hanno notizie da vecchi co¬
dici di aromatizzazioni tentate
con la salvia, il rosmarino, il
basilico e la maggiorana, l'al¬
loro e la liquirizia. Fin quando
(sempre fonte Peroni) pare
che nel convento di S. Gallo
in Svizzera fu tentata l'aroma-
tizzazione con luppolo. L'ef¬
fetto dell'aggiunta deve esse¬
re stato davvero gradevole,
se si considera che gli altri ti¬
pi di aromatizzazione spariro¬
no quasi immediatamente e
proprio un benedettino fiam¬
mingo, Sant'Arnoldo, divenu¬
to poi vescovo di Saissons, fu
indicato come patrono dei bir¬
rai e dei bevitori di birra. Nel
1620 il primo barile di birra
fll silo della Peroni, la più diffusa birra italiana. Da queste pagine sono state
tratte molte delle notizie riportate in questo articolo.
162
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
viene importato negli Stati Uniti e da Alcuni siti di produttori
questo momento la bevanda seguirà i misconosciuti'"0*' °
pionieri di tutte le altre parti del mon-
UE
LftJttL!
> •
J Si 3
^3 .-1*- -
do, divenendo davvero una bevanda
universale,
E" sempre il sito della birra italiana
per eccellenza a raccontarci la storia
più recente. Il successivo vero passo in
avanti dopo l'uso del luppolo lo dobbia¬
mo a Pasteur, grazie al quale l’omoni¬
mo procedimento consentì il trasporto
e l'immagazzinamento della birra an¬
che per lungo tempo. La prima fabbrica
italiana fu impiantata a Nizza (anno
1789 - si ricordi che la città faceva par¬
te, allora, del regno dei Savoia) da uno
svizzero, certo Johan Balthasar Ketter.
su licenza di una casa svizzera, Nel
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
163
Siti di collezionisti, alcuni dei quali con vere e proprie rama. Il mercato delle bottiglie, dei tappi e delle etichette è molto vivace, anche a livello intemazionale.
1814 Vittorio Emanuele I introdusse
una tassa sulla birra (tre lire per un
brenta - circa 50.000 litri) e di qualche
anno dopo è un editto che regolamen¬
tava le norme igieniche e di produzione
(particolare curioso, forse a causa
dell'uso comune dei lieviti la categoria
dei birrai era assimilata a quella dei pa¬
nificatori, per cui era proibita la produ¬
zione della birra durante le ore nottur¬
ne). Nel 1846 a Vigevano veniva fonda¬
ta la Birra Peroni ed è del 1 aprile 1948
la prima pubblicità di questa bevanda,
ospitata dalla Gazzetta Piemontese. La
birra era la prima tutta italiana, si chia¬
mava Marengo e veniva propagandata
come "La birra di Marzo” Agli inizi del
'900 le fabbriche italiane erano oltre
150 e la produzione di 150 000 hi; nel
31, promossa anche dal regime fasci¬
sta, fu lanciata una Campagna Pubblici¬
taria Collettiva, senza specificazione
delle marche coinvolte, che partorirà
slogan poi rimasti nella storia (come
"Chi beve birra campa cent'anni!" e
"Birra, e sai cosa bevi!", quest'ultima
con una larvata, ma neanche tanto, al¬
lusione alle segrete formule delle bibi¬
te analcoliche) Oggi il mercato italiano
produce circa 15 milioni di ettolitri (un
centesimo della produzione mondiale)
e la nostra birra è considerata alla pari
e sovente superiore a molte rinomate
birre di oltralpe
C’è birra e birra
Il piu grande esperto ed estimatore
di birra è universalmente considerato
Michael Jackson (niente a che vedere
con l'omonimo, il nostro è un barbuto
signore di mezza età), che afferma di
aver contato ed assaggiato (beato lui!)
oltre novemila tipi di birra diversa. In un
suo celebre libro dichiara che c'è una
birra per ogni momento e ogni stato
d'animo.
Le birre possono essere racchiuse in
tre grandi famiglie, a loro volta basate
sul processo di fermentazione: avremo
cosi le birre ad alta fermentazione, bas¬
sa fermentazione e fermentazione
spontanea.
Le più diffuse sono quelle a basso
processo di fermentazione, sono es¬
senzialmente riferibili alle Lager, di co¬
lore chiaro, molto spumeggianti, di sa¬
pore gradevole, scarsamente alcoliche;
sono prodotte, più o meno con lo stes¬
so procedimento, in ogni parte del
mondo. Altrettanto note, e forse anche
piu diffuse, secondo recenti stime, so-
164
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
no le birre Pils (dette anche Pilsener o
Pilsner) dal nome della città di Pilsen,
nella repubblica ceca; sono chiare, me¬
diamente amare, di colore ambrato,
con alto tenore di luppolo. Talvolta ven¬
gono addizionate con lievi quantitativi
di caramello, per modificarne il colore.
L'altra grande famiglia della birra, po¬
co diffusa comunque da noi, è quella
delle Ale (termine di provenienza ingle¬
se); sono mediamente o fortemente al¬
coliche, e si distinguono in Pale Ale
(color avana chiaro, mediamente ama¬
ra, di sapore asciutto e asprigno), Bitter
Ale (alcolica, asciutta, amara, di color
rosso-marrone): variazioni sul tema so¬
no le Light Ale e Mild Ale, poco alcoli¬
che, acidule, vendute solo in bottiglia
Tutte queste birre vanno bevute a tem¬
peratura di cantina e assolutamente
non da frigorifero.
Una menzione particolare merita la
birra Stout, nerastra (per l'elevato
quantitativo di caramello aggiunto), aro¬
matica. leggermente vinosa e piuttosto
amara, di sapore intenso anche se
(contrariamente a quanto si pensa) di
modesto contenuto alcolico. Anche
questa si beve fredda ma non gelata
ed è la bevanda nazionale irlandese (è
quella, ad esempio, che James Coburn
beve nel pub, nel film "Giu la testai").
Birre speciali ne compaiono ogni tan¬
to, grazie all'inventiva dei maestri birrai
di tutto il mondo Tra le più affermate
c'è la Biére Bianche, birra lattiginosa
molto torbida, specialità di Lavanio e
Bruges, molto gradevole per il suo sa¬
pore compatto e pastoso, poco alcolica
e molto dissetante grazie al sapore
fruttato, Altra famiglia ben nota in Nord
Europa è la Weissbier, birra di frumen¬
to (e non di orzo) e la birra d’Abbazia,
solitamente, quest'ultima. basata su ri¬
cette personali di conventi con storia
millenaria. Curiosità invece genera la
birra Trappista (se ne producono solo
cinque, di cui quattro in Belgio e una in
Olanda), caratterizzate da una rifermen¬
tazione in bottiglia e dal forte contenu¬
to in caramello. In Germania è molto
diffusa la birra Dartmunder, originaria
dell'omonima città, poco alcolica e po¬
co luppolata. Ancora diffusa è la Mun-
chner (o Mùnchener), che va bevuta a
temperatura ambiente, mentre partico¬
larità sono le Lambic, le Faro, le Ku-
ghensolt. le Arossa, caratterizzate da
aromatizzazioni particolari come quelle
alla ciliegia a alla menta. Diffuse anche
sono birre ottenute da miscela di pro¬
dotti diversi (es. Lager e Dartmunder)
Conclusioni
La ragazza si è tolta il top e la tempe¬
ratura è salita istantaneamente di altri
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
165
dieci gradi. Meglio alzarsi e tornare in
camera, al fresco dell’aria condiziona¬
ta Passiamo solo un momento al bar
della piscina per prenderci, indovinate
un po', un paio di birre, e ne approfit¬
tiamo per fare la parte dell'intenditore
con la ragazza del banco, anche lei no¬
tevole, a dire la verità Ah, questo De
Masi, senza di lui, cosa saremmo! «6
La nomenclatura della birra
Ale: nome generico delle birre prodotte a fermentazione alta
{mentre la fermentazione bassa produce le Lager) In queste la fer¬
mentazione avviene a temperatura intorno ai 12-20"C e il tempo di
birrif icazione e piu breve Ale é un'antica parola inglese di radice
misconosciuta indicante la più antica forma di fermentazione della
birra Le birre Ale possono essere di diverso colore e includere di¬
versi componenti, oltre a provenire da materie prime differenti, co¬
me farro e granturco Sovente viene usato come base anche il ri¬
so. che produce un gradevole sapore amaro già in assenza di lup¬
polo
Amber birre di colore ramato o "ambrato" Possono essere sia
Lager sia Ale, e tendono a essere più corpose, di sapore più ampio
e con diverso retrogusto a causa degli aromi addizionali aggiunti.
American Pilsener birra Pilsner (v succ.) più leggera e meno
aromatica della corrispondente europea
American Steam: (steam = vapore) birra Lager fermentata a
temperatura più alta per creare una bevanda con caratteristiche in¬
termedie tra questa e la birra Ale
Barley. Barleycorn orzo, graminacea usata nella birrificazione.
della stessa famiglia del riso, avena, segale, farro. Caratteristica
per l'alto contenuto d'amido, ha diverse caratteristiche gradite ai
produttori di birra. L'orzo ha la caratteristica di rappresentare, con
la sua buccia (che non viene tolta durante la birrificazione), un buon
filtro per la birra. Deve solo essere ben essiccato prima deH'utilizzo
o della conservazione, visto che contiene molta umidità e che può
facilmente essere attaccato da muffe. L'orzo è il solo, tra tutte le
graminacee, ad essere maltizzato. Birre a elevato tenore d'orzo so¬
no forti e scure, anche se non molto aromatiche
Birra nome generico di bevanda alcolica prodotta dalla fermen¬
tazione di cereali, sovente aromatizzata con aggiunte diverse II no¬
me proviene quasi sicuramente dal latino "bibere", la cui radice
comunque non è autoctona, ma deriverebbe dall'etrusco o, più
probabilmente, da un suo dialetto.
Bitter: birra amara (da cui II nome) generalmente di colore rama¬
to e con poca anidride carbonica Poco diffusa al di fuori della Gran
Bretagna.
Bock: birra tedesca a fermentazione bassa. Corposa, dolce, gra¬
devole al gusto e all'odorato E' la birra tradizionale della festa di
primavera. Se il suo grado alcolico supera i 5 viene chiama doppia
Bock (in tedesco la parola "Bock" significa capra, forse perché chi
ne beveva prendeva l'andamento ondeggiante di questo animale
E‘ questo il motivo per cui certe etichette riportano un'immagine di
questo animale)
Brown Ale birra di più recente invenzione, leggermente aroma¬
tizzata, colorata fortemente con caramello.
Dry Beer nome generico di birre a bassa gradazione alcolica,
modesto apporto calorico e lieve retrogusto dolciastro. Prodotta
per la prima volta in Giappone, viene apprezzata da chi non predili¬
ge il sapore amaro della birra normale
Pilsner Europea: di gran lunga la più diffusa e apprezzata birra
del mondo Prodotta per la prima volta nella città ceca di Plzen, è
una birra a fermentazione bassa, aromatica, secca, non molto alco¬
lica.
Aromatiche si tratta di birre addizionate di aromi esterni, quasi
sempre aggiunti durante l'ultima mezz'ora di fermentazione Ce ne
sono di diversi tipi, anche se regola comune impone che gli aromi
influiscano sul gusto e non sull'odore Le più diffuse sono quelle
aromatizzate alla ciliegia, alla pesca, alla fragola e, meno, alla men¬
ta
Ice Beer: tipo molto particolare di birra, ottenuto facendo conge¬
lare una porzione della stessa a fine fermentazione II risultato é
una birra a più alta gradazione alcolica, con un colore fortemente
trasparente e brillante e, generalmente, molto chiaro
Indian Pale Ale birra fortemente aromatizzata inventata in Gran
Bretagna e spedita in India per le truppe inglesi nel 18° secolo
L'invenzione è accreditata a George Hodgson, che ne indicò l’uso
quale alternativa all'acqua da bere, data la scarsa qualità dell'acqua
indiana Poiché la birra aveva la tendenza a rovinarsi se conservata
per lungo tempo, il processo di burificazione avveniva durante il
viaggio.
Lager termine indicante ogni birra ottenuta a fermentazione
bassa (1-2°), con tempi più lunghi di lavorazione II risultato e una
birra meno alcolica e meno aromatica II termine proviene dal so¬
stantivo tedesco "Lager", che significa "conservare"
Malt Liquor in USA, molti stati permettono di classificare birra so¬
lo bevande non superiori a 5° alcolimetrici. Tutte le birre che supera¬
no tale valore sono considerati "liquori" e come tale classificati.
Màrzen-Amber. birra a fermentazione bassa di colore ambrato,
mediamente alcolica (5°), caratteristica dell'Oktoberfest, di sapore
dolce e mediamente aromatica.
Mead: una delle birre più antiche e caratteristiche, non altamen¬
te alcolica, é addizionata di aroma e sapori provenienti da erbe e,
talvolta, da frutta.
Mùnchener Helle/Dunkel. birra Lager prodona nella cmà di Mo¬
naco La prima e chiara, la seconda quasi nera Leggere, sono pro¬
dotte solo con malto coltivato in questa città.
Oktoberfest: prodotta per l’omonima festa, tra settembre e otto¬
bre, non ha effettivamente nulla di particolare o di non assimilabile
ad altri tipi di birra.
Portar: birra caratteristica, molto amara, molto forte, praticamen¬
te nera, mediamente alcolica, a fermentazione alta II colore scuro,
al contrario degli altri casi, deriva dal processo di tostatura cui vie¬
ne sottoposto l'orzo e il malto II nome Porter probabilmente deriva
dal fatto di essere stata mollo popolare e apprezzata dai facchini e
dagli scaricatori di porto di Londra
Remheitsgebot termine tedesco che significa “garanzia di pu¬
rezza"; tipo di birra prodotta con solo orzo, mais, luppolo. General¬
mente viene usato come termine per indicare birre non particolar¬
mente addizionate
Scotch Ale tipo di birra caratterizzata da colore ambrato, forte, e
con marcato sapore di malto.
Steam Beer: birra a fermentazione alta, inventata e prodotta in
grandi quantità in California durante l’epoca della mitica Corsa
all'Oro Deve il suo nome ("Steam'' significa vapore) al fatto che,
durante la fermentazione, produce grandi quantitativi di gas, per
cui le botti, quando stappate, producevano un fischio simile a quel¬
lo delle locomotive.
Stout tipo di birra scura, forte, ottenuta, a fermentazione alla,
da cereali non malazzati, addizionati di caramello e zucchero (gene¬
ralmente fruttosio e lattosio) Prende il suo nome dal fatto che solo
i porter, gli scaricatori più massicci e corpulenti, erano capaci di
sopportarne grosse quantità senza soccombere all'ubriacatura
Wheat Beer - Weisses Bier - Birra di grano birra derivata da al¬
meno il 40% di grano maltizzato e da fermentazione da abbondan¬
te lievitatura II sapore è gradevole, fruttato, dolce al palato, con
forte contenuto di anidride carbonica e contenuto alcolico medio e
alto. Sovente viene introdotta nella bottiglia una dose secondaria di
lieviti per indurre una fermentazione secondaria. Questo porta so¬
vente alla formazione di sedimenti che, comunque, non vengono
considerati indesiderabili.
166
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Combattiamo
il Grande Fratello!
Avete mai notato quanto è fastidioso, in tram o al bar, sfogliare un giornale con qualcuno che
legge alle spalle? lo una tecnica ce l’ho, per scoraggiare il seccatore! Faccio finta di leggere e
faccio invece ondulare il giornale con movimenti piccoli, rapidi e regolari. Vi assicuro che l’effetto
è immediato, salvo poi a scansarvi se l’intruso è un po' debole di stomaco.
Il fatto è che, in tram, chi ci spia, fosse pure per un’innocente sbirciata alle notizie di oggi, lo
vediamo e ce ne possiamo difendere, fosse pure chiudendo la rivista. E, dagli occhi indiscreti di
Web, chi ci difende? Niente paura, amici lettori, con la ricetta seguente andiamo dal farmacista,
pardon, dal signor WWW e scarichiamoci il pacchetto di cui parliamo. E’ solo funzionante per
quindici giorni, un poco come i medicinali formato ridotto che distribuiscono ai medici, ma vi
permetterà di rendervi conto di quel che accade quando navigate, senza neppure lontanamente
rendervene conto, e di stabilire se è opportuno comprare la cura completa.
di Raffaello De Masi
Assoldiamo un gorilla!
Fate una prova; quando vi collegate
a un sito, fosse pure la Startup page,
attivate la flnestrina della connessio¬
ne; come mai, se stiamo scaricando
una pagina, quindi dati, sulla nostra
macchina c'è il contatore dei dati in
uscita che si aggiorna continuamente
in alto? Certo, si tratta probabilmente
di scambio di handshake. controlli di
password, verifica e test di parità, e
tante altre cose ancora, probabilmen¬
te innocue. Probabilmente!
Fatto è che. si può dire giornalmen¬
te, la qualità dell' interattività dei siti
più moderni e funzionali cresce, sen¬
za tregua. Una volta scaricare un sito
significava scaricare una pagina stati¬
ca, i dati circolavano praticamente in
un solo senso e, quando questa era
completa, il browser si arrestava nelle
sue attività e aspettava ulteriori ordi¬
ni Oggi si rimarrebbe sbalorditi se si
potesse vedere il lavorio di scambio
X;RaX Vision, versione 1.0
httR://www,imracept corn
Prezzo: 39.95 US $
versione inai scancablle dal silo
di dati, nei due sensi, che si verifica¬
no a ogni passo. Gli agenti segreti di
tali scambi si nascondono dietro nomi
esotici e suggestivi, come cookie, Ja-
va applet, script, plug-m, server-push
e client-pull, ma si tratta, inutile na¬
sconderlo, di agenti, depositati nelle
viscere della nostra macchina, che
stanno II, se ci pensate bene, non per
servire noi. ma chi ci viene in visita E
spesso questi "parassiti" ci vengono
attaccati senza che neppure ce n'ac¬
corgiamo. E, come dicevamo, po¬
tremmo essere davvero sconvolti se
riuscissimo, in qualche modo, a vede¬
re la quantità di informazioni riguar¬
danti la nostra macchina che vengono
spediti al nostro interlocutore.
MCminrocomouter n. 198 - settembre 1999
167
v O A W Y«»»*y ••»«***«*■••; *#T»«Jr.«XMr*aDOII.WW»t
A * * Y„ T>-x^r'rm^
Vision *»—.
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Vrmm n tw+mkm, Cwfj «f X»AY TMOM Xmt •« •»< M W4 • firn u •
pagina home da cui
scancare il programma.
Beh, non allarmiamoci, la maggior
parte di queste attività sono benigne
Immaginate l'esempio più tipico di
ospite, il biscotto-cookie. Serve, co¬
me è noto, a farci riconoscere dal sito
che stiamo visitando, in modo che
questo possa, ad esempio, configu¬
rarsi od offrirci certe notizie secondo
le nostre preferenze (immaginate,
giusto per semplificare, un cookie di
un motore di ricerca) Ma chi impedi¬
sce a un realizzatore di cookie di inse¬
rire, nella sua creatura, una routine
che trasmetta, al collegamento, an¬
che notizie, da parte nostra, non con¬
sentite?
La soluzione è rappresentata da un
originale programma di Intracept
1 1 1 * r t ' ~1 denomi¬
nato X-Ray Vision, che controlla e det¬
taglia tutte le attività di entrata e usci¬
ta di dati quando ci colleglliamo a
WWW. In pratica il programma, che
può funzionare in background in ma¬
niera trasparente, o viceversa interat¬
tivamente con l'utente, permette due
livelli principali di filtro e verifica, uno
di base e uno avanzato, ambedue am¬
piamente personalizzabili. Nel primo
caso ritroviamo certe opzioni già pre¬
senti nei più recenti browser: per¬
messo a siti Web di accedere lin qua¬
lunque modo) a dati presenti sulla no¬
stra macchina, permesso di lanciare
programmi residenti, messaggistica
di allarme quando intervengono tec¬
nologie che consentono scambio di
dati.
E se non basta?
Questo livello è già sufficientemen¬
te avanzato, ma si può fare di più e
meglio. Se si passa alle autorizzazioni
avanzate, si raggiungono livelli di sot¬
tigliezza, nelle scelte, di tutto rispet¬
to Si può scegliere di non accettare
nessun cookie, di accettarlo ma di
mantenerlo solo in memoria, senza
depositarlo sul disco, di cancellare
tutti i cookie in presenza di certe atti¬
vità, di non accettarne se non prove¬
nienti da certe locazioni. Si può impe¬
dire il refresh della pagina, e si può al¬
trettanto impedire agli JavaScript di
eseguire certe attività potenzialmente
perniciose, come sottomissione di
form, lancio di plug-in e di Java ap-
plet, come pure è possibile impedire
a pagine Web di lanciare controlli Ac-
tive-X o eseguire redirection.
Ma perché tante precauzioni? Oc¬
corre ricordare che anche siti famosi
e di tutto rispetto, specie se conti¬
nuamente aggiornati, usano le più
moderne tecnologie per raggiungere
scopi che ben poco riguardano la no¬
stra personale convenienza. Ad
esempio le pubblicità sui banner che
cambiano anche durante la lettura, le
fmestrine aggiuntive degli sponsor, la
messaggistica più o meno nascosta
che si aggiorna continuamente in ba¬
se alle nostre preferenze, sono cose
che fanno molto comodo a chi fa pub¬
blicità ma di cui faremmo volentieri a
meno.
Spesso i banner trasmettono di ri¬
torno messaggistica atta a verificare
la quantità di eventuali clienti che visi-
r D* me* ttrf forte**
r Ailfl M *• Mt U *«•
r~ D<MV(ifUMlMi>Mta4raiTVMl«M
r C*e am *»• «h. Sa* u Uè? O» i «yen
r u — ih—m
** DlM*>li^nfl«ttrMiUMMfM
T &■•«*_;**«* icW
II. I
AdYanced Default PericlMlona
Le due tipologie di base d’uso del programma, normale e avanzata.
168
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Un esempio di funzionamento del programma : i siti di Microsoft e Digital, pnma e dopo essere stati visti ai raggi X. Attenti agli ospiti invisìbili e indesiderati!
ta il sito collegato, o almeno legge il
banner o il messaggio; cose certo uti¬
li per scopi di marketing, ma di cui
facciamo volentieri a meno. Inoltre
occorre tenere presente che siti mol¬
to più spregiudicati e aggressivi ricu¬
perano spesso, dal nostro browser,
l'indirizzo di e-mail per consentire di
arricchire mailing list (vi siete mai
chiesti come mai quell'organizzazio¬
ne di cui non avete neppure sentito il
nome v'mvia la sua pubblicità? Atten¬
zione, anche se v’invitano a inviare
una e-mail per cancellarvi dalla lista,
evitate di rispondere; è solo un truc¬
co per verificare la correttezza del vo¬
stro indirizzo).
C'è una cosa da rimarcare, nell'uso
di X-Ray. che lo rende, per cosi dire.
non perfettamente efficiente. Al mo¬
mento in cui raggiunge un nuovo sito
potenzialmente "pericoloso", esso
carica dapprima tutta la pagina e poi
indica se in questa ci sono annidati
"ospiti" pericolosi; talvolta può esser
troppo tardi, se l'applet o il cookie
contenuto nella pagina ha già svolto
la sua funzione di trasmissione dei
dati (a meno di non aver insegnato a
X-Ray di rifiutare qualunque ingres¬
so). Inoltre, sebbene X-Ray possa
evitare di accettare cookie di terze
parti (ottenuti, ad esempio, vistando
un link da un'altra pagina), non per¬
mette di capire, in questi casi, da do¬
ve essi provengano in modo da po¬
terli accettare, se ritenuti innocui, al
volo.
Conclusioni
X-Ray Vision è un buon cane da
guardia, capace di sbarrare efficace¬
mente la porta a intrusi di qualsiasi
genere o di consentire l'accesso a
soli ospiti desiderati Necessario per
chi ospita dati riservati sul suo com¬
puter. va settato in maniera oculata,
visto che tra un blocco serrato (e so¬
vente inutile) di ogni attività di scam¬
bio e un comportamento tollerante e
potenzialmente rischioso ci sono una
infinità di passaggi Ma, ben istruito,
fa il proprio dovere, in un'area dove
praticamente non ha concorrenti.
MS
MOmirin/vimni iter n. 198 - settembre 1999
169
a cura di Francesco Romani
La grafica di Mathematica
Dopo sei anni e settanta articoli (tutti o quasi pieni di disegni più o meno elaborati) ri¬
prendiamo la teoria di base della generazione di grafici con Mathematica. Oltre che un
aiuto per chi comincia adesso, queste note abbastanza elementari possono servire co¬
me spunto per alcune applicazioni sofisticate che vedremo in futuro.
Introduzione
Mathematica è (anche) un linguaggio di programmazione e il
principale vantaggio/svantaggio della grafica di Mathematica
e la sua totale programmabilità
A differenza di programmi specifici per il disegno artistico, il
ritocco fotografico o il CAD, nel nostro caso anche il più sem¬
plice disegno va programmato (un po' come si faceva nella
preistoria con i vecchi plotter pilotati da programmi FOR¬
TRAN)
Questa caratteristica complica di molto la vita nel caso di di¬
segni elementari (un ellisse verde in campo rosso) ma per¬
mette agevolmente applicazioni di complessità straordinaria
(come i frattali o le mappe stellari).
Distinguiamo tre livelli di programmazione grafica
• uso diretto delle programmazione grafica.
•uso dei programmi di plottaggio predefiniti
•combinazione dei due metodi per ottenere risultati più sofi¬
sticati
Nel seguito vediamo esempi dei due primi casi, vedremo in
altri articoli le applicazioni avanzate
Uso diretto
della programmazione grafica
Per comprendere l'uso delle primitive grafiche bisogna notare
che in Mathematica molte funzioni hanno un significato pura¬
mente simbolico; ad esempio, la primitiva
Line({{a,b},{c,d>}] è la rappresentazione simbolica d
una linea che congiunge il punto (a.b) con il punto (c,d) del
piano cartesiano, e la funzione Line non ha alcuna imple¬
mentazione.
La funzione Graphics (anch'essa priva di implemeniazionei
riceve come argomento una lista di primitive grafiche e co¬
stituisce la rappresentazione simbolica di un grafico bidimen¬
sionale. In modo analogo esistono altre funzioni
(Graphics3D. Surf aceGraphics3D ContourGraphics
DensityGraphics Graphicsflrray) che costituiscono la
rappresentazione simbolica di grafici di altro tipo.
La funzione show (per cui esiste una implementazione inter¬
na) mostra sullo schermo il grafico associato ad una rappre¬
sentazione simbolica show riceve una rappresentazione sim¬
bolica di un grafico chiama la funzione SDisplayFunction
e rende gli argomenti non valutati.
SDisplayFunction di solito vale Display una funzione di
sistema che disegna nel Front-End il grafico associato a quel¬
la rappresentazione Giocando sul valore di SDisplayFunc¬
tion e possibile sia evitare la rappresentazione (comodo per
raggruppare piu grafici in uno stesso disegno) sia dirigere la
stampa su apparecchiature diverse dal monitor (ad esempio
un plotter).
Ad esempio, il seguente programma disegna un ellisse verde
in campo rosso
Ini 11 =
f l=Show[ Graphics! {
Green, Rectanglef {-2, -2} , {2 , 2} ] ,
Red, Disk( {0, 0} , 1]
}) , AspectRatio->l/2] ;
L'uso delle primitive grafiche unito alla potenza della program¬
mazione permette di ottenere agevolmente grafici di grande
complessità come i frattali. L’esempio che segue traccia una
delle tante varianti del triangolo di Sierpinski, disegnando un
punto in corrispondenza dei valori dispari del triangolo di Tar¬
taglia AspectRatio e PlotLabel sono opzioni di show e
permettono di specificare il rapporto tra altezza e larghezza
dell'area di plottaggio e il titolo da porre in testa al grafico
ln|2|;=
show)
Graphics [ Point/@First/@Select [ Flatten (
Table[ {{k-n/2 . , -n> , Binomial ( n , k ] > ,
{n,0,63>, {k,0,n}J , 1] ,
170
MCmicrocomputer n 198 - settemhrp 1999
Figura 1
OddQl*[[2]]]S]),
PlotRange->{ {-32, 32}, {-64,1}},
AspectRatio->l ,
PlotLabel->"Figura 1"];
(Vedi Figura 1)
Programmi di plottaggio predefiniti
La applicazione grafica più naturale per il matematico è il
semplice plottaggio di una funzione di variabile reale (anche
con eventuali singolarità) in un intervallo dato. La funzione
Plot soddisfa tale necessità
Per esempio il comando seguente traccia il grafico del poli¬
nomio di Chebyshev T4<x) tra -lei,
Ini 11 =
f 2=Plot (ChebyshevTJ 4, x] ,{x,-l,l},
PlotSty le->Red ,
Plot Labe l->" Figura 2")
(Vedi Figura 2)
In realtà Plot è un programma di livello superiore
che valutando in modo adattivo la funzione da plotta-
re genera le opportune primitive grafiche, come si
vede dalla forma interna del risultato
Inl2l:=
f2//InputForm
Outl21
Graphics [ (RGBColor [ 1 . , 0 . , 0 . ] , (Line[ {
(-1., 1.},
(-0.958333333333333,
0.4004870756172832},
{0.916666666666667,
0.07368827160493641},
(0.958333333333334, 0.4004870756172857},
(1., !.}>}>},
{PlotRange -> Automatic, AspectRatio -> Gol-
denRatio" (-1 ) , PlotLabel -> "Figura 2", Axe-
sLabel -> None, ...}]
Nel package Graphics' Graphics’ sono presenti molti di¬
versi programmi di plottaggio di funzioni di una variabile o di
liste monodimensionali.
Nel package Graphics Colora' (che conviene sempre ca¬
ricare all'inizio dell'elaborazione) sono presenti le definizioni
dei colon
Ciò permette di chiamare i colori con il loro nome inglese
(Red, Green, etc.) invece che con la tripla dei valori RGB
(RGBColorI 1,0,0] RGBColor [0, 1,0] , etC.I
Altri programmi di grafica sono presenti negli Standard packa-
ges, conviene leggerne la descrizione nell Help in linea o
sull'apposito manuale
Raggruppamento di grafici
Capita spesso di dovere raggruppare in un unico disegno gra¬
fici diversi (per esempio generati in momenti successivi In
questo caso basta rieseguire la Show dando come argomenti
i risultati dei disegni precedenti.
Questa sequenza di comandi traccia dapprima separatamen¬
te i tre grafici e poi li sovrappone.
Ini 11: =
pl=Plot [ ChebyshevT [ 4 , x ] , {x,-l, 1} , PlotStyle-
>Red] ;
p2 =Plot[ ChebyshevT [5, x],{x, -1,1}, Plot Style-
>Green] ;
p3=Plot [ChebyshevT! 6, x] , {x, -1 , 1} , PlotSty le-
>Blue) ;
MCmicrocomputer n 1 98 - settembre 1999
171
Show[pl,p2,p3, PlotLabel->"Figura 3"];
(Vedi Figura 3)
Se si vuole evitare i plottaggi dei singoli grafici prima
della sorapposizione conviene alterare provvisoria¬
mente il valore della funzione $DisplayFunction
N.B. in questo caso usare Module invece che
Block non avrebbe funzionato, (perché?)
Inl2l:=
Show[
Block[ {$DisplayFunction=Identity} ,
Figura 3
Figura 4
Table [
Plot[ChebyshevT[i, x] , {x, -1, 1} ,
PlotStyle->Hue( i/6] ] ,
PlotLabel->" Figura 4"];
(Vedi Figura 4)
Animazioni
Un altro modo per rappresentare piu grafici è fare un anima¬
zione Se il risultato di una elaborazione è un gruppo di grafici
consecutivi basta selezionarli tutti e dare il comando Animate
Selected Graphics per vederli visualizzare uno dopo l'altro
con un effetto di movimento II comando seguente genera
una breve animazione dei polinomi di Chebyshev
mi¬
no [
Plot [ChebyshevT[ i,x],{x,-l,l},
PlotStyle->Hue[i/6] ] ,
U,6}]
GraphicsArray
Quando si scrive un articolo (o un libro o una tesi) le animazio¬
ni sono poco pratiche, la funzione GraphicsArray permette
disegnare un Array di grafici come nel caso seguente
/n/4/.=
Show[ GraphicsArray [ Partition[
Block[ {$DisplayFunction=Identity} ,
Table(
Plot [ChebyshevT[ i,x],{x,-l,l},
PlotStyle->Hue [ i/6 ) ] ,
{2}]],
PlotLabel->"Figura 5");
(Vedi Figura 5)
Rappresentazioni di funzioni
di due variabili
Una funzione di due variabili (ad esempio z = sin(x y) può es¬
sere rappresentata in due dimensioni in molteplici modi diver-
172
MCmicrocomputer n 198 -settembre 1999
infiniti) in corrispon¬
denza degli zeri dì t.
Vediamo il suo grafi¬
co tracciato in tre
modi diversi
si, ognuno dei quali evidenzia alcune informazioni, nascon¬
dendone altre. Prendiamo come esempio la funzione t, di Rie-
mann (una funzione speciale di fondamentale importanza ma¬
tematica). Questa funzione possiede infiniti zeri nel campo
complesso lungo la linea 1/2+ i y La funzione l/Abs[ Ze¬
ta (x + i*y] ] è reale in due variabili x e y e ha poli (picchi
plot3D genera un
oggetto di tipo Sur-
faceGraphics che
può essere rappre¬
sentato in bianco e
nero o a colori con le om¬
breggiature e il colore che
rappresentano a scelta, o il
valore di una ulteriore variabi¬
le, o una illuminazione simu¬
lata.
E ' uscita
Mathematica 4.0
Mentre finivo questo articolo mi è arrivata la notizia dell'uscita di
Mathematica 4 0. insieme ad una copia di saggio. Le principali
novità di questa versione, secondo il comunicato stampa, sono:
• Notevole miglioramento della velocità e dell'efficienza nel cal¬
colo numerico;
• Ampliamento della gamma dei file da importare ed esportare da
Mathematica, con oltre 20 tipi di formati standard di dati, grafici
e suoni;
ln[11:=
Plot3D| 1/Abs [ Zeta [ x +
{x, -3, 3}, (y,
-10, 40} ,
PlotPoints -> {40,
70},
ViewPoint -> {7, 2,
3},
PlotRange -> {0, 5},
Boxed -> False,
Axes -> None);
(Vedi Figura 6)
ContourPlot mostra una
• Inclusione, nell’interfaccia del notebook, delle funzioni di corre¬
zione ortografica e di giustificazione;
• Estensione delle funzioni di generazione degli output e del codi¬
ce HTML:
mappa a curve di livello, le aree tra le curve possono venire
colorate con livelli di grigio o di colore differenti. Per generare
un grafico di questo tipo il programma usa un approccio adat-
tivo per agganciare e seguire le curve di livello.
• Miglioramento delle funzioni ed estensione del range per l'ana¬
lisi dei dati;
• Implementazione del supporto per la gestione di calcoli in domi¬
ni specifici;
•Oltre 100 funzioni di Mathematica nuove o perfezionate
Inl2l:=
Contour Plot [ 1 /Abs ( Zeta [ x + I*y]], {x, -3,
3},{y, -10, 40},
ColorFunction->(Hue(0 . 9(f ) & ) ,
PlotPoints->100 , AspectRatio->2 ] ;
Prossimamente un intero articolo sarà dedicato alla prova sul
campo del prodotto, I prezzi iva esclusa di una licenza per Win¬
dows, Macintosh e Linux sono i seguenti:
a) Listino Educational
- Professional Version L. 2 500.000;
- Professional Version per Laboratorio Didattico L 800.000.
(Vedi Figura 7)
DensityPlot campiona invece la funzione nei nodi di un re¬
ticolo e colorare di conseguenza i vari quadratini., I risultati
sono tanto più accurati quanto maggiore è il numero dei pun¬
ti usati.
- High School Teacher's Edition L 650.000;
- Student Version L. 280.000;
b) Listino Commerciale
- Professional Version L. 3.500.000.
Chi desidera avere informazioni sulla disponibilità e sulle possibi¬
lità di aggiornamento dalla versione 3.0 può rivolgersi al distribu¬
tore italiano: iinioMscisott-i3
Inl3l:=
DensityPlot [ 1 /Abs [ Zeta [ x + l*y]j, (x, -3,
3},{y, -10, 40},
ColorFunction->(Hue [ 0 . 9# ) &) ,
Mesh->False,
PlotPoints->100 , AspectRatio->2 ] ;
Il risultato è molto simile ma meno definito per la mancanza
delle linee di contorno.
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
173
Corel Draw 9
Corel presenta l’ultima versione, per questo secolo, del suo programma più blasonato e
conosciuto: CorelDraw. Andando contro tendenza questa versione viene identificata
con il numero 9, quando tutti ormai, Corel compresa, indicano 2000 come versione dei
loro prodotti in uscita durante questo ultimo
scorcio di secolo.
Partendo da un
semplice rettango
lo in alto a sinistra
con il contorno in¬
terattivo si posso¬
no ottenere in ma¬
niera molto sempli¬
ce questi elfetti
di Mauro Gandini
Una storia
di tutto rispetto
La storia di CorelDraw si intreccia con
gli ultimi 10 anni di storia della grafica e
dell'informatica: senza dubbio è una delle
pietre miliari nel campo della gestione di¬
gitale delle immagini I fatti che ci posso¬
no far dire ciò sono evidenti: è il prodotto
che ha aperto il mondo Windows alla gra¬
fica professionale; è stato il prodotto che
per primo ha offerto un gran numero di
clip-art in forma gratuita nel pacchetto ba¬
se. consentendo così una immediata pro¬
duttività anche a chi non è un creativo,
continuo aggiornamento con funzionalità
sempre più potenti, continuo studio di
un’interfaccia semplice da utilizzare sia
per il professionista, sia per il neofita.
Questa versione prosegue l'evoluzione
iniziata con la versione 8: si è lavorato per
migliorare il prodotto in sei campi specifi¬
ci, dalla produttività all'aspetto generale
del prodotto, dalle nuove funzionalità agli
strumenti interattivi.
La confezione è, come al solito, molto
massiccia Non vengono lesinati i ma¬
nuali, che sono tre: "La guida per l'uten¬
te", dove troviamo tutte le informazioni
su CorelDraw e le altre applicazioni, il
manuale per l'utente dedicato a Photo-
Paint 9 (di cui non parleremo in questa
sede) e il solito manuale con l'illustrazio¬
ne visiva di tutti le clip-art contenute nel
pacchetto. Nella confezione troviamo na¬
turalmente i tre CD-ROM, uno per i pro¬
grammi e due per le clip-art e i modelli.
Passiamo quindi ad esaminare le prin¬
cipali novità di questa nuova versione: al¬
cune delle funzionalità indicate erano già
presenti, ma in forma ridotta oppure so¬
no state migliorate nella versione 9.
Aspetto generale
Tavolozze di colore multiple
È possibile personalizzare la propria
area di lavoro per visualizzare contempo¬
raneamente piu tavolozze colore e per
migliorare la velocità e la flessibilità di
creazione dei disegni. È possibile anche
per quella specifica zona.
Finestre mobili perfezionate
È possibile rimuovere le informazioni
superflue su una finestra sostituendo la
Barra del titolo con una barra mobile di
una finestra mobile di comandi. È possi¬
bile comprimere le finestre mobili non
agganciate per rendere piu visibile l'area
di disegno
Effetti sonori alla risposta
In CorelDraw 9 è possibile associare
selezionare una tavolozza colore predefi-
nua per ogni area
su cui si sta lavo¬
rando. in modo
da avere solo i
colori necessari
Ecco il tipico esem¬
pio di riempimento
reticolato partendo
da una doppia sfu¬
matura come appa¬
re m alto, abbiamo
aggiunto altri colon
nei vari punti del re¬
ticolo Poi ci siamo
divertiti a muoverli
a nostro piacimen¬
to. msomma a far¬
ne di tutti i colon
174
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
dei suoni a determinati eventi propri di
CorelDraw mediante l'interfaccia stan¬
dard Sonoro di Windows.
Aggiornamento automatico colle¬
gamenti Web
CorelDraw 9 aggiorna automaticamen¬
te i collegamenti "Corel sul Web". Il
nuovo comando Aggiorna collegamenti
consente di scaricare l'ultima lista di col¬
legamenti Internet dal sito
Web Corel. Questa lista com¬
prende informazioni sull'ag¬
giornamento del software,
novità e offerte speciali
Pnma di poi rare il file
dal fotohtista è buona
norma controllare al¬
cuni essenziali para¬
metri: CorelDraw lo la
sulla base dì un elen¬
co di possibili proble¬
matiche e fornisce
una sene di consigli
su come risolvere i
problemi riscontrati
Produttività e
prestazioni
Aree di lavoro comuni
CorelDraw 9 consente di avere due
torme di anteprima di stampa la
classica con riempimento di lutto lo
schermo, e la seconda, che viene
chiamala Mini-anteprima, che si
può tenere a banco della finestra
multipla che consente di scegliere i
parametri di stampa Essendo una
finestra interattiva, ogni modifica
dei parametri di stampa viene visua¬
lizzata sul¬
la Mmi-an-
Generale Fotmala Separano™ Pieilarrpa PoslSctipi Vane -b un problema I
*.i addano a supporti
0 aliagli: Oli indicatori di stampa selezionati non si adattano ai supporti se*ezionati
nelle proprietà dada stampante Se si continua, questi indealofi potrebbero essere
ritagliati parxiaknefta o completamele al bordo dei supporti
Per stampare completamente gli indicatori di stompa è richiesta tra «menatone di
taglio minima di 0,5 pollici attorno al documento
Suggei intento; Per risolvere la s*uezione usare una pagna « «mansioni minori
nella funzione di impostazione pagina del documento, scegfcere tàmenstom maggiori
dei supporti nelle Proprietà («l'inferno della scheda Oeneraà). o posizionare
manualmente gli Induttori
Ngn venite aie questo problema m futuro
importazioni preliminari
Anteprima di stampa
Slampa
Annula
Applica Guida
Ogni utente oppure ogni tapnma.
singolo progetto può avere
delle aree di lavoro persona¬
lizzate anche su ogni singola pagina: in
questa maniera ogni utente avrà sempre
sotto controllo gli strumenti che è abitua¬
to ad utilizzare oppure in ogni singolo la¬
voro saranno disponibili solo gli strumen¬
ti indispensabili.
VisualBasic for Application
È possibile generare Mini-applicazioni
per la gestione di particolari funzionalità:
per fare ciò si può utilizzare l’ormai stan¬
dard VisualBasic for Applications
Pubblica su PDF
CorelDraw 9 consente di trasformare il
proprio lavoro direttamente in un (ile
PDF: non è necessario passare dal for¬
mato EPS per poi trasformare il tutto in
PDF, anche se il documento è di più pa¬
gine
Vengono offerte tutte le possibilità di
scelta per la generazione del formato
PDF più consono all’uso che ne voglia¬
mo fare, dal semplice trasferimento per
mostrare come verrà il lavoro ad altre
persone, fino alla possibilità di trasferire il
documento in PDF al Service per la ge¬
nerazione delle pellicole.
Gestione collegamenti
É possibile gestire tutti i collegamenti
delle immagini o oggetti importati nel di¬
segno. è cosi possibile aggiornare un’im¬
magine all'ultima versione, senza dover
effettuale nuovamente l'importazione.
Interfaccia fotocamera
CorelDraw consente ora di importare
direttamente da fotocamera una fotogra¬
fia cosi come avviene normalmente da
scanner
( un
Prepara per centro servizi
Questa funzione permette, attraverso
un Wizard, di raccogliere tutti gli elementi
che vanno portati ad un centro servizi per
la generazione delle pellicole di stampa
Strumenti Interattivi
Strumento contorno interattivo
Il nuovo strumento Contorno interatti¬
vo consente di creare oggetti contornati
Henne fio |c \DocumeWi\Grelico1 pdl Sfoglia
Gommo d eipoileoone
• lullo
C Eopne.
Pegno contorte
C Sejeaono
Genero elichello lovoro:
Includi elebellelovofo
(• Re e-i'iìTrt
C \rryy. p*rg>a
■ ri ]
| UDTYjcf/ic |c.uiocymentiu
jrafieal ff
trascinando il mou¬
se in una direzione
qualsiasi per creare
una riga vettore in¬
terattiva che regola
il numero di forme
concentriche rispet¬
to alla figura base
giostrando questo
Pubblicare un docu¬
mento in PDF e vera¬
mente semplice Corel¬
Draw esegue l'opera¬
zione direttamente sen¬
za bisogno di passare
dal formato EPS E pos¬
sibile anche scegliere
l'utilizzo che si intende
tare del file
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
175
Editoi tavolozza
nn
iT ooaktà autunnali
Ecco uno elei nuovi Miri applicabili alle immagini di tipo bitmap: in questo
caso e sraio applicalo il Ultra Blocco Noie Ricolora immagine consente di
trasformare qualsiasi immagine inserita nella pubblicazione utilizzando i
colon speahci utilizzati nella pubblicazione stessa è possibile scegliere se
trasformare l'immagine in un solo colore o lasciare gli eventuali contorni
neri
Q D & U B
Modifica colore
èggiung. colote
Elimina colore
Qrdria coton »
Colore tavolozza selezionato
effetto è possibile creare for¬
me che appaiono come in 3D
Strumento Linee di colle¬
gamento migliorato
Lo strumento Linea di colle¬
gamento consente di disegna¬
re diagrammi di flusso e organizzativi col¬
legando oggetti con linee di collegamen¬
to, e fino a qui nulla di nuovo. Ora è pos¬
sibile separare linee di collegamento per
modificare oggetti e riattaccarle. Se si
spostano gli oggetti collegati, le linee di
collegamento sono ridisegnate automati¬
camente.
Riempimenti con re¬
ticolo per sfumature
Lo strumento Riempi¬
mento reticolo interattivo
consente di produrre
riempimenti a punti mul¬
tipli che possono essere
stampati su qualsiasi di¬
spositivo. È possibile
creare transizioni sempli¬
ci di colori in qualsiasi di¬
rezione senza la creazio¬
ne di un gran numero di
oggetti con fusioni e
contorni. Questa funzio¬
ne, già vista su un pro¬
dotto della concorrenza,
consente veramente di
generare sfumature mol¬
to gradevoli e molto
complesse
Ombra in prospettiva
Lo strumento Ombra
discendente interattiva
consente di creare om¬
bre discendenti prospet¬
tiche in CorelDraw 9. I
lati dell'ombra conver¬
gono verso un punto di
Ecco una delle tavolozze pronte per
l'uso offerte da CorelDraw 9 l'uten¬
te può creare quante tavolozze vuo¬
le oppure può partire da una di quel¬
le pronte per realizzarne di proprie
Nome: Cotale senza nome
Cotale CO M100 Y: 95 ICO
OK
Annulla
guida
L'ombra interattiva consente di creare ombre come nella
realta abbiamo tatto la prova generando un oggetto con il
buco e quello che abbiamo ottenuto è un’ombra con il buco
Che si intravede dal buco dell'oggetto
fuga fino a suggerire l'illusione di una
profondità tridimensionale. È possibile
modificare la direzione di un'ombra e la
distanza fra questa e l'oggetto, il colore e
l’opacità e la morbidezza dei suoi bordi.
Utilità
Rettangoli a gruppo
Lo strumento Rettangolo è stato mi¬
gliorato nella funzionalità di arrotonda¬
mento degli angoli: ora questa azione
può avvenire sia
su un singolo ret-
Linee guida predefinite
Allineare gli oggetti nel di¬
segno applicando linee guida
mentre si disegna o aprendo
un documento con linee gui¬
da già in uso É possibile
scegliere linee guida preim¬
postate o definirne delle pro¬
prie.
Attenuazione diretta
È possibile impostare il gra¬
do di attenuazione applicato
alle righe disegnate con lo
strumento Mano libera. Le
eventuali righe disegnate
successivamente utilizzeran¬
no le ultime impostazioni
specificate.
Effetti Speciali
Con CorelDraw 9 è possibi¬
le disegnare linee a cui vengono applicati
differenti motivi a scelta tra una vasta
galleria (generabili anche dall'utente)
Inoltre Naturai Media consente di appli¬
care numerosi effetti se per esempio si
è in possesso di una tavoletta grafica
con sensore per detei minai e lo pressio¬
ne, CorelDraw vi ■••onscntirà di disegnare
linee piu o menu spesso a seconda della
pressione esercitata
Effetti Bitmap
Le molteplici possibilità
di disegno di linee da
parte di CorelDraw 9
tangolo sia su un
gruppo.
Importando un'immagine bitmap, è
possibile applicare su di essa dei tipici
filtri disponibili normalmente in prodotti
tipo pittorico. Questa possibilità era di-
176
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
E anche possi¬
bile disegnare li¬
nee utilizzando
pennelli artistici .
sponibile già nella ver¬
sione precedente. Nella
nuova versione sono
stati inseriti nuovi effet¬
ti di seguito vi illustria¬
mo brevemente quelli
nuovi di maggior interesse.
Impressionista - Il filtro degli effetti
speciali Impressionista consente di tra¬
sformare il disegno nello stile dei mae¬
stri impressionisti.
Blocco per schizzi - Il filtro degli effet¬
ti speciali Blocco per schizzi consente di
trasformare un disegno in un graffito o
in un disegno a matita
Acquerello - Il filtro degli effetti spe¬
ciali Acquerello consente di trasformare
un disegno in un dipinto ad acquerello e
di applicare un'intera gamma di tecni¬
che ad acquerello.
Riquadro - Il filtro degli effetti speciali
Cornice consente di applicare ad un di¬
segno una delle 150 vignette preimpo¬
state.
Vetrata - Il filtro degli effetti speciali
Vetrata consente di trasformare un di¬
segno in una creazione a vetrata con lu¬
ce tridimensionale opzionale.
Cristallizza - Il filtro degli effetti spe¬
ciali Cristallizza conferisce al disegno
l'aspetto di una creazione ottenuta uti¬
lizzando frammenti di cristallo.
Tempo atmosferico - Il filtro degli ef¬
fetti speciali Tempo atmosferico con¬
sente di aggiungere elementi del tempo
atmosferico all'Immagine, incluse piog¬
gia, neve e nebbia.
r ** J l
Aulocompoti/ione Piepaiaziono pei il cenilo seiviri
* <- * H-r
■é ì, «• & j
il ■»»■>* -WV« u. !
— *+*-4
Caifi.
• **.««^*»
’S'V.J
Quella òutocomporoione guda ralente nei palleggi necessari a
propalale e raccogliete r Irle da inviale a un cenilo serra Per
inaiare, scasserò lare delle opponi seguenti
Se non li è sicuri deroiipui del lavoro scegker e la puma oppone
Queslo lomai al cenno servizi t Ite necessan per fourps» del lavoro
da CoreORAW 9
Se t cenno servai ha gii lotnrlo un pioto | CSP| da usare per
queslo lavoro, selezionare la seconda opzione.
• Raccogliere tulli i Ite associali con questo documenta
Scegliere un proto lorrnlo dal centro servai
Avanti >
ArwUle
Editor della tavolozza
CorelDraw 9 consente di creare tavo¬
lozze colore personalizzate proprie o mo¬
dificare le tavolozze personalizzate esi¬
stenti con Editor tavolozza. L'intuitiva in¬
terfaccia utente semplifica la creazione e
la modifica di queste tavolozze colore
personalizzate.
Preliminari
La pagina Preliminari nella finestra di
dialogo Stampa fornisce informazioni im¬
portanti su un lavoro di stampa. Ad
esempio, i comandi sulla pagina avverto¬
no dei possibili errori di stampa associati
al file.
Il Wizard che consente di
raccogliere ciò che serve
per andare tranquilli al
centro servizi per genera¬
re le pellicole
ta dall'utente.
È possibile
definire tasti
di scelta rapi¬
da, preferen¬
ze e destina¬
zione, nome e tipo di file,
Canto Cumulus Desktop
Canto Cumulus Desktop 4.0 consente
di organizzare file supporto e grafici in un
catalogo, che può essere indicizzato per
trovare rapidamente e con facilità imma¬
gini, progetti, clip-art, foto in stock e fil¬
mati QuickTime.
Colore e Stampa
Formati impostazione
Lo strumento Formato impostazione
consente di creare formati avanzati, in¬
clusi formati personalizzati o predefimti,
opzioni di rilegatura avanzata, rotazione
di pagine, indicatori di piega e distanze.
Può essere utilizzato anche per stampa¬
re numerose volte lo stesso file su un
unico foglio di carta.
Anteprima di stampa
È possibile visualizzare rapidamente in
anteprima i lavori di stampa con la nuova
funzione Mini-anteprima di stampa, che
è una versione compatta della finestra
intera Anteprima di stampa.
Gestione del colore
È possibile scegliere fra le centinaia di
profili ICC preimpostati di vari dispositivi
o impostarne uno proprio. È possibile in¬
corporare i profili ICC nei vari formati di
file come CDR, CPT, EPS e TIFF, con¬
sentendo di gestire il colore delle imma¬
gini fra differenti applicazioni.
Applicazioni di
supporto
Script e Script Editor
Nonostante VisualBasic for Application
(piu dedicato anche alla gestione di fun¬
zioni incrociate con altre applicazioni),
CorelDraw possiede una potenziata ver¬
sione di CorelSCRIPT che consente di
sviluppare macro e script per automatiz¬
zare operazioni. CorelSCRIPT Editor con¬
sente di modificare registrazioni o script
salvati. Si può invece usare CorelSCRIPT
Editor per modificare e aggiungere co¬
mandi che non è possibile registrare, o
scrivere script per automatizzare opera¬
zioni in CorelDraw. CorelSCRIPT Editor
comprende anche funzioni di test, debug
ed esegue file di script.
Capture
CorelCAPTURE 9 è un'utilità avanzata
di cattura degli schermi che consente di
catturare video o immagini a schermo,
come la finestra di disegno attiva, il Client
attivo, lo schermo intero o un'area defim-
Conclusioni
Senza dubbio CorelDraw 9 è un pro¬
dotto di valore: per problemi di spazio
non è stato possibile elencare tutte le
novità del prodotto in questo articolo,
La nostra impressione dal punto di vi¬
sta dell'usabilità è che. a furia di sempli¬
ficare le cose, si sia cascati nella banaliz¬
zazione e quindi a volte risulta difficile
capire come agire per riprendere il con¬
trollo della situazione (forse è anche per
questo che si dà la possibilità all'utente
di utilizzare l'interfaccia di CorelDraw 8)
I manuali sono senza dubbio di aiuto,
ma anche in questo caso forse sarebbe
più logico focalizzarsi sulle nuove funzio¬
nalità e su quelle dare delle informazioni
dettagliate, anziché spendere due pagi¬
ne per descrivere come si disegna un
rettangolo e un ovale,
A parte queste osservazioni, il prodot¬
to è valido: bisogna avere un po' di pa¬
zienza all'inizio per scoprire, seguendo
passo dopo passo le istruzioni oppure
utilizzando il corso interattivo, le nuove
funzionalità.
WS
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
177
LMà.
Linux senza fili
Il termine "wireless" viene utilizzato, in modo generico, per indicare
l'assenza di fili di collegamento. In questo articolo vedremo come è possibile
utilizzare Linux per realizzare dei collegamenti fra reti di computer o singoli PC
senza fare uso di cavi. Alcuni di questi metodi potrebbero essere utilizzati anche
per ottenere notevoli risparmi nel collegamento ad Internet... se solo la legge
italiana non ci mettesse lo zampino.
dì Giuseppe Zanetti
I motivi per cui si può voler utilizza¬
re un collegamento wireless sono mol¬
teplici: innanzitutto la necessitò di mo¬
bilita, sia essa all'interno di un ufficio o
di un edificio (Radio-LAN), che nel ter¬
ritorio (modem GSM) Vi sono poi delle
situazioni ambientali tali da rendere
questa soluzione preferibile ad esem¬
pio nessuno, se non forse un generale
dell'esercito di Napoleone, si sogne¬
rebbe di rompere i muri o di stendere
cariatine in un edificio del '500.
È interessante e sempre più di at¬
tualità la possibilità di realizzare colle¬
gamenti radio a media distanza (1-5
km) su frequenze ‘liberalizzate", molto
utile per accedere alla Rete senza do¬
ver affittare una linea dedicata
Vedremo poi come in Italia la situazio¬
ne sia un po' più "complessa'
Esistono diversi metodi per collega¬
re uno o più computer senza dover
stendere cavi. I principali fanno uso
delle onde radio o della luce (LEO o
LASER), Ovviamente prima di sceglie¬
re quale tecnologia utilizzare è bene
aver chiari gli obiettivi che si vogliono
raggiungere e realizzare un progetto di
ciò che si vuole realizzare, tenendo
conto di diversi aspetti o vincoli, in par¬
ticolare della velocità che si desidera
ottenere dal collegamento, delle di¬
stanze da coprire, dell'orografia e delle
condizioni ambientali del territorio in
cui si deve operare Particolare impor¬
tanza assume la disponibilità di visibi¬
lità ottica fra i due punti, essenziale sia
per i collegamenti via LASER che per
quelli via radio (Spread Spectrum). Le
microonde, infatti, viaggiano in linea
retta come la luce.
Per l'uso all'interno di un ufficio è
bene considerare il fatto che le pareti
attenuano moltissimo i segnali Per
scegliere la tecnologia da utilizzare è
inoltre da tenere in considerazione la
topologia della rete, in quanto le solu¬
zioni proposte sono diverse a seconda
che si colleghino punto-a-punto due so¬
li computer oppure che si voglia fare un
collegamento di tipo LAN, ovvero fra
piu macchine
È necessario infine (o meglio, all'ini¬
zio). avere chiari gli aspetti legislativi
della materia, in quanto spesso le con¬
seguenze per chi non fa le cose secon¬
do le regole possono essere di tipo pe¬
nale. Inizieremo perciò da questo
aspetto.
Le frequenze ISM e la
legislazione italiana
Per evitare l'anarchia totale, con con¬
seguente impossibilità di comunicare,
lo spettro delle onde radio è regola¬
mentato Esistono perciò delle frequen¬
ze dedicate ai diversi tipi di utilizzo: sta¬
zioni radio, TV, utilizzi militari, trasmis¬
sione dati, ... I due principali organismi
tecnici che si occupano della regola¬
mentazione e dell'armonizzazione nel-
l' utilizzo delle frequenze sono F.C.C.
(USA. Canada, paesi dell'ex-URSS) e
E.T.S.I. (Unione Europea). Nel caso
dell'Italia le direttive emanate da
E.T.S.I devono essere recepite e tra¬
sformate in legge dagli organi degli sta¬
ti membri In Italia l'autorità competen¬
te in materia è il Ministero delle
Comunicazioni (http. //www. comunica¬
zioni. it). nel cui sito può essere reperita
tutta la documentazione.
Un breve riassunto della legislazione
vigente in Italia può essere letto
all'URL http://www.sidin it/prodotti/wi-
reless/01 htm In base a quanto in esso
riportato, i sistemi ottici non dovrebbe¬
ro avere particolari problemi Che sia¬
no utilizzabili non significa che non si
debba porre una certa attenzione, in
particolare alla sicurezza: sparare un
raggio laser nell'occhio di un passante
non è certamente una buona idea
Per poter trasmettere in una deter¬
minata frequenza è necessario che es¬
sa sia adibita a quel particolare scopo
ed occorre ottenere una concessione
(e pagare il relativo canone, che può
essere molto salato) Fanno eccezione
le frequenze cosiddette ISM (Industriai.
Scientific and Medicai), che possono
essere utilizzate senza necessità di
concessione.
Ovviamente è necessario utilizzare
apparecchiature omologate. In Italia le
frequenze 'liberalizzate' sono molto li¬
mitate e l’unica su cui possono essere
trasmessi dati con prestazioni accetta¬
bili è quella che spazia dai 2 4 ai 2 48
GHz Come vedremo in seguito, tale
frequenza è quella su cui operano gli
apparati di tipo Radio-LAN con tecnolo¬
gia Spread Spectrum.
Sebbene tale soluzione sia veloce (fi¬
no e oltre i 2 Mb/s), standard, collauda¬
ta, affidabile e relativamente economi¬
ca, essa non è di fatto pienamente uti-
178
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1 999
Metodo di trasmissione
Spread Spectrum di ti¬
po ‘ Frequency Hop¬
ping'
Frequency Hopping
frequenza hop rovinato
da Interferenza Interferoni»
- validi
_
tempo
lizzatale in Europa (e tanto meno in
Italia), a causa di assurdi limiti legislati¬
vi.
Un'altra frequenza recentemente "li¬
beralizzata" per l'uso in Spread
Spectrum è quella attorno ai 5 GHz
(HiperLan. reti locali via radio ad eleva¬
te prestazioni), precisamente da 5150 a
5250 MHz.
Mentre la F C.C permette di tra¬
smettere sui 2.4 GHz con 1 W di po¬
tenza, sufficiente a coprire distanze
nell'ordine di decine di km (ammesso
che vi sia visibilità ottica), le norme
E.T.S.I. (ETS 300-328, si veda
lhttp://www etsi tri impongono di non
irradiare una potenza E.I.R.P. superiore
a 100 mW (20 mdBm). Inoltre la poten¬
za elettrica effettiva non può superare i
50 mW. Tali limiti risultano molto re¬
strittivi, in quanto oltre a limitare a circa
3 dBi il guadagno dell'antenna, non per¬
mettono neppure l'utilizzo di antenne
direzionali, che, oltre a permettere di
raggiungere distanze maggiori, diminui¬
rebbero anche le interferenze. Tali scel¬
te tecniche limitano la distanza massi¬
ma a poche centinaia di metri.
Dulcis in fundo, mentre nel resto
dell'Europa l'utilizzo di apparati Spread
Spectrum è gratuito e può essere este¬
so ad ambienti aperti, in Italia è sogget¬
to ad una tassa ed è limitato ai soli am¬
bienti "confinati", come specificato da
un Decreto Legge del 18 Dicembre
1996 e dal successivo del 26 Marzo
1998): “ri) per radiocollegamenti deno¬
minati radio L.A.N ( Locai Area
Network), realizzati a mezzo di apparec¬
chiature con tecnica di modulazione a
spettro diffuso (Spread Spectrum) o
con tecnologia DECT I digitai european
cordless telecommunication), relativi a
impianti nell'ambito di ambienti confi¬
nati e con l'esclusione di impianti inter¬
connessi a rete pubblica: L. 500.000
per canone base annuo e L. 50.000 per
ogni terminale collegato'. Ciò rende di
fatto illegale, oltre che tecnicamente
impossibile l'utilizzo di tali apparati per
connettersi al proprio Internet provider
e rende necessario l'affitto di una linea
dedicata II testo completo della regola¬
mentazione può essere reperito sul si-
) del Ministero delle Comunicazioni
HhttpV/www comunicazioni ii]
Uno dei metodi utilizzati dai costrut¬
tori di apparati Spread Spectrum per
evitare l'utilizzo di antenne non omolo¬
gate consiste nel fornire i propri appa¬
rati con connettori proprietari Senza il
connettore adatto si può fare ben poco,
in quanto un minimo difetto nel colle¬
gamento fra la parte radio dell'apparec¬
chio e l'antenna può causare attenua¬
zioni enormi al segnale da trasmettere.
Per il medesimo motivo è necessario
utilizzare cavi di ottima qualità, spesso
assai costosi. Il costo finale per la parte
cavo+antenna è quanto (o più di) quello
necessario all'acquisto delle schede
hardware
Per discutere in italiano delle proble¬
matiche tecniche o della parte legale
relativa all'utilizzo delle reti wireless,
iscrivetevi ai newsgroup dedicati all’ar¬
gomento: it.comp.reti.wan e
it.comp reti. wireless
Spread Spectrum
Al contrario dei metodi tradizionali, in
cui si utilizza una larghezza di banda re¬
lativamente limitata attorno ad una fre¬
quenza portante, gli apparati Radio-LAN
fanno uso di tecniche di trasmissione a
spettro diffuso (Spread Spectrum). che
consistono nell'utilizzare per la trasmis¬
sione tutto l'intervallo disponibile di fre¬
quenze. Ciò può essere ottenuto in due
modi: modulando il segnale su tutta la
banda disponibile (Direct Sequence), ad
esempio 22 MHz nei modelli Wavelan,
oppure saltando di continuo fra una fre¬
quenza e l'altra in modo apparentemen¬
te casuale (Frequency Hopping).
Entrambi i metodi permettono di utiliz¬
zare in modo abbastanza efficace la
banda a disposizione e consentono una
buona immunità dai disturbi, special-
mente da quelli localizzati su un'unica
frequenza. Le stesse frequenze posso¬
no inoltre essere utilizzate da piu tra¬
smettitori in modo da non disturbarsi a
vicenda. Nel Frequency Hopping ad
esempio ogni coppia trasmettitore/rice-
vitore segue una successione unica e
predeterminata di frequenze, cosicché
risulta praticamente impossibile che
due apparati interferiscano fra loro per
lunghi periodi di tempo. Se anche do¬
vesse capitare una interferenza, an¬
drebbe al limite perduto il solo pacchet¬
to di dati interessato, che verrebbe co¬
munque ritrasmesso oppure recupera¬
to utilizzando un algoritmo di correzio¬
ne degli errori (CRC). La necessità di
sincronizzazione nei salti di frequenze
fra trasmettitore e ricevitore rende inol¬
tre tale metodo di trasmissione a prova
di intercettazione (non per nulla è stato
inventato dai militari).
Ad un ascoltatore che si mettesse in
ascolto su una frequenza fissa all'inter¬
no della banda utilizzata dagli apparati
Radio-LAN, la trasmissione apparirebbe
come un lieve aumento del rumore di
fondo - almeno fin tanto che non vi sia¬
no nella stessa area decine di trasmet¬
titori. Questo, unito alle basse potenze
utilizzate, rende arduo anche il sempli-
Direct Sequence
segnale originale
segnale codificato segnale ricevuto
o
o
MMiiM rn ° °
A ampiezza ,
se9n„e ^”-^1 rum0„
J frequenza
'MA
Melodo di trasmissione
Spread Spectrum di tipo
'Direct Sequence'
L 'interferenza si suppo¬
ne limitata ad un'unica
frequenza
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
179
1
Bookmark
Ministero delle Comunicazioni
I.VVW. r-A-:,»-. 1
Wireless Router Howto
1 ' ' 1 |
Linux Router Project
lwww.linuxrouter.orql
Linux & Wireless LAN
www-uk hpl hp com/people/H/Lmux/Wireless html
Linux Wlan Project
I.1. .-. .-. aDSOval.com/rnux-wlanJ
IEEE 802.11 drivers
ftp //ftp.absoval com/pub/lmux-wlan/
IEEE 802.11 software stack
ftp://ftp.infotechsfl.it/pub/wir802/
Newsgroup
il comp reti wan
it.comp reti.wireless
ce accorgersi che i due stanno tra¬
smettendo.
Lo standard
IEEE 802.11
Recentemente i principali costruttori
di apparecchiature funzionanti in
Spread Spectrum nella banda dei 2 4
GHz hanno deciso di realizzare uno
standard comune, poi ratificato
dall'IEEE con la sigla 802.11. Esistono
due implementazioni di stack software
per questo protocollo, che possono es¬
sere reperite su
ftp://ftp.absoval.com/pub/linux-wlan/ e
su ftp://ftp.mfotechsrl.it/pub/wir802/
(quest'ultima permette a Linux di svol¬
gere anche la funzione di Access
Point).
Una buona introduzione al wireless
LAN può essere letta sul sito della
Wireless LAN Alliance;
|ut;p //wwv; wiana c.om/|ntro/introduc-
tion/index .html Per chi fosse interes¬
sato allo standard IEEE 802.11 consi¬
glio invece: http://www.wlana.com/in-
tro/standard/index.html oppure
|http://grouper. ieee.org/groups/8U2/ 1 i j
(gruppo Ifctfc che si occupa della stesu-
ra delle specifiche dello standard).
Spread Spectrum
in Linux
Per accedere ad una Radio-LAN esi¬
stono diversi tipi di apparati, dai bridge
che si collegano direttamente alla rete
locale ethernet (che perciò funzionano
con Linux senza la necessità di softwa¬
re aggiuntivo), ad apposite schede ISA,
Una tipica scheda wireless radto-LAN in tecno¬
logia Spread Spectrum
PCI o PCMCIA. Per i modelli più diffusi
esistono i driver per Linux. Alcuni, ad
esempio quelli per le schede Wavelan
di Lucent, sono inclusi di sene nella
versione 2.2 del kernel (questo indica
quanto diffuse siano queste tecnologie
all’estero).
Una volta in possesso delle schede
e dei driver è necessario configurare il
tutto. In questo caso viene in aiuto un
HOWTO (http://www-
uk hpl.hp.com/people/|t/Lmux/Wireless
html), che spiega passo-passo come
configurare le schede ed il software di
rete. Nello stesso sito si possono tro¬
vare anche moltissime informazioni
supplementari sulla parte teorica dello
Spread Spectrum e sulle schede sup¬
portate da Linux, oltre a link ai produt¬
tori delle stesse. Se volete realizzare
un router Wireless andate invece a leg¬
gervi il Linux Wireless Router Howto,
su http://www.rage.net/wireless/wire-
less_howto.html Per informazioni ge¬
nerali su come realizzare un generico
router usando Linux potete far riferi-
mento al Linux Router Project
Imito. //www nnuxrouter ordTil Tutto il
software necessario può trovare spazio
su un singolo floppy
Un ottimo e completo indice di pro¬
dotti wireless, molti dei quali supporta¬
ti da Linux, può essere reperito su
|ntip.//nydra carieton ca/mto/wiàn r.trr:
Si tratta di un compendio molto curato,
che permette di avere subito sotto vi¬
sione i prodotti e le loro caraneristiche
(compreso il prezzo)
AX25 e Ham-radio
Il supporto per i modem e per gli
standard per la trasmissione radioama-
toriale di dati è incluso di serie nel ker¬
nel di Linux da moltissime versioni.
Purtroppo tali apparecchiature sono uti¬
lizzabili solamente se si è in possesso
di una apposita licenza di radioamatore,
che si ottiene solo dopo aver superato
un esame abbastanza complesso.
Modem DECT
Un'altra soluzione per connettere
due PC Linux ad alcune centinaia di
metri di distanza è offerta dai modem
DECT. La quantità di dati che si posso¬
no trasmettere (64 kb/s) non e certa¬
mente paragonabile a quella possibile
con i sistemi Spread Spectrum, ma ciò
è compensato dal costo particolarmen¬
te limitato di tali soluzioni. Con poco
meno di mezzo milione è possibile in¬
fatti acquistare due modem DECT
180
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
Siemens Gigaset M101
|niip://www. Siemens dell che consen¬
tono di coprire una distanza di 50 metri
all'interno di edifici o di 300 metri all'a¬
perto. In realtà queste distanze dipen¬
dono moltissimo dalla propria installa¬
zione: con una perfetta visibilità ottica
è possibile arrivare tranquillamente fino
a 7-800 metri L'utilizzo è regolato dallo
stesso Decreto Legge che vale per lo
Spread Spectrum.
Dal punto di vista del sistema opera¬
tivo i modem DECT sono del tutto tra¬
sparenti ad appaiono come cavo seriale
su cui è possibile fare viaggiare uno dei
protocolli standard che si utilizzano an¬
che col modem (PPP o SLIP).
Una soluzione alternativa consiste
nell'abbinare ad una base DECT acqui¬
stabile in qualunque negozio (es.:
Siemens Gigaset 2010) l'accessorio
1000 TAE
fitto v/www siemens.de/lc/products/cd
/english/index/products/cordless/1000t
ae.html), il quale consente di utilizzare
un normale telefono (o modem o FAX)
come se fosse un cordless portatile,
Le caratteristiche della parte radio so¬
no analoghe a quelle del modem
M101, ma purtroppo in questo modo la
velocità massima utile è di soli 9600
baud Vi è inoltre la necessità di acqui¬
stare due apparecchi oltre alla base,
ma vi è il vantaggio di poter porre que-
st’ultima nel centro del collegamento e
di poterla utilizzare come ripetitore (ov¬
viamente bisogna alimentarla). Ulteriori
informazioni sempre nel sito della
Siemens.
Modem GSM
Per terminare la panoramica dei si¬
stemi che usano le onde radio per tra¬
sportare i dati, vale la pena ricordare i
modem GSM. Alcuni telefoni cellulari
mettono a disposizione, direttamente o
mediante una apposita schedina, una
completa emulazione di un modem, In
questo caso si può continuare ad utiliz¬
zare il normale software che si usa col
telefono normale (PPP, minicom, ..). In
altri casi, ad esempio per i telefoni
Nokia, il modem viene emulato me¬
diante un apposito software, Nokia
Data Suite, disponibile solo per i siste¬
mi Windows. Per fortuna ne esiste un
clone. Gnokii, il quale consente di usa¬
re il proprio cellulare oltre che come
modem anche per spedire e ricevere
FAX e SMS
Alcuni telefoni non hanno un cavo
seriale, ma dispongono al suo posto di
un fotodiodo per collegarsi al PC me¬
diante raggi infrarossi secondo lo stan¬
dard IrDA. Nessun problema: nel para¬
grafo che segue vedremo come Linux
supporti benissimo anche questo stan¬
dard.
Sistemi ottici (IrDA)
La trasmissione di dati mediante la
luce è molto semplice da realizzare, in
quanto l’hardware, molto economico, è
già presente di serie su moltissimi PC
portatili e fissi (anche se in questo ca¬
so spesso non è compresa la parte ot¬
tica, che può essere acquistata a parte
a costi contenuti). Il protocollo stan¬
dard per la trasmissione dati via infra¬
rossi è IrDA.
Sia il protocollo che l'hardware ne¬
cessari sono perfettamente supportati
da Linux, e sono forniti di serie col ker¬
nel 2.2. Fra gli HOWTO di Linux è di¬
sponibile un IrDA-HOWTO, che spiega
passo passo come realizzare il collega-
mento I http://sunsite.unc.edu/mdwH
Per ulteriori informazioni si veda anche
frttp://www cs.uit.no71|nux-irda/
Linux IrDA è un vero e proprio proto¬
collo di networking e come tale è com¬
posto da diversi strati, a partire da
quello che si occupa di gestire la parte
fisica, ovvero i driver per i diversi di¬
spositivi IrDA integrati nelle schede
madri dei PC. All'utente finale vengono
Meeting del PLUTO a Padova (23-24 settembre)
Mi comunica Eugenia Franzoni che l’edizione 1999 del Meeting Linux organizzato dal
PLUTO |;http://www.pluto linux.it/l e fissata, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto, per i
giorni 23 e 24 ottobre 1999 presso II DEI (Dipartimento di Elettronica ed Informatica)
dell'Università di Padova, via Grademgo 6/a. Per il PLUTO (e per il sottoscritto) è un piace¬
vole ritorno a casa dopo le parentesi di Perugia e Roma.
Per ulteriori informazioni: lin ro&piu ro. nniixlH
offerte diverse interfacce:
IrCOMM: un emulatore di porta se¬
riale, che permette l'utilizzo wireless
dei normali programmi per modem, ad
esempio il PPP o un emulatore di ter¬
minale. In questo modo è possibile
scambiare dati via infrarossi con
Windows 95 oppure con telefoni come
il Nokia 8810 o l'Ericsson SH-888
IrLPT: permette la stampa attraver¬
so. Tale funzione viene offerta, ad
esempio, su molti modelli di stampanti
Hewlett-Packard, Volendo è anche pos¬
sibile usare Linux come server di stam¬
pa per Client collegati mediante infra¬
rossi.
IrLAN: rende possibile il collega¬
mento wireless fra due PC o fra il pro¬
prio PC ed un bridge IrLAN È anche
possibile utilizzare la propria macchina
Linux come un bridge fra IrDA ed
Ethernet. La velocità ottenibile usando
FTP arriva fino a 300 kbyte/s.
IrOBEX: permette lo scambio di dati
fra applicazioni, ad esempio fra Linux e
Windows 95 oppure fra Linux e 3Com
Palm III |http://www.palm.com7Tl
Ovviamente è possibile utilizzare
IrDA anche dai propri programmi, me¬
diante una libreria che simula i BDS
socket (API standard per realizzare ap¬
plicazioni di rete in ambiente UNIX).
Nel caso si desiderasse trasmettere
ad una distanza maggiore è possibile
utilizzare soluzioni basate sul LASER
Tali apparecchi di solito vengono visti
come dei cavi null-modem e perciò do¬
vrebbero essere utilizzabili in modo
semplice da Linux. Esistono semplici
progetti che possono essere autoco-
struiti (http://www.alphalink.com au/-
derekw/upn tcvr.htm,
luto //www.hui.li/Misc/Electronics/cir-
cuits/laserlmk.html, http://www. alpha-
link. com.au/~derekw/lmodem/lm_main
.htm). In ogni caso: occhio agli occhi!
Conclusioni
Nonostante una direttiva dell'Unione
Europea avesse invitato i governi a rila¬
sciare le frequenze per l'utilizzo di
Radio-LAN in Spread Spectrum senza
costi per l'utente ed in modo da incen¬
tivarne l'utilizzo, in Italia la legge ne
blocca, di fatto, la diffusione.
Peccato!
«e
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
181
PD-SOFTWARE
OS/2 nel mondo
Anche per quest'anno è previsto per il mese di ottobre ad Atlanta il Warpstock '99, la conferenza annuale
per gli utenti di OS/2. Non tutti avranno l'occasione di andarci di persona, ma sarà possibile seguire
l’evento on-line. Per maggiori informazioni e per le conferenze passate andate al link
http://www.warpstock.org.
In questo numero vi presentiamo Ghostscript e
Ghostview, per il trattamento di file PostScript, e
Webwrite/2, ottimo editor testuale di file HTML.
a cura del Team OS/2 Italia
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V M «-* M •« n
H) a rif M 4 U«| « P* !>••« 'r»3i ra
4*'» TWoawi *(»«•*» w k* najr» »r*w «rr* ho» «
» M CtMNI H 04 »m prt»*»* ** SI
Ghostscript 5.50,
Ghostview 2.6
• Genere: viewer/stampa di file
PostScript. PDF. freeware
• Programmi: GS550FN1 ZIP
(1,144 MB), GS550FN2.ZIP
(1,142 MB). GS550INI.ZIP
(979 kB). GS550OS2.ZIP
(819 kB) (Ghostscript).
GSV260S2.ZIP (667 kB)
(Ghostview)
• Autori: Aladdin Software
(Ghostscript), Russell Lang
|(r)l(a>aladdin.com| (Ghostview)
• Reperibilità Internet:
hobbes.nmsu.edu
(Ghostview).
Ihttp: 'www. ghostscript, corr|
ftp://ftp.cs.wisc.edu/ghost/alad-
din/ (Ghostscript)
• Autore recensione:
Mentore Siesto
lisi studenti. inq.unipTiTl
Può capitare di
avere a che fare con documenti
PostScript e di non avere una stampante
PostScript a disposizione Può succedere
di voler leggere un documento PDF e di
non poter usare Acrobat Reader, oppure
di voler salvare questo documento in for¬
mato immagine, o *
PostScript possono
anche esserci pro¬
blemi del tipo "ho
una stampante
laser che supporta
solo Windows,
posso usarla in
OS/2’" A queste
necessità risponde
Ghostscript
Ghostscript e un f*v«.
interprete flr»! j
Postscript total¬
mente compatibile
con le specifiche del livello 2 del noto lin¬
guaggio di descrizione di pagina sviluppa¬
to dalla Adobe ormai parecchi anni fa, e
permette la visualizzazione su schermo o
la stampa diretta di documenti PostScript
su moltissimi dispositivi, alcuni dei quali
non supportati da OS/2 direttamente
Per utilizzare Ghostscript occorre
avere almeno la release 0 9c del runtime
emx: io personalmente ho notato che
funziona (almeno per il preview) anche
con la 0 9a Una volta decompressi su
disco rigido i quattro pacchetti ZIP. si
può procedere all'installazione inserendo
alcune istruzioni SET nel file
CONFIG.SYS per informare Ghostscript
sulla dislocazione dei font, dei binari e
sulla profondità colore dello schermo
Ghostscript sarà pronto per funzionare al
successivo reboot
Ghostscript scrive per default su un
dispositivo chiamato os2pm. una finestra
di Presentation Manager all'avvio pre¬
senta una finestra di comandi e la fine¬
stra os2pm stessa Un documento può
essere stampato direttamente all'avvio di
Ghostscript, utilizzando varie opzioni di
stampa e molti driver (eccellenti quelli
per le stampanti mkjet Epson, lo dico per
esperienza), tra cui è presente un driver
IL^J
r*-» >
l»M*» »f" tom* r» ICH» Bhl
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(M»| Mt K IMI « #»rj HSi —rr, Hi
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So.» • **•«** >« wp,*« **
ri w» .t ri Al n
f
"universale” (uniprint), configurarle per
una ampia gamma di stampanti
Ghostscript include anche driver per le
famigerate stampanti laser, che usando il
Windows Printmg System sono incom¬
patibili con il formato PS. e un'ampia
gamma di font, che purtroppo sono bit-
map (e dunque di scarsa qualità), per
superare questo inconveniente è possibi¬
le istruirlo a cercare ed usare i font Type
1 forniti con OS/2, o anche i font True
Type (Ghostscript è compatibile con i
font Type 0, 1. 2 e 42. sono poi disponibi¬
li in rete delle interfacce per altre librerie
di font usate in Unix) Ghostscript dispo¬
ne immediatamente di utilità che per¬
mettono la conversione di formato dal
PS al PDF o a vari formati immagine
(come Jpeg o PCX), l'estrazione di testo
ed altro.
Una nota di merito va alla documenta¬
zione. interamente in HTML, che copre
tutti gli aspetti di Ghostscript 5.50: oltre
ad essere completa è anche ben organiz¬
zata. cosa che evita all'utente di impazzi¬
re a leggere decine di readme per cerca¬
re le informazioni
L'uso di Ghostscript cosi com'è, perù,
è un po' scomodo, dato che è necessario
imparare diversi comandi per poter adat-
182
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
tare il programma alle varie necessità
(cambio di dispositivo, conversione di for¬
mato, salti di pagina...): per venire incon¬
tro a queste esigenze esistono alcuni
programmi di preview, come Ghostview,
scritto da Russell Lang. Si tratta di un
programma PM che interfaccia
Ghostscript e fornisce un'immagine a
video del documento, permettendo la
stampa, la conversione di formato, l'e¬
strazione di testo e quant'altro è permes¬
so da Ghostscript
Ghostview 2.6 ha bisogno dei pacchetti
ZIP di Ghostscript per poter essere instal¬
lato: una volta decompresso il file
GSV260S2.ZIP, si può lanciare un pro¬
gramma di installazione che provvede ad
installare Ghostscript e a configurarlo
(senza intervenire su CONFIG.SYS), a
selezionare la lingua (Inglese, Francese o
Tedesco) e le opzioni necessarie: ovvia¬
mente anche Ghostview necessita del
runtime 0.9c di emx o superiore L'uso di
• WEBWRITE/2 1.2
• Genere: WWW editor, freeware
• File: WEBWRITE.ZIP (1 .06 MB)
• Autore: John Blumel
• Reperibilità Internet:
hobbes.nmsu.edu
• Autore recensione:
Mentore Siesto
I(s135989@studenti.ing.unipi.it|
Nel campo degli
editor per WWW sono acclamati come
ottimi gli editor visuali, che permettono lo
sviluppo di pagine Web senza conoscenze
approfondite di HTML. In questo campo
OS/2 gode di campioni del calibro di
HomePage Publisher e HomePage Builder
(sviluppato dallTBM): a mio avviso, però,
gli editor visuali presentano un inconve¬
niente nella mancanza di un controllo fine
che solo un'adeguata conoscenza di
HTML permette di ottenere, e che si può
esercitare usando un editor testuale come
questo Webwrite 1.2, che ormai ha un
paio d'anni ma resta un prodotto molto
valido.
Webwrite 1 .2 si presenta con la classica
finestra dell'editor di testo, ed un nutrito
numero di menu top-level con i quali è
possibile accedere a tutti i tag e gli attributi
riconosciuti dalla versione 3.2 dell'HTML,
riconosciuta dal consorzio W3 (W3C). Il
programma si può usare conoscendo
l'HTML anche solo nelle sue nozioni base,
dato che comprende comandi in grado di
creare immediatamente uno scheletro di
Ghostview è simile a quanto avviene con
l’analogo programma per XWindows
(XFree86), ed è molto più semplice di
analoghi programmi come Acrobat
Reader (ad esempio: la stampa può avve¬
nire per intervalli di pagine, per pagine
pan, per pagine dispari, o per pagine sele¬
zionate senza alcun ordine). Ghostview
stampa i documenti usando la tecnologia
di Ghostscript, e non i driver di OS/2, per
cui si ottengono prestazioni velocistiche e
di qualità spesso molto diverse da quelle
ottenute con i driver originali
Tra i difetti, senza dubbio Ghostscript è
criptico nei messaggi d'errore, dato che
riporta pari pan gli errori in formato
PostScript essendo difficile capire la
causa di un certo errore, alle volte è diffi¬
cile anche porvi rimedio (ma non molto
spesso) Quanto a Ghostview, alle volte
(di rado) presenta delle instabilità che lo
fanno andare in tilt, anche se personal¬
mente non ne ho mai ricavato veri fastidi
Come informazione personale, ho tratta¬
to un documento (PDF e PS) di circa 7
MB e Ghostview non ha fatto una piega.
In conclusione, si tratta di una suite di
programmi da avere, almeno come sosti¬
tuzione di Acrobat Reader se all'inizio
necessitano di un po' di lavoro di configu¬
razione. danno sicuramente molte soddi¬
sfazioni nel tempo, specie se si deve
lavorare con stampanti poco o male sup¬
portate. Inoltre il supporto ai font è molto
migliorato rispetto alla versione 2.6.2 di
Ghostscript (che già supportava i font
Type 11, per cui anche il problema dei
font bitmap è di facile superamento.
Un'accoppiata vincente è emTeX-
Ghostscnpt: infatti, il documento finale di
emTeX è un file PostScript, che può
essere mandato direttamente ad una
laser compatibile PostScript, ma piu
comodamente può essere letto da
Ghostscript (tramite Ghostview o meno)
e trattato secondo le proprie preferenze.
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limi ino * r opcra-m Mona Otrfapu* tee
Sì
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afonia,
L j
file HTML conte¬
nente tutti i tag
necessari per la
creazione di una
pagina base: è poi
possibile arricchire
questo scheletro
grazie alle opzioni
dei menu (molto
ben organizzate) o
tramite una nutrita
schiera di accelera¬
tori, che dopo poco
rendono molto age¬
vole e veloce il lavo¬
ro. È inoltre possibi¬
le accedere a diver¬
se finestre (in figura
un esempio) conte¬
nenti i tag HTML
con una breve spie¬
gazione di ogni tag
e un elenco com¬
pleto dei caratteri e
delle loro scritture in HTML (per esempio i
caratteri accentati, che alcuni editor visuali
si ostinano a scrivere come accentati inve¬
ce che con i codici ` ed ´)
Webwrite è fortemente personalizzabile, a
partire dalla configurazione: è possibile
selezionare due applicazioni di preview
della pagina, si possono selezionare dei file
di maschera (template) che servano da
scheletro per pagine ripetute, oltre a molte
altre opzioni, tutto tramite un pratico
Settings notebook
Inoltre è possibile estendere il vocabola¬
rio dei tag, cosa che permette di superare i
limiti della versione 3.2 dell’HTML e di
includere i tag della versione 4.0, compresi
gli Style Sheets ed il supporto al DHTML: il
supporto dell’HTML 3.2 è completato da
una guida di riferimento valida ed esaurien¬
te nella massima parte dei casi.
In conclusione, un prodotto valido, sod¬
disfacente per la creazione di una home
page partendo da zero, ma anche per i
ritocchi ad una HP già creata, magari con
qualche editor visuale: anche il supporto
per Java e JavaScript e completo e sempli¬
ce da usare (nella fig 2 c’è una parte della
mia home page, sviluppata integralmente
con Webwrite 1.2) Il solo difetto imputabi¬
le al programma è che, alle volte, nel cari¬
care un file HTML impiega diversi secondi,
producendo un discreto "frullio" del disco
rigido: forse ciò è dovuto al fatto che
Webwrite apre una nuova finestra per ogni
file HTML prodotto (cosa peraltro como¬
dissima), ma è un difetto da poco: sarebbe
invece auspicabile un aggiornamento del
vocabolario dei tag HTML fino alla 4.0, e
magari anche della guida
ssss
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
coordinamento di Andrea de Prisco
Nuova vita ai fax
di Raffaello De Masi
Una volta ho scritto su queste pagine
che i Macintoshiam sono gente con la
puzza al naso. Apriti cielo! La mia casel¬
la si è riempita di e-mail di precisazioni,
improperi, smentite, perfino dichiarazio¬
ni coinvolgenti l'onore di mia sorella
(non ne ho) e della mia povera
mamma che, per tirare su noi
tre figli con lo stipendio di
papà, maestro elementare,
aveva ben altri pensieri che
quelli di essere piacente.
Invece vi posso assicurare,
da Macintoshista della prima
ora, targato Mac! 28 autentico,
che questa superba gema
guarda ancora, dopo quindici
anni, i PCisti con aria tra lo
schifato e il tollerante. E questi
ultimi hanno tutto il diritto, ta¬
lora, di risponderci per le rime,
visto che nel frattempo l'odia¬
to Windows ha raggiunto pre¬
stazioni invidiabili e il software
presente su quella piattafor¬
ma è di qualità e di estensio¬
ne tanto elevata da essere
neppure confrontabile
Ciononostante S Sabino,
miracoloso patrono della ga¬
lattica Atripalda, deve avere preso sotto
la sua ala protettrice un suo diletto fi¬
glio che ama da sempre i Meloni, per¬
chè fa in modo da mettergli a disposi¬
zione sempre qualche arma per contro¬
battere la protervia degli avversari
Giusto per ristabilire certi sani equilibri
che portano i PCisti a dire, guardando
lavorare un utente Mac. "Questo lo fac¬
ciamo anche noi!" e, viceversa, fanno
esclamare ai Macchisti: "Questo lo fac¬
ciamo solo noi!".
Qualche mese fa abbiamo provato,
nell'area dei test, il pacchetto WinFax
Pro, pregevolissimo esemplare di
software fax-modem-voice dalle presta¬
zioni a dir poco sensazionali (anche per¬
ché è arrivato alla versione 9, avrei vo¬
luto vedere!). Per la verità STF, il con¬
traltare su piattaforma Mac. mostra di
poter reggere il confronto, ma chi lo
usa si lamenta da tempo dell'appiatti¬
mento delle prestazioni di questo pro¬
gramma, che viene upgradato a inter¬
valli lunghissimi, e, nel confronto con
WinFax, mostra un tantino la trama
Ed eccoci invece a verificare la fun¬
zionalità di un prodotto finora scono¬
sciuto in Italia, ma che promette di es¬
sere potente, affidabile e ormai ben col¬
laudato, data la sua presenza sul mer¬
cato da diverso tempo. Ne parliamo
nella prova che segue
SoftBàr CoMa 5.0
Finalmente un nuovo pacchetto di
gestione di fax-modem-segreteria te¬
lefonica per Mac. E non arriva dagli
USA ma da Berlino. Giunto alla versio¬
ne 5. CoMa è l'abbreviazione di
Communication Manager ed è un am¬
biente di gestione di comunicazioni di
vario tipo, basato su macchine della
classe PPC e 68040, aventi a disposi¬
zione un sistema operativo mimmo pari
al 7.5.1 (sebbene per girare sotto il 7
sia necessario scaricare
dall'home page di SoftBàr una
serie di file aggiuntivi). Il pro¬
gramma funziona anche su
macchine della sene 68030,
ma a costo di una lentezza
operativa elevata. Il file hqx
che ingloba il programma è
sorprendentemente piccolo,
considerato che incorpora am¬
bedue le versioni, separate,
per 68XXX e PPC, un corposo
manuale di istruzioni e una se¬
rie di box, il tutto per un totale
di non più di un mega L'appli¬
cazione. una volta decom¬
pressa, non supera i 400K e si
accontenta di 700K disponibi¬
li. Sembra di essere tornati ai
tempi eroici di limitata memo¬
ria.
Le caratteristiche di CoMa
sono di tutto rispetto e si arti¬
colano su tre differenti versio¬
ni dello stesso prodotto, definite con i
nomi CoMa Standard, CoMa Voice e
CoMa Professional. Le differenze tra le
tre versioni, tutte disponibili anche in in¬
glese. sono notevoli, e così riassumici:
1) Standard: supporto di presso¬
ché tutti i modelli di fax, supporto clas¬
se di fax 2 e 2 0, possibilità di pollmg
(anche in funzione delle caratteristiche
tecniche del fax collegato), controllo di
gestione di fax su network e disponibi¬
lità d'uso di fax seriale, visualizzazione
del numero chiamante e delle unità di
chiamata su linea ISDN, editor interno,
visualizzazione del fax in arrivo durante
la ricezione, possibilità di mescolare te¬
sto e immagini nell'editor, possibilità di
smistamento dei messaggi in arrivo,
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« 1996 - 99 Cy 5
in* M-J KOWCk
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MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
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Le finestre principali di gestione del pacchetto
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Alla cortaaa attanxtona dal Oirattora
Ramarli
Malia#» («ala la Prt-VaralM)
Cordialmanti
Download
honn man jatxt nac-lika aaaiflan Dia KTML-Komanndoi aind UMrfluiilQ
individuai voica-mataaga (ISDN)
selezionabilità del servizio di telefonia in
base alla destinazione e all'orario (utile
per sfruttare i nuovi servizi di telefonia
CoMa 5.0
Produttore:
SoftBar GbR
H.J. Konzeck & S Hartmann
Rlchardstr 60
D- 1 2055 Berlin-Neukolln - Germania 1
http://www.home.t-
onlme.de/home/Softbaef/CoMa_Mac_en html 1
Prezzi al pubblico UVA esclusa):
CoMa 5.0 Standard
99 DM
CoMa 5.0 Voice
169 DM
CoMa 5.0 Professional
259 DM
fissa alternativa), finestra del terminale
con z-modem interno.
2) Voice: funzionalità di segreteria
telefonica, con supporto della maggior
parte dei chipset presenti sul mercato,
messaggistica programmabile in base
al giorno e all'ora, redirezione dei mes¬
saggi in funzione dell'ora o del giorno,
controllo remoto con richiamo di mes¬
saggi e fax, richiamo e sostituzione di
messaggi in remoto, registrazione di
messaggi personalizzati attraverso la
porta Mac.
3) Professional: sistema di voice e
fax del tipo on-demand. Possibilità di
gestire categorie di chiamate e di mes¬
saggi, gestione di statistiche, combina¬
zione di messaggi vocali per risposte
personalizzate, messaggistica persona-
lizzata per chiamanti in possesso di una
password, diverse funzionalità legate
alla disponibilità di linee ISDN.
I prezzi, come già detto, variano a se¬
conda della versione utilizzata. E' possi¬
bile scaricare la versione standard in
forma shareware, che chiederà, ad ogni
apertura, di registrarsi.
CoMa al lavoro
Usare CoMa è semplice e facile.
Esso si basa sull'uso più o meno com¬
binato di sette finestre principali, in par¬
te o tutte interdipendenti, che permet¬
tono di gestire al meglio le funzioni pro-
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
185
TESTBAR
«sTPtn
• TOWN.
SALUTA
Esempi di Fax. ricavati attraverso gli esperimenti con il numero di servizio
Esiste un filtro che consente di migliorare molto la qualità dell'immagine
Modtm I Slftnoarq fax-clm 2
□ S«v« Pmg» in LUI
OUIIM
mox | IO r.p«0u qMt 1 30 | mc Schiomali (300 j »>c
| Dia* Tono a|
□ MoOam-protocol
□ £ *p«M no«u%
[ Concai | | Sa va Pro I arane ai.
L ‘articolala finestra delle
U referenze, rnolto ben
or ganciata e capace di
costruire un ambiente di
lavoro potente ed effi¬
ciente.
prie del programma.
Indipendentemente dal fat¬
to che un fax può essere invia¬
to direttamente dall'applicazio¬
ne che lo ha creato, usando
un’opportuna combinazione di
tasti, occorre ricordare che
l'editor contenuto nell'applica¬
zione ha sofisticate possibilità,
come quella di disporre già di
quattro layout precostruiti, fun¬
zionanti da vere e proprie te¬
state e piè di pagina, che pos¬
sono essere interscambiate
con un semplice click. La ver¬
sione non registrata del pro¬
gramma permette di inviare
solo messaggi alti 500 linee e
registrare messaggi non su¬
periori a sette secondi.
Dicevamo dell'uso del pac¬
chetto. Prima di poter inviare
o ricevere qualcosa occorre impostare
una sene di preferenze, di cui alcune
ovvie, altre meno Ad esempio occor¬
rerà stabilire il tipo di modem abbinato,
il DTE, la durata minima di registrazione
dei messaggi e quella massima, i para¬
metri del pollmg, la possibilità di stam¬
pare il fax immediatamente dopo la ri¬
cezione (stranamente, la finestra scon¬
siglia vivamente di adottare questa tec¬
nica, chissà perché, visto che non ha
dato mai problemi). Una pagina molto
articolata delle preferenze è dedicata
all'organizzazione dei modelli; siamo
lontanissimi dalla sofisticazione di
WinFax, ma si possono comunque rag¬
giungere buoni risultati finali (si posso¬
no costruire nuovi layout, usando, stra¬
namente, Claris Works). Un'ampia fine¬
stra è dedicata alla gestione dei servizi
telefonici alternativi, a diversa
convenienza in Germania e
che saranno utili da noi quando
i servizi di telefonia fissa alter¬
nativi si faranno un poco di più
la guerra
Molti sono i servizi legati alla
gestione dei fax. In particolare
abbiamo trovato molto ben
realizzata l'opzione di "pulizia"
del fax, che, come abbiamo
già riferito, compare a scher¬
mo durante la ricezione. I fax
possono essere poi visti in
Preview (pesante l'occupazio¬
ne di memoria per ogni pagina,
circa 600 KB per un foglio A4),
e la finestra possiede funzioni
diverse di zoom, anche se non
c'è un OCR incorporato, L'edi¬
tor, pratico quando si devono
anche inviare messaggi poco
formali, permette di gestire di-
4 111» tali Windows Alino
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TalerstraBe 12
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186
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
KrcKtoetk
versi font contemporaneamente, e il
fax, una volta redatto, può essere invia¬
to a una precisa ora o salvato per un fu¬
turo indeterminato. Interessante e mol¬
to intelligente la possibilità di inviare per
fax non solo singoli documenti, ma an¬
che intere cartelle
La rubrica di indirizzi è realizzata in
maniera mirabile e, sicuramente, esem¬
plare Per ogni corrispondente è a di¬
sposizione un'articolata finestra di infor¬
mazioni, che vanno dall’indirizzario alla
compagnia telefonica da chiamare per
l'invio (immaginate di dover inviare fax
diversi, in citta e fuori; potrebbe essere
conveniente usare Telecom per i primi
e un fornitore alternativo per i secondi)
a formule di saluto particolari a firme
differenti e a frasi di commiato più o
meno familiari, tutte cose che verranno
automaticamente inserite nel messag¬
gio. I messaggi, in entrata e uscita, pos¬
sono essere sottoposti a filtro, inviati
con ritardo e con risoluzione bassa fino
a 100 dpi, reindirizzati a diverse destina¬
zioni, gestiti da un ambiente di macroi-
struziom potente e raffinato. Esiste la
possibilità di gestire il comando "Diai
voice number”, che usa il modem co¬
me se stessimo collegandoci a una li¬
nea vocale Se il modem riconosce,
dall'altra parte, il segnale del suo colle¬
ga esegue la trasmissione, altrimenti
devia la comunicazione sul telefono.
CoMa e
la segreteria telefonica
Il servizio di segreteria telefonica of¬
ferto da CoMa è di buona qualità e arti¬
colato in diverse forme e opzioni. Non è
certo possibile usare i messaggi prere-
gistrati forniti col pacchetto, ma usando
l’ambiente di editing del sistema opera¬
tivo o qualunque altro sistema è sempli¬
ce costruire messaggistica personaliz¬
zata. Esistono le più sofisticate operati¬
vità di una moderna segreteria telefoni¬
ca, compresa la chiamata a distanza, la
redirezione dei messaggi ad altro nume¬
ro in particolari condizioni, la protezione
delle chiamate con password, la regola¬
zione della durata dei messaggi in rice¬
zione e il riconoscimento del silenzio. I
messaggi in uscita sono fino a nove, e
possono essere gestiti in base a parti¬
colari condizioni (tanto per intenderci un
messaggio del tipo "chiuso per fine set¬
timana" dal sabato al lunedi mattina alle
nove, un altro "si prega di chiamare il
numero XXX" per orari fuori ufficio, o.
in alternativa e per tutte le altre occor¬
II su o della SoltBàr
tedesco e in inglese
La SotlBat produce
un altro pacchetto dal
nome mollo accatti¬
vante. FirslMillion
Euro, anch esso per
Mac e per Alari, di
contabilita e Iattura-
itone Disponibile li¬
noni solo la versione
in tedesco
molto esaustivo e preciso, fino alla pe¬
danteria (che diavolo, siamo in
Germania!) rappresenta un eccellente
complemento al nostro fax-modem-voi-
ce. visto che le alternative, almeno in
campo Mac, sono davvero modeste.
Forse questa è l'occasione di ridare
nuova vita al modem che abbiamo recu¬
perato da un PC e che, per quanto ri¬
guarda le sue funzioni vocali, non siamo
stati capaci di riutilizzare. In quest'ottica
si tratta di un pacchetto stabile, potente
e raffinato, anche se non è proprio a
buon mercato. Ma occorre ricordare
che in questo costo rientra anche una
raffinata assistenza tecnica, prestata
sempre senza risparmio (figurarsi che
esiste un numero di telefono destinato
solo agli esperimenti di trasmissione
degli utenti). Anche questo costa!
KE
renze. un generico
messaggio con
possibilità di regi¬
strazione) Nella
versione
Professional è pre¬
sente l’opzione di
"Messaggi del se¬
condo livello", ri¬
servati a coloro
che passano la pri¬
ma sezione di
messaggistica
L'utente munito di
particolare pas¬
sword accederà a
un livello successi¬
vo di messaggisti-
ca, per comunica¬
zioni, in entrata e
uscita personal¬
mente dirette. La chiamata remota è
consentita dopo l'inserimento di una
password numerica, e la successiva di¬
gitazione alla tastiera permetterà di se¬
lezionare particolari opzioni (oltre le soli¬
te. cancellazione o salto del messaggio,
c'è anche la ripetizione di un messaggio
particolare o il riascolto degli ultimi dieci
secondi; ben pensata, no?).
E infine non manca il solito ambiente
di terminale. Qui mente di nuovo, anche
perché crediamo ci sia ben poco da
scoprire ancora. Utile per quello che è,
va usato, appunto, per quello che è,
senza chiedergli molto di piu.
Conclusioni
CoMa è un ottimo pacchetto di ge¬
stione di messaggistica fax e vocale.
Dotato di un manuale (in forma di file)
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
187
a cura di Amiga Group Italia
"Silenzio, siamo in
onda ••• con Amiga!"
di Fabio Benedetti
xi.iiwm mnionr; ? - n
MB SONGS 5
MEMORIA DATI:
CANZONI IN MEMORIA
LIMITE MASSIMO:
ULTIMA MODIFICA:
709114
2836
3870
23 Maggio 199920 19:14
VISIONE E MODIFICA ARCHIVIO
PROGRAMMAZIONE SCALETTE
IMPORTA ARCHIVIO
PROGRAMMAZIONE HITLIST
USTA LETTORE CO
AUTOLETTURA TAGS FILE
USTA HARD DISK
AUTOSCRITTURA TAGS FILE
SOSTITUZIONI/MODIFICHE
CONFIGURAZIONE
REGISTRATORE/ RIPRODUTTORE FINE
Figura I - Schermo principale di MB^Songs
Negli ultimi quattro anni
credo di aver percorso in bi¬
cicletta quasi per intero tutta
l'alta Toscana e la Liguria
meridionale. Non chiedetemi
perché lo abbia fatto, vi basti
sapere che a suo tempo vi fu
una ragione che mi spinse a
ciò. Oltre a rendere felici i
miei due quadrìcipiti e a far
disperare mia madre, che
giustamente si rifiutò di la¬
sciarmi tenere la bicicletta da
corsa in camera, tali trasferte
ciclistiche mi hanno fatto sco¬
prire una diversità nascosta
di luoghi che, prima di allora,
credevo familiari. Ho impara¬
to a conoscerne la predispo¬
sizione ai venti, le variazioni
di pendenza, le avversità del
tessuto stradale, la quantità
di luce e di calore che qual¬
che fronda generosa d'alberi
mi risparmiava. Conoscevo
queste terre che mi hanno visto nasce¬
re e crescere, ma non ne sapevo abba¬
stanza. Credevo anche di saperne ab¬
bastanza di Amiga e invece...
E invece, quando quasi casualmente
sono venuto a sapere che Amiga, e per
giunta da anni, viene utilizzato come
centralina per la messa in onda di pro¬
grammi radio, tale certezza è venuta
meno. Era arrivato il momento di inve¬
stigare. Così grazie alla disponibilità
dell'amico Marco Tonarelli, mi sono
messo in marcia verso la sede di Radio
Milano5, un'emittente radiofonica tosca¬
na, che insieme a tante altre, in Italia ed
in Francia, ha scelto la tecnologia Ami¬
ga per la diffusione dei propri program¬
mi.
La postazione di lavoro
All'interno di una sala completamente
insonorizzata, insieme ad altri strumenti
Digital DJ System V5.9c
Produttore e distributore:
Maurizio Bucato
http://vwwv.azurwaves.com
ed apparecchiature per il trat¬
tamento dei segnali audio, a
destare maggiormente la mia
attenzione sono stati, come
naturale, un Amiga 4000 mo¬
dello Commodore, un multi-
lettore seriale da 300 dischi
ed un buon vecchio C=1084.
Dal momento che, in questo
settore, la resa a video è una
componente di poca rilevan¬
za, il monitor, pur limitato e
se vogliamo non più al passo
coi tempi, assolve con effica¬
cia il proprio compito. Il multi-
lettore, di marca Pioneer, è
una specie di moderno juke-
box che si interfaccia al com¬
puter attraverso la porta se¬
riale. Ogni lettore può conte¬
nere un massimo di 300 com¬
pact disc, ma ne possono es¬
sere collegati in serie fino a
quattro, aumentandone di
conseguenza la capacità e
rendendo in tal modo disponibile al si¬
stema una rosa di ben 1200 CD... una
bella cifra, non c'è che dire. Passiamo
ora a descrivere quello che, per rimane¬
re in tema musicale, può essere descrit¬
to come il direttore d'orchestra della po¬
stazione, vale a dire l'Amiga. La prima
cosa importante da dire è che non ci
troviamo esattamente di fronte ad un
modello base. Il nuovo cuore della mac¬
china è infatti la potente Cyber-
StormPPC di Phase5 con 68060 a 50
MHz e PowerPC a 233 MHz. Sempre
all'interno troviamo poi una MultiFace-
Card-3 e, come da copione, una Prelu¬
de, l'ultima scheda audio prodotta da
188
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
ACT. Tutta questa potenza si è resa ne¬
cessaria via via che le esigenze della
stazione sono cresciute. In particolare,
il PowerPC permette una codifica velo¬
ce ed una riproduzione dei file MP3 con
una qualità sempre ottimale anche
quando il sistema dovesse per qualche
motivo risultare carico, mentre la sche¬
da Prelude consente di effettuare cam¬
pionature professionali, e di lavorare
dettagliatamente sui segnali audio, per
la creazione, ad esempio, di intermezzi
musicali o interventi pubblicitari. Infine,
la MultiFaceCard-3, grazie all'affidabilità
e velocità della porta seriale che mette
a disposizione, viene interfacciata diret¬
tamente con il multilettore Pioneer. A
completare il tutto ci sono poi due dischi
rigidi E-IDE di grossa capacità, collegati
direttamente alla porta IDE di Ami-
ga4000.
Figura 2 - Inserimen¬
to dei dati di una can¬
zone
Figura 3 - Usta degli
inserzionisti pubbli¬
citari
«inumo 1300
ai mmhu PUHBUCJTA*
[MODA.SPORT
2 MOTOGIOVANE J
MNI4VI Olili N
3 CRAZY DRIVERJ
Muniti ih hi sin \MiMiiu
4 EUGENIO
MiHiiam
5 JOB_E_PlAV
I HMflIIINN
6 LE_AUTO
I OM I WIIISNHIN
7 DUE _ LUNE
annuaMii*
8 NICOL INI
IIMMUI _
9 TROCADERO
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10 AUTOGRILL
MI IM.NMI
INDIETRO AVANTI
tisus/» AtTTTTTMOTTO
imium la 05:45
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VI I IIMIISN bill UMNMI tuli VN
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VI I I IMNSN DUI UMNMI MIN VN
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Mi t% n mut OS O* IMO
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vi i iiMasn imi iimnmi Min va
uni 0*1/ mani i* i/.ma
mnrn mini uni n iimin i linci*
Il software
A dare vita al sistema ci pensa un
pacchetto software che, ai non addetti
ai lavori, risulterà sconosciuto, sebbene
abbia al suo attivo più di dieci anni di
sviluppo, il "Digital DJ System", giunto
ormai alla sua sesta versione. La cosa
che più ci riempie d'orgoglio, come co¬
munità Amiga italiana, è che il software
viene prodotto in Italia. Il valido pro¬
grammatore del sistema infatti si chia¬
ma Maurizio Burato e vive a Sanremo.
Detto questo, vediamo di scendere nei
dettagli per scoprire di cosa si compone
il pacchetto. In realtà ci troviamo di fron¬
te a tre programmi distinti, denominati
"MB_Songs“, "MBSpots" e "MB_Stu-
dio".
Il lavoro sinergico svolto dai tre com¬
ponenti riesce pressoché a soddisfare
la totalità delle esigenze di una stazione
radio, chiaramente per quanto concerne
l'ambito dell'automazione elettronica. I
primi due, che per meglio identificarli
chiamerò "Songs" e "Spots", sono prin¬
cipalmente di supporto al terzo applica¬
tivo, poiché fungono da database spe¬
ciali per l'inserimento e la compilazione
di dati fondamentali e vitali per l'intero
sistema, una sorta di pozzo delle risor¬
se, da cui il modulo principale, MB_Stu-
dio appunto, attinge durante la messa
in onda dei programmi radio. Come
sappiamo, infatti, il palinsesto di una
stazione radio, se si escludono gli inter¬
venti in diretta, è composto in buona so¬
stanza dalle canzoni e dagli interventi
pubblicitari. Come i più attenti di voi
avranno già capito, e del resto i nomi
stessi lo lasciano presagire, i primi due
programmi hanno rispettivamente il
compito di preparare un archivio gene¬
rale di tutte le canzoni disponibili e degli
spot pubblicitari. Come potete immagi¬
nare facilmente, non si tratta di un lavo¬
ro proprio semplice, o quantomeno im¬
mediato. ma d'altra parte questa opera¬
zione preliminare è indispensabile. Per
fortuna, la piacevole e riposante inter¬
faccia grafica, che ciascun modulo met¬
te a disposizione, consente di lavorare
a lungo, senza eccessivi affaticamenti
per la vista. Come
dicevo, l'intuitività
e la semplicità è
ciò che contraddi¬
stingue maggior¬
mente l'intero pac¬
chetto (che ricor¬
diamo è destinato
soprattutto ad
un'utenza non
prettamente infor¬
matica) a comin¬
ciare proprio da
MB_Songs. Da
un'unica scherma¬
ta principale si ac¬
cede infatti alle
maggiori funziona¬
lità, fra le quali
quella che permet¬
te l’inserimento dei
titoli ed altre informazioni inerenti i brani
in nostro possesso, o almeno quelli che
vogliamo rendere disponibili per la ra¬
dio-diffusione. La distinzione fondamen¬
tale riguarda la fonte e più precisamen¬
te il supporto fisico su cui risiedono le
canzoni, che può essere il CD (attraver¬
so il multilettore) oppure l’hard-disk
(principalmente per i file MP3 di jingle o
interventi pubblicitari, ma anche canzo¬
ni). Come potete vedere in figura il pro¬
gramma ha un limite per quanto riguar¬
da il numero di voci inseribili, ma in
realtà tale limite è scelto dall'utente
stesso, che decide quanta memoria
RAM riservare al programma e di con-
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
189
Figura 4 - Program¬
mazione di uno suor
pubblicitario
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INDIETRO
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RESOCONTO NUOVI ORARI
{(RARI
ORARI
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A SUONA
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FINE
Figura 5 - Modulo
principale di MS.Stu-
d io con la lista degli
eventi in tempo reale
02 06 1999
□ 3
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33: 33 *-!3
Figura 6 Scelta di
una canzone da in¬
serire nel palinse¬
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modulo MBStu-
dio, viene caricato
interamente in
memoria, per ra¬
gioni essenzial¬
mente di velocità
d'accesso che, ri¬
cordiamo, deve
essere la più alta
possibile durante
la diretta radiofoni¬
ca. L’altro compo¬
nente, MBSpots,
presenta una mo¬
dalità di funziona¬
mento simile, ma
trattandosi della
gestione degli in¬
terventi pubblicita¬
ri contiene una serie di campi più speci-
seguenza il numero massimo dei brani.
Questo è necessario perché tutto l'ar¬
chivio, durante l'utilizzo da parte del
fici, come il riferimento al numero di
contratto e la validità, il tempo di perma¬
nenza dello spot e la fascia oraria. Una
voce particolare riguarda la priorità, va¬
le a dire la messa in onda dell'interven¬
to pubblicitario subito dopo la trasmis¬
sione di un brano. Ebbene, il modulo
consente persino di variare in modo au¬
tomatico la priorità di ciascuno spot, in
modo che ognuno di essi goda a turno
della stessa e migliore visibilità (facen¬
do cosi felici gli inserzionisti paganti...).
Resta da vedere, a questo punto, l'ulti¬
mo componente del pacchetto, quello
che è realmente preposto alla scelta di
ciò che andrà in onda. All'avvio il pro¬
gramma carica in memoria il contenuto
degli archivi realizzati dagli altri moduli
e, se presente, una programmazione
precedentemente compilata. L'interfac¬
cia (il buon vecchio Scala ha fatto scuo¬
la) si basa sulla compilazione di eventi
che vanno a coprire l'intera fascia gior¬
naliera. Un evento può essere costituito
da un brano musicale (su CD o hard-di-
sk), uno spot pubblicitario, uno stac¬
chetto musicale, o magari dal classico
segnale orario, che tra le altre cose vie¬
ne gestito in maniera automatica, grazie
a suoni precampionati. Nella parte alta
dello schermo viene mostrato l'evento
attualmente in onda e quello successi¬
vo. oltre ad altre informazioni come la
durata ed il conto alla rovescia per l'ini¬
zio dell'evento successivo (utilissimo ai
DJ). In ogni momento, anche in diretta,
è possibile sostituire un evento pro¬
grammato: io stesso mi sono divertito a
mandare in onda una canzone degli
883 durante la prova. Il programma, co¬
me ho già ricordato, permette di funzio¬
nare totalmente in automatico (e pro¬
grammato anche in remoto, via telefo¬
no), con una manutenzione minima da
parte dell'operatore radio, ma non
esclude la possibilità di realizzare inter¬
venti in diretta con la presenza del DJ.
Conclusioni
La mia è stata una trattazione gene¬
rale, che non ha certamente l'ambizione
di un intervento esaustivo; tra l'altro ho
volutamente tralasciato di approfondire
numerose funzionalità più tecniche che,
a un pubblico di non addetti ai lavori,
avrebbero detto ben poco. Sono però
convinto che la bontà e la validità di
questo prodotto, tutto italiano, vai la pe¬
na di ricordare, sia stata unanimemente
riconosciuta. Questo è tutto. E ricordate
che, quando ascolterete la vostra sta¬
zione preferita, in auto oppure a casa,
dall'altra parte potrebbe esserci il vostro
Amiga che vi parla.
190
MCmicrocomputer n. 1 98 - settembre 1999
XVIII Mostra Mercato del
Radioamatore e
dell'Elettronica
di Angelo Semerano
Il 19 e 20 Giugno, si é svolta a Roseto
degli Abruzzi, presso il Palasport, l'otta¬
va edizione della Fiera dell’Elettronica e
dei Radioamatori. L'anno scorso i ragaz¬
zi della sezione Teramo/Pescara
dell'Amiga Group Italia avevano allestito
uno stand presso il quale venivano ef¬
fettuate dimostrazioni della piattaforma
Amiga, grazie al successo riscontrato
nella passata edizione, quest'anno è
stata instaurata una collaborazione con
il direttivo dell'Associazione Radioama¬
tori Italiani di Roseto, organizzatori della
mostra, per ampliare lo spazio dedicato
ad Amiga.
Grazie ad uno spazio espositivo di cir¬
ca 150 metri quadri, alla disponibilità dei
più importanti rivenditori e produttori
Amiga italiani e del Linux User Group
L'Aquila, è stato creato uno stand alle¬
gro, dinamico, giovane e soprattutto
"alternativo'’ Unico problema, la man¬
canza del collegamento ad Internet a
causa di problemi tecnici alle linee te¬
lefoniche digitali.
ADVCom & Zerotime
Provider internet locali che offrono
pieno supporto all'Amiga erano presenti
in fiera e avevano messo a disposizione
il server per gestire il collegamento ad
internet (non avvenuto a causa dei pro-
blemi precedentemente esposti).
l>V'.v,.v,ady|:Qm,l|
IvV'.y-.v ,-eioume il
Amiga Group Italia
Postazioni grafiche, musicali, luci da
discoteca e tanto rumore distinguevano
le postazioni dell'AGI disseminate in va¬
ri punti Oltre ad effettuare dimostrazio¬
ni varie, l'Amiga Group Italia gestiva an¬
che un mercatino dell'usato.
Kvww amyresource it/AUl
Amiga International, Ine
Petro Tyschtschenko, presidente di
Amiga International, per l'occasione ha
inviato dalla Germania penne e adesivi
che sono stati regalati ai visitatori Altri
gadget, quali portachiavi, spille e accen¬
dini erano in vendita presso una posta¬
zione AGI per recuperare le spese so¬
stenute per l'affitto dello stand.
Una spilla Amiga è stata inoltre rega¬
lata al Sindaco di Roseto degli Abruzzi,
che ci è venuto a fare visita
frvww amiga 04
Darkage Software
I produttori del famosissimo Extreme
erano presenti m fiera con un grande
stand presso il quale offrivano il loro
programma a sole 20.000 lire. Non
mancavano anche hardware e software
in vendita e la demo di Tales From Hea-
ven, il loro nuovo videogioco (un
platform in 3D) che ha stupito e affasci¬
nato numerose persone.
)www iQeaiia ner/aar^adtl
Interactive
Purtroppo, a causa di un imprevisto, il
buon vecchio Luca Danelon non era con
noi. ma erano con noi i suoi CD (offerti
gratuitamente ai visitatori) che sono let-
teralmente andati a ruba
Linux User Group
I ragazzi del LUG L'Aquila, offrivano al
pubblico dimostrazioni di uno dei miglio¬
ri sistemi operativi mai realizzati e di va¬
ri programmi. Durante i due giorni della
fiera la loro postazione è stata meta di
numerosi visitatori che hanno letteral¬
mente stremato questi volenterosi ra¬
gazzi _
|ìt;p //redstua mci umvaq n/iucl
PCPIanet
Uno dei migliori rivenditori locali di
hardware e software per compatibili era
presente, con offerte speciali su moni¬
tor, stampanti, scanner e tanto altro
PC Planet, di Lanzi Fabio
Tortoreto Lido (TE) - Tel
0861/789136
S-Cube System Shock Solutions
Massimo Santoro e Bernardo Inno¬
centi erano presenti con un attivissimo
stand dove effettuavano dimostrazioni
varie dei loro ottimi prodotti dedicati alle
reti e dell' Amiga Unix Compendium, di¬
stribuzione di Lmux68k, LinuxPPC e
NetBSD da loro realizzata
Iwww vaeoso" .i/s-cui-l
WG Computers
Direttamente da Empoli, il più impor¬
tante rivenditore Amiga italiano, era pre¬
sente con un grande stand pieno di
hardware e software, presso il quale
raccoglievano ordini di materiale ed ef¬
fettuavano dimostrazioni.
Kvww.wgcompuieis I
Purtroppo lo spazio è tiranno e quindi
ci dobbiamo fermare qui Maggiori
informazioni sulla fiera e un reportage
fotografico completo sono disponibili
sia sul sito dell'Amiga Group Italia che
su quello della sezione Teramo/Pescara
all'indirizzo http://agi.zerotime.it.
MS
MCmicrocomputer n. 198 - settembre 1999
191
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